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domenica 28 gennaio 2018
sabato 27 gennaio 2018
C.S. [NoInceneritore] Manifestazione 28 Gennaio
Domenica 28 Gennaio le strade di Milazzo si riempiranno di vita e partecipazione, per impedire l’autorizzazione del mega-inceneritore di A2A nella valle del Mela. Ma anche per ribadire che l’incenerimento è la peggiore strategia di gestione dei rifiuti, che vanno riciclati anziché bruciati. Una strategia che produce profitto per pochi e malattie e degrado per i comuni cittadini. Una strategia che brucia anche posti di lavoro, oltre che rifiuti e salute, in quanto riciclando se ne creerebbero molti di più.
“No inceneritori, SI al recupero di materia e al lavoro pulito”, questo lo slogan del corteo che smonta la faziosa retorica governativa: quella che spaccia gli inceneritori quale soluzione alle saturazione delle discariche. L’inceneritore del Mela produrrebbe ogni anno 150 mila tonnellate di ceneri da smaltire nelle già sature discariche siciliane, a fronte dell’incenerimento di 510 mila tonnellate di rifiuti provenienti da altre regioni. Solamente una riduzione alla fonte, la raccolta differenziata ed il recupero dei materiali può offrire una soluzione duratura per l’emergenza rifiuti, redistribuendo anche quella ricchezza che altrimenti rimarrebbe concentrata nelle mani dei signori delle discariche e degli inceneritori.
Alla manifestazione hanno aderito circa 100 sigle e saranno presenti delegazioni provenienti anche dal resto d’Italia. Parteciperanno nomi noti del settore agro-alimentare, come quello della chef stellata Martina Caruso, preoccupata per gli effetti che un tale impianto potrebbe avere sulle eccellenze del territorio. Anche le isole eolie si sono schierate apertamente contro il mega-inceneritore, che può contaminare eccellenze come la malvasia o i capperi prodotti nell’arcipelago patrimonio UNESCO.
Domenica sarà la giornata di tutte e tutti, delle figlie e dei figli, dei genitori, degli amici, delle persone che vogliono riappropriarsi del loro futuro e difendere la propria vita. Sarà una giornata storica, con la quale lanceremo un messaggio forte e chiaro innanzitutto al governo, ma anche alla politica locale e regionale: questo territorio (come tutta la Sicilia) non è più disposto a subire, a farsi trattare come un ricettacolo dei peggiori impianti inquinanti e di veder sfumare le occasioni di vero sviluppo. E soprattutto pretende da politica e istituzioni atti concreti capaci di scongiurare l’inceneritore.
L’appuntamento è per le ore 15 a Milazzo, partenza da Piazza San Papino.
Qui alcuni comunicati di adesione:
1) http://noinceneritoredelmela.2) http://noinceneritoredelmela.
3) http://noinceneritoredelmela.
4) http://noinceneritoredelmela.
5) http://noinceneritoredelmela.
6) http://noinceneritoredelmela.
7) http://noinceneritoredelmela.
giovedì 14 dicembre 2017
No inceneritore, la manifestazione a Messina
sabato 9 dicembre 2017
Comunicato Stampa: L’inceneritore si può sconfiggere: l'importanza di manifestare alla Soprintendenza mercoledì 13 dicembre
Mercoledì 13 alle 15.30 il movimento contro l’inceneritore del Mela manifesterà davanti la Soprintendenza di Messina. La scelta del luogo non è affatto casuale, in quanto la palla è al momento in mano al Soprintendente, a cui è stato chiesto di esprimere nuovamente un parere sull’inceneritore. Un parere che potrebbe essere determinante per la sorte di questo odiato impianto, una pericolosa bomba ecologica e sanitaria contro cui il territorio si è più volte schierato e la cui realizzazione rappresenterebbe una grave sconfitta per tutti.
E’ vero che, come riportato su vari organi di stampa, il parere della Soprintendenza (e quindi dei Beni Culturali) potrebbe essere “superato” da una decisione del Consiglio dei Ministri in sede di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Ma il superamento della VIA non è l’unico adempimento necessario per poter realizzare l’inceneritore. Quand’anche l’inceneritore riuscisse a ottenere una VIA positiva (contro cui peraltro bisognerà presentare ricorso), A2A dovrebbe comunque chiedere il rilascio della concessione edilizia (per la precisione oggi si parla più correttamente di “permesso di costruire”) per poter iniziare i lavori.
La concessione edilizia può essere rilasciata solo dall’Ufficio tecnico (o meglio, dal Responsabile Area Gestione del Territorio) del Comune di San Filippo del Mela, sulla base della conformità del progetto alle “previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente”.
