Visualizzazione post con etichetta Associazione Luciese Salute e Ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Associazione Luciese Salute e Ambiente. Mostra tutti i post

sabato 9 settembre 2017

ALSA: 2° Giornata della Salute e della Prevenzione

Visite, esami e consulti medici del tutto gratis per favorire e promuovere la cultura della prevenzione sanitaria che, in moltissimi casi, può salvare la vita. Nasce con questo scopo, dopo il successo della precedente edizione, la seconda “Giornata della Salute e della Prevenzione”, in programma domani (domenica) presso il Chiostro del Sacro Cuore per iniziativa dei volontari Alsa, l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente da sempre in prima linea sui temi della salute e della sicurezza del territorio. 
La giornata prevede alle 8.30 l’inizio delle visite e alle 12 la chiusura dell’accettazione. 
Gli specialisti che presteranno il proprio servizio sono l’endocrinologo Stefano Squadrito, l’oncologa Rosalba Rossello, l’ecografista Domenico La Rosa, il cardiologo Domenico Magliarditi, lo pneumologo Giuseppe Muscianisi, la dermatologa Caterina Ferrara. Le visite preliminari saranno a cura della dott.ssa Tiziana Caporlingua mentre i volontari soccorritori “Misericordia” di Spadafora si occuperanno di controllo glicemico e pressione. 
L’accesso alle visite è aperto a tutti. È consigliabile a chi desidera usufruirne portare eventuali referti medici di esami precedenti.

sabato 22 aprile 2017

"Contrada Acquaviola n.1" - Il teatro come occasione di sensibilizzazione sul tema ambientale


Vivere è un diritto. Farlo degnamente, lontano da inquinanti letali è un sacrosanto diritto. Lottare contro la presenza di varianti che contrastano quel principio, invece, non è altro che un dovere. 
La Valle del Mela, negli ultimi anni, ha visto aumentare in maniera esponenziale il grado di consapevolezza generale sulla realtà che giornalmente ogni cittadino vive. Inutile fare cronistorie sugli eventi scatenanti che potrebbero risultare noiose, ma tant’è. Il ruolo delle associazioni è stato di vitale importanza: quello di informare in maniera trasparente, di sensibilizzare l’opinione pubblica, mettendola al corrente delle quotidiane tristi novità che attanagliano questo territorio. 
La nostra associazione Alsa, nonostante ancora la “tenera” età, ha dato il suo contributo. Tra un convegno e l’altro, una manifestazione ed un corteo, una trasferta a fianco dei movimenti regionali che condividono le nostre stesse lotte (l’ultimo in ordine temporale, Armicci), ha cercato stavolta di mirare a qualcosa di diverso, di nuovo. 
Manca ormai poco alla tanto attesa rappresentazione teatrale dal titolo “Contrada Acquaviola n.1”, interpretata sapientemente da Simone Corso ed Antonio Alveario, con la regia di Roberto Bonaventura, che andrà in scena stasera alle 21 presso l’Aula Consiliare di Via Pietro Nenni. L’ingresso in sala è totalmente gratuito, grazie al contributo offerto dagli sponsor dell’evento ed all’autotassazione dei membri di Alsa
L’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare alle coscienze e smuoverle, stavolta tramite le emozioni suscitate dalla poesia e dalla bellezza di uno spettacolo puro, nato da una vera e propria urgenza civile. In scena c’è infatti il dialogo tra un padre e un figlio che affrontano i grandi temi della morte, della malattia e della partenza definitiva da un luogo che ha legato i propri destini alla presenza delle industrie sorte laddove fiorivano i gelsomini. 


Una situazione reale, civile, per niente astratta: una realtà che la gente di questo territorio ha vissuto per troppo tempo e che, purtroppo, vive ancora. Una realtà che, se si allargano le maglie dell’analisi, vede attorno a sé la terra bruciata di un’economia disastrata, di un sistema sanitario smantellato da una politica miope ed irresponsabile, da un’opera neo-colonialista che favorisce il grosso industriale e non le piccole realtà locali, provocando il profondo e netto distacco tra la base popolare e la cosiddetta “cosa pubblica”. Una terra che un tempo pullulava di vitalità, che era simbolo di fermento culturale ed artigianale, sembra essere caduta nel sonno. Ma, purtroppo, sono soprattutto le coscienze ad essere sopite, sotto scacco di un sistema fallimentare che nel giro di diversi decenni ha portato questo angolo di paradiso a diventare, per molti, una trappola da cui difficilmente uscire sani. 
L’illusoria pedina di scambio del “posto di lavoro”, offerta dalla potente multinazionale di turno, non ha portato nulla se non tristi delusioni ed innalzamenti del carico inquinante, con ovvie conseguenze sul bilancio sanitario della Valle. Bilancio sanitario che, a sua volta, non riesce nemmeno ad essere assorbito in quanto le strutture risultano essere sottodimensionate o addirittura inesistenti, alimentando quell'odioso e drammatico fenomeno dei “viaggi della speranza” che, noi abitanti del meridione d’Italia, conosciamo sin troppo bene. Che vantaggi ha la comunità della Valle del Mela, nel subire questo scempio vistoso? Che benefici ha portato, tutto ciò, nel corso dei decenni? 
Oggi, 22 Aprile, è la giornata mondiale della Terra. Una giornata per ricordare a tutti, soprattutto a noi stessi, che la terra che calpestiamo non ci appartiene, né apparteneva a chi ci ha preceduti. Questa terra ci è data in “gentile concessione” ed è nostro dovere difenderla, rispettarla per ciò che è, per le stupende biodiversità che presenta, non distruggerla come abbiamo fatto sinora nel corso dei secoli. L’uomo ha il grosso compito di comprendere, adesso, questo passo fondamentale per potersi garantire un futuro quanto più stabile e certo, per non cadere nel baratro che purtroppo, di questo passo, non può di certo evitare. 
La rappresentazione teatrale che andrà in scena è un mix di elementi che riportano lo spettatore nella realtà che lo circonda. Nuda da qualsiasi preconcetto ideologico, mette in scena ciò che centinaia di famiglie del posto hanno vissuto, vivono e, purtroppo, vivranno, fin quando le cose non cambieranno rendendo questa Valle l’angolo di paradiso che merita di essere per natura. 
Questa è una terra su cui sono state commesse barbarie ambientali indicibili, ma ancora si persevera nell’errore volendo seguire la strada dell’industrializzazione e non quella delle bonifiche e del risanamento ambientale. Noi crediamo in uno sviluppo alternativo, sostenibile e compatibile con un futuro di salute e ambiente sano, lontano dai veleni delle ciminiere o dall’olezzo della spazzatura, vista appositamente solo ed esclusivamente come un problema (in fase emergenziale) e mai come una risorsa da cui trarre beneficio. E, soprattutto, lontano dalla puzza del denaro sporco che circola attorno a questi grossi affari, che prostrano (incolpevolmente ed inconsapevolmente) il popolo allo strapotere economico di pochi. 

