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venerdì 16 marzo 2018

RAM, comunicato di Comitati e Associazioni contro gli inceneritori e per la difesa della Valle del Mela


PRETESTUOSI GLI ARGOMENTI RAM PER EVITARE INVESTIMENTI A TUTELA SALUTE E TERRITORIO

COMUNICATO STAMPA

Il principale timore della RAM continua ad essere quello di dover abbassare “troppo” le emissioni. Le emissioni di sostanze pericolose per la salute non sono mai “troppo” basse: è ragionevole pretendere che siano il più basse possibile per salvaguardare la salute di lavoratori e cittadini. Come evidenziamo da mesi, esistono le tecnologie per ridurre drasticamente le attuali emissioni della Raffineria, come si evince nelle “BAT Conclusions” pubblicate dalla Comunità Europea. 

L’idea che il Ministero dell’Ambiente possa imporre, recependo le indicazioni dei Comuni, prescrizioni “inapplicabili” non sta né in cielo, né in terra: è competenza del Ministero dell’Ambiente e di ISPRA (che è il suo braccio tecnico) stabilire quali prescrizioni sono applicabili o meno, non del Ministero dello Sviluppo Economico. Se il Ministero dell’Ambiente e ISPRA avessero ritenuto alcune indicazioni dei Comuni inapplicabili, non le avrebbero inserite tra le prescrizioni dell’AIA. Quindi questa argomentazione della RAM è priva di fondamento.

Priva di fondamento è anche l’argomentazione secondo cui con le nuove prescrizioni la RAM rischierebbe la chiusura. Il Ministero dello Sviluppo economico, nella propria nota, ha chiarito che la Raffineria di Milazzo è uno stabilimento strategico. E uno stabilimento strategico, per definizione, non può chiudere. Quand’anche il Gestore si rifiutasse di ottemperare alle nuove prescrizioni dell’AIA, lo Stato non permetterà la chiusura dello Stabilimento, così come avvenuto con l’ILVA di Taranto: male che vada verrebbe nominato un Commissario ad Acta per gestire l’adeguamento dello Stabilimento alle nuove prescrizioni.  

La riduzione del 50% delle emissioni rispetto ai limiti di legge è stato raccomandato già nel 2009 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per industrie della Valle del Mela, in considerazione delle molteplici fonti emissive presenti, potenzialmente pericolose per la salute: quindi i Comuni su questo non hanno detto nulla di nuovo, anzi sono in grave ritardo.

 I Sindaci sono massime autorità sanitarie locali e pertanto spetta a loro e solo a loro esprimere prescrizioni più restrittive dei limiti di legge nazionali (quelli si datati) per tutelare la salute, allorquando il contesto locale lo richieda. Se non lo facessero si dovrebbero assumere la responsabilità di non aver preso tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini: misure in questo caso dettate dalle ormai numerose evidenze medico-scientifiche e di monitoraggio ambientale che indicano che nella Valle del Mela c’è un preoccupante livello di inquinamento che mette a rischio la salute dei cittadini.

E' pretestuoso anche pretendere di aspettare i risultati di un nuovo studio sanitario: gli studi e le evidenze già oggi disponibili sono copiosi e aggiornati fino al 2016. Il regime autorizzativo della RAM risale al 2011, quindi nulla è cambiato dal 2011 ad oggi nel suo profilo emissivo. Né si può pretendere di rimandare l’applicazione delle prescrizioni espresse per tutelare la salute pubblica: perdere ancora tempo significherebbe esporre ancora ed in maniera ingiustificata i cittadini a rischi per la salute.

I lavoratori della RAM e i cittadini della Valle del Mela devono lottare fianco a fianco per pretendere investimenti necessari per mantenere gli attuali livelli occupazionali ed evitare di avvelenare il territorio circostante. Anzi, i lavori di ambientalizzazione richiederebbero un sostanziale dei posti di lavoro, indispensabili per apportare gli ammodernamenti impiantistici richiesti dalle prescrizioni. Capiamo che la proprietà dovrebbe privarsi di un porzione dei profitti, ma siamo convinti che la tutela della sicurezza dei lavoratori e della salute di tutti sia meritevole di investimenti. D’altro canto un’azienda che produce circa mezzo miliardo di utile all’anno, può sostenere un piano di investimenti in ambientalizzazione opportunamente articolato.





mercoledì 20 dicembre 2017

Incendio raffineria, nota del comitato civico no inceneritore del Mela



Ci risiamo: un altro grave incidente alla Raffineria di Milazzo
Questo territorio merita rispetto!