Nell’area interessata dall’impianto “non è consentito realizzare impianti per il trattamento dei rifiuti”[1]: con questa semplice e limpida prescrizione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, ormai approvato da quasi un anno, vieta categoricamente la realizzazione dell’inceneritore e di qualsiasi altro impianto di trattamento dei rifiuti nel golfo di Milazzo, entro i 300 mt dal mare (come in questo caso).
Ai sensi del Codice dei beni culturali, le previsioni del Piano Paesaggistico sono inderogabili (neanche una decisione del Consiglio dei Ministri potrebbe “bypassarle”) e prevalgono su quelle del PRG. Quindi nessuna concessione edilizia potrà essere rilasciata finchè è vigente il Piano Paesaggistico, a meno di commettere un abuso o un’omissione.
Accade spesso che gli Uffici tecnici, nel rilascio delle concessioni edilizie, facciano riferimento alle autorizzazioni o ai pareri già rilasciati sul progetto in questione dalle Soprintendenze territorialmente competenti. Ecco perché il parere della Soprintendenza è determinante: se ad esempio la Soprintendenza di Messina dovesse affermare il falso, ovvero che l’inceneritore è compatibile con il Piano Paesaggistico, allora A2A avrebbe più possibilità di ottenere una concessione edilizia abusiva o il silenzio-assenso dell’Ufficio tecnico.
Ricordiamo che l’odierno Soprintendente Orazio Micali a Gennaio ha tentato di ottenere l’annullamento del parere negativo della Soprintendenza sull’inceneritore: come si comporterà adesso? Il fatto che la settimana scorsa abbia risposto picche alla nostra richiesta di appuntamento inoltrata per iscritto, ci desta il sospetto che, per prendere la decisione giusta, la Soprintendenza abbia bisogno del nostro “fiato sul collo”.
Per questo è importante manifestare Mercoledi 13: non per chiedere favori, bensì per chiedere semplicemente il rispetto della legge e l’applicazione del Piano Paesaggistico vigente.
E al contempo per chiedere la difesa del Piano Paesaggistico dai 5 ricorsi al TAR Catania che rischiano di annullarlo: da questo punto di vista chiediamo un intervento urgente anche delle amministrazioni comunali.
I comitati e le associazioni della Valle del Mela contro l’inceneritore
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[1] Pag. 270 del Supplemento ordinario n. 2 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 13 del 31 marzo 2017 (n. 12) - Approvazione del Piano paesaggistico dell’Ambito 9 ricadente nella provincia di Messina
venerdì 10 novembre 2017
Comunicato congiunto dell'ADASC e del Comitato dei cittadini contro l'inceneritore del Mela
Il Commissario Straordinario di San Filippo del Mela Alfredo Biancuzzo ha inviato al Ministero dell’Ambiente ed agli altri enti competenti un corposo e ben motivato parere negativo del Comune in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale dell’inceneritore del Mela.
Il Comune ha inoltre inviato al Ministero dell’Ambiente un’istanza per chiedere l’annullamento in autotutela del cosiddetto “PIC”, il parere AIA pro-inceneritore la cui approvazione nel mese di Giugno era stata da noi fortemente contestata.
Si
tratta di importanti atti a cui rivendichiamo di aver dato un
contributo decisivo, insieme agli esperti del Comune dr. Pasquale Andaloro, focal point dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicato dalle nostre Associazioni, Eugenio Cottone ed Enzo Colavecchio.
Atti
che noi abbiamo proposto già dai primi di Agosto, ma su cui purtroppo
hanno pesato varie dinamiche e lentezze che hanno fatto oltremodo
allungare i tempi. Tuttavia è bene sottolineare che ciò che è stato
fatto in 3 mesi non è stato svolto in 2 anni con la precedente
amministrazione guidata dall’ex sindaco Aliprandi.
Non
possiamo condividere la posizione espressa dalla maggioranza del
Consiglio Comunale di San Filippo del Mela nella seduta di mercoledì
scorso, quando molti consiglieri hanno abbandonato l’aula, lasciando
intendere che per loro questo parere sia ormai inutile.
In realtà il parere e l’istanza di annullamento del PIC non sono affatto inutili perchè la procedura non può ancora considerarsi conclusa.
E’ vero che la Commissione Tecnica VIA ha già espresso un parere favorevole, ma con ogni probabilità si tratta di un parere che non tiene conto del divieto alla realizzazione dell’inceneritore previsto dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e che quindi deve essere rivisto.
Anche
il PIC non è conforme al Piano regionale dei rifiuti e quindi andrebbe
rivisto. Al riguardo stiamo preparando una diffida e se è il caso ricorreremo a tutte le possibili azioni, legali e non, per ottenere il rispetto delle norme e per impedire la
realizzazione di questo sciagurato progetto tanto avversato dai
cittadini, che comporterebbe altri veleni per il nostro già martoriato
territorio.