Filippo Alibrando – Ass. Luciese per la Salute e l’Ambiente

sabato 12 marzo 2016

Nota firmata dai comitati e associazioni del Movimento No Inceneritore del Mela

COMUNICATO STAMPA

I sottoscritti firmatari hanno tenuto oggi, venerdì 11 marzo 2016, a Pace del Mela, Palazzo Lo Sciotto, una conferenza Stampa. L'incontro si è concentrato sugli obbiettivi tattici che il movimento contro l'Inceneritore del Mela e tutti gli Inceneritori dovrebbe assumere, anche in considerazione delle altre criticità ambientali, sanitarie, economiche e sociali che caratterizzano il comprensorio di Milazzo-Barcellona-Valle del Mela.

La lotta contro l'inceneritore del Mela ha negli ultimi mesi beneficiato del grande slancio impresso dalla partecipazione popolare di massa, registrata in tre comuni del comprensorio. I referendum comunali di Pace del Mela, San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò, infatti, hanno confermato tutte le aspettative del Comitato Referendario Territoriale. Accanto alla prevalenza plebiscitaria del NO all'inceneritore, l'altro importante risultato raggiunto è la capillare campagna di informazione e sensibilizzazione che le consultazioni hanno innescato. Grazie ad essa le ragioni del NO, articolate sotto gli aspetti sanitari, ambientali, sociali ed economici sono ormai patrimonio diffuso anche di coloro non definibili “attivisti” o membri di associazioni specializzate.

Per queste ragioni il Comitato Referendario Territoriale, che è nato anche per la promozione dei referendum comunali nei comuni del comprensorio di Milazzo-Barcellona-Valle del Mela, esorta le amministrazioni dei comuni che non hanno ancora indetto consultazioni comunali a farlo tempestivamente (utilizzando magari la consultazione referendaria nazionale del prossimo 17 aprile con evidente risparmi di risorse economiche), riconoscendo ai propri cittadini il diritto di ratificare attraverso le urne la loro contrarietà alla costruzione dell'inceneritore del Mela.

In un panorama caratterizzato dalla spoliazione dei basilari diritti di partecipazione democratica e da una progressiva centralizzazione delle decisioni, capaci di influenzare pesantemente la vita delle comunità locali, lo strumento referendario rimane tra i pochi capaci di tutelare sovranità del legittimo portatore, il popolo, così come sancito dalla Costituzione delle Repubblica.

In questo quadro, di primaria importanza è la partecipazione al prossimo referendum nazionale abrogativo del 17 aprile. In quella data, in sostanza, siamo chiamati a decidere se il patrimonio territoriale d'Italia debba essere fonte di benessere diffuso o motivo di arricchimento per poche società petrolifere. I firmatari invitano senza riserva a votare SI, per liberare i nostri mari e territori dall'attività estrattiva di idrocarburi.

La mobilitazione popolare si esprime anche attraverso le manifestazioni di piazza. Pertanto i firmatari hanno indetto insieme alle altre componenti del territorio la manifestazione regionale contro gli inceneritori, prevista per la prossima domenica 13 marzo a Milazzo. È importante precisare che tale evento ha la paternità di tutto il movimento NO Inceneritore del Mela e non vi è alcuna primogenitura attribuibile a qualche componente in particolare. L'importanza che la lotta contro gli inceneritori assume per l'intera collettività del comprensorio impone che le grandi manifestazioni di massa siano indette e condotte da tutte le componenti associative e di movimento presenti sul territorio.

Le donne e gli uomini che vivono i territori hanno piena sovranità a decidere sul loro futuro e pertanto sono legittimati a respingere con forza i progetti di espropriazione e sfruttamento, come gli elettrodotti TERNA, la costruzione delle trivelle, alla privatizzazione dell'acqua, la costruzione del MUOS e di altri dispositivi militari invasivi.

Al fine dei dare concretezza alle enunciazioni qui sviluppate si rende necessario interpellare le istituzioni, dal loro livello locale a quello nazionale. Esse non possono rimanere sorde alla forza e alla cogenza del messaggio che proviene dal comprensorio di Milazzo-Barcellona-Valle del Mela, rese ancora più evidente dall'articolazione di richieste e rivendicazioni che segue.

Rivendicazioni di carattere Regionale e Nazionale

  1. Dichiarazione formare del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e del Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, del Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, del Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Messina Filippo Romano, del Sindaco di San Filippo del Mela Pasquale Aliprandi che esprima la più ferma contrarietà all'installazione di impianti di incenerimento sul suolo siciliano e nazionale, quale modalità di smaltimento dei rifiuti. Sarà resa esplicita la richiesta di emettere parere negativo al progetto presentato da A2A spa per la riconversione della Centrale Termo Elettrica di Archi-San Filippo del Mela in mega-inceneritore.
  2. Adozione da parte dell'Assemblea Regionale Siciliana di una mozione che ratifichi la netta contrarietà all’installazione nel territorio siciliano di qualsiasi inceneritore di rifiuti o combustibili da esso derivati
  3. Adozione di tutti i provvedimenti legislativi e amministrativi necessari da parte dell'Assemblea Regionale Siciliana e del Governo Regionale per:

    1. L'elaborazione immediata di uno un Piano strategico per la gestione dei rifiuti nella regione Sicilia che individui entro il termine di sei mesi: (i) realizzazione nel territorio della regione Sicilia di impianti di compostaggio circa 800 mila tonnellate/anno; (ii) strategia specifica di incremento delle quote di raccolta differenziata fino al 65% dei totale dei rifiuti prodotti, quota minima indicata dalle vigenti normative europee;

    1. Il Riconoscimento del diritto delle popolazioni viventi nei territori interessati da progetti industriali o militari altamente invasivi come inceneritori, trivellazioni, impianti di raffinazione petrolifera e per le produzioni petrochimiche, stoccaggio di scorie nucleari, centrali a biomasse, parchi eolici o solari estensivi, MUOS, cave estrattive, basi militari e esercitazioni militari a essere interpellati sulla realizzazione o permanenza dei progetti stessi mediante referendum popolari, partecipando attivamente al processo decisionale sulla costruzione di tali progetti, capaci di introdurre modificazioni permanenti dell'assetto sociale ed economico del territorio, nonché determinare compromissione della salute pubblica dell'integrità ambientale.

  1. Approvazione immediata, e in via definitiva, del Piano Paesaggistico d’Ambito 9, mantenendo, senza modifiche, l’art. 55 (riguardante il paesaggio del milazzese e dintorni) ed in particolare gli indirizzi, le direttive e le prescrizioni della specifica “12D- Paesaggio della riviera di levante”

