Verrà
presentato oggi alle 17, presso il palazzo ex carcere borbonico, il libro della
dott.ssa Donatella Manna “Crescere insieme. Piccoli passi pedagogici”, che
raccoglie diversi itinerari educativi rivolti non soltanto all’infanzia ma alle
persone di qualunque età, attraverso una varietà di temi che vanno dalla scuola
alle dipendenze, dal bullismo all’empatia. Insieme all’autrice interverranno
l’assessore alla cultura Elisabetta Lombardo, le insegnanti Mary D’Amico e
Lorena Settineri, l’editore di Radio Milazzo Salvatore Costantino. A moderare, Katia Trifirò.
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sabato 11 febbraio 2017
giovedì 4 agosto 2016
Un libro del fratello di Padre Giovanni Parisi spiega le origini di Diana Facellina
di Franco Biviano - Ritengo di non esagerare se affermo che quasi tutti i cittadini residenti nella Valle del Mela conoscono, direttamente o per sentito dire, almeno uno dei tre volumi che il noto studioso Padre Giovanni Parisi ha dedicato, fra il 1973 e il 1982, alla storia dei comuni di Santa Lucia, San Filippo e Pace.
La tesi di fondo della trilogia, come si sa, è che il nostro comprensorio era la sede, nell’antichità, di tre importantissime strutture: il tempio di Artemide (o Diana Facellina), l’Artemisio, che ne costituiva una dipendenza, e il Nauloco che ne era lo sbocco commerciale. Sì, commerciale, perché il «tempio» dedicato alla «dea della caccia» non era solo un luogo di pratiche religiose, ma un centro direzionale delle attività metallurgiche che si svolgevano nel territorio. Attività metallurgiche? Proprio così. È risaputo, infatti, che i monti Peloritani erano famosi in passato per lo sfruttamento intenso del loro sottosuolo, dal quale venivano estratti minerali di vario genere.
Quello che pochi sanno è che la trilogia sulla Valle del Mela (soprattutto la parte relativa a Santa Lucia) Padre Giovanni la scrisse con la collaborazione del fratello Giuseppe, che risiedeva a Roma. Oggi, a distanza di tredici anni dalla morte, avvenuta nel 2003, vedono la luce gli appunti manoscritti in cui Giuseppe Parisi ha spiegato dettagliatamente la metodologia storica e la ricerca filologica che, attraverso una realistica reinterpretazione dei miti classici (dalla guerra di Troia, alla fuga di Enea, alla vicenda di Oreste) lo hanno portato a localizzare proprio nel nostro territorio la produzione delle «vacche splendenti» del dio Sole, le quali – come sostiene lo studioso con idonea documentazione - non erano altro che colate metalliche aventi la forma di pelle bovina distesa.
La pubblicazione, edita dall’Associazione “Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis” e curata in maniera encomiabile da Alessandro Barilà, funzionario a riposo del Ministero della Pubblica Istruzione, non prende in esame soltanto il ristretto ambito del nostro territorio, ma allarga lo sguardo all’intera area del Mediterraneo, assumendo la portata di un testo esaustivo e fondamentale per la conoscenza delle «migrazioni» da un popolo all’altro delle tecniche industriali e, al tempo stesso, dei valori morali del mondo antico.
Il nucleo centrale del libro è costituito dalla riflessione sui valori spirituali dell’antica Roma, talmente precorritori sotto molti aspetti dei principi del Cristianesimo, che Parisi non ha dubbi a vedere in tutto ciò un preciso disegno divino che da sempre ha assegnato a quella città sulle rive del Tevere il compito di essere centro e fulcro della nuova religione, base per la sua diffusione nel mondo intero.
Giovedì 4 agosto il volume sarà presentato al pubblico dal dott. Barilà e dal sottoscritto nei locali del Centro Ganime (ex scuole elementari) di Giammoro, in via Saini.
sabato 23 aprile 2016
Mummie e misteri, la Giornata del Libro a scuola con il Blog del Mela
Istituto Comprensivo di Santa Lucia del Mela: l'incontro di ieri
con l'autrice del romanzo per ragazzi Le catacombe del mistero Alessia Franco
e con lo studioso Dario Piombino Mascali,
a cura dell'Associazione Turistico Culturale "Blog del Mela"
Foto di Franco Trifirò
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martedì 19 aprile 2016
Giornata del libro, i ragazzi scoprono i segreti delle mummie
Un viaggio fantastico nel tempo e nella storia, attraverso parole e illustrazioni, alla scoperta delle mummie siciliane e dei segreti del patrimonio culturale dell'isola. Nasce così il romanzo per ragazzi "Le catacombe del mistero", pubblicato nel 2013 dalla casa editrice palermitana Navarra e giunto alla seconda ristampa, pronto ad approdare all'Istituto Comprensivo di Santa Lucia del Mela, dove sarà presentato venerdì 22 aprile.
All'incontro, programmato alla vigilia della Giornata Internazionale del Libro 2016, interverranno la giornalista Alessia Franco, autrice del romanzo, e l'antropologo Dario Piombino Mascali, studioso noto in Italia e all'estero per le sue ricerche sulle mummie di tutto il mondo. L'evento, organizzato dall'Associazione Turistico Culturale "Blog del Mela" con l'obiettivo di stimolare i più giovani al mondo dei libri e al piacere della lettura, coinvolgerà gli alunni delle quinte elementari e del triennio delle medie, guidati dagli insegnanti di lettere agli affascinanti temi proposti da "Le catacombe del mistero".