Apprezziamo
che il Comune di San Filippo del Mela si sia finalmente aperto alla
collaborazione con le associazioni più attive nella lotta contro
l’inceneritore, cosa che non si era mai verificata con la precedente
amministrazione comunale. Speriamo che questa collaborazione possa
continuare nell’interesse dei cittadini, visto che adesso la lotta per
bloccare questo eco-mostro richiede un sempre maggiore sforzo da parte di tutti gli interessati: comitati, associazioni, cittadini e amministrazioni.
Auspichiamo anche che il nuovo governo regionale, dopo la dichiarazione del neo presidente Nello Musumeci sul
No a questo inceneritore, non faccia come il suo predecessore ed assuma
atti concreti utili a bloccare la realizzazione dell’impianto.
Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela
A.D.A.S.C. – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini
giovedì 6 luglio 2017
Comunicato stampa del "Comitato cittadini contro inceneritore Mela"
E’
ORA DI SCENDERE DI NUOVO IN PIAZZA CONTRO L’ INCENERITORE!
PRETENDIAMO
IL RISPETTO DELLA VOLONTA’ POPOLARE!
GIOVEDÌ
13 LUGLIO ore 16.30
Il
progetto di A2A a Brindisi è stato bocciato grazie al fatto che
Comune, Provincia e Regione si sono schierati compatti dalla parte
dei cittadini, dando battaglia contro A2A in tutte le sedi sia VIA
che AIA.
Al
Comune di San Filippo del Mela ci è sempre stato detto “non
preoccupatevi, siamo contro l’inceneritore”. I recenti fatti
dimostrano il contrario.
In
particolare il Commissario
Alfredo Biancuzzo
appena insediatosi al Comune ha messo subito le cose in chiaro,
dichiarandosi FAVOREVOLE
ALL’INCENERITORE.
Dopo
una delibera di consiglio comunale votata all’unanimità contro
l’incenerimento, dopo un referendum comunale, a cui hanno
partecipato circa 2800 filippesi, che ha segnato la vittoria
schiacciante del NO all’inceneritore con il 96% dei voti, dopo che
altre migliaia e migliaia di cittadini del comprensorio si sono
espressi contro l’inceneritore mediante referendum, manifestazioni
e petizioni, la posizione espressa dal Commissario è un chiaro ed
inaccettabile insulto
alla volontà popolare,
alla salute dei cittadini ed al futuro di questo martoriato
territorio.
Come
se non bastasse, dopo neanche una settimana dal suo insediamento, la
posizione del Commissario è già stata formalizzata con l’assenso
al Parere della Commissione AIA (il cosiddetto PIC), che è molto
favorevole ad A2A.
Infatti il PIC è stato approvato nell’ultima Conferenza dei
servizi del 19 Giugno, a cui erano presenti il Commissario Alfredo
Biancuzzo ed il Presidente del Consiglio comunale Gavino Paulesu.
Invitiamo
tutti i cittadini a scendere in piazza giovedì 13 Luglio alle 16,30
davanti al Municipio di San Filippo del Mela, per pretendere il
rispetto della volontà popolare. L’inceneritore non passerà! Gli
enti locali devono fare gli interessi dei cittadini che
rappresentano, non di A2A!
Per
questo chiediamo con forza che i rappresentanti del Comune di San
Filippo del Mela rimedino agli errori compiuti:
-
inviando una nota di disapprovazione e contestazione del Parere Istruttorio Conclusivo (PIC), chiedendone l’indispensabile revisione;
-
formulando finalmente un parere definitivamente contrario nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale dell’inceneritore;
mercoledì 5 ottobre 2016
"Zero Waste Sicilia" sull'ennesimo progetto di inceneritore nella Valle del Mela
Sull’ennesimo progetto di inceneritore
nella Valle del Mela
COMUNICATO di ZERO WASTE SICILIA
Come da notizie di stampa, una società del gruppo Franza, la ESI spa, ha presentato un progetto per “un impianto di ricerca e sperimentazione per la gestione di rifiuti pericolosi e NON”, da realizzarsi a Giammoro (Pace del Mela). A parte il NON, la vicenda, a nostro avviso, è la punta dell’iceberg di un una cultura industriale retriva e basata sulla aggressione all’ambiente. Li listiamo per punti:.
1) La valle del Mela è un sito SIN, e pur essendo stati stanziati dei soldini per studiarne i livelli di inquinamento, questi non sono mai stati spesi e si perderanno il prossimo febbraio. A pensar male, sembrerebbe che non si sia voluto dire ai cittadini quanto sia inquinato il territorio sul quale vivono. Evidentemente si pensa che se l’inquinamento è già così elevato, non sarà poi un dramma se gli ammalati dovessero crescere di pochi percento, a causa di un nuovo impianto. Salvo che per gli ammalati.