Rivendicazioni di carattere locale per il comprensorio di Milazzo-Valle del Mela

  1. Indizione da parte delle amministrazioni comunali del comprensorio della provincia tirrenica Messinese per un raggio di almeno 30 km dall'area industriale di Milazzo-Valle del Mela, inviata per conoscenza all'ANCI Sicilia, di referendum popolari nei comuni dell'area aventi oggetto il progetto di riconversione della Centrale Termoelettrica di Archi-San Filippo del Mela in mega-inceneritore;
  2. Avvio immediato della raccolta differenziata porta a porta nei comuni del comprensorio dove questa non sia ancora attiva e potenziamento in tutti gli altri per il raggiungimento della quota minima del 65% dei rifiuti prodotti, così come previsto dalle vigenti normative europee;
  3. Richiesta formale da parte dei sindaci del comprensorio di Milazzo-Barcellona-Valle del Mela all'indirizzo dell’Assessore Regionale ai Beni Culturali per l’approvazione immediata e in via definitiva del Piano Paesaggistico d’Ambito 9,mantenendo, senza modifiche, l’art. 55 (riguardante il paesaggio del milazzese e dintorni) ed in particolare gli indirizzi, le direttive e le prescrizioni della specifica “12D- Paesaggio della riviera di levante”.
  4. Promozione di una protocollo tra EE. LL. e portatori di interessi collettivi per l'Individuazione e istituzione di un Nuovo Ente Istituzionale composto dagli EE. LL. del comprensorio di Milazzo-Valle del Mela, competente per la gestione del polo industriale di Milazzo-Valle del Mela e di tutte le attività connesse, quali: concessioni, autorizzazioni, revisioni, ammodernamenti, ampliamenti, modifiche e/o altre attività di tutti gli impianti industriali esistenti (RAM, centrale Edipower, Acciaierie, etc.);
  5. Elaborazione di un Piano straordinario per l’evacuazione delle civili popolazioni del comprensorio industriale tirrenico;
  6. Dismissione di tutti i serbatoi della RAM e della Centrale Edipower adiacenti alle civili abitazioni di Archi e Parco Nuovo;
  7. Elaborazione di Nuovo Piano di Sviluppo Socio/economico e occupazionale alternativo all’attuale polo industriale che preveda le seguenti azioni urgenti:
  1. Avvio entro dodici mesi di una generale bonifica sanitaria e ambientale, messa in sicurezza del territorio, con particolare attenzione al dissesto idro-geologico, alla rete viaria. Tali azioni devono mirare a una sostanziale diminuzione dell'impatto sanitario e ambientale;
  2. Potenziamento del sistema di controllo emissioni inquinanti sotto il diretto controllo degli EE.LL. del comprensorio;
  3. Avvio di uno screening di massa delle popolazioni residenti ed in particolare della popolazione giovanile di età compresa tra 10/20 anni e delle donne di età compresa tra 10/40 anni;
  4. Consolidamento del registro tumori territoriale, con risoluzione di qualsiasi conflitto d'interesse di cui siano oggetto quadri dirigenziali, di modo che si renda impossibile la detenzione di incarichi multipli che determinino la sovrapposizione di funzioni di controllo e di tutela degli interessi delle aziende proprietarie o gestrici degli impianti oggetto dei controlli;
  5. Analisi a campione dei terreni adiacenti agli impianti industriali;
  6. Istituzione in ogni comune dell’organo di controllo sulla gestione della Raccolta Differenziata composto da Comitati/movimenti dei cittadini cosi come previsto dall’art. 4 comma N della l.r. nr. 9/2010.
Nell’ottica di tali punti e per una migliore azione di tutela della salute, dell’ambiente gli stessi sottoscrittori hanno avviato la richiesta di un incontro con la Commissione d’indagine Ambientale della Valle del Mela nominata dall’Assemblea Regionale Siciliana.

Le Associazioni e i comitati firmatari

Alsa Santa Lucia del Mela
Arci Messina
Comitato No Inceneritore del Mela #fuoridaipolmoni
Futura Pace del Mela
Legambiente del Longano
Terramare Sicilia
Zero Waste Sicilia
Zero Waste Circolo del Mela

lunedì 7 marzo 2016

Inceneritore? No, grazie!


Filippo Alibrando - Katia TrifiròAltro referendum, altro risultato, altro schiacciante esito contrario. 
È andato di scena ieri, Domenica 6 Marzo 2016, il referendum consultivo nel Comune di Pace del Mela riguardante la riconversione della CTE Edipower di San Filippo del Mela ad Inceneritore di rifiuti (CSS - Combustibile Solido Secondario). L’esito venuto fuori dalle quattro sezioni programmate ha visto una vittoria plebiscitaria del NO, che con 2901 voti si è attestata al 98,47%, contro gli appena 29 voti per il SI (0,98%). 
A recarsi alle urne, durante l’arco orario 8:00 – 22:00, sono stati ben 2946 cittadini su 5414 aventi diritto al voto, costituendo dunque una percentuale del 54,41%. Il dato quindi supera ampiamente il quorum del 50% fissato dal regolamento, rendendo quindi l’esito totalmente valido.
Le 2901 voci contrarie dei pacesi all’Inceneritore del Mela che si sono espressi ieri, vanno ad aggiungersi alle migliaia di voti dei cittadini dei Comuni di San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò, nei quali il referendum si è svolto il 31 Gennaio 2016. 
Analizzando i dati delle tre consultazioni referendarie quindi, salta subito all’occhio la linea maggioritaria che, pesantemente, propende per il NO all’Inceneritore. Un dato che, già a ridosso della chiusura delle urne, è stato accolto come segnale positivo e incoraggiante dai cittadini impegnati in prima linea nella battaglia ambientalista che riguarda il futuro stesso di questa terra. 
«Il risultato di ieri va infatti inserito nel contesto della nostra amata e più volte vituperata Valle del Mela ove si è palesemente e fortunatamente risvegliata la coscienza popolare», scrive in un comunicato l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente, che rincara la dose sperando che anche gli altri comuni interessati si decidano finalmente «a far "tuonare" la voce del popolo»: «Ed adesso cari Renzi, Crocetta, Faraone, Lo Bello come la mettiamo???? Siete ancora così sicuri di voler propinare al nostro territorio questo ennesimo "regalo di morte"? Crediamo e speriamo che qualche dubbio inizi a sorgervi e siamo certi che qualche sedia incominci a traballare».
I 2.901 calci dati nella giornata di ieri dai cittadini di Pace del Mela all’Inceneritore proposto da A2A rafforzano la speranza che il popolo sovrano possa decidere sulle sorti del territorio e danno nuova linfa alla manifestazione regionale che, domenica prossima, è prevista a Milazzo a partire da Piazza San Papino alle ore 15.00, per dire ancora una volta un netto NO ad ogni progetto di incenerire i rifiuti. Un progetto scellerato, come stamattina ribadisce ancora una volta il Comitato NO Inceneritore del Mela, mettendo in rilievo il carattere affaristico dell’enorme macchina di morte che si prospetta in un’area geografica già dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale ma priva, ad oggi, di qualunque piano di riqualificazione e bonifica.
In questa direzione, non si può ancora ignorare il valore del Referendum di ieri, «una massiccia dose di democrazia diretta» in cui urla l’insofferenza popolare per un modello industriale che  pretende di barattare il business dei rifiuti – a beneficio di pochi – con malattie e sottosviluppo. «Il valore di questo risultato va oltre lo stretto di Messina e diffonde il suo chiaro significato a tutti i territori a rischio devastazione: la sovranità su di essi appartiene alle persone che li attraversano e i progetti di espropriazione e sfruttamento vanno respinti con forza – afferma la nota del Comitato –. Finalmente la Valle del Mela non è più solo un ricettacolo di veleni e sporchi interessi, ma anche un luogo in cui le persone ascoltano la loro coscienza e sono pronte a lottare e difendere la vita, la terra e il futuro».
Uno degli aspetti più significativi di questa battaglia condotta dagli uomini è dalle donne della Valle del Mela è, non in ultima analisi, il potentissimo effetto domino innestato dal confronto, dal dialogo, dalla condivisione delle informazioni e dalla consapevolezza della lotta comune: un processo che smentisce quanti non hanno creduto nella campagna referendaria e nella capacità del popolo di autodeterminarsi attraverso la formazione di una coscienza critica, che si alimenta con la libertà di scelta, con la fiducia in un destino diverso, con l’idea che i cittadini, e non altri, siano i primi depositari di una forza politica che non ha bisogno di fasce e poltrone per affermarsi.  
Per questo anche il Blog del Mela, insieme a tutte le cittadine e i cittadini in prima linea in questa battaglia, dice con forza, ora più che mai, 
inceneritori #fuoridaipolmoni!

