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giovedì 9 novembre 2017

Fidapa Merì-Valle del Mela, rinnovato il direttivo

Si è tenuto a Santa Lucia del Mela, presso l'ex carcere borbonico, il tradizionale passaggio di consegne della Fidapa "Merì-Valle del Mela", che ha rinnovato il direttivo per il prossimo biennio. A guidare il prestigioso sodalizio sarà la nuova presidente Antonella Cavallaro, che prende il posto dell'uscente Nadia Maio. Alla cerimonia, aperta dai saluti del sindaco Antonino Campo e dell'assessore Rosario Torre (presente anche l'assessore Elisabetta Lombardo), hanno partecipato presidenti e socie di altre sezioni siciliane della Fidapa e la neo presidente del Distretto Sicilia Cettina Corallo, insieme ad altri membri del suo direttivo. Al centro delle attività, presentate dalla dott.ssa Cavallaro, ci sarà l'approfondimento del tema nazionale, dedicato nel biennio alla creatività femminile e alla cultura dell'innovazione come motori di sviluppo socio-economico e politico: a partire da questo spunto, verranno proposti progetti che valorizzino i talenti delle donne e il territorio, in sinergia con le comunità e con le istituzioni. Il programma comprende poi il tema della prevenzione, con iniziative dedicate alla salute e all'ambiente, specialmente in un'area ad alta criticità sul piano dell'inquinamento come il comprensorio della Valle del Mela, e progetti sulla corretta alimentazione e sull'adozione di un sano stile di vita. Infine, attenzione al patrimonio artistico e culturale del territorio, con l'obiettivo di promuoverlo e di farlo conoscere. «Il mio intento è coinvolgere quanti più giovani possibile - ha concluso la presidente Cavallaro, - puntando sul lavoro di squadra e sul dialogo e il confronto». Il resto del direttivo è composto da Nadia Maio (past presidente), Sara Caminiti (vicepresidente), Eliana Formica (segretaria), Santina La Malfa (tesoriera), Melania De Gaetano (revisore dei conti).     
Composta in Italia da circa 11mila donne, la FIDAPA BPW (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari), è un’associazione internazionale diffusa in diversi stati. Si tratta di un movimento di opinione indipendente; non ha scopi di lucro e persegue i suoi obiettivi senza distinzione di etnia, lingua e religione. La Federazione ha lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari, autonomamente o in collaborazione con altri Enti, Associazioni ed altri soggetti. Tra gli obiettivi, c'è quello di valorizzare le competenze e la preparazione delle socie, indirizzandole verso attività sociali e culturali che favoriscono il miglioramento della vita, anche lavorativa, delle donne; incoraggiare le donne a un continuo impegno nonché ad una consapevole partecipazione alla vita sociale, amministrativa e politica,  adoperandosi per rimuovere gli ostacoli ancora esistenti; essere portavoce delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari, presso le Organizzazioni e le Istituzioni nazionali, europee ed internazionali; adoperarsi per rimuovere ogni forma di discriminazione a sfavore delle donne, sia nell'ambito della famiglia che in quello del lavoro, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di pari opportunità; favorire rapporti amichevoli, reciproca comprensione e proficua collaborazione fra le persone di tutto il mondo.
(Katia Trifirò)

La sez. Merì-Valle del Mela

La neo presidente Antonella Cavallaro

La presidente distrettuale Cettina Corallo con una parte del suo direttivo

La past presidente Nadia Maio e la nuova presidente Antonella Cavallaro

Le presidenti e le socie di altre sezioni presenti alla cerimonia

La prof.ssa Nuccia Miroddi durante la lettura di una sua poesia

Il direttivo della sezione Merì-Valle del Mela

Il sindaco Antonino Campo

L'assessore Rosario Torre

Il pubblico presente

L'esibizione di alcuni giovani musicisti dell'UPCF

L'esibizione di alcuni giovani musicisti dell'UPCF

Il buffet a cura del ristorante "O Cannizzu"