2) Dopo l’inceneritore dell’A2A, contro il quale i cittadini di Pace e non solo hanno espresso un dissenso plebiscitario, si propone un altro impianto, certamente più piccolo, che aumenterà le emissioni nella zona, forse di poco, ma le aumenterà. È difficile pensare che questo progetto possa trovare il consenso popolare, del quale, evidentemente non importa granché, tanto le decisioni vengono prese nel rarefatto ambiente di una conferenza dei servizi, dove si discute di questioni molto tecniche e burocratiche e di rispetto di legislazioni vigenti, ma dove i cittadini possono al più essere accettati come auditori, non come decisori.
3) Sembra che nel progetto manchi una stima proprio delle emissioni macroinquinanti e microinquinanti. Ma davvero può succedere nel 2016 che si presenti un progetto comunque impattante e non si fornisca pubblicamente una stima dell’impatto?
4) Il presidente Vincenzo Franza non ha remore nel sostenere che la vera motivazione del progetto non è, come recita il titolo, la ricerca e la sperimentazione bensì la tutela dell’occupazione, stante la crisi economica. Torna il ricatto occupazionale: la famiglie dei lavoratori devono mangiare, non importa se mangiano cibi avvelenati, prodotti dall’inquinamento, e magari si ammalano o muoiono.
Notiamo che i sindaci del SIN e dei comuni limitrofi non sono mai riusciti a coalizzarsi per resistere tutti insieme allo strapotere di gruppi industriali come A2A ed ora anche il gruppo Franza. Quando capiranno che una loro azione unitaria e coesa, scevra da vincoli partitici e campanilismi, è indispensabile per difendere il loro territorio? Quando si capirà che se affonda Pace del Mela, affonderanno pure Milazzo, Barcellona e perfino Messina, mentre ci si salva solo tutti insieme?
Ora, tutti gli impianti esistenti ed anche i nuovi rispettano e rispetteranno tutte le leggi esistenti. Purtroppo le leggi si applicano al singolo impianto, non al loro complesso. Pertanto se la situazione sanitaria nella valla del Mela è grave, vuol dire che magari ci si ammalerà ai sensi di legge.
Beniamino Ginatempo, Presidente Zero Waste Sicilia
martedì 19 luglio 2016
EMERGENZA RIFIUTI: ci vuole la differenziata, inceneritori inutili e pericolosi
COMUNICATO STAMPA
L’emergenza rifiuti che attanaglia la Sicilia ha un chiaro colpevole: il grave ritardo
della differenziata.
Ciò è evidente a chiunque: dove la raccolta differenziata non esiste
le strade sono stracolme di rifiuti, dove c’è la differenziata il servizio funziona
regolarmente.
Eppure c’è ancora chi vorrebbe approfittare dell’emergenza per riproporre
l’inceneritore di A2A, sebbene i cittadini abbiano già dimostrato la propria contrarietà
con referendum e manifestazioni.
In realtà è illogico prenderlo in considerazione come soluzione per l’emergenza, anche
solo per il fatto che ci vorrebbero 3 anni per realizzarlo. L’implementazione della
differenziata e la realizzazione di impianti finalizzati al riciclaggio sono senz’altro
soluzioni molto più rapide.
Ma facciamo finta per un attimo che l’inceneritore di A2A sia già operativo. Cosa
sarebbe cambiato rispetto alla situazione che stiamo subendo in questi giorni?
Assolutamente nulla. Esso verrebbe alimentato con 500 mila tonnellate l’anno di CSS,
ovvero la frazione combustibile dei rifiuti (in prevalenza composto da plastica e carta).
Il CSS viene prodotto in impianti che lo separano dal resto dei rifiuti e lo classificano.
Ma questi impianti che Sicilia non esistono: l’inceneritore di A2A al momento
potrebbe essere alimentato solo con CSS di altre regioni. Insomma, oltre il danno la
beffa: non solo i cittadini sarebbero sottoposti ai veleni emessi bruciando rifiuti da
mezza Italia, ma la monnezza rimarrebbe comunque nelle nostre strade.
Si illudono
inoltre coloro che pensano che l’inceneritore possa comportare un risparmio sulle
bollette della luce: l’impianto genererà una potenza di soli 60 MW contro i 960 MW
dell’ attuale centrale.