venerdì 12 febbraio 2016

Crocetta nella Valle del Mela, parte l'invito di sedici Comuni al presidente della Regione

Sedici i Comuni che si sono incontrati a Santa Lucia del Mela
Un invito istituzionale al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta nella Valle del Mela, alla presenza dei sindaci, delle giunte e dei consigli comunali del comprensorio tirrenico, per esprimere in maniera netta la contrarietà del territorio alla realizzazione di un mega inceneritore a San Filippo del Mela e proporre soluzioni alternative che tutelino l’ambiente da nuovi insediamenti industriali. Si compatta attorno a questa proposta la rete degli amministratori che ieri, nel palazzo socio-culturale luciese, si sono riuniti su invito del sindaco di Santa Lucia del Mela Nino Campo con l’obiettivo di concertare una strategia condivisa, a fronte delle recenti prese di posizione ufficiali da parte degli organi politici regionali e nazionali sui termovalorizzatori da far sorgere in Sicilia. 
All’invito, rivolto agli altri Comuni che, come quello luciese, hanno deliberato in sede consiliare e in altre specifiche sedi contro il progetto di A2A, hanno risposto Barcellona Pozzo di Gotto, Condrò, Furnari, Milazzo, Monforte San Giorgio, Rometta, San Pier Niceto, Saponara, Spadafora, Torregrotta, Valdina, Venetico, Villafranca Tirrena; presenti all’incontro anche Gualtieri Sicaminò e San Filippo del Mela, i due Comuni nei quali in occasione del referendum consultivo del 31 gennaio scorso – che verrà replicato il 6 marzo a Pace del Mela – migliaia di cittadini si sono espressi contro la realizzazione dell’impianto; altri Comuni, come Merì e Roccavaldina, hanno fatto sapere che aderiranno alla rete istituzionale che, nei prossimi giorni, si tenterà di allargare ulteriormente. «Non si può penalizzare un comprensorio già pesantemente compromesso, dichiarato già nel 2002 ad alto rischio di crisi ambientale ma privato completamente di qualunque piano di risanamento – ha detto il sindaco Campo –. Abbiamo le idee chiare sul futuro e lo diremo compatti al presidente Crocetta, che già oggi inviteremo sul nostro territorio per far sentire la nostra voce». 
Alcune proposte di intervento concreto arrivano intanto dall’Alsa, l’associazione luciese per la salute e l’ambiente, che scrivendo ai Comuni del comprensorio continua a sollecitare l’indizione di referendum comunali da svolgersi tutti il 6 marzo, data prevista per la consultazione popolare a Pace del Mela, ma anche l’organizzazione di una imponente manifestazione per le strade di Palermo, con pullman gratuiti a disposizione dei cittadini, e la richiesta di un’audizione in sede regionale al fine di ottenere la bocciatura di ogni progetto di impianti di incenerimento nel territorio. «In caso di esito anche solo parzialmente negativo – si legge nel comunicato –, si invitano i sindaci e gli assessori ad indossare la fascia tricolore (per il quale sono pagati) e ad effettuare uno sciopero della fame e della sete ad oltranza, fino a quando non si otterrà la certificazione assoluta di quanto chiesto». 
(KT)

No inceneritore, il 13 marzo manifestazione regionale a Milazzo


Appello del Comitato No Inceneritore del Mela
"Da Roma e Palermo suonano a morte le trombe dello sfruttamento, della devastazione e della sopraffazione. Renzi e Crocetta vorrebbero imporre all'isola e al territorio della Valle del Mela l'ennesimo tributo di vite umane e di futuro in nome del profitto di invasori venuti da fuori e delle loro stesse poltrone. 

In un disegno che coinvolge tutti i territori d'Italia e dell'isola, lo smaltimento dei rifiuti vorrebbe essere trasformato nell'ennesima occasione di guadagni enormi e facili, attraverso la spartizione delle risorse pubbliche e sulla pelle delle donne e uomini che quotidianamente attraversano i territori. Un'isola, la Sicilia, che si vorrebbe ormai riserva di caccia per petrolieri e spazzaturai, nonché piattaforma militare da cui lanciare le guerre contemporanee utili solo a scatenare esodi biblici di disperati.

Il progetto di due mega inceneritori, voluti da giganti multinazionali (A2A, Hera, Enel e Ires) subito obbedite dai satrapi romani e sottoscritti dai luogotenenti di Palermo, incombe sulla Sicilia. Due enormi mostri che non risolverebbero l'emergenza rifiuti, anzi l'aggraverebbero, che priverebbero i cittadini di preziosi materiali da recuperare e che incenerirebbero innumerevoli di vite e di posti di lavoro. Altrove in Italia la gestione virtuosa dei rifiuti crea occupazione e sviluppo, come in provincia di Treviso, senza uccidere nessuno. Le potenzialità sono enormemente maggiori di quelli offerte dall'incenerimento e pretendiamo che vengano sfruttate!

Dopo la valanga di NO dei referendum comunali, giorno 13 marzo è necessario scendere in piazza di nuovo e rispedire l'inceneritore al mittente. Dobbiamo essere in migliaia e far arrivare forte il nostro NO alle poltrone romane e palermitane. Riempiamo le strade di Milazzo, perla sfregiata del tirreno e testimonianza di un modello di sviluppo distruttivo e sbagliato. L'inceneritore potrebbe essere la nostra pietra tombale...FERMIAMOLI!

Assieme ai movimenti fratelli che si oppongono alla costruzione delle trivelle, alla privatizzazione dell'acqua, alla costruzione del MUOS e alla trasformazione della Sicilia in un avamposto militare, vogliamo fare fronte comune per liberare la Sicilia dall'aggressione dei ricchi barbari in giacca e cravatta, buoni solo rubare le nostre ricchezze e a perpetuare la condizione di dipendenza e sfruttamento in cui da troppo tempo versa la nostra isola. Ogni anno migliaia di Siciliani lasciano la loro terra, ogni anno altri si ammalano a causa di industrie mefitiche e moltissimo languono sfruttati o disoccupati. E l'unica soluzione che ci viene proposta dalla politica è di perpetuare la distruzione del territorio e l'asservimento a poteri economici che desertificano in cambio di qualche briciola. Milazzo e la Valle del Mela sono un atroce esempio di questo sistema. È ora di dire basta!

Esigiamo bonifiche, non altro inquinamento! Vogliamo che la ricchezza del nostro territorio non venga distrutta, ma tutelata e distribuita a tutti! Vogliamo dimenticare l'industria pesante e puntare su attività rispettose delle caratteristiche geografiche, culturali e paesaggistiche dei territori! Lavorare senza distruggere e avvelenare è possibile!