Tra i fili conduttori del libro, che si ispira alle storie delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, ci sono l'arte e le tradizioni siciliane, la necessità di salvaguardare la bellezza e la memoria e di custodire i beni culturali, ma anche la consapevolezza che tutti facciamo parte dello stesso racconto e che, grazie alla conoscenza e all'amicizia, possiamo affrontare in maniera positiva dubbi e paure. Il libro, proposto per la prima volta a Santa Lucia del Mela dopo aver fatto il giro delle scuole di Palermo, consentirà inoltre di avvicinare i ragazzi all'importante risorsa culturale rappresentata dalla Cripta dei Cappuccini luciese, curata dallo stesso Dario Pimobino Mascali, che qui avvierà tra luglio e agosto prossimi la prima Scuola Estiva internazionale di Studi sulle Mummie, con studenti dell'università americana del Nebraska.
venerdì 7 agosto 2015
L'iconografia della Madonna della Neve di Santa Lucia del Mela
Un altro tassello è stato messo a favore di un risveglio culturale per un paese a vocazione turistica come Santa Lucia del Mela. Un opera che sinceramente mancava nella bibliografia ufficiale che parla del paese e dei tesori che custodisce. A realizzarla è stato l'assessore ai beni culturali dott. Rosario Torre che realizza a questa proposito una pubblicazione sulla Madonna della Neve, uno dei capolavori della scultura rinascimentale italiana che nel 1529 fu realizzata da Antonello Gagini.
Questo libro altro non è che una raccolta di santini, cartoline, disegni, foto e tele che, nel corso degli anni hanno diversamente raffigurato la tanto venerata Madonna della Neve.
A queste si accompagna anche un breve testo che ripercorre la storia di questa opera d'arte, dalla commissione del simulacro in marmo bianco di Carrara avvenuto nel giugno del 1526 dai luciesi Pietro D'amico e Leonardo d'Alberto all’arrivo della statua a Santa Lucia del Mela che con solenne processione fu accompagnata nella chiesetta sita in contrada S. Giuseppe dove fu custodita per diverso tempo, e da lì fino ad arrivare ai giorni nostri.
Importante ricordare che nonostante i due Santi protettori del nostro paese siano i martiri Santa Lucia vergine siracusana e San Biagio vescovo di Sebaste la devozione alla Madonna della Neve è stata da sempre molto radicata.
Anche per questo che molti luciesi emigrati, che lasciando il paese natio hanno portato nei loro cuori questa devozione e ancora oggi tornano in paese ai primi di agosto per poter partecipare ai festeggiamenti in suo onore.
Nel corso dei secoli oltre ai luciesi che hanno conservato questo culto con grande venerazione ci fu anche un importante vescovo che era molto devoto alla Madonna della Neve: Mons. Antonio Franco (1517-1626), oggi Beato.
Questo viene documentato da alcuni testi dello scorso secolo, di cui riportiamo uno stralcio:
FONTI BIBLIOGRAFICHE CITAZIONE: “Messagero di bene” di Salvatore Cambria (1977)
Questo libro altro non è che una raccolta di santini, cartoline, disegni, foto e tele che, nel corso degli anni hanno diversamente raffigurato la tanto venerata Madonna della Neve.
A queste si accompagna anche un breve testo che ripercorre la storia di questa opera d'arte, dalla commissione del simulacro in marmo bianco di Carrara avvenuto nel giugno del 1526 dai luciesi Pietro D'amico e Leonardo d'Alberto all’arrivo della statua a Santa Lucia del Mela che con solenne processione fu accompagnata nella chiesetta sita in contrada S. Giuseppe dove fu custodita per diverso tempo, e da lì fino ad arrivare ai giorni nostri.
Importante ricordare che nonostante i due Santi protettori del nostro paese siano i martiri Santa Lucia vergine siracusana e San Biagio vescovo di Sebaste la devozione alla Madonna della Neve è stata da sempre molto radicata.
Anche per questo che molti luciesi emigrati, che lasciando il paese natio hanno portato nei loro cuori questa devozione e ancora oggi tornano in paese ai primi di agosto per poter partecipare ai festeggiamenti in suo onore.
Nel corso dei secoli oltre ai luciesi che hanno conservato questo culto con grande venerazione ci fu anche un importante vescovo che era molto devoto alla Madonna della Neve: Mons. Antonio Franco (1517-1626), oggi Beato.
Questo viene documentato da alcuni testi dello scorso secolo, di cui riportiamo uno stralcio:
"A circa un chilometro dal centro, in contrada S. Giuseppe,
c’era una chiesetta dedicata a S. Maria de Cellis,
che già nel 1403 figurava di un regio patronato.
Il servo di Dio amava recarvisi spesso per alimentare la sua pietà mariana;
estatico, contemplava a lungo la statua marmorea della Madonna della Neve
e con schietto entusiasmo esclamava:
se è così bella al nostro occhio, che sarà vedere l’originale in Paradiso?
Se è così vaga la figura, quanto più bello sarà il figurato?"
FONTI BIBLIOGRAFICHE CITAZIONE: “Messagero di bene” di Salvatore Cambria (1977)
sabato 15 novembre 2014
"Un giorno questa terra sarà bellissima" (Paolo Borsellino)
"La conquista delle reciprocità è la fine della subordinazione, qualsiasi subordinazione. Quella del Sud agli interessi economici del Nord si legge sul territorio, con la condanna del Mezzogiorno alla minorità infrastrutturale (meno strade e rare autostrade, niente treni, pochissimi aeroporti, mentre il resto del Paese ne viene dotato pure con i soldi dei meridionali); coloniale (il petrolio italiano e lucano, e siciliano, ma i relativi vantaggi fiscali sono altrove e la ben-zina costa più a Sud, dove viene pure raffinata; stessa cosa per l'energia elettrica, la cui distribuzione è penalizzata, nel Mezzogiorno, da una rete insufficiente); economica (i fondi del Sud spesi al Nord, magari destinandone ancora trecento milioni per la metropolitana di Torino, indebitatissimo capoluogo della Regione più inaffidabile d'Italia, secondo le agenzie internazionali; e lo Stato che a un terzo della popolazione italiana, i meridionali, da cui prende il 25 per cento delle entrate fiscali, destina solo il 18,8 per cento degli investimenti ordinari). Il Sud, però, è subordinato anche alla mafia e: alla stessa idea che ha di sé. Una condizione che fa comodo al Nord peggiore e alla mafia. Il che spiega perché vadano tanto d'accordo.