Il buffet a cura del ristorante "O Cannizzu"

giovedì 26 novembre 2015

Intitolazione di una via alla baronessa Galluppi, riparte l'anno sociale Fidapa

Caterina Mastroeni, Cettina Oliveri, il sindaco Nino Campo, Nadia Maio, Francesca Ciccolo 
Toponomastica al femminile, è stata intitolata alla baronessa Vincenza Galluppi (1838-1914) la via che conduce all’antico borgo di San Giovanni, ex feudo di Pancaldo. La figura della baronessa, individuata dalla Commissione toponomastica del Comune luciese, è la prima di un elenco di personaggi legati alla storia locale che saranno ricordati con le intitolazioni di vie e piazze, programmate nei prossimi mesi, per celebrare grandi uomini e donne del passato. «Fu una gentildonna dalle spiccate doti umanitarie - ha detto l’assessore ai Beni Culturali Rosario Torre presentandone la figura - e si distinse per il restauro della chiesa di San Giovanni, come ci ricorda una lapide in sua memoria». L’intitolazione, avvenuta alla presenza dell’avvocato Francesca Ciccolo, erede di Vincenza Galluppi, inaugura l’anno sociale della Fidapa Merì-Valle del Mela, che, afferma la nuova presidente Nadia Maio, «avrà come leit motiv la promozione del territorio, di cui la baronessa è un simbolo, e del patrimonio di arte, cultura, tradizioni che ci impegneremo a valorizzare e a far conoscere». Durante la seconda parte della cerimonia, dedicata al passaggio delle consegne, sono intervenute la past president di sezione Caterina Mastroeni e, tra le autorità presenti, la segretaria nazionale Cettina Oliveri e la presidente distrettuale Rosa Maria La Scola. Presentando il nuovo direttivo e appellandosi all’unione tra le sezioni, la presidente Nadia Maio si è soffermata sulle molteplici sfide che la Fidapa Merì-Valle del Mela si propone, dall’impegno ambientalista a quello per le pari opportunità, non in termini di “quote rosa” ma di meritocrazia: «La nostra sezione - ha concluso Maio - darà il proprio contributo al territorio, nella battaglia comune per superare una crisi che non è solo economica ma anche di valori». 

domenica 30 giugno 2013

Convegno Fidapa, intervenire contro il "femminicidio"

Caterina Mastroeni al tavolo dei relatori
Katia Trifirò - Cifre sconfortanti aggiornano quotidianamente il bollettino delle donne uccise, vittime in molti casi di legami familiari malati. Per riflettere sulle cause e le possibili soluzioni di questo triste fenomeno, esperti a confronto nel corso del convegno  “Stop Femminicidio! Mai più nessuna...”, organizzato dalle socie della Fidapa Bpw, sez. Merì-Valle del Mela. Partner dell’evento, che si è tenuto nella sala del Palazzo ex-carcere, l’università degli studi di Messina, lo studio Horus e il comune luciese.
In rappresentanza del distretto Sicilia è intervenuta la consigliera Letizia Bonanno, che ha portato alla presidente, Caterina Mastroeni, e ai presenti i saluti della presidente regionale, Cettina Oliveri. A moderare i lavori, la dott. Elide Cacia, educatrice professionale.
Due gli aspetti chiave evidenziati dal professore Clemente Cedro, psichiatra, psicologo clinico e psicoterapeuta dell’ateneo messinese. Da una parte la necessità che le scuole educhino i bambini, sin dai primi anni, al rispetto verso l’altro sesso e, dall’altra, l’esigenza che la società, e dunque tutti, uomini e donne, imparino ad aiutare chi ne ha bisogno, denunciando i casi di violenza  e favorendo processi di cura.
Si è invece soffermato sugli aspetti sociologici del problema il  dott. Antonino Pino, counselor e sociologo clinico, il quale, sulla scorta dell’esistenza a Bologna di un centro di ascolto per uomini, unico caso in Italia, ha sottolineato l’esigenza di replicare questa esperienza anche altrove e, perché no, anche nella Valle del Mela. 
Un focus sull’aspetto legale, a partire dal riconoscimento giuridico nazionale ed internazionale del concetto stesso di femminicidio (neologismo non presente nel nostro dizionario), è stato infine affrontato dall’avv. Maria Mostaccio, mediatore professionale.
«Di femminicidio bisogna parlarne, così da formare le coscienze ed aiutare chi si trova in situazioni complicate a reagire», l’appello lanciato dalla presidente della sezione Mastroeni, la quale ha sottolineato la necessità di creare strutture pronte ad offrire sostegno ed aiuto tanto alle vittime, quanto ai carnefici.