Domenica 13 marzo sarà la giornata di tutte e tutti, delle figlie e dei figli, dei genitori, degli amici, delle persone che vogliono riappropriarsi di questo territorio e difendere la propria vita. Sarà la giornata dei progetti di sviluppo diversi, inclusivi per tutti, a partire dalla gestione di quei materiali, erroneamente definiti rifiuti, che in realtà sono ricchezza appartenente alla collettività, a tutti noi. Per questo il movimento NO Inceneritore chiama tutti i movimenti isolani le realtà associative che credono sia giunta l'ora di riappropriarsi dei territori e dei loro beni che sono di tutti. Fermiamo la devastazione per una Sicilia libera e prospera!"

giovedì 11 febbraio 2016

No inceneritore, gli ambientalisti luciesi scrivono ai Comuni

COMUNICATO 
DELL'ASSOCIAZIONE LUCIESE PER LA SALUTE E L'AMBIENTE




È di queste ore la notizia che la conferenza delle regioni (Sicilia rappresentata dall'assessore Lo Bello) si sia espressa favorevolmente in merito alla costruzione di inceneritori in Italia. Nella nostra regione (come espressamente confermato dal Ministro Galletti ed ulteriormente avvalorata dal sottosegretario Faraone) ne dovrebbero sorgere due di grandi dimensioni (o sei di dimensioni più piccole qualora passasse la linea sostenuta dal governatore Crocetta). La nostra Associazione pertanto, quale portatrice di interessi diffusi e collettivi, operante in materia di difesa della salute e dell'ambiente, RITIENE INDISPENSABILE ED IMPROCRASTINABILE  l'immediata attivazione di un tavolo di confronto con tutte le amministrazioni locali della Valle del Mela, finalizzato ad intraprendere azioni condivise e clamorose che vadano ben al di là di semplici incontri di cortesia con coloro che sono i primi responsabili di questo scempio (da Renzi in giù nessuno escluso). Considerati i tempi assolutamente ristretti, fin d'ora formuliamo le seguenti proposte, auspicando che vengano prese in dovuta considerazione:
1 - immediata indizione dei referendum comunali da svolgersi tutti nella data del 6 marzo p.v. (data in cui è già previsto il referendum a Pace del Mela). Ovviamente, indetti gli stessi, le amministrazioni non solo dovranno adeguatamente informare la cittadinanza ma soprattutto dovranno caldeggiarne il voto (così come è stato fatto con successo a Gualtieri Sicaminò);
2 - organizzazione di una imponente manifestazione di popolo da tenersi per le strade del capoluogo siciliano (a tal proposito invitiamo i comuni a mettere a disposizione dei cittadini, in proporzione alla 
densità di popolazione, decine e decine di pullman gratuiti, non meno di 50). BLOCCHIAMO PALERMO;
3 - richiesta di audizione avanzata da tutti i sindaci ed assessori dei comuni della Valle del Mela presso il Palazzo della Regione al fine di ottenere (NERO SU BIANCO) la bocciatura di ogni progetto di impianti di incenerimento nel nostro amato territorio. In caso di esito, anche solo parzialmente negativo, si invitano i sindaci e gli assessori ad indossare la fascia tricolore (per il quale sono pagati) e ad effettuare uno sciopero della fame e della sete ad oltranza, fino a quando non si otterrà la certificazione assoluta di quanto chiesto. A tal proposito, avendo appreso che giorno 11 Febbraio alcuni Sindaci si recheranno ad un incontro con l’Assessore Regionale Lo Bello, si chiede di essere prontamente e dettagliatamente informati dell’esito dello stesso.
Se qualcuno finora, in buona fede, avesse tergiversato ora non potrà più farlo.
Se qualcuno invece lo avesse fatto in mala fede, ora dovrà gettare la maschera. Coloro che non si attiveranno immediatamente saranno ritenuti complici.

Il presente comunicato è stato inviato ai comuni di SAPONARA, VILLAFRANCA TIRRENA, MILAZZO, SAN FILIPPO DEL MELA, SANTA LUCIA DEL MELA, PACE DEL MELA, GUALTIERI SICAMINO’, SAN PIER NICETO, CONDRO’, MERI’, BARCELLONA P.G., FURNARI, MONFORTE SAN GIORGIO, TORREGROTTA, VALDINA, ROCCAVALDINA, VENETICO, SPADAFORA.

lunedì 1 febbraio 2016

Valle del Mela: la quiete dopo la tempesta. E adesso?

F. Alibrando - La Valle del Mela ha trascorso ultimamente giorni di acque agitate, giorni di trepidante attesa in riferimento al Referendum Consultivo svoltosi ieri, 31 Gennaio 2016. Un referendum passato alle cronache come controverso, da alcuni definito addirittura “inutile” per chissà quali ragioni, da altri definito “rischioso” probabilmente per le stesse motivazioni. Ebbene, ieri i cittadini di due Comuni della Valle del Mela (San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò) hanno avuto l’importantissima possibilità di recarsi alle urne per dichiarare il proprio volere sulla faccenda Inceneritore (o “Termovalorizzatore” che dir si voglia per i fan delle mezze misure, a cui piace chiamare le cose con un eufemismo o un vezzeggiativo). Le votazioni si sono svolte regolarmente in 7 sezioni a San Filippo del Mela e in 2 sezioni a Gualtieri Sicaminò, per un totale di circa 8000 persone chiamate al dovere del voto. Tra i due Comuni bisognava fare una distinzione: a San Filippo del Mela era previsto il quorum del 50% mentre a Gualtieri Sicaminò non è stato specificato. 

Il risultato? Da definire molto interessante nel merito, dei numeri ma soprattutto guardando alle percentuali di affluenza. A Gualtieri Sicaminò si è raggiunti l’affluenza del 64% pur senza quorum, con una vittoria schiacciante del NO che si è assestata al 98,7% contro l’appena 1,3% per il SI all’Inceneritore. 

Numeri diversi invece a San Filippo del Mela: affluenza del 43% alle urne (2732 votanti su un totale di 6363 degli aventi diritto), per un’analoga netta vittoria del NO con 2609 voti contro gli appena 104 per il SI all’Inceneritore. Questi i dati, che però aprono le porte a molteplici commenti di cittadini sui social, articoli sulla stampa, comunicati da parte delle associazioni ambientaliste. Ognuno esprime il proprio parere sulla questione, toccando punti di vista spesso diametralmente opposti gli uni agli altri. Molti vogliono riflettere sulla percentuale di affluenza alle urne di San Filippo del Mela, il Comune in cui dovrebbe ricadere l’Inceneritore e che (pur non superando il quorum) ha registrato una valanga di NO alla riconversione. 
Nel merito, il referendum indetto per ieri era di tipo consultivo: significa che la gente è invitata al voto col mero intento di capire l’indirizzo ideologico verso una determinata problematica di interesse collettivo. Per i referendum consultivi, solitamente, non viene quasi mai previsto un quorum da superare. Resta, questo ultimo aspetto, un punto a discrezione dell’Ente che lo indice, che può metterlo così come può ometterlo.
Essendo di tipo consultivo quindi, qualsiasi esito finale avrà una sua valenza. Concetto che, ad onor del vero, ieri è stato appoggiato anche dall’ Assessore Gabriele Saporita e dal Sindaco Aliprandi. E la gente cosa ne pensa? 
La popolazione, stando a ciò che trapela dai social è spaccata in due tronconi: da una lato c’è chi ha votato secondo coscienza per il Si o No, che critica fortemente la controparte che invece non si è mossa da casa per recarsi a votare. C’è chi è deluso, chi arrabbiato. Ma l’evidenza più netta che traspare è l’ennesima mancanza di una generale presa di coscienza che, seppur influenzata da diversi fattori, marca il lascito dietro. Ed è qui che si gioca la partita delle riflessioni più disparate.
Saverio Italiano, capogruppo di maggioranza al consiglio comunale di S. Filippo del Mela, in una intervista ha affermato: <<E’ un dato che si legge da solo: la partecipazione non è stata significativa, ma la maggioranza silenziosa è evidente che propenda per il Si. Hanno perso i cittadini, perché hanno perso l’occasione di esprimersi su una questione così rilevante>>
Questa opinione ha lasciato molto perplessi gli attivisti del fronte del NO, come il movimento “No Inceneritore del Mela” o “ZeroWaste Sicilia”, che hanno motivo di pensarla esattamente al contrario.