Gli epidemiologici sono chiari: “qualcuno morirà a causa dell’inceneritore” [1]. Che
gli inceneritori facciano vittime è quindi una certezza. Potranno essere poche o molte a
seconda delle dimensioni dell’inceneritore e del modo con cui viene gestito, ma ci
saranno. Una politica che punta sugli inceneritori anziché sulle alternative che le
direttive europee [2] ci indicano è una politica incosciente ed irresponsabile, per non
dire altro. L’unico modo per risolvere rapidamente e definitivamente il problema dei
rifiuti è quello di istituire l’obbligo di raccolta differenziata porta a porta ed
esautorare i sindaci che non lo applicano.
Nel frattempo bisogna implementare
l’impiantistica, quella giusta però: innanzitutto impianti di compostaggio e di
trattamento dei rifiuti indifferenziati (TMB) all’avanguardia, come le cosiddette
“fabbriche dei materiali”. Si tratta di impianti capaci di recuperare materia
dall’indifferenziata per avviarla al riutilizzo e/o riciclaggio. Impianti più economici
degli inceneritori, che non inquinano e che producono meno residui da inviare in
discarica: esistono già con successo in alcune zone del Veneto [3] e da quest’anno
anche a Reggio Emilia [4].
A guadagnarci sarebbero i cittadini: la TARI è tanto più “salata” quanto più è carente
la differenziata nel proprio comune. Portare i rifiuti in discarica è molto più costoso
che praticare la raccolta porta a porta, che peraltro ha il vantaggio di creare molti più
posti di lavoro. Smaltire i rifiuti negli inceneritori è ancora più caro: ad esempio
costa 305 € a tonnellata nel napoletano, dove A2A ha un impianto simile a quello
proposto nella Valle del Mela [5]. Sia le discariche che gli inceneritori vengono pagati
con i soldi dei cittadini per inquinare. E hanno tutto l’interesse per ritardare
all’infinito la differenziata.
E’ necessario che la Sicilia si affranchi da questo genere di
cricche, non che si consegni da una cricca all’altra.
Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela.
cittadinicontroinceneritore.org
Associazione ADASC
Note:
[1] http://www.dire.it/13-06-2016/59167-inceneritore-lepidemiologo-ci-saranno-morti-sicuro/
[2] La Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti indica che prevenzione, differenziata e riciclaggio
debbano avere priorità su inceneritori e discariche
sabato 14 maggio 2016
Per giustificare nuovi inceneritori il governo gonfia i calcoli del fabbisogno di incenerimento
COMUNICATO STAMPA
Il Ministero dell’Ambiente ha elaborato un programma che individua il fabbisogno di incenerimento per ogni macroarea geografica. Il programma calcola un fabbisogno complessivo di circa 8,4 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno: oltre 1,8 milioni in più rispetto alla capacità complessiva degli inceneritori esistenti. Per coprire l’intero fabbisogno, Il programma prevede la realizzazione di 8 nuovi inceneritori, di cui 2 in Sicilia. Il programma in atto è sottoposto a “verifica di assoggettabilità a VAS” (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1609), che serve a verificare se la Valutazione Ambientale Strategica può essere o meno evitata. Fatta eccezione per la Regione Siciliana, che ha issato bandiera bianca, la gran parte delle regioni su cui dovrebbero sorgere i nuovi inceneritori ha espresso perplessità, quando non vera e propria contrarietà, evidenziando l’impatto ambientale e i rischi per la salute dei cittadini di tale programma. Ma, come abbiamo evidenziato nelle osservazioni (apri collegamento) già inviate alla commissione tecnica preposta alla verifica, ciò che appare evidente entrando nel merito dei calcoli del fabbisogno di incenerimento è che tali calcoli risultano enormemente “gonfiati” e tutt’altro che coerenti rispetto alla “gerarchia dei rifiuti” stabilita dalla direttiva europea 2008/98/CE. Tale gerarchia impone che possano essere inceneriti solo i rifiuti non riciclabili con le migliori tecnologie disponibili. Da diverso tempo esistono tecnologie che riescono a recuperare e riciclare materiali anche dai rifiuti indifferenziati sottoposti ad opportuni impianti TMB (trattamento meccanico-biologico). Tali impianti prima separano le frazioni “umide” da quelle “secche”; dalle frazioni secche può essere recuperata una quota significativa di materiali riciclabili e da quello che rimane si separa la frazione combustibile (idonea all’incenerimento) da quella non combustibile. Questo “schema di flusso” è previsto dai più moderni Piani Regionali di Gestione dei Rifiuti (PRGR), tra cui quello della Regione Siciliana, aggiornato e definitivamente approvato lo scorso Gennaio. Invece il programma del governo, per calcolare il fabbisogno di incenerimento, prevede che i rifiuti indifferenziati possano essere inceneriti in toto (senza passare dagli impianti TMB) o, nella migliore delle ipotesi, che possano essere incenerite tutte le frazioni secche (peraltro sovrastimandole), comprensive indiscriminatamente anche di materiali riciclabili e frazioni non combustibili. Appare quindi evidente come tali calcoli rappresentino una palese violazione della suddetta direttiva europea, in quanto contano di far finire negli inceneritori anche materia utilmente riciclabile. Ma risultano inaccettabili anche dal punto di vista dell’efficienza stessa dell’incenerimento, visto che non ha alcun senso far passare dagli inceneritori frazioni non combustibili (metalli, vetro, porcellana, inerti vari), con l’unico effetto di “abbrustolirli” prima di abbandonarli in discarica sotto forma di scorie. E’ chiaro che solo la “frazione combustibile” è idonea all’incenerimento. Gli schemi di flusso dei moderni impianti TMB, coerenti con la suddetta direttiva europea, stimano tale frazione al 20-25% sulla totalità dei rifiuti indifferenziati. Il PRGR della Regione Siciliana, ad esempio, la stima al 25%.