Nel corso della serata è stato presentato un video sul flash mob contro la violenza sulle donne realizzato a Messina, in piazza Cairoli, da Claudia Greco,  studentessa di economia dell’ateneo messinese. A seguire, un intenso dibattito su una realtà sconcertante eppure ancora tragicamente in crescita.

giovedì 12 marzo 2009

Festa della Donna, non solo mimose

Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, le operaie dell'industria tessile americana "Cotton" scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché, l'8 marzo, il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. Questo triste accadimento ha dato il via, negli anni immediatamente successivi, ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto. E oggi?


Sebbene il cammino verso la conquista della parità dei diritti, che non significa femminismo ma rispetto della specificità della condizione dell'essere donna, nell'ambito della società, della cultura, della famiglia e del lavoro, sia ancora lungo, la ricorrenza dell'8 marzo appare sempre meno come l'occasione per una riflessione profonda sui problemi che pesano ancora sulla condizione della donna, trasformata com'è in festa commerciale attesa con ansia da fiorai e ristoratori che ne traggono innegabile vantaggio. Ma anche dalla grande maggioranza delle donne che approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche e concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione" - le virgolette sono d'obbligo! -, che spesso può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, riproponendo per una volta i ruoli invertiti: quasi che per celebrare la festa della donna ci si debba comportare come gli uomini, trasformando, a parti invertite, appunto, il tirste clichè della donna-oggetto nell'altrettanto deprimente stereotipo dell'uomo-oggetto.

Non solo con il tempo il vero significato della festa della donna è andato perdendosi, ma le donne sembrano sempre più sprecare un'occasione che potrebbe servire invece a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle lotte per la conquista della parità e per la difesa dei diritti acquisiti, sulle ingiustizie, le violenze, le discriminazioni subite spesso in silenzio e nella più completa solitudine, sul coraggio, la fatica, la forza, la sensibilità con cui ogni giorno si affronta la vita. Un'occasizone che potrebbe servire alle donne stesse a prendere coscienza dei propri diritti e del proprio ruolo in una società che tende a costringere la donna a "maschilizzarsi" nei comportamenti per ricoprire ruoli di potere che prima le erano negati, a dover necessariamente scegliere tra il legittimo desiderio di famiglia e maternità e le altrettanto legittime aspirazioni professionali, ad essere la vittima indifesa di violenze e orrori fuori e dentro casa che la cronaca ci racconta a ritmi sempre più spaventosamente vertiginosi, a subire quotidianamente la mortificazione e l'umiliazione di vedersi trasformata dai mass media in oggetto per il piacere maschile: accendete la tv e crederete che vi basti avere un paio di tette rifatte per ottenere successo, corteggiare il deficiente di turno sul trono della De Filippi per diventare famose, zampettare sul bancone di Striscia per sposare un calciatore e aver trovato lo scopo delle vostre vite! E magari, guarda un po', a furia di esibire tette e culi e nascondere ben bene il cervello si apriranno magicamente anche le porte della Politica!



Il cammino è ancora lungo, dicevamo, e la riflessione sulle Pari Opportunità implica ripensare a fondo non solo il rapporto uomo-donna ma anche acquisire coscienza di sè stesse, alla luce magari della legislazione vigente e delle battaglie che storicamente le donne hanno dovuto sostenere per conquistare diritti fondamentali come il voto, diritti che oggi appaiono scontati ma che invece rappresentano il risultato raggiunto dopo anni, talvolta secoli, di rivendicazioni. E se, come dice un vecchi adagio, le donne devono fare ogni cosa due volte meglio di un uomo per essere considerate brave la metà, pari opportunità non significa riproposizione di schemi contrapposti uomo/donna o il risveglio di un femminismo di ritorno, bensì riflessione sui risultati raggiunti fin qui e sui passi ancora da compiere. A partire dalla necessità di acquisire tale consapevolezza, l'amministrazione comunale ha promosso, in occasione della festa della donna, l'interessantissimo convegno sul tema "Pari Opportunità come Politiche di Sviluppo", che ha ottenuto una grande, e attenta, partecipazione. Al tavolo dei relatori si sono succedute, coordinate dalla consigliera comunale, dr.ssa Giuseppina Merulla, la prof. Antonella Cocchiara, docente di storia delle istituzioni politiche, la dr.ssa Mariella Crisafulli, segretaria provinciale Cisl, l’avvocato Adele Martinez, vice sindaco del comune di Torregrotta, la prof. Maria Concetta Picciolo, docente di economia aziendale e presidente dell’associazione culturale “Il Risveglio” di Milazzo. Il convegno è stato organizzato nell'ambito dell'Assessorato alle Pari Opportunità guidato dal dr. Paolo Calderone, che rappresenta una innovazione al passo con i tempi - in linea con l'orientamento dell'Unione Europea e del governo nazionale - introdotta dal sindaco Nino Campo.


Alla riuscita della serata hanno contribuito non solo la qualità e l'estrema attualità degli interventi, ma anche le performances di frammenti di piecès teatrali dirette da Ercole Campanella nelle vesti di regista, che hanno divertito, commosso, emozionato il pubblico, ma soprattutto lo hanno fatto riflettere mettendolo davanti alla crudezza e alla brutalità del racconto di una violenza carnale - "Stupro" di Franca Rame, interpretato da Franca Rugolo -, alla tenerezza e alla forza della maternità incarnata dalla grande figura di "Filumena Marturano", straordinaria protagonista del teatro di Eduardo De Filippo, evocata da Monica Bonanno in due monologhi, e agli ironici e paradossali pensieri a voce alta di una giovane donna che sta per diventare madre - "Gli Spermatozoi" della giovane autrice Lucia Musto, monologo recitato da Veronica Ilacqua -.

venerdì 6 marzo 2009

"Pari Opportunità", per la festa della Donna un convegno sulle politiche di sviluppo declinate al femminile

Promuovere il principio delle Pari Opportunità nell’ambito del nostro territorio, in linea con l’orientamento dell’Unione europea e del governo nazionale, guardando anche agli sforzi compiuti a livello regionale e provinciale, sebbene gli obiettivi da raggiungere siano ancora lontani. Con questo spirito, nell’imminenza della festa della donna, si terrà domani, sabato, alle 17.30, presso il palazzo socio-culturale, il primo convegno sul tema “Pari Opportunità come politiche di sviluppo”, patrocinato dalla Regione, dalla Provincia, dall’Università di Messina e dal sindacato Cisl di Messina. “L’iniziativa è stata voluta in particolare dall’assessorato alle Pari Opportunità, guidato dal dott. Paolo Calderone, che rappresenta una novità assoluta introdotta dall’attuale amministrazione” dice la dr.ssa Giuseppina Merulla, consigliera comunale, che coordinerà i lavori del convegno. “La mia recente partecipazione al corso Donne, Politica e Istituzioni, organizzato in quasi tutti gli atenei italiani, mi ha fatto scoprire che c’è una grande sensibilità attorno a questi temi, ma i passi da compiere sono ancora molti, specialmente se pensiamo alla percentuale delle donne che lavorano in Italia, percentuale che scende drasticamente nelle regioni meridionali”. Dalla storia di una legislazione fraintesa e disattesa fino all’imprenditoria femminile, interverranno la prof. Antonella Cocchiara, docente di storia delle istituzioni politiche, la dr.ssa Mariella Crisafulli, segretaria provinciale Cisl, l’avvocato Adele Martinez, vice sindaco del comune di Torregrotta, la prof. Maria Concetta Picciolo, docente di economia aziendale e presidente dell’associazione culturale “Il Risveglio” di Milazzo.