L’esito quasi plebiscitario del NO sul SI, nonostante non si sia raggiunto il quorum, la dice lunga sull’indirizzo che gente abbia sulla problematica.
Analizzando i numeri, sono mancati circa 450 voti per il raggiungimento del 50% + 1 previsto. Considerando i residenti filippesi all’estero, chi invece è domiciliato altrove per ragioni di studio o lavoro, si vede benissimo come il dato sia assolutamente verosimile alla realtà, vista tra l’altro l’abissale distanza tra la percentuale a favore e quella contro. Inoltre ricordano come l’attuale sindaco sia stato eletto con 2400 voti, mentre il NO (a San Filippo del Mela) ieri ha vinto con ben 2609 voti. 
Sul fronte del NO, anche l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente (attiva fattivamente per tutta la durata della campagna referendaria) si è espressa stamane con un comunicato sulla propria pagina Facebook. Dal esso si legge: << Trattavasi di un referendum consultivo, come tale di mero indirizzo ed espressivo della volontà popolare, dove il raggiungimento o meno del quorum non significava assolutamente nulla. È stata data dunque una prima mazzata (non solo simbolica) enorme all'inceneritore: adesso aiutateci a continuare a demolirlo>>. 


Nel rispetto assoluto di ogni opinione, però, bisogna adesso mettere da parte il “ciò che poteva essere” e concentrarsi sul “ciò che è”. E soprattutto, cari cittadini della Valle del Mela, bisogna parlare del “cosa può significare” questo risultato in vista del futuro che, di certo, tutto sarà men che tranquillo ed ameno. 
Per il raggiungimento di uno scopo ben preciso, condiviso da tutti i portatori di interesse affinché esso diventi realtà, bisogna perseguire strade che siano funzionali all’esito della vicenda. La giornata di ieri è stata qualcosa di stupendo: non perché la gente sia andata a divertirsi, ma ancora meglio! 
La popolazione ha vissuto ieri una giornata di massima democrazia, nella quale è il popolo a scegliere il proprio destino nell’assoluta coscienza del caso, libera di poter esprimere il proprio orientamento mettendo il tutto nero su bianco. Se si considera il 96% di NO di San Filippo del Mela, unitamente al 98,7% del NO a Gualtieri Sicaminò (quindi in ottica comprensoriale), si capisce benissimo cosa comporti l’indizione di un referendum. 
Cosa accadrebbe se i risultati di queste due comunità fossero corollati da molteplici ulteriori roboanti voti contrari all’Inceneritore, per la totalità dei comuni del Comprensorio? L’esito vedrebbe migliaia di voti opporsi al volere del Governo Nazionale e Regionale, che appoggiano caldamente l’azione di A2A in questo territorio così pesantemente compromesso. La questione adesso non può più essere ristretta all’ambito territoriale, bensì si proietta su un livello nazionale.
Col getto della maschera da parte del Governo Renzi, l’Italia si accinge a promuovere la costruzione di 8 Inceneritori di rifiuti in Italia (2 di questi solo in Sicilia), in nome di un’emergenza rifiuti semplicemente voluta per l’arricchimento dei pochi in favore dei molti, e per le quali tutti noi paghiamo ogni anno fior di milioni di euro in sanzioni economiche, per la mancata messa a norma delle discariche e di tutta la procedura malata di gestione dei rifiuti. 
L’importanza del referendum, come altre volte spiegato, ricopre numerosi aspetti: esso può sancire un bagaglio determinante di voci contrarie allo scellerato piano, ma bisogna vederlo anche come una grandissima occasione per la popolazione della Valle del Mela per potersi sensibilizzare sul tema della gestione corretta dei rifiuti. La lotta contro il mostro chiamato Inceneritore ha speranza di essere vinta solo ed esclusivamente passando dall’informazione e dal buonsenso: non si può prendere una decisione determinante per il futuro se non prima si è adeguatamente informati sui fatti. Questa lotta dev’essere presa come un’occasione per non commettere gli errori del passato in tema di rifiuti, bensì una presa di coscienza reale sui comportamenti virtuosi da sostenere, redditizi sul piano occupazionale, economico, ambientale e sanitario, come ampiamente comprovato da studi ed esempi vari. 
È questo l’ennesimo appello che alcune associazioni locali, ma anche regionali e nazionali (come il premio Nobel per l’Ambiente Rossano Ercolini), rivolgono agli amministratori del Comprensorio.

La volontà popolare è da secoli il principio essenziale di quella dolcissima parola chiamata “democrazia”: se ancora è presente al giorno d’oggi dopo migliaia di anni, significa che è espressione di purezza e giustizia. Non esistono strade giuste e strade sbagliate per arrivare al traguardo: ogni percorso porterà i suoi benefici. L’intento di rendere questa terra nuovamente splendente, guardando al futuro senza girare il capo verso dietro, deve essere una priorità per ogni singolo cittadino della Valle del Mela. Ciò va fatto per i nostri figli, per l’ambiente e la salute, in virtù del diritto alla vita sancito dalla Costituzione ma troppe volte calpestato sotto i piedi vili delle multinazionali avide di profitto che, in questo territorio, hanno contribuito a bloccare una genesi naturale di bellezza e, generalmente, di sviluppo



mercoledì 27 gennaio 2016

Movimento contro l'inceneritore, perché votare NO al Referendum


Riceviamo e pubblichiamo: 

Non avendo argomenti concreti da portare in favore dell’inceneritore, l’azienda proponente ha pensato bene che l’unica strategia possibile sia ancora una volta quella di confondere e depistare i cittadini.
Molti a San Filippo del Mela si sono visti recapitare una simpatica brochure. Si parla di tanti bei progetti per il presunto futuro della centrale di San Filippo: impianti di fotovoltaico, digestione anaerobica dell’umido e solare termodinamico. Peccato che di tutte questo nel progetto in esame al Ministero dell’Ambiente non vi sia traccia. Viceversa il progetto realmente presentato, ovvero quello dell’inceneritore, nella brochure viene trattato in maniera grossolana e chiamato con l’espressione generica e artatamente benevola di “impianto di produzione di energia da CSS”.