In considerazione di ciò, da un corretto calcolo risulta che il reale fabbisogno di incenerimento si aggira intorno ai 2 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno per tutto il territorio nazionale: altro che 8,4 milioni.
Pertanto dai calcoli del fabbisogno di incenerimento, opportunamente corretti, si evincono alcune importanti conclusioni:
– Il reale fabbisogno di incenerimento è molto inferiore rispetto alla capacità complessiva degli inceneritori attualmente operanti sul territorio nazionale, che è di oltre 6 milioni e mezzo;
– è assolutamente ingiustificata la realizzazione di nuovi impianti di incenerimento sul territorio nazionale;
– la corretta applicazione della gerarchia dei rifiuti, dando priorità al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata ed all’ opportuna implementazione dell’impiantistica operante nei settori della differenziata, del riciclaggio, del compostaggio, della digestione anaerobica, del TMB e del recupero di materia dai rifiuti indifferenziati, permetterebbe non solo di eliminare il ricorso diretto alle discariche, ma anche di ridurre fortemente l’attuale ricorso all’incenerimento.
Quanto alla Regione Siciliana, risulta sorprendente che si sia affrettata a dare parere favorevole al programma del governo, in barba al proprio stesso PRGR approvato solo tre mesi prima.
Tale parere si è limitato solo a evidenziare come i 2 inceneritori previsti dal governo per la Sicilia andrebbero “spalmati” sul territorio regionale dando vita ad altri 4 inceneritori più piccoli.
In particolare al messinese toccherebbe un inceneritore da 60-80 mila tonnellate l’anno, comunque ben più piccolo dell’inceneritore proposto da A2A/Edipower per la valle del Mela, che prevede invece una potenzialità di circa 510 mila tonnellate.
La partita è tutt’altro che chiusa, in quanto il programma del governo, se approvato, potrebbe essere impugnato di fronte alla Corte di giustizia europea. Invece sull’inceneritore del Mela di A2A pende il parerenegativo del Ministero dei Beni Culturali, contro cui Edipower ha presentato ricorso al Tar Lazio. Dal canto
loro alcune amministrazioni comunali e diverse associazioni del territorio (tra cui il nostro comitato) si sono già costituiti contro il ricorso di Edipower o si accingono a farlo.
Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela
www.cittadinicontroinceneritore.org
Cittadinicontroinceneritore@gmail.com
sabato 12 marzo 2016
Nota firmata dai comitati e associazioni del Movimento No Inceneritore del Mela
COMUNICATO STAMPA
I sottoscritti firmatari hanno tenuto oggi, venerdì 11 marzo 2016, a Pace del Mela, Palazzo Lo Sciotto, una conferenza Stampa. L'incontro si è concentrato sugli obbiettivi tattici che il movimento contro l'Inceneritore del Mela e tutti gli Inceneritori dovrebbe assumere, anche in considerazione delle altre criticità ambientali, sanitarie, economiche e sociali che caratterizzano il comprensorio di Milazzo-Barcellona-Valle del Mela.
La lotta contro l'inceneritore del Mela ha negli ultimi mesi beneficiato del grande slancio impresso dalla partecipazione popolare di massa, registrata in tre comuni del comprensorio. I referendum comunali di Pace del Mela, San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò, infatti, hanno confermato tutte le aspettative del Comitato Referendario Territoriale. Accanto alla prevalenza plebiscitaria del NO all'inceneritore, l'altro importante risultato raggiunto è la capillare campagna di informazione e sensibilizzazione che le consultazioni hanno innescato. Grazie ad essa le ragioni del NO, articolate sotto gli aspetti sanitari, ambientali, sociali ed economici sono ormai patrimonio diffuso anche di coloro non definibili “attivisti” o membri di associazioni specializzate.
Per queste ragioni il Comitato Referendario Territoriale, che è nato anche per la promozione dei referendum comunali nei comuni del comprensorio di Milazzo-Barcellona-Valle del Mela, esorta le amministrazioni dei comuni che non hanno ancora indetto consultazioni comunali a farlo tempestivamente (utilizzando magari la consultazione referendaria nazionale del prossimo 17 aprile con evidente risparmi di risorse economiche), riconoscendo ai propri cittadini il diritto di ratificare attraverso le urne la loro contrarietà alla costruzione dell'inceneritore del Mela.
In un panorama caratterizzato dalla spoliazione dei basilari diritti di partecipazione democratica e da una progressiva centralizzazione delle decisioni, capaci di influenzare pesantemente la vita delle comunità locali, lo strumento referendario rimane tra i pochi capaci di tutelare sovranità del legittimo portatore, il popolo, così come sancito dalla Costituzione delle Repubblica.
In questo quadro, di primaria importanza è la partecipazione al prossimo referendum nazionale abrogativo del 17 aprile. In quella data, in sostanza, siamo chiamati a decidere se il patrimonio territoriale d'Italia debba essere fonte di benessere diffuso o motivo di arricchimento per poche società petrolifere. I firmatari invitano senza riserva a votare SI, per liberare i nostri mari e territori dall'attività estrattiva di idrocarburi.
La mobilitazione popolare si esprime anche attraverso le manifestazioni di piazza. Pertanto i firmatari hanno indetto insieme alle altre componenti del territorio la manifestazione regionale contro gli inceneritori, prevista per la prossima domenica 13 marzo a Milazzo. È importante precisare che tale evento ha la paternità di tutto il movimento NO Inceneritore del Mela e non vi è alcuna primogenitura attribuibile a qualche componente in particolare. L'importanza che la lotta contro gli inceneritori assume per l'intera collettività del comprensorio impone che le grandi manifestazioni di massa siano indette e condotte da tutte le componenti associative e di movimento presenti sul territorio.
Le donne e gli uomini che vivono i territori hanno piena sovranità a decidere sul loro futuro e pertanto sono legittimati a respingere con forza i progetti di espropriazione e sfruttamento, come gli elettrodotti TERNA, la costruzione delle trivelle, alla privatizzazione dell'acqua, la costruzione del MUOS e di altri dispositivi militari invasivi.
Al fine dei dare concretezza alle enunciazioni qui sviluppate si rende necessario interpellare le istituzioni, dal loro livello locale a quello nazionale. Esse non possono rimanere sorde alla forza e alla cogenza del messaggio che proviene dal comprensorio di Milazzo-Barcellona-Valle del Mela, rese ancora più evidente dall'articolazione di richieste e rivendicazioni che segue.
Rivendicazioni di carattere Regionale e Nazionale
- Dichiarazione formare del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e del Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, del Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, del Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Messina Filippo Romano, del Sindaco di San Filippo del Mela Pasquale Aliprandi che esprima la più ferma contrarietà all'installazione di impianti di incenerimento sul suolo siciliano e nazionale, quale modalità di smaltimento dei rifiuti. Sarà resa esplicita la richiesta di emettere parere negativo al progetto presentato da A2A spa per la riconversione della Centrale Termo Elettrica di Archi-San Filippo del Mela in mega-inceneritore.
- Adozione da parte dell'Assemblea Regionale Siciliana di una mozione che ratifichi la netta contrarietà all’installazione nel territorio siciliano di qualsiasi inceneritore di rifiuti o combustibili da esso derivati
- Adozione di tutti i provvedimenti legislativi e amministrativi necessari da parte dell'Assemblea Regionale Siciliana e del Governo Regionale per:
- L'elaborazione immediata di uno un Piano strategico per la gestione dei rifiuti nella regione Sicilia che individui entro il termine di sei mesi: (i) realizzazione nel territorio della regione Sicilia di impianti di compostaggio circa 800 mila tonnellate/anno; (ii) strategia specifica di incremento delle quote di raccolta differenziata fino al 65% dei totale dei rifiuti prodotti, quota minima indicata dalle vigenti normative europee;
- Il Riconoscimento del diritto delle popolazioni viventi nei territori interessati da progetti industriali o militari altamente invasivi come inceneritori, trivellazioni, impianti di raffinazione petrolifera e per le produzioni petrochimiche, stoccaggio di scorie nucleari, centrali a biomasse, parchi eolici o solari estensivi, MUOS, cave estrattive, basi militari e esercitazioni militari a essere interpellati sulla realizzazione o permanenza dei progetti stessi mediante referendum popolari, partecipando attivamente al processo decisionale sulla costruzione di tali progetti, capaci di introdurre modificazioni permanenti dell'assetto sociale ed economico del territorio, nonché determinare compromissione della salute pubblica dell'integrità ambientale.
- Approvazione immediata, e in via definitiva, del Piano Paesaggistico d’Ambito 9, mantenendo, senza modifiche, l’art. 55 (riguardante il paesaggio del milazzese e dintorni) ed in particolare gli indirizzi, le direttive e le prescrizioni della specifica “12D- Paesaggio della riviera di levante”
Rivendicazioni di carattere locale per il comprensorio di Milazzo-Valle del Mela
- Indizione da parte delle amministrazioni comunali del comprensorio della provincia tirrenica Messinese per un raggio di almeno 30 km dall'area industriale di Milazzo-Valle del Mela, inviata per conoscenza all'ANCI Sicilia, di referendum popolari nei comuni dell'area aventi oggetto il progetto di riconversione della Centrale Termoelettrica di Archi-San Filippo del Mela in mega-inceneritore;
- Avvio immediato della raccolta differenziata porta a porta nei comuni del comprensorio dove questa non sia ancora attiva e potenziamento in tutti gli altri per il raggiungimento della quota minima del 65% dei rifiuti prodotti, così come previsto dalle vigenti normative europee;
- Richiesta formale da parte dei sindaci del comprensorio di Milazzo-Barcellona-Valle del Mela all'indirizzo dell’Assessore Regionale ai Beni Culturali per l’approvazione immediata e in via definitiva del Piano Paesaggistico d’Ambito 9,mantenendo, senza modifiche, l’art. 55 (riguardante il paesaggio del milazzese e dintorni) ed in particolare gli indirizzi, le direttive e le prescrizioni della specifica “12D- Paesaggio della riviera di levante”.
- Promozione di una protocollo tra EE. LL. e portatori di interessi collettivi per l'Individuazione e istituzione di un Nuovo Ente Istituzionale composto dagli EE. LL. del comprensorio di Milazzo-Valle del Mela, competente per la gestione del polo industriale di Milazzo-Valle del Mela e di tutte le attività connesse, quali: concessioni, autorizzazioni, revisioni, ammodernamenti, ampliamenti, modifiche e/o altre attività di tutti gli impianti industriali esistenti (RAM, centrale Edipower, Acciaierie, etc.);
- Elaborazione di un Piano straordinario per l’evacuazione delle civili popolazioni del comprensorio industriale tirrenico;
- Dismissione di tutti i serbatoi della RAM e della Centrale Edipower adiacenti alle civili abitazioni di Archi e Parco Nuovo;
- Elaborazione di Nuovo Piano di Sviluppo Socio/economico e occupazionale alternativo all’attuale polo industriale che preveda le seguenti azioni urgenti:
- Avvio entro dodici mesi di una generale bonifica sanitaria e ambientale, messa in sicurezza del territorio, con particolare attenzione al dissesto idro-geologico, alla rete viaria. Tali azioni devono mirare a una sostanziale diminuzione dell'impatto sanitario e ambientale;
- Potenziamento del sistema di controllo emissioni inquinanti sotto il diretto controllo degli EE.LL. del comprensorio;
- Avvio di uno screening di massa delle popolazioni residenti ed in particolare della popolazione giovanile di età compresa tra 10/20 anni e delle donne di età compresa tra 10/40 anni;
- Consolidamento del registro tumori territoriale, con risoluzione di qualsiasi conflitto d'interesse di cui siano oggetto quadri dirigenziali, di modo che si renda impossibile la detenzione di incarichi multipli che determinino la sovrapposizione di funzioni di controllo e di tutela degli interessi delle aziende proprietarie o gestrici degli impianti oggetto dei controlli;
- Analisi a campione dei terreni adiacenti agli impianti industriali;
- Istituzione in ogni comune dell’organo di controllo sulla gestione della Raccolta Differenziata composto da Comitati/movimenti dei cittadini cosi come previsto dall’art. 4 comma N della l.r. nr. 9/2010.
Nell’ottica di tali punti e per una migliore azione di tutela della salute, dell’ambiente gli stessi sottoscrittori hanno avviato la richiesta di un incontro con la Commissione d’indagine Ambientale della Valle del Mela nominata dall’Assemblea Regionale Siciliana.
Le Associazioni e i comitati firmatari
Alsa Santa Lucia del Mela
Arci Messina
Comitato No Inceneritore del Mela #fuoridaipolmoni
Futura Pace del Mela
Legambiente del Longano
Terramare Sicilia
Zero Waste Sicilia
Zero Waste Circolo del Mela
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