Ma quando ti educhi a non essere più subordinato a qualcuno o a qualcosa, non tolleri di esserlo più a nulla. Così, il sempre più diffuso movimento meridionale di liberazione dal giogo mafioso, a cominciare dal pizzo, rinforza la consapevolezza del proprio diritto all'equità; allo stesso modo, la dilagante riscoperta di come è stata unificata l'Italia, a tutto danno dei meridionali induce a pretendere equità e rispetto della verità storica (per questo nascono comitati, associazioni, partiti), ma educa pure all'insofferenza dell'imposizione mafiosa. Si può essere schiavo di qualcuno e aguzzino di qualche altro (così l'oppressore divide e contrappone i servi, fu così persino nei campi di sterminio), ma quando si è liberi, lo si è e basta; del tutto, da tutto, da tutti. Che non è starsene da soli, ma non più sul gradino più basso: insieme, sullo stesso pianerottolo."
Un viaggio nel sud che
cambia, fotografando una storia che ci riguarda da vicino e un presente di cui
siamo parte. Questo è ciò che il giornalista e scrittore Pino Aprile, autore di
libri diventati best seller veri e propri casi editoriali, come Terroni, Giù al Sud e, Il Sud puzza.
Storia di vergogna e d’orgoglio, ha regalato al pubblico attento e
appassionato giunto dalle città vicine per partecipare all’incontro. Il Sud,
filo conduttore della produzione narrativa e giornalistica di Aprile, che ne è
testimone nel solco di una controstoria
destinata a contraddire gli stereotipi e i falsi miti che hanno da sempre
accompagnato la storia dei meridionali, è un elemento fondamentale della
sua biografia. Sino ai 23 anni, Aprile ha infatti vissuto a Taranto, ed
esattamente nella palazzina posta di fronte all’impianto siderurgico dell’ILVA che,
nell’immaginario di allora, sembrava volano di sviluppo economico, lavoro e
ricchezza, prima che si prendesse coscienza della connessione tra l’industria e il prezzo troppo alto che si paga in termini
di salute. Ma questa è una storia che conosciamo, perché ricorda da vicino quanto
vissuto dal nostro comprensorio, nel momento storico in cui è sorto il polo industriale i cui
effetti, sotto la lente di ingrandimento degli ambientalisti da tempi lunghi,
sono adesso all’attenzione di cittadini sempre più numerosi, protagonisti di
quelle stesse storie di risveglio che Pino Aprile racconta nei suoi articoli e
nei suoi libri.
Sono storie che
descrivono l’inesorabile cambiamento in atto al Sud, terra in cerca di riscatto,
sia dagli stereotipi che ne hanno condizionato la storia, sia da una condizione
di asservimento ai colossi industriali e alla criminalità, verso un cambio di
rotta che non passa solo da figure simbolo, i cosiddetti martiri civili, che
siano magistrati che non si piegano, uomini di chiesa coraggiosi (anche nel
nostro comprensorio ne abbiamo un esempio luminoso), commercianti che si
rifiutano di pagare il pizzo o singoli cittadini stanchi di sopportare la puzza
dei fumi inquinanti, ma che investe tutta la comunità, diventando lotta condivisa da centinaia di persone che
si riuniscono in comitati e associazioni, e, quindi, si trasforma in rete
sociale e culturale che rende possibile un futuro diverso.
Per tutte queste ragioni, Il
Sud puzza. Storia di vergogna e d’orgoglio, presentato nell’aula consiliare luciese, è un libro che, come i
precedenti di Pino Aprile, ha fatto discutere ed è destinato a far parlare di
sé ancora molto; i cittadini del Sud, le loro speranze
e le loro battaglie ne sono la sostanza: né italiani di serie B, né popolo
abituato a lamentarsi senza agire, divengono protagonisti di una storia nuova,
quella di chi non gira più la testa
dall’altra parte per non vedere o si tura il naso di fronte alla puzza, ma
affronta i problemi a viso aperto e, così, migliora la propria vita. E anche
quella degli altri.
Il
Sud puzza è l’ultimo anello di una trilogia che riflette
sulla storia, o meglio sulla controstoria, del Meridione, oggi considerato,
nell’immaginario collettivo diffuso dai mass media e dall’opinione pubblica,
come vera e propria zavorra del nord, nella contrapposizione tra le regioni
settentrionali che producono ricchezza e un
Meridione povero e sottosviluppato da cui si emigra, quasi vergognandosi se
non si scappa dalla Sicilia o dalle altre regioni del Sud. Eppure, prima
dell’Unità d’Italia, la condizione di questa nazione che oggi ci appare ancora spaccata
in due, era esattamente all’opposto, con un Regno delle due Sicilie vera e
propria potenza economica e un nord da cui si emigrava, anche se questo non lo
leggeremo mai nella storiografia ufficiale. Da allora, è come se avessimo voluto punire il nostro Sud, mortificare la sua
naturale vocazione alla bellezza e abbiamo accettato come cosa buona e giusta
tutto quello che veniva dal Nord, compresa l’industria, che sembrava il
miraggio di uno sviluppo che poteva renderci migliori, noi meridionali, figli
di un dio minore, che solo se impariamo a fare come i settentrionali possiamo
considerarci davvero “italiani”. Da tutti questi dati, per raccontare le cose
da un altro punto di vista, parte l’indagine di Pino Aprile, una storia di
vergogna e di orgoglio. Per non dimenticare che, come si legge tra le righe, il sogno di uno è utopia, il sogno di molti
è una realtà che comincia.