E’ quindi necessario fare chiarezza:
- l’impianto a CSS proposto è semplicemente un mega-inceneritore di rifiuti, che utilizzerà le stesse tecnologie attualmente utilizzate negli altri inceneritori. Si tratta di un progetto già sonoramente bocciato da enti indipendenti come la Soprintendenza Beni Culturali e l’Ordine dei Medici.

- Il referendum di domenica 31 riguarda solo il progetto dell’inceneritore, non le altre belle cose millantate da A2A nella brochure o sui giornali. Infatti finora l’inceneritore è l’unica minacciosa proposta che l’azienda ha formalmente avanzato.

- E’ chiaro che con l’inceneritore la qualità dell’aria peggiorerà. Molte tra le emissioni più pericolose dell’inceneritore sono diverse da quelle dell’attuale centrale e quindi sarebbero una “novità”. Di certo c’è che la qualità dell’aria sarà molto più salubre senza inceneritore.

- Come dimostrato da numerosi studi epidemiologici, gli inceneritori hanno effetti devastanti sulla salute della popolazione. Ad esempio ciò è stato recentemente dimostrato da uno studio Arpa riguardante l’inceneritore di Vercelli, con effetti catastrofici sia in termini di mortalità che di malattie.

- Ovviamente anche l’inceneritore di Vercelli rispettava i limiti di legge ed anzi bruciava solo un ventesimo dei rifiuti di quello proposto qui da noi, i cui effetti sarebbero quindi molto più gravi. Il fatto che le emissioni saranno inferiori ai limiti di legge non vuol dire quindi affatto che i cittadini saranno al sicuro.

- Secondo gli stessi numeri forniti nel progetto in un anno l’inceneritore emetterà un quantitativo di diossina pari alle emissioni annuali di milioni di auto. Tale quantitativo corrisponde ad alcuni milioni di volte la dose massima tollerabile stabilita dall’Unione Europea per un essere umano.

- Il progetto prevede il transito di quasi 11 mezzi pesanti ogni ora, altro che 13 viaggi al giorno come affermato dall’Amministratore Delegato Masi.

- Il recente parere positivo delle Regioni a 8 inceneritori di cui 2 in Sicilia è una brutta notizia, ma non può essere interpretato come un via libera all’inceneritore di S. Filippo. Ad ogni modo, per rispedire al mittente ogni minaccia, è ancora più importante il Referendum di domenica 31.

- L’inceneritore non è di alcuna utilità per l’emergenza rifiuti, visto che ci vogliono 5 anni per realizzarlo. L’emergenza va invece affrontata portando in breve tempo la raccolta differenziata a livelli da paese civile e dotandoci di impianti di riciclaggio e compostaggio.

Sono queste ultime, oltre alle energie rinnovabili innovative come il solare termodinamico, le tecnologie che proponiamo per la riconversione della centrale in alternativa all’inceneritore: tecnologie realmente all’avanguardia che garantirebbero molta più occupazione e ricchezza a fronte di zero emissioni.

A2A ritiri il folle progetto dell’inceneritore e presenti quello delle tecnologie pulite che finora esistono solo nella brochure distribuita ai cittadini per pura propaganda.

Il 31 gennaio dicendo NO all’inceneritore i cittadini di fatto permetteranno alle alternative pulite di diventare realtà, dando lavoro, sviluppo e ricchezza al territorio nel rispetto di chi ci vive.

Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela
Comitato No Inceneritore del Mela
Coordinamento ambientale Milazzo-Valle del Mela
Adasc
Alsa
Comitato No CSS Inceneritore del Mela
Rifiuti Zero Sicilia
O2 Italia
Mamme per la vita
Associazione TerrAmare Sicilia
Meetup Milazzo in MoVimento
Comitato territoriale referendario

lunedì 25 gennaio 2016

Il “Nobel” per l’ Ambiente Rossano Ercolini domani a San Filippo del Mela per dire NO all’ inceneritore



In vista del Referendum contro l’inceneritore che si terrà il 31 gennaio a San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò, le associazioni del Comitato Referendario Territoriale hanno organizzato un incontro pubblico che si terrà domani, martedì 26 gennaio alle 17, presso l’aula consiliare di San Filippo del Mela.

All’incontro, presieduto dal Prof. Beniamino Ginatempo, docente all’Università degli studi di Messina e presidente dell’associazione Zero Waste Sicilia, interverranno Enzo Favoino, sempre di Zero Waste, e Rossano Ercolini, vincitore del Goldman Environmental Prize 2013, il “Nobel” per l’ambiente.

Ercolini ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca di alternative possibili all’attuale sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti e quindi all’incenerimento. Oggi è presidente dell’associazione Zero Waste Europa per la diffusione della strategia Rifiuti Zero, cui oggi aderiscono 217 comuni italiani per un totale di oltre 4 milioni e mezzo di abitanti.

sabato 16 gennaio 2016

Inceneritore e Referendum, martedì un incontro pubblico a S.Lucia del Mela


Comuni e associazioni ambientaliste a confronto martedì prossimo alle ore 17 nell’aula consiliare luciese, dove si terrà l’incontro pubblico sul tema “Referendum consultivo sull'impianto a CSS da realizzarsi nella Centrale Termoelettrica di Archi-San Filippo del Mela.” L’incontro è stato organizzato congiuntamente dai Comuni di Condrò, Milazzo, San Pier Niceto e Santa Lucia del Mela, con l’obiettivo di intervenire nuovamente sulle questioni più dibattute degli ultimi mesi in relazione al futuro dell’ambiente e alla presenza delle industrie sul territorio: la conversione dell’Edipower con la paventata realizzazione di un inceneritore di rifiuti (CSS) e la proposta di un Referendum consultivo, che si terrà il 31 gennaio soltanto a San Filippo del Mela e Gualtieri; nel terzo Comune che aveva approvato lo strumento referendario, Pace del Mela, il voto è invece rinviato. 
Le ragioni dell’incontro, con il quale le amministrazioni comunali che si sono fatte carico di inviare al Ministero le osservazioni tecniche sull’impianto intendono ancora una volta di ribadire la propria linea politica sul famigerato CSS, sono state esposte dal sindaco di Santa Lucia del Mela Nino Campo: «Non siamo contrari al Referendum in assoluto, ma diciamo no in questa fase e con queste modalità», spiega il primo cittadino, «poiché la popolazione del territorio non è ancora sufficientemente sensibilizzata sull’argomento e si rischia di ottenere poca partecipazione al voto, con un quesito peraltro ambiguo». 
Rivendicando le azioni intraprese in sede di Giunta e di Consiglio Comunale per dire “no” al CSS, Campo promette tuttavia pieno appoggio all’appuntamento del 31 gennaio:  «Ci impegneremo perché il Referendum di San Filippo e Gualtieri abbia un buon successo, e lo consideriamo un banco di prova importante». Sulla necessità di un’adesione massiccia al voto si è aperta intanto una campagna sostenuta anche dall’Alsa, l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente, che prosegue l’attività di informazione e mobilitazione delle coscienze sul territorio con iniziative e incontri. È possibile sostenere la campagna referendaria anche su Facebook, nella pagina “Lo Vogliamo #fuoridaipolmoni”. 

venerdì 13 novembre 2015

Referendum No Css, le posizioni del sindaco Campo e dell'Alsa

No Css: prosegue la battaglia contro l'inceneritore,
mentre l'amministrazione comunale fa un passo indietro sul referendum