Ci risiamo! Un altro grave incidente alla Raffineria, un’altra colonna di fumo nero, senz’altro carico di sostanze tossiche e cancerogene, si è alzata ad oscurare il cielo della Valle del Mela. Anche se stavolta l'incendio è stato domato in poco tempo, il bilancio è molto grave: diversi lavoratori feriti o ustionati ed è una fortuna che non ci sia scappato il morto. Ai lavoratori loro malgrado coinvolti nell'incidente va la nostra solidarietà.
Un incidente che ci ricorda come la Raffineria di Milazzo rappresenti non solo la più pesante fonte di inquinamento industriale della Valle del Mela, ma anche una potenziale ed imprevedibile bomba letale.  Tutto ciò non può essere considerato normale e non è accettabile.
Proprio oggi pomeriggio si terrà a Roma una Conferenza dei Servizi che deve decidere sull’ Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria.  E’ fondamentale che stavolta le amministrazioni convocate facciano prevalere una volta per tutte il diritto alla salute dei cittadini sul diritto ad inquinare “a norma di legge”.
Ribadiamo come sia paradossale ed inaccettabile che in un territorio già segnato da gravi rischi, sia sanitari che di incidente rilevante, si voglia ancora perseverare con le peggiori scelte industriali, e nello specifico con un mega-inceneritore, in totale disprezzo del diritto alla salute dei cittadini e delle vocazioni economiche del territorio.
Nella Valle del Mela sono già accertati gravi eccessi di patologie potenzialmente legate all’inquinamento industriale, come ad esempio da idrocarburi non metanici, le cui elevate concentrazioni atmosferiche spesso rilevate dall’ARPA sono, secondo quest’ultima, chiaramente riconducibili alla Raffineria.
Se a questo tipo di inquinamento aggiungiamo anche quello tipico degli inceneritori, caratterizzato innanzitutto da diossine e PCB, è logico aspettarsi un effetto sinergico che potrebbe far letteralmente esplodere i già preoccupanti problemi sanitari.
 È paradossale che la Commissione valutatrice del Ministero dell'Ambiente si sia espressa positivamente in merito alla compatibilità ambientale del mega-inceneritore di A2A. Come ha fatto ad affermare che questo impianto è compatibile con il territorio se non è stata neanche individuata la popolazione esposta e non sono stati effettuati studi sui rischi a cui andrebbe incontro?
Il governo sappia che se vorrà perseguire questa linea, decretando arbitrariamente la compatibilità ambientale di un impianto tra l’altro espressamente vietato dal vigente Piano Paesaggistico, la Valle del Mela farà le barricate e porterà la protesta fino a Roma.
I cittadini pretendono una seria riduzione dell’inquinamento, a cominciare proprio da quello della Raffineria, alla quale vanno anche applicate le più rigorose disposizioni capaci di prevenire gli incidenti. E non sono assolutamente accettabili altri impianti insalubri come l’inceneritore, ma anzi bisogna applicare quanto previsto dal Piano Paesaggistico in merito alla progressiva eliminazione dei grossi impianti industriali dalla Valle del Mela.


Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

sabato 9 dicembre 2017

Comunicato Stampa: L’inceneritore si può sconfiggere: l'importanza di manifestare alla Soprintendenza mercoledì 13 dicembre

Mercoledì 13 alle 15.30 il movimento contro l’inceneritore del Mela manifesterà davanti la Soprintendenza di Messina. La scelta del luogo non è affatto casuale, in quanto la palla è al momento in mano al Soprintendente, a cui è stato chiesto di esprimere nuovamente un parere sull’inceneritore. Un parere che potrebbe essere determinante per la sorte di questo odiato impianto, una pericolosa bomba ecologica e sanitaria contro cui il territorio si è più volte schierato e la cui realizzazione rappresenterebbe una grave sconfitta per tutti.

E’ vero che, come riportato su vari organi di stampa, il parere della Soprintendenza (e quindi dei Beni Culturali) potrebbe essere “superato” da una decisione del Consiglio dei Ministri in sede di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Ma il superamento della VIA non è l’unico adempimento necessario per poter realizzare l’inceneritore. Quand’anche l’inceneritore riuscisse a ottenere una VIA positiva (contro cui peraltro bisognerà presentare ricorso), A2A dovrebbe comunque chiedere il rilascio della concessione edilizia (per la precisione oggi si parla più correttamente di “permesso di costruire”) per poter iniziare i lavori.

La concessione edilizia può essere rilasciata solo dall’Ufficio tecnico (o meglio, dal Responsabile Area Gestione del Territorio) del Comune di San Filippo del Mela, sulla base della conformità del progetto alle “previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente”.

Nell’area interessata dall’impianto “non è consentito realizzare impianti per il trattamento dei rifiuti”[1]: con questa semplice e limpida prescrizione il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, ormai approvato da quasi un anno, vieta categoricamente la realizzazione dell’inceneritore e di qualsiasi altro impianto di trattamento dei rifiuti nel golfo di Milazzo, entro i 300 mt dal mare (come in questo caso).

Ai sensi del Codice dei beni culturali, le previsioni del Piano Paesaggistico sono inderogabili (neanche una decisione del Consiglio dei Ministri potrebbe “bypassarle”) e prevalgono su quelle del PRG. Quindi nessuna concessione edilizia potrà essere rilasciata finchè è vigente il Piano Paesaggistico, a meno di commettere un abuso o un’omissione.

Accade spesso che gli Uffici tecnici, nel rilascio delle concessioni edilizie, facciano riferimento alle autorizzazioni o ai pareri già rilasciati sul progetto in questione dalle Soprintendenze territorialmente competenti. Ecco perché il parere della Soprintendenza è determinante: se ad esempio la Soprintendenza di Messina dovesse affermare il falso, ovvero che l’inceneritore è compatibile con il Piano Paesaggistico, allora A2A avrebbe più possibilità di ottenere una concessione edilizia abusiva o il silenzio-assenso dell’Ufficio tecnico.

Ricordiamo che l’odierno Soprintendente Orazio Micali a Gennaio ha tentato di ottenere l’annullamento del parere negativo della Soprintendenza sull’inceneritore: come si comporterà adesso? Il fatto che la settimana scorsa abbia risposto picche alla nostra richiesta di appuntamento inoltrata per iscritto, ci desta il sospetto che, per prendere la decisione giusta, la Soprintendenza abbia bisogno del nostro “fiato sul collo”.

Per questo è importante manifestare Mercoledi 13: non per chiedere favori, bensì per chiedere semplicemente il rispetto della legge e l’applicazione del Piano Paesaggistico vigente.

E al contempo per chiedere la difesa del Piano Paesaggistico dai 5 ricorsi al TAR Catania che rischiano di annullarlo: da questo punto di vista chiediamo un intervento urgente anche delle amministrazioni comunali.

I comitati e le associazioni della Valle del Mela contro l’inceneritore

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[1] Pag. 270 del Supplemento ordinario n. 2 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 13 del 31 marzo 2017 (n. 12) - Approvazione del Piano paesaggistico dell’Ambito 9 ricadente nella provincia di Messina

sabato 22 aprile 2017

"Contrada Acquaviola n.1" - Il teatro come occasione di sensibilizzazione sul tema ambientale


Vivere è un diritto. Farlo degnamente, lontano da inquinanti letali è un sacrosanto diritto. Lottare contro la presenza di varianti che contrastano quel principio, invece, non è altro che un dovere. 
La Valle del Mela, negli ultimi anni, ha visto aumentare in maniera esponenziale il grado di consapevolezza generale sulla realtà che giornalmente ogni cittadino vive. Inutile fare cronistorie sugli eventi scatenanti che potrebbero risultare noiose, ma tant’è. Il ruolo delle associazioni è stato di vitale importanza: quello di informare in maniera trasparente, di sensibilizzare l’opinione pubblica, mettendola al corrente delle quotidiane tristi novità che attanagliano questo territorio. 
La nostra associazione Alsa, nonostante ancora la “tenera” età, ha dato il suo contributo. Tra un convegno e l’altro, una manifestazione ed un corteo, una trasferta a fianco dei movimenti regionali che condividono le nostre stesse lotte (l’ultimo in ordine temporale, Armicci), ha cercato stavolta di mirare a qualcosa di diverso, di nuovo. 
Manca ormai poco alla tanto attesa rappresentazione teatrale dal titolo “Contrada Acquaviola n.1”, interpretata sapientemente da Simone Corso ed Antonio Alveario, con la regia di Roberto Bonaventura, che andrà in scena stasera alle 21 presso l’Aula Consiliare di Via Pietro Nenni. L’ingresso in sala è totalmente gratuito, grazie al contributo offerto dagli sponsor dell’evento ed all’autotassazione dei membri di Alsa
L’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare alle coscienze e smuoverle, stavolta tramite le emozioni suscitate dalla poesia e dalla bellezza di uno spettacolo puro, nato da una vera e propria urgenza civile. In scena c’è infatti il dialogo tra un padre e un figlio che affrontano i grandi temi della morte, della malattia e della partenza definitiva da un luogo che ha legato i propri destini alla presenza delle industrie sorte laddove fiorivano i gelsomini. 


Una situazione reale, civile, per niente astratta: una realtà che la gente di questo territorio ha vissuto per troppo tempo e che, purtroppo, vive ancora. Una realtà che, se si allargano le maglie dell’analisi, vede attorno a sé la terra bruciata di un’economia disastrata, di un sistema sanitario smantellato da una politica miope ed irresponsabile, da un’opera neo-colonialista che favorisce il grosso industriale e non le piccole realtà locali, provocando il profondo e netto distacco tra la base popolare e la cosiddetta “cosa pubblica”. Una terra che un tempo pullulava di vitalità, che era simbolo di fermento culturale ed artigianale, sembra essere caduta nel sonno. Ma, purtroppo, sono soprattutto le coscienze ad essere sopite, sotto scacco di un sistema fallimentare che nel giro di diversi decenni ha portato questo angolo di paradiso a diventare, per molti, una trappola da cui difficilmente uscire sani. 
L’illusoria pedina di scambio del “posto di lavoro”, offerta dalla potente multinazionale di turno, non ha portato nulla se non tristi delusioni ed innalzamenti del carico inquinante, con ovvie conseguenze sul bilancio sanitario della Valle. Bilancio sanitario che, a sua volta, non riesce nemmeno ad essere assorbito in quanto le strutture risultano essere sottodimensionate o addirittura inesistenti, alimentando quell'odioso e drammatico fenomeno dei “viaggi della speranza” che, noi abitanti del meridione d’Italia, conosciamo sin troppo bene. Che vantaggi ha la comunità della Valle del Mela, nel subire questo scempio vistoso? Che benefici ha portato, tutto ciò, nel corso dei decenni? 
Oggi, 22 Aprile, è la giornata mondiale della Terra. Una giornata per ricordare a tutti, soprattutto a noi stessi, che la terra che calpestiamo non ci appartiene, né apparteneva a chi ci ha preceduti. Questa terra ci è data in “gentile concessione” ed è nostro dovere difenderla, rispettarla per ciò che è, per le stupende biodiversità che presenta, non distruggerla come abbiamo fatto sinora nel corso dei secoli. L’uomo ha il grosso compito di comprendere, adesso, questo passo fondamentale per potersi garantire un futuro quanto più stabile e certo, per non cadere nel baratro che purtroppo, di questo passo, non può di certo evitare. 
La rappresentazione teatrale che andrà in scena è un mix di elementi che riportano lo spettatore nella realtà che lo circonda. Nuda da qualsiasi preconcetto ideologico, mette in scena ciò che centinaia di famiglie del posto hanno vissuto, vivono e, purtroppo, vivranno, fin quando le cose non cambieranno rendendo questa Valle l’angolo di paradiso che merita di essere per natura. 
Questa è una terra su cui sono state commesse barbarie ambientali indicibili, ma ancora si persevera nell’errore volendo seguire la strada dell’industrializzazione e non quella delle bonifiche e del risanamento ambientale. Noi crediamo in uno sviluppo alternativo, sostenibile e compatibile con un futuro di salute e ambiente sano, lontano dai veleni delle ciminiere o dall’olezzo della spazzatura, vista appositamente solo ed esclusivamente come un problema (in fase emergenziale) e mai come una risorsa da cui trarre beneficio. E, soprattutto, lontano dalla puzza del denaro sporco che circola attorno a questi grossi affari, che prostrano (incolpevolmente ed inconsapevolmente) il popolo allo strapotere economico di pochi. 

Filippo Alibrando – Ass. Luciese per la Salute e l’Ambiente

mercoledì 5 ottobre 2016

"Zero Waste Sicilia" sull'ennesimo progetto di inceneritore nella Valle del Mela



Sull’ennesimo progetto di inceneritore 
nella Valle del Mela


   COMUNICATO di ZERO WASTE SICILIA                             

Come da notizie di stampa, una società del gruppo Franza, la ESI spa, ha presentato un progetto per “un impianto di ricerca e sperimentazione per la gestione di rifiuti pericolosi e NON”, da realizzarsi a Giammoro (Pace del Mela). A parte il NON, la vicenda, a nostro avviso, è la punta dell’iceberg di un una cultura industriale retriva e basata sulla aggressione all’ambiente. Li listiamo per punti:.

1) La valle del Mela è un sito SIN, e pur essendo stati stanziati dei soldini per studiarne i livelli di inquinamento, questi non sono mai stati spesi e si perderanno il prossimo febbraio. A pensar male, sembrerebbe che non si sia voluto dire ai cittadini quanto sia inquinato il territorio sul quale vivono. Evidentemente si pensa che se l’inquinamento è già così elevato, non sarà poi un dramma se gli ammalati dovessero crescere di pochi percento, a causa di un nuovo impianto. Salvo che per gli ammalati.

2) Dopo l’inceneritore dell’A2A, contro il quale i cittadini di Pace e non solo hanno espresso un dissenso plebiscitario, si propone un altro impianto, certamente più piccolo, che aumenterà le emissioni nella zona, forse di poco, ma le aumenterà. È difficile pensare che questo progetto possa trovare il consenso popolare, del quale, evidentemente non importa granché, tanto le decisioni vengono prese nel rarefatto ambiente di una conferenza dei servizi, dove si discute di questioni molto tecniche e burocratiche e di rispetto di legislazioni vigenti, ma dove i cittadini possono al più essere accettati come auditori, non come decisori.

3) Sembra che nel progetto manchi una stima proprio delle emissioni macroinquinanti e microinquinanti. Ma davvero può succedere nel 2016 che si presenti un progetto comunque impattante e non si fornisca pubblicamente una stima dell’impatto?

4) Il presidente Vincenzo Franza non ha remore nel sostenere che la vera motivazione del progetto non è, come recita il titolo, la ricerca e la sperimentazione bensì la tutela dell’occupazione, stante la crisi economica. Torna il ricatto occupazionale: la famiglie dei lavoratori devono mangiare, non importa se mangiano cibi avvelenati, prodotti dall’inquinamento, e magari si ammalano o muoiono.

Notiamo che i sindaci del SIN e dei comuni limitrofi non sono mai riusciti a coalizzarsi per resistere tutti insieme allo strapotere di gruppi industriali come A2A ed ora anche il gruppo Franza. Quando capiranno che una loro azione unitaria e coesa, scevra da vincoli partitici e campanilismi, è indispensabile per difendere il loro territorio? Quando si capirà che se affonda Pace del Mela, affonderanno pure Milazzo, Barcellona e perfino Messina, mentre ci si salva solo tutti insieme?

Ora, tutti gli impianti esistenti ed anche i nuovi rispettano e rispetteranno tutte le leggi esistenti. Purtroppo le leggi si applicano al singolo impianto, non al loro complesso. Pertanto se la situazione sanitaria nella valla del Mela è grave, vuol dire che magari ci si ammalerà ai sensi di legge.

Beniamino Ginatempo, Presidente Zero Waste Sicilia

lunedì 7 marzo 2016

Inceneritore? No, grazie!


Filippo Alibrando - Katia TrifiròAltro referendum, altro risultato, altro schiacciante esito contrario. 
È andato di scena ieri, Domenica 6 Marzo 2016, il referendum consultivo nel Comune di Pace del Mela riguardante la riconversione della CTE Edipower di San Filippo del Mela ad Inceneritore di rifiuti (CSS - Combustibile Solido Secondario). L’esito venuto fuori dalle quattro sezioni programmate ha visto una vittoria plebiscitaria del NO, che con 2901 voti si è attestata al 98,47%, contro gli appena 29 voti per il SI (0,98%). 
A recarsi alle urne, durante l’arco orario 8:00 – 22:00, sono stati ben 2946 cittadini su 5414 aventi diritto al voto, costituendo dunque una percentuale del 54,41%. Il dato quindi supera ampiamente il quorum del 50% fissato dal regolamento, rendendo quindi l’esito totalmente valido.
Le 2901 voci contrarie dei pacesi all’Inceneritore del Mela che si sono espressi ieri, vanno ad aggiungersi alle migliaia di voti dei cittadini dei Comuni di San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò, nei quali il referendum si è svolto il 31 Gennaio 2016. 
Analizzando i dati delle tre consultazioni referendarie quindi, salta subito all’occhio la linea maggioritaria che, pesantemente, propende per il NO all’Inceneritore. Un dato che, già a ridosso della chiusura delle urne, è stato accolto come segnale positivo e incoraggiante dai cittadini impegnati in prima linea nella battaglia ambientalista che riguarda il futuro stesso di questa terra. 
«Il risultato di ieri va infatti inserito nel contesto della nostra amata e più volte vituperata Valle del Mela ove si è palesemente e fortunatamente risvegliata la coscienza popolare», scrive in un comunicato l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente, che rincara la dose sperando che anche gli altri comuni interessati si decidano finalmente «a far "tuonare" la voce del popolo»: «Ed adesso cari Renzi, Crocetta, Faraone, Lo Bello come la mettiamo???? Siete ancora così sicuri di voler propinare al nostro territorio questo ennesimo "regalo di morte"? Crediamo e speriamo che qualche dubbio inizi a sorgervi e siamo certi che qualche sedia incominci a traballare».
I 2.901 calci dati nella giornata di ieri dai cittadini di Pace del Mela all’Inceneritore proposto da A2A rafforzano la speranza che il popolo sovrano possa decidere sulle sorti del territorio e danno nuova linfa alla manifestazione regionale che, domenica prossima, è prevista a Milazzo a partire da Piazza San Papino alle ore 15.00, per dire ancora una volta un netto NO ad ogni progetto di incenerire i rifiuti. Un progetto scellerato, come stamattina ribadisce ancora una volta il Comitato NO Inceneritore del Mela, mettendo in rilievo il carattere affaristico dell’enorme macchina di morte che si prospetta in un’area geografica già dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale ma priva, ad oggi, di qualunque piano di riqualificazione e bonifica.
In questa direzione, non si può ancora ignorare il valore del Referendum di ieri, «una massiccia dose di democrazia diretta» in cui urla l’insofferenza popolare per un modello industriale che  pretende di barattare il business dei rifiuti – a beneficio di pochi – con malattie e sottosviluppo. «Il valore di questo risultato va oltre lo stretto di Messina e diffonde il suo chiaro significato a tutti i territori a rischio devastazione: la sovranità su di essi appartiene alle persone che li attraversano e i progetti di espropriazione e sfruttamento vanno respinti con forza – afferma la nota del Comitato –. Finalmente la Valle del Mela non è più solo un ricettacolo di veleni e sporchi interessi, ma anche un luogo in cui le persone ascoltano la loro coscienza e sono pronte a lottare e difendere la vita, la terra e il futuro».
Uno degli aspetti più significativi di questa battaglia condotta dagli uomini è dalle donne della Valle del Mela è, non in ultima analisi, il potentissimo effetto domino innestato dal confronto, dal dialogo, dalla condivisione delle informazioni e dalla consapevolezza della lotta comune: un processo che smentisce quanti non hanno creduto nella campagna referendaria e nella capacità del popolo di autodeterminarsi attraverso la formazione di una coscienza critica, che si alimenta con la libertà di scelta, con la fiducia in un destino diverso, con l’idea che i cittadini, e non altri, siano i primi depositari di una forza politica che non ha bisogno di fasce e poltrone per affermarsi.  
Per questo anche il Blog del Mela, insieme a tutte le cittadine e i cittadini in prima linea in questa battaglia, dice con forza, ora più che mai, 
inceneritori #fuoridaipolmoni!

venerdì 12 febbraio 2016

Manifestazione 13 marzo, adesione del Comitato dei cittadini contro l'Inceneritore del Mela



Comunicato del Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela ha dato il via ad una collaborazione stabile e proficua con #decidiamoNOI, l’iniziativa di 35 associazioni milazzesi che hanno deciso di coordinarsi per scongiurare la grave minaccia del mega-inceneritore che incombe sul nostro martoriato comprensorio.

Siamo infatti convinti che la collaborazione tra le diverse realtà associative del territorio possa essere un’arma vincente per sconfiggere questo “mostro”.

Domenica 13 Marzo tutti insieme scenderemo in piazza a Milazzo per richiamare le istituzioni al RISPETTO DELLA VOLONTA’ POPOLARE. La data della manifestazione infatti non è casuale, trattandosi della domenica successiva al 6 Marzo, quando i cittadini di Pace del Mela saranno chiamati ad esprimersi sull'inceneritore completando la “trilogia” iniziata il 31 Gennaio con i Referendum  di San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò. Questi ultimi hanno registrato un plebiscito contro l’inceneritore: oltre il 96% di NO a San Filippo del Mela (2610 NO contro 104 SI) e quasi il 99% di NO a Gualtieri Sicaminò (936 NO contro 12 SI). C’è da aspettarsi risultati simili anche a Pace del Mela, ma è ormai chiaro in ogni angolo del comprensorio che LA GENTE L’INCENERITORE NON LO VUOLE.

Pertanto, con la manifestazione del 13 Marzo si vogliono richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità. Soprattutto quelle che hanno voce in capitolo nella procedura autorizzativa  - vale a dire il Comune di San Filippo del Mela, la Città Metropolitana di Messina e la Regione Siciliana – devono inviare al più presto al Ministero dell’Ambiente un PARERE NEGATIVO INCONDIZIONATO sul folle progetto del mega-inceneritore che minaccia i cittadini della Valle del Mela. Anche perché l’assenza di tale parere equivale di fatto ad un parere positivo e ciò costituirebbe un grave tradimento della volontà popolare.

Per tali ragioni il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela invita alla manifestazione del 13 Marzo tutti i cittadini che hanno a cuore la propria salute, il futuro dei propri figli e della propria terra.

Crocetta nella Valle del Mela, parte l'invito di sedici Comuni al presidente della Regione

Sedici i Comuni che si sono incontrati a Santa Lucia del Mela
Un invito istituzionale al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta nella Valle del Mela, alla presenza dei sindaci, delle giunte e dei consigli comunali del comprensorio tirrenico, per esprimere in maniera netta la contrarietà del territorio alla realizzazione di un mega inceneritore a San Filippo del Mela e proporre soluzioni alternative che tutelino l’ambiente da nuovi insediamenti industriali. Si compatta attorno a questa proposta la rete degli amministratori che ieri, nel palazzo socio-culturale luciese, si sono riuniti su invito del sindaco di Santa Lucia del Mela Nino Campo con l’obiettivo di concertare una strategia condivisa, a fronte delle recenti prese di posizione ufficiali da parte degli organi politici regionali e nazionali sui termovalorizzatori da far sorgere in Sicilia. 
All’invito, rivolto agli altri Comuni che, come quello luciese, hanno deliberato in sede consiliare e in altre specifiche sedi contro il progetto di A2A, hanno risposto Barcellona Pozzo di Gotto, Condrò, Furnari, Milazzo, Monforte San Giorgio, Rometta, San Pier Niceto, Saponara, Spadafora, Torregrotta, Valdina, Venetico, Villafranca Tirrena; presenti all’incontro anche Gualtieri Sicaminò e San Filippo del Mela, i due Comuni nei quali in occasione del referendum consultivo del 31 gennaio scorso – che verrà replicato il 6 marzo a Pace del Mela – migliaia di cittadini si sono espressi contro la realizzazione dell’impianto; altri Comuni, come Merì e Roccavaldina, hanno fatto sapere che aderiranno alla rete istituzionale che, nei prossimi giorni, si tenterà di allargare ulteriormente. «Non si può penalizzare un comprensorio già pesantemente compromesso, dichiarato già nel 2002 ad alto rischio di crisi ambientale ma privato completamente di qualunque piano di risanamento – ha detto il sindaco Campo –. Abbiamo le idee chiare sul futuro e lo diremo compatti al presidente Crocetta, che già oggi inviteremo sul nostro territorio per far sentire la nostra voce». 
Alcune proposte di intervento concreto arrivano intanto dall’Alsa, l’associazione luciese per la salute e l’ambiente, che scrivendo ai Comuni del comprensorio continua a sollecitare l’indizione di referendum comunali da svolgersi tutti il 6 marzo, data prevista per la consultazione popolare a Pace del Mela, ma anche l’organizzazione di una imponente manifestazione per le strade di Palermo, con pullman gratuiti a disposizione dei cittadini, e la richiesta di un’audizione in sede regionale al fine di ottenere la bocciatura di ogni progetto di impianti di incenerimento nel territorio. «In caso di esito anche solo parzialmente negativo – si legge nel comunicato –, si invitano i sindaci e gli assessori ad indossare la fascia tricolore (per il quale sono pagati) e ad effettuare uno sciopero della fame e della sete ad oltranza, fino a quando non si otterrà la certificazione assoluta di quanto chiesto». 
(KT)

No inceneritore, il 13 marzo manifestazione regionale a Milazzo


Appello del Comitato No Inceneritore del Mela
"Da Roma e Palermo suonano a morte le trombe dello sfruttamento, della devastazione e della sopraffazione. Renzi e Crocetta vorrebbero imporre all'isola e al territorio della Valle del Mela l'ennesimo tributo di vite umane e di futuro in nome del profitto di invasori venuti da fuori e delle loro stesse poltrone. 

In un disegno che coinvolge tutti i territori d'Italia e dell'isola, lo smaltimento dei rifiuti vorrebbe essere trasformato nell'ennesima occasione di guadagni enormi e facili, attraverso la spartizione delle risorse pubbliche e sulla pelle delle donne e uomini che quotidianamente attraversano i territori. Un'isola, la Sicilia, che si vorrebbe ormai riserva di caccia per petrolieri e spazzaturai, nonché piattaforma militare da cui lanciare le guerre contemporanee utili solo a scatenare esodi biblici di disperati.

Il progetto di due mega inceneritori, voluti da giganti multinazionali (A2A, Hera, Enel e Ires) subito obbedite dai satrapi romani e sottoscritti dai luogotenenti di Palermo, incombe sulla Sicilia. Due enormi mostri che non risolverebbero l'emergenza rifiuti, anzi l'aggraverebbero, che priverebbero i cittadini di preziosi materiali da recuperare e che incenerirebbero innumerevoli di vite e di posti di lavoro. Altrove in Italia la gestione virtuosa dei rifiuti crea occupazione e sviluppo, come in provincia di Treviso, senza uccidere nessuno. Le potenzialità sono enormemente maggiori di quelli offerte dall'incenerimento e pretendiamo che vengano sfruttate!

Dopo la valanga di NO dei referendum comunali, giorno 13 marzo è necessario scendere in piazza di nuovo e rispedire l'inceneritore al mittente. Dobbiamo essere in migliaia e far arrivare forte il nostro NO alle poltrone romane e palermitane. Riempiamo le strade di Milazzo, perla sfregiata del tirreno e testimonianza di un modello di sviluppo distruttivo e sbagliato. L'inceneritore potrebbe essere la nostra pietra tombale...FERMIAMOLI!

Assieme ai movimenti fratelli che si oppongono alla costruzione delle trivelle, alla privatizzazione dell'acqua, alla costruzione del MUOS e alla trasformazione della Sicilia in un avamposto militare, vogliamo fare fronte comune per liberare la Sicilia dall'aggressione dei ricchi barbari in giacca e cravatta, buoni solo rubare le nostre ricchezze e a perpetuare la condizione di dipendenza e sfruttamento in cui da troppo tempo versa la nostra isola. Ogni anno migliaia di Siciliani lasciano la loro terra, ogni anno altri si ammalano a causa di industrie mefitiche e moltissimo languono sfruttati o disoccupati. E l'unica soluzione che ci viene proposta dalla politica è di perpetuare la distruzione del territorio e l'asservimento a poteri economici che desertificano in cambio di qualche briciola. Milazzo e la Valle del Mela sono un atroce esempio di questo sistema. È ora di dire basta!

Esigiamo bonifiche, non altro inquinamento! Vogliamo che la ricchezza del nostro territorio non venga distrutta, ma tutelata e distribuita a tutti! Vogliamo dimenticare l'industria pesante e puntare su attività rispettose delle caratteristiche geografiche, culturali e paesaggistiche dei territori! Lavorare senza distruggere e avvelenare è possibile!

Domenica 13 marzo sarà la giornata di tutte e tutti, delle figlie e dei figli, dei genitori, degli amici, delle persone che vogliono riappropriarsi di questo territorio e difendere la propria vita. Sarà la giornata dei progetti di sviluppo diversi, inclusivi per tutti, a partire dalla gestione di quei materiali, erroneamente definiti rifiuti, che in realtà sono ricchezza appartenente alla collettività, a tutti noi. Per questo il movimento NO Inceneritore chiama tutti i movimenti isolani le realtà associative che credono sia giunta l'ora di riappropriarsi dei territori e dei loro beni che sono di tutti. Fermiamo la devastazione per una Sicilia libera e prospera!"

giovedì 11 febbraio 2016

No inceneritore, gli ambientalisti luciesi scrivono ai Comuni

COMUNICATO 
DELL'ASSOCIAZIONE LUCIESE PER LA SALUTE E L'AMBIENTE




È di queste ore la notizia che la conferenza delle regioni (Sicilia rappresentata dall'assessore Lo Bello) si sia espressa favorevolmente in merito alla costruzione di inceneritori in Italia. Nella nostra regione (come espressamente confermato dal Ministro Galletti ed ulteriormente avvalorata dal sottosegretario Faraone) ne dovrebbero sorgere due di grandi dimensioni (o sei di dimensioni più piccole qualora passasse la linea sostenuta dal governatore Crocetta). La nostra Associazione pertanto, quale portatrice di interessi diffusi e collettivi, operante in materia di difesa della salute e dell'ambiente, RITIENE INDISPENSABILE ED IMPROCRASTINABILE  l'immediata attivazione di un tavolo di confronto con tutte le amministrazioni locali della Valle del Mela, finalizzato ad intraprendere azioni condivise e clamorose che vadano ben al di là di semplici incontri di cortesia con coloro che sono i primi responsabili di questo scempio (da Renzi in giù nessuno escluso). Considerati i tempi assolutamente ristretti, fin d'ora formuliamo le seguenti proposte, auspicando che vengano prese in dovuta considerazione:
1 - immediata indizione dei referendum comunali da svolgersi tutti nella data del 6 marzo p.v. (data in cui è già previsto il referendum a Pace del Mela). Ovviamente, indetti gli stessi, le amministrazioni non solo dovranno adeguatamente informare la cittadinanza ma soprattutto dovranno caldeggiarne il voto (così come è stato fatto con successo a Gualtieri Sicaminò);
2 - organizzazione di una imponente manifestazione di popolo da tenersi per le strade del capoluogo siciliano (a tal proposito invitiamo i comuni a mettere a disposizione dei cittadini, in proporzione alla 
densità di popolazione, decine e decine di pullman gratuiti, non meno di 50). BLOCCHIAMO PALERMO;
3 - richiesta di audizione avanzata da tutti i sindaci ed assessori dei comuni della Valle del Mela presso il Palazzo della Regione al fine di ottenere (NERO SU BIANCO) la bocciatura di ogni progetto di impianti di incenerimento nel nostro amato territorio. In caso di esito, anche solo parzialmente negativo, si invitano i sindaci e gli assessori ad indossare la fascia tricolore (per il quale sono pagati) e ad effettuare uno sciopero della fame e della sete ad oltranza, fino a quando non si otterrà la certificazione assoluta di quanto chiesto. A tal proposito, avendo appreso che giorno 11 Febbraio alcuni Sindaci si recheranno ad un incontro con l’Assessore Regionale Lo Bello, si chiede di essere prontamente e dettagliatamente informati dell’esito dello stesso.
Se qualcuno finora, in buona fede, avesse tergiversato ora non potrà più farlo.
Se qualcuno invece lo avesse fatto in mala fede, ora dovrà gettare la maschera. Coloro che non si attiveranno immediatamente saranno ritenuti complici.

Il presente comunicato è stato inviato ai comuni di SAPONARA, VILLAFRANCA TIRRENA, MILAZZO, SAN FILIPPO DEL MELA, SANTA LUCIA DEL MELA, PACE DEL MELA, GUALTIERI SICAMINO’, SAN PIER NICETO, CONDRO’, MERI’, BARCELLONA P.G., FURNARI, MONFORTE SAN GIORGIO, TORREGROTTA, VALDINA, ROCCAVALDINA, VENETICO, SPADAFORA.

lunedì 1 febbraio 2016

Valle del Mela: la quiete dopo la tempesta. E adesso?

F. Alibrando - La Valle del Mela ha trascorso ultimamente giorni di acque agitate, giorni di trepidante attesa in riferimento al Referendum Consultivo svoltosi ieri, 31 Gennaio 2016. Un referendum passato alle cronache come controverso, da alcuni definito addirittura “inutile” per chissà quali ragioni, da altri definito “rischioso” probabilmente per le stesse motivazioni. Ebbene, ieri i cittadini di due Comuni della Valle del Mela (San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò) hanno avuto l’importantissima possibilità di recarsi alle urne per dichiarare il proprio volere sulla faccenda Inceneritore (o “Termovalorizzatore” che dir si voglia per i fan delle mezze misure, a cui piace chiamare le cose con un eufemismo o un vezzeggiativo). Le votazioni si sono svolte regolarmente in 7 sezioni a San Filippo del Mela e in 2 sezioni a Gualtieri Sicaminò, per un totale di circa 8000 persone chiamate al dovere del voto. Tra i due Comuni bisognava fare una distinzione: a San Filippo del Mela era previsto il quorum del 50% mentre a Gualtieri Sicaminò non è stato specificato. 

Il risultato? Da definire molto interessante nel merito, dei numeri ma soprattutto guardando alle percentuali di affluenza. A Gualtieri Sicaminò si è raggiunti l’affluenza del 64% pur senza quorum, con una vittoria schiacciante del NO che si è assestata al 98,7% contro l’appena 1,3% per il SI all’Inceneritore. 

Numeri diversi invece a San Filippo del Mela: affluenza del 43% alle urne (2732 votanti su un totale di 6363 degli aventi diritto), per un’analoga netta vittoria del NO con 2609 voti contro gli appena 104 per il SI all’Inceneritore. Questi i dati, che però aprono le porte a molteplici commenti di cittadini sui social, articoli sulla stampa, comunicati da parte delle associazioni ambientaliste. Ognuno esprime il proprio parere sulla questione, toccando punti di vista spesso diametralmente opposti gli uni agli altri. Molti vogliono riflettere sulla percentuale di affluenza alle urne di San Filippo del Mela, il Comune in cui dovrebbe ricadere l’Inceneritore e che (pur non superando il quorum) ha registrato una valanga di NO alla riconversione. 
Nel merito, il referendum indetto per ieri era di tipo consultivo: significa che la gente è invitata al voto col mero intento di capire l’indirizzo ideologico verso una determinata problematica di interesse collettivo. Per i referendum consultivi, solitamente, non viene quasi mai previsto un quorum da superare. Resta, questo ultimo aspetto, un punto a discrezione dell’Ente che lo indice, che può metterlo così come può ometterlo.
Essendo di tipo consultivo quindi, qualsiasi esito finale avrà una sua valenza. Concetto che, ad onor del vero, ieri è stato appoggiato anche dall’ Assessore Gabriele Saporita e dal Sindaco Aliprandi. E la gente cosa ne pensa? 
La popolazione, stando a ciò che trapela dai social è spaccata in due tronconi: da una lato c’è chi ha votato secondo coscienza per il Si o No, che critica fortemente la controparte che invece non si è mossa da casa per recarsi a votare. C’è chi è deluso, chi arrabbiato. Ma l’evidenza più netta che traspare è l’ennesima mancanza di una generale presa di coscienza che, seppur influenzata da diversi fattori, marca il lascito dietro. Ed è qui che si gioca la partita delle riflessioni più disparate.
Saverio Italiano, capogruppo di maggioranza al consiglio comunale di S. Filippo del Mela, in una intervista ha affermato: <<E’ un dato che si legge da solo: la partecipazione non è stata significativa, ma la maggioranza silenziosa è evidente che propenda per il Si. Hanno perso i cittadini, perché hanno perso l’occasione di esprimersi su una questione così rilevante>>
Questa opinione ha lasciato molto perplessi gli attivisti del fronte del NO, come il movimento “No Inceneritore del Mela” o “ZeroWaste Sicilia”, che hanno motivo di pensarla esattamente al contrario.




L’esito quasi plebiscitario del NO sul SI, nonostante non si sia raggiunto il quorum, la dice lunga sull’indirizzo che gente abbia sulla problematica.
Analizzando i numeri, sono mancati circa 