Quella che Pino Aprile
ha condiviso con il pubblico è, dunque, la storia di un risveglio, anzi di
molti risvegli, di occhi che si sono aperti e di persone che non sono più
disposte a sopportare. E sono molte le cose che non vogliono sopportare più, il ricatto “o salute o lavoro” che per
decenni ha avvelenato Taranto nell’indifferenza generale, i veleni della
“monnezza” proveniente da molte zone d’Italia e accumulata in Campania, veleni
che si infiltrano nella terra, che uccidono il cibo e le persone, ma che
arricchiscono la camorra e tutti quelli che fanno affari con la criminalità
organizzata, il pizzo che bisogna pagare ai soliti noti per riuscire a
lavorare. Ma la vergogna è solo uno dei sentimenti che attraversano il libro. C’è,
tra i tanti, la fiducia, nel tentativo di coinvolgere sulla strada del
cambiamento sia istituzioni troppe volte
complici o assenti, sia le altre forze sane del territorio, così che la
lotta di uno solo, o di un piccolo gruppo, possa diventare la lotta di tutti,
come anche il comprensorio del Mela,
sceso in un corteo fatto da migliaia di persone per rivendicare sicurezza,
verità e rispetto per la salute umana e l’ambiente, sta sperimentando; c’è,
dunque, un sentimento positivo di orgoglio, e di riscatto, che attraversa
finalmente il Sud.La coscienza del fatto
che “Non vogliamo morire complici. Non
c’è altro modo di essere liberi”, comporta il sorgere di una nuova società meridionale
in grado di imporre le proprie regole anche alle istituzioni, e al resto della
nazione.
Ci sono figure luminose, come quella di Lella Ottaviano,
la donna di Ercolano che ha deciso di dire basta alla pratica comunemente
accettata del pizzo, denunciando i camorristi e dando il via ad un processo che
ha reso libera la città dalla cappa della criminalità organizzata. C’è don
Maurizio Patriciello, diventato una guida per le associazioni che vogliono
liberare la piana del Volturno dai veleni che l’hanno trasformata in un inferno,
come don Palmiro Prisutto ad Augusta o don Peppe Trifirò ad Archi, impegnato da
sempre nella lotta contro l’inquinamento industriale nella Valle del Mela. “Eroi civili” che hanno iniziato un
percorso, prima da soli, poi seguiti da una comunità che ha preso a modello il
loro esempio. Da territorio saccheggiato, colonizzato, offeso, disprezzato
e persino deriso, usato come pattumiera del Belpaese, a terra che si risveglia
e vuole riprendersi in mano il proprio futuro. Un futuro che, come ha ricordato
Pino Aprile in chiusura, non possiamo più delegare, perché la responsabilità di ciò che è e che sarà non spetta ad altri, ma a
ciascuno di noi.
"No, non si sono svegliati perché hanno sentito la puzza, ma si sono accorti della puzza, perché si sono svegliati; per questo non la sopportano più. Scoprire di aver accettato di conviverci così a lungo ha suscitato vergogna. È un sentimento forte: se non ti distrugge, ti eleva. Chi si vergogna, o si nasconde, perché accetta l'idea di insufficienza che genera quel sentimento; o si riscatta, perché dimostra che quell'insufficienza non è vera. A capolinea della strada che comincia con la vergogna, c'è il suo contrario: l'orgoglio. E posso dirvi che c'è tanta gente in marcia, su quella via, a Sud: cominciano da soli, ma strada facendo, si uniscono, diventano comunità, fanno cose importanti, non accettano più di essere "meno": sono nuclei di società che cambia, recuperano un nuovo ordine, intrappolato fra il vecchio e il caos; e chiedono rispetto, equità. Anzi, lo pretendono.
Lo ripeto per chi non volesse capirlo: si sono svegliati, hanno sentito la puzza. Anche quella che si presenta in doppio petto, con la fascia tricolore."
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mercoledì 12 novembre 2014
"Il Sud puzza. Storia di vergogna e d'orgoglio". Incontro con Pino Aprile
Si terrà venerdì 14 novembre alle 18,
presso l’Aula consiliare del Palazzo socio-culturale di via Pietro Nenni,
l’incontro con il giornalista e scrittore Pino Aprile, che, dopo Terroni, uscito nel 2010 e diventato un
vero e proprio caso editoriale, e il successivo Giù al Sud, anch’esso a lungo in vetta alle classifiche, torna in
libreria con Il Sud puzza. Storia di
vergogna e d’orgoglio (Piemme, 2013), dedicato ancora una volta
all’attualità scottante di un Meridione che tenta il riscatto. Le ragioni di questa indagine
appassionata, che apre una finestra su un Sud al di là dei luoghi comuni, con i
suoi protagonisti e le sue storie di cronaca e di speranza, saranno il filo
conduttore dell’incontro in programma a Santa Lucia del Mela.
Il
Sud puzza. Storia di vergogna e d’orgoglio, avvincente
come un romanzo, è la storia di un risveglio, anzi di molti risvegli, di un
riscatto sempre più vicino. Di occhi che si sono aperti su realtà
inaccettabili, di persone che hanno potuto guardarsi le une con le altre, che
si sono riconosciute e hanno deciso di fondersi in comunità. È la storia di una
decisione che ne ha portate con sé molte altre, e che si riassume in un grido
di protesta: “non vogliamo sopportare più”.
E sono molte le cose che non vogliono
sopportare più, il ricatto “o salute o lavoro” che per decenni ha avvelenato
Taranto nell’indifferenza generale, i veleni della “monnezza” proveniente da
molte zone d’Italia e accumulata in Campania, veleni che si infiltrano nella
terra, che uccidono il cibo e le persone, ma che arricchiscono la camorra e
tutti quelli che fanno affari con la criminalità organizzata, il pizzo che bisogna
pagare ai soliti noti per riuscire a lavorare.
Tra coloro che agiscono, ci sono figure
di uomini e donne che rischiano, indifferenti al pericolo, al ricatto, alle
minacce. Come Lella Ottaviano, commerciante, che per prima ha avuto il coraggio
di denunciare i camorristi che esigevano il pizzo e che ha reso Ercolano una
città libera, e don Maurizio Patriciello, diventato una guida per le
associazioni che vogliono liberare la piana del Volturno dai veleni che l’hanno
trasformata in un inferno, e Giuseppe Di Bello, tenente della Polizia
provinciale in Lucania, la cui vita viene demolita per aver osato denunciare
l’inquinamento di un lago, causato da infiltrazioni di petrolio.
Giornalista e scrittore, pugliese
residente ai Castelli Romani, Pino Aprile è stato vicedirettore di «Oggi» e
direttore di «Gente». Per la Tv ha lavorato con Sergio Zavoli all’inchiesta a
puntate “Viaggio nel Sud” e al settimanale del Tg1, Tv7. È autore di diversi
saggi, tra cui Elogio dell’imbecille,
Elogio dell’errore e Il trionfo dell’apparenza, tutti
pubblicati da Piemme, accolti con successo e tradotti in molti paesi. I
bestseller Terroni, Giù al Sud e, adesso, Il sud puzza. Storia di vergogna e
d’orgoglio, hanno fatto di Aprile il giornalista “meridionalista” più
seguito in Italia e gli sono valsi molti premi, tra cui il Premio Carlo Levi
nel 2010, il Rhegium Julii nello stesso anno e il Premio Caccuri nel 2012.
Sempre per Piemme ha pubblicato nel 2013 il pamphlet Mai più terroni.
mercoledì 2 aprile 2014
Collettiva d'arte: "Made in Woman...and"
Franco Trifirò - Domenica 6 Aprile 2014, sarà inaugurata presso il palazzo ex-carcere Borbonico in Piazza Milite Ignoto a Santa Lucia del Mela, la collettiva “Made in Woman…and”, esposizione d’arte intorno al mondo delle donne e con le donne, esternazione degli infiniti stati d’animo che circondano il mondo femminile, come denuncia sociale.
Attraverso i lavori di circa 10 artisti e con la presentazione del libro a cura di Mamy Costa “Due vite in una” di Giovanna Cardile e Giovanna Sciacca, l’Associazione Culturale Esperidia pone l’accento sulla diversità.
La mancata tolleranza e accettazione della diversità altrui è alla base di qualsiasi discriminazione sia essa razziale, di genere, fisica o sociale.
Proprio la diversità, uno dei doni più grandi che l’umanità detiene, è la causa che fa pendere la spada di Damocle su chi non appare catalogato, schematizzato, e inscatolato nei preconcetti, nei falsi moralismi della nostra società e negli stereotipi di un mondo superficiale evoluto uguale per tutti.
“Made in Woman…and” inizia il suo corso l‘8 marzo scorso nella sede dell’Associazione Esperidia, in via Umberto I, 153 a Milazzo, promuovendo l’incontro di differenti espressioni artistiche e rappresentando, una visione composita della diversità femminile, intesa come ricchezza in grado di completare una dialettica positiva.
Continua il suo cammino domenica 6 aprile alle ore 18.00 nel Palazzo ex carcere borbonico, in Piazza Milite Ignoto a S. Lucia del Mela, la mostra, in collaborazione con il comune di S. Lucia del Mela e con Laboratorio 29 sarà aperta fino al 27 aprile dalle ore 18,00 alle ore 20,00 ed è stata inserita nel circuito culturale intercomunale “I Borghi del Tirreno”, costituito dai comuni di Santa Lucia del Mela, Gualtieri Sicaminò e Monforte San Giorgio.
All'interno dell'evento, Venerdì 11 Aprile, pittura, scultura e fotografia saranno accompagnate e introdotte dalla lettura di alcuni passi del libro “Due vite in una”, interpretati da Donatella Alibrandi, filo conduttore attraverso il quale si propagano le energie artistiche e culturali volte a sgretolare i muri dell’indifferenza.
La collettiva e il libro “Due vite in una” insieme per ricordare i dati riguardanti la violenza sulle donne da parte del genere maschile, e per evidenziare la necessità di una maggiore “partecipazione” proprio all’interno dell’universo femminile, che spesso si trincera dietro falsi vittimismi o si fa scudo con tradizioni inculcate da una società maschilista che vede proprio la donna in quanto madre promotrice e sostenitrice del potere del maschio. Come poi non rimandare a quella “violenza”, psicologica e da trincea che sgretola continuamente l’autostima di un nostro simile e che qualche volta conduce ad atti estremi?
Donatella Alibrandi, Giovanna Cardile, Mamy Costa, Serenella Costa, Caterina D'Andrea, Silvana Doldo, Alessandro Maio, Marilena Manna, Franco Pino, Giovanni Puliafito, Rosa Riganò, Alexandra Stralucica, Eleonora Tavilla, insieme a Maria Di Maio e Anna Parisi , si fanno promotori del valore della diversità, qualità che è connaturata nel genere umano come in tutta la natura e che deve essere esaltata, rispettata, tollerata.
giovedì 28 novembre 2013
Alla scoperta dei libri con Pianissimo
Alibrando Antonella - Sta per arrivare a Santa Lucia del Mela “Pianissimo” la libreria
ambulante di Filippo Nicosia che gira la Sicilia animando le piazze con letture
tratte dai libri che porta con se.
Questo ragazzo ha realizzato la sua passione ispirandosi al protagonista del romanzo “Il parnaso ambulante” di Christopher Morley, che con una carrozza girava l’Inghilterra vendendo materialmente libri alla gente e idealmente portando la mente alla scoperta di nuovi mondi, infatti Pianissimo è una libreria “di consiglio” nel senso che porta libri da case editrici indipendenti ma di grande valore morale, che vale assolutamente la pena di leggere.
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Il furgoncino di Pianissimo a S. Caterina
Villarmosa (CL)
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Doppio appuntamento previsto per lunedì 2 dicembre, durante la mattina sarà nell’istituto comprensivo e nel pomeriggio in piazza Milite Ignoto, in caso di pioggia si sposterà nel palazzo di bio-architettura attuale sede della sezione luciese della lute che sostiene l’evento.
mercoledì 11 settembre 2013
La cripta dei Cappuccini e il culto dei morti a Santa Lucia del Mela
Quando si parla di mummie siciliane, si pensa sempre alle celeberrime Catacombe dei Cappuccini di Palermo o quelle altrettanto famose di Savoca, città nota per aver funto da scenario al film “Il Padrino”. Tuttavia, anche Santa Lucia del Mela vanta una simile tradizione, e decine di corpi, molti dei quali ben conservati, sono custoditi nella cripta della chiesa dei Cappuccini, fondata nel 1610. Recentemente, questo prezioso scrigno di beni storici e biologici è stato incluso nel “Progetto Mummie Siciliane”, un’indagine scientifica di tutte le mummie presenti nella nostra isola. Il progetto, nato nel 2007, è diretto dal messinese Dario Piombino-Mascali, antropologo dell’Università di Vilnius e ispettore onorario dei BB CC per la Regione Sicilia. Oltre l’Arcidiocesi e la Regione, l’indagine coinvolge numerose istituzioni scientifiche come l’Eurac, i REM di Mannheim, il Centro Traumi di Murnau, e le Università di Zurigo, Bonn, Vienna, del Minnesota, del Nebraska, di Rio de Janeiro e di Londra, unite attraverso la nostra isola per studiare antichi virus e batteri. La cripta è attualmente fruibile, e assieme al biglietto di ingresso sarà possibile ottenere il breve catalogo “La Cripta dei Cappuccini e le Mummie di Santa Lucia del Mela” (nella foto), realizzato grazie al patrocinio del Comune.
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giovedì 1 agosto 2013
9 Agosto, al via la prima "Notte della Cultura"
Monumenti aperti, mostre e installazioni artistiche, presentazioni di libri, musica e concerti, insieme a degustazioni di prodotti tipici ed esposizioni artigianali. Sono questi gli ingredienti della “Notte della Cultura”, evento clou dell’estate luciese, in programma il 9 agosto la partecipazione di numerose associazioni luciesi e il supporto di tantissimi volontari.
“Saperi e sapori, passeggiando tra arte e gusto” è il nome dato all’evento, organizzato dalla redazione di questo Blog, con l'obiettivo di coniugare arte e divertimento valorizzando le risorse culturali ed umane presenti sul territorio. La serata prenderà il via alle 20 e si snoderà attraverso un itinerario comprendente otto diversi punti del paese: dal Castello a Piazza Milite Ignoto, passando per l’antico convento dei Cappuccini e Piazza Duomo, con la Cattedrale e il Palazzo Vescovile, sino a San Francesco e all’Annunziata. In tutti i siti si potranno effettuare visite ai monumenti guidate dai ragazzi del Fai (Fondo Ambiene Italia) e degustazioni di piatti tradizionali, mentre uno stand dedicato all’enogastronomia verrà allestito in Piazza Milite Ignoto dall’associazione “La Giara” e dal "Consorzio Valle del Mela”.
La presentazione del libro “Neviere e Nevaioli. La conserva e il commercio della neve nella Sicilia centro-occidentale (1500-1900)”, a cura del Prof. Luigi Romana, con dimostrazione dell’antica preparazione del gelato, si terrà al Castello, insieme alla conferenza “La scultura del Cinquecento a Santa Lucia del Mela”, a cura della dott.ssa Alessandra Migliorato. Qui, all’interno della torre cilindrica, in programma anche i “Sonetti della Scuola Poetica Siciliana e Pier delle Vigne”, a cura di Nicola Amico e dell’Associazione “Piccolo Teatro”, con sfilata di nobili e popolani e la mostra di Giuseppe Aliberto.
Spettacoli musicali e artistici a cura dell’associazione “Medi-terra-nèo”, la musica popolare di Antonio Merulla e il concerto del gruppo “S2” animeranno, rispettivamente, Cappuccini, San Francesco e Annunziata. Qui, all’interno della chiesa, si terrà anche una mostra di immagini sacre a cura di Antonella Alibrando. In Piazza Duomo prevista la tipica battitura del granturco (“mazziata du’rautigna”) a cura del Gruppo “La Coppola Nera” e, a cura di Santo Arizzi, la proiezione-video del restauro della statua di Santa Lucia e l’esposizione del “Catalettu” e dei costumi dei personaggi allegorici del Carnevale Storico luciese.
Tra la Piazza Milite Ignoto e il Chiostro del Sacro Cuore, prevista l’esecuzione di marce sinfoniche a cura della Banda Musicale “Michele Randisi”, un angolo dedicato al progetto “Nati per leggere”, a cura di Elisabetta Lombardo, la prima esposizione di articoli storici del giornalista Matteo Lipari.
Qui, anche una mostra fotografica a cura di Franco Trifirò, nel corso della quale verranno inseriti gli scatti delle due edizioni del concorso “Un borgo da scoprire”, e le installazioni artistiche a cura di Filippo De Mariano. Completa il programma l’esposizione permanente di pittura di Mimmo Cirino.
Ecco il programma completo:
CASTELLO - SANTUARIO [1]
Visita guidata a cura dei ragazzi del FAI
1. Mostra “Un altro punto di vista” a cura di Giuseppe Aliberto (Sala Conferenze)
2. Nobili e popolani del Castello, a cura dell’Associazione “Antiche Torri” (Atrio del Castello)
3. “I Sonetti della Scuola Poetica Siciliana e Pier delle Vigne”, a cura di Nicola Amico e dell’Associazione “Piccolo Teatro” (Torre Cilindrica)
4. Presentazione del Libro “Neviere e Nevaioli. La conserva e il commercio della neve nella Sicilia centro-occidentale (1500-1900)” a cura del Prof. Luigi Romana, con Dimostrazione dell’antica preparazione del gelato (Sala Conferenze, ore 21:00)
5. Conferenza “La scultura del Cinquecento a Santa Lucia del Mela” a cura della Dott.ssa Alessandra Migliorato (Sala Conferenze, ore 21:45)
Degustazione miele + maiorchino con vino bianco
CAPPUCCINI [2]
Visita guidata a cura dei ragazzi del FAI (Cripta e Chiesa)
1. Music Section by MediTerraNèo, a cura dell’Associazione “MediTerraNèo” (ore 21:00)
2. Installazione a cura dell’Associazione “MediTerraNèo”
Degustazione lumache (o insalata di pomodoro) con vino rosato
CATTEDRALE - PIAZZA DUOMO [3]
Visita guidata a cura dei ragazzi del FAI
1. “A Mazziata du rautigna” (la battitura del granturco) a cura del Gruppo “La Coppola Nera” (Piazza Mons. Antonio Franco, ore 22:30)
2. Proiezione video del restauro della Statua di Santa Lucia, a cura di Santo Arizzi (Cattedrale)
3. Mostra di artigianato locale (Piazza Duomo)
Degustazione mais bollito (o salumi) con vino rosso
PALAZZO VESCOVILE [4]
Visita guidata a cura dei ragazzi del FAI
Esposizione del “Catalettu” e costumi dei personaggi allegorici del Carnevale Storico luciese, a cura di Santo Arizzi (terrazzo del Palazzo)
PIAZZA SAN FRANCESCO [5]
Musica popolare con il Maestro Antonio Merulla (ore 20:30)
Degustazione formaggi (canestrato e provola) con vino rosso
ANNUNZIATA [6]
Visita guidata a cura dei ragazzi del FAI
1. Mostra di Immagini Sacre, a cura di Antonella Alibrando
2. Concerto del Gruppo Musicale “S2” (ore 20:30)
Degustazione caponata con vino rosso
MOSTRA PERMANENTE DI PITTURA [7]
Galleria di Via Garibaldi 163, a cura di Mimmo Cirino
SACRO CUORE - PIAZZA MILITE IGNOTO [8]
Visita guidata a cura dei ragazzi del FAI (Chiesa e Convento di Santa Maria di Gesù o del Sacro Cuore)
1. Marce sinfoniche a cura della Banda Musicale “Michele Randisi” (ore 22:30)
2. “Nati per leggere”, a cura dell’Ass. Elisabetta Lombardo
3. Esposizione articoli di don Matteo Lipari
4. Stand per la vendita dei prodotti degustati nel percorso (Consorzio “Valle del Mela” e Associazione “La Giara”)
5. Installazioni degli Artisti Giada Fiorentino, Sabrina Venuto, Filippo Manna
6. Mostra Fotografica “Un borgo da scoprire” ed. 2012
7. Mostra Fotografica “Un borgo da scoprire” ed. 2013
8. Mostra Fotografica, a cura di Franco Trifirò
Degustazione spumone (dolce semifreddo) + malvasia e piparelle (Bar Nicotina)
domenica 26 febbraio 2012
"Nati per leggere": amare i libri imparando da piccoli
Piccoli lettori crescono. Anche quest’anno è partita l’iniziativa “Nati per leggere”, con l’obiettivo avvicinare i bambini al piacere della lettura, migliorando le capacità relazionali e cognitive e imparando sin dalla più tenera età ad amare i libri. In programma tre mesi di incontri presso la biblioteca comunale, all’insegna della lettura e della fantasia.
Grazie all’impegno di tanti volontari, infatti, sino a maggio è previsto un incontro a settimana, con letture ad alta voce e numerosi laboratori: dalle favole alla scoperta di musica e parole. Ad essere coinvolti, gli alunni della scuola materna e primaria, ai quali è stato regalato un segnalibro con il calendario delle iniziative.
«Quello con “Nati per leggere” è ormai un appuntamento atteso dai bambini e dalle famiglie, che sempre più numerose rispondono a questa iniziativa, cogliendone la valenza educativa e formativa che essa racchiude – spiega la promotrice, Elisabetta Lombardo. – Un successo che ci spinge ad andare avanti e che trasforma la biblioteca in luogo di incontro e di crescita per i più piccoli». Ad animare gli incontri ci saranno anche Rosalba Gitto, Maria Catena Giunta e i volontari dell’associazione “Ne combiniamo di tutti i colori”.
Nell’ambito del progetto, a maggio prenderà il via la terza edizione del “Dono del libro”, riservato ai bambini nati nel 2011. È previsto inoltre un incontro formativo per i genitori, per sensibilizzarli alle finalità dell’iniziativa e all’importanza della lettura ad alta voce in età prescolare.
Il progetto luciese si associa alle altre attività promosse su tutto il territorio nazionale che, con “Nati per leggere”, coinvolgono da più di dieci anni bambini e adulti in un comune percorso emotivo fondato sulla condivisione della lettura. A sostenere l’iniziativa sono l’Associazione culturale pediatri, l’Associazione italiana biblioteche e il Centro per la salute del bambino onlus.
mercoledì 6 aprile 2011
Progetto "Nati per leggere", piccoli lettori crescono
Un libro per amico, imparando sin da piccoli a viaggiare nel fantastico mondo della lettura: parte con questo spirito la terza edizione di "Nati per leggere", un progetto rivolto a bambini e genitori e realizzato dall'assessorato alla cultura, nell'ambito della campagna nazionale sostenuta dall'Associazione pediatri e dall'Associazione italiana biblioteche.
Un fitto calendario di appuntamenti coinvolgerà nei prossimi mesi i piccoli lettori, le associazioni ricreative e tanti volontari, sul tema del libro come compagno di giochi, con cui sognare e crescere divertendosi. Letture animate, laboratori creativi e spettacoli per bambini si accompagnano a iniziative di sensibilizzazione dedicate a tutta la famiglia, come incontri di formazione per i genitori e il "Dono del libro" per dare il benvenuto ai nuovi nati.
Gli incontri, coordinati dall'educatrice dott.ssa Elisabetta Lombardo, si terranno presso gli spazi della Biblioteca Comunale, nel palazzo socio-culturale. L'iniziativa, inaugurata alla presenza di tanti baby-lettori, che hanno preso parte al laboratorio espressivo a cura dell'associazione "Ne combiniamo di tutti i colori", si concluderà a maggio con il teatro dei burattini.
Tutti gli appuntamenti sono visibili all'indirizzo:
domenica 19 aprile 2009
Giornata mondiale del Libro, le iniziative della Biblioteca comunale
Il libro come veicolo non solo di cultura ma anche di solidarietà sociale, quando l’invenzione letteraria si pone al servizio di una causa. È il messaggio che la Biblioteca comunale di Santa Lucia del Mela, in occasione della “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”, promossa dalla commissione nazionale italiana per l’Unesco per il 23 aprile, si impegna a lanciare. E lo fa con un convegno dedicato al tema della salute e delle pari opportunità, dall’emblematico titolo “Libro e impegno sociale: dalla scrittura alla cultura della prevenzione”, realizzato in collaborazione con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. L’incontro, moderato dalla prof.ssa Lidia Vella (Comitato di gestione della Biblioteca comunale), si terrà giovedì prossimo presso l’aula consiliare del Palazzo socio-culturale. Saranno presenti il sindaco, geom. Antonino Campo, e l’assessore alle attività culturali e alle pari opportunità, dott. Paolo Calderone. Nel corso del convegno presenteranno le proprie opere la poetessa non vedente Francesca di Natale, autrice della raccolta “L’angelo del volo”, e l’avv. Amelia Impellizzeri, autrice del libro “I nostri amici raccontano”. Sul tema della prevenzione della cecità interverrà il dott. Vincenzo Carbè, dirigente medico oculista del distretto sanitario di Milazzo. Durante l’incontro sarà presentato inoltre un progetto di prevenzione gratuita della cecità, che prenderà il via nei prossimi mesi coinvolgendo il comune luciese.
I LIBRI
Amelia IMPELLIZZERI, "I nostri amici raccontano"
Gruppo Albatros - Il Filo, 2008

Sono storie vere e a lieto fine quelle che narrano in prima persona gli animali protagonisti de "I nostri amici raccontano": un simpatico pipistrello che smarrisce la strada, un lupo salvato e accudito da un uomo, una poiana ferita da un colpo di fucile, un papero-guida legato alla sua compagna diventata cieca. Non è difficile riconoscere in alcuni racconti un valore sociale ed educativo, come nella toccante storia di due cani guida o in quella di un cavallino dell'ippoterapia. In altri invece, come nel caso del cagnolino Yoshy, si seguono parallelamente due vicende, quella dell'animale e quella dell’amico umano, che ritrova attraverso questo speciale rapporto affettivo e simbiotico la volontà di riprendere il senso della propria vita. Il libro è pubblicato anche in braille con la preziosa collaborazione delle associazioni dei non vedenti (Centro “Helen Keller” Scuola Cani Guida di Messina, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catania, Stamperia Regionale in braille) e i proventi dei diritti d’autore saranno devoluti in beneficenza alla L.I.P.U. Centro di Recupero Fauna Selvatica di Roma.

Sono storie vere e a lieto fine quelle che narrano in prima persona gli animali protagonisti de "I nostri amici raccontano": un simpatico pipistrello che smarrisce la strada, un lupo salvato e accudito da un uomo, una poiana ferita da un colpo di fucile, un papero-guida legato alla sua compagna diventata cieca. Non è difficile riconoscere in alcuni racconti un valore sociale ed educativo, come nella toccante storia di due cani guida o in quella di un cavallino dell'ippoterapia. In altri invece, come nel caso del cagnolino Yoshy, si seguono parallelamente due vicende, quella dell'animale e quella dell’amico umano, che ritrova attraverso questo speciale rapporto affettivo e simbiotico la volontà di riprendere il senso della propria vita. Il libro è pubblicato anche in braille con la preziosa collaborazione delle associazioni dei non vedenti (Centro “Helen Keller” Scuola Cani Guida di Messina, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Catania, Stamperia Regionale in braille) e i proventi dei diritti d’autore saranno devoluti in beneficenza alla L.I.P.U. Centro di Recupero Fauna Selvatica di Roma.
Francesca DI NATALE, "L’angelo del volo"
Armando Siciliano Editore, 2007
"La poetica a cui sento di appartenere sembra allontanarsi dal mondo reale per entrare in quello dei sogni, in un dialogo sì colloquiale, ma ermetico nel suo modo di porsi di fronte alla realtà; pur nutrendosi del contesto presente, recupera un passato che vuole essere ascoltato tra le evanescenti memorie chiuse in un guscio e i giochi ingenui di bambina che costruisce castelli con la fantasia e sogna mondi incantati, respirando nell’incertezza della luce, i fragili riflessi dell'anima e ciò che non riusciva ad afferrare e a non accettare di questo mondo che si modifica in continuazione tra i ritagli di spazi vitali e il crudo realismo.
Una speranza, oggi mi fa guardare avanti: due protagoniste alla scoperta di una ricreata bellezza della vita in un crescendo cammino di serenità, io e la mia fedele amica Venere. Non è solo un cane ma una creatura mite dotata di spiccata intelligenza e determinazione che con la sua magia ha fatto nascere nei miei occhi la poesia, il sorriso e la voglia di lottare per difendere quel mio desiderio di libertà, rendendomi capace di volare ed inseguire i sogni non ancora realizzati e non rimanere più prigioniera delle paure e delle fragilità.
Tutto ad un tratto mi accorgo di non essere sola in questa immensità di gioia e di felicità, tanto da volerla esprimere, attraverso questa mia raccolta di versi tradotta dal cuore che riassume il valore di un messaggio, quello che voglio dedicare ai miei lettori: i sogni si possono realizzare!" Francesca Di Natale
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