REFERENDUM, IL NO DELL'AMMINISTRAZIONE LUCIESE.
Questione ambientale, il sindaco Nino Campo interviene per chiarire le motivazioni del suo dietrofront al referendum No inceneritore. La marcia indietro dell’amministrazione comunale ha colto di sorpresa il movimento ambientalista locale, e schiera su posizioni divergenti la politica cittadina e l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente, che prosegue invece la battaglia di informazione e mobilitazione sulla proposta referendaria. 
«Non siamo contrari all’espressione della volontà popolare, ma ai metodi», esordisce Campo rivendicando le azioni amministrative intraprese negli ultimi anni in tema di tutela e risanamento. In particolare, il sindaco si sofferma sui limiti di un referendum che definisce «ingannevole» per il quesito che pone e per il rischio di strumentalizzazione dei risultati, specialmente nel caso di una bassa affluenza. «Sotto l’aspetto burocratico, il referendum annullerebbe di fatto i precedenti atti approvati dagli organi comunali» aggiunge Campo ricordando la netta contrarietà al CSS deliberata sia in Consiglio che in Giunta.
«Riteniamo di aver dato un indirizzo chiaro alla nostra politica ambientale e su questo non torniamo indietro», afferma ancora il sindaco, «il nostro obiettivo è proseguire con azioni forti supportate da dati scientifici: per questo abbiamo proposto ai Comuni del comprensorio di affidarci ad un team di esperti e abbiamo dato mandato al nostro ufficio tecnico per le rilevazioni degli agenti inquinanti nel territorio». 
Dura, tuttavia, la replica dell’Alsa, affidata ad un comunicato stampa: «Restiamo fermi sull’idea che un secco NO di migliaia di cittadini della Valle del Mela abbia molto più peso delle delibere dei consigli comunali che, ricordiamo, sono un’espressione di volontà, considerando che l’unico parere autorevole in questo procedimento è quello del Comune di San Filippo del Mela. La volontà dei cittadini, espressa attraverso il referendum, assumerebbe un peso politico non indifferente, che andrebbe direttamente a pesare sulla scrivania del Presidente Crocetta o ancora meglio del Presidente Renzi, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali alle quali non possiamo restare indifferenti». «Non possiamo quindi che farci forti e speranzosi dell’espressione di “riserva” che questi comuni rinunciatari hanno sottolineato», si legge ancora nel documento, «esortandoli a riaprire il tavolo delle trattative in modo tempestivo con il resto degli amministratori locali per risolvere le controversie legate al caso e tornare sui propri passi, dando quindi prova di credibilità a fronte degli impegni inizialmente assunti».
Da parte propria, Campo ribadisce di aver sollecitato per primo, insieme all’assessore all’Ambiente Rosario Torre, la costituzione di un fronte comune nel comprensorio per scongiurare la realizzazione del paventato inceneritore, e ricorda gli appelli agli organi competenti per una rete di monitoraggio efficiente e adeguata alle esigenze del territorio, ma anche gli esposti alla Procura per le fiammate anomale e gli odori molesti provenienti dalla Raffineria di Milazzo e, sempre su questo tema, la richiesta (poi rigettata dal Ministero per “incompetenza” territoriale) a rivedere l’autorizzazione integrata ambientale della Ram. «Tengo a precisare – conclude il sindaco – di non aver chiesto mai alle industrie posti di lavoro e sponsorizzazioni, perché sottolineo che una vita umana non si possa barattare con nessun posto di lavoro».

Referendum No Css, l'Alsa difende la consultazione popolare


ALSA, CONTINUA LA BATTAGLIA PER IL REFERENDUM.
 «L’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente non nasconde di aver avvertito un sentimento di sorpresa alla notizia della revoca del Referendum Consultivo nei comuni di Santa Lucia del Mela, Condrò e San Pier Niceto. Alla luce di quanto stabilito qualche settimana prima di quest’ultimo annuncio, quando sei sindaci della zona mamertina si erano riuniti per coordinarsi sull’istituzione di tale referendum, pensavamo di aver raggiunto uno step fondamentale nel percorso lungo e tortuoso a cui inizialmente facevamo riferimento», scrivono gli ambientalisti luciesi. «Le motivazioni a supporto della tesi dei comuni rinunciatari sono assolutamente credibili e giustificabili nell’ottica di un atto politico ben programmato e funzionale alle esigenze del territorio. Nel documento inviato ai portatori di interesse infatti, si sottolinea come l’ambiguità del quesito referendario proposto dal Comune di San Filippo del Mela e la questione relativa al quorum imposto possa supporre un rischio non indifferente all’esito dello stesso Referendum. Su questo non possiamo che concordare, forti del fatto che in un quesito referendario per l’occasione, non si possono omettere le parole di “incenerimento” o “coincenerimento”, a favore della dizione ad hoc “valorizzazione energetica”, molto fuorviante e lontanissima da ciò che è la realtà dei fatti».
Per l'Associazione, il referendum rappresenta tuttavia «un’occasione da non perdere affinché i comuni del comprensorio possano collegarsi in una rete che li porti dritti verso un comune obiettivo, in modo organico e non individuale. Il referendum potrebbe essere l’occasione affinché la popolazione venga a conoscenza del grosso rischio che corre questa nostra zona martoriata, attraverso una capillare campagna informativa che questa associazione ha già iniziato, con risultati lusinghieri, in tempi non sospetti, organizzando incontri e tavoli informativi in ogni contrada del comune di Santa Lucia del Mela, consapevoli che l’esito della lotta passa attraverso le parole “consapevolezza” e “informazione”». 
«Vi è una mera ragione politica dietro il sostegno al referendum - si legge ancora nel comunicato stampa -. Diversi consigli comunali si sono già espressi sul tema votando la netta contrarierà al CSS nella CTE Edipower. Di questo non possiamo che essere felici e soddisfatti. Avremmo auspicato la successiva emanazione delle delibere di Giunta e soprattutto delle Ordinanze Sindacali sulla scia di alcuni comuni virtuosi, quale quello di Civitavecchia, che ha emesso il divieto di trasporto, lavorazione e incenerimento del CSS e derivati su tutto il territorio comunale. Sul punto si attendono delle risposte adeguatamente esaurienti».
È una lotta da combattere sino all’ultimo minuto, conclude l'Alsa, «in un percorso in cui non si può prescindere dalla presenza di uno o l’altro soggetto protagonista. Bisogna sempre far riferimento alla data del 27 Settembre 2015, quando 3000 persone sfilarono per le vie di Archi a far sentire la propria voce. In testa al corteo, vi erano alcuni sindaci del Comprensorio, a supporto dei propri concittadini. Vorremmo che questo supporto si concretizzasse in un vero e proprio fronte dei sindaci, comune e indissolubile, di fronte a cavilli e vizi maliziosamente presenti negli atti. La velocità d’azione dipende forse anche dalla determinazione: ci aspettiamo quindi una risposta all’altezza dell’importanza della questione. Come ben noto, questa Associazione, che si caratterizza per essere totalmente apolitica e apartitica, rimane disponibile ad attuare forme di collaborazione condivise con chiunque (amministrazioni, associazioni, singoli cittadini) abbia realmente a cuore il problema ambientale e nello specifico i danni alla salute derivanti dalla riconversione a CSS degli impianti della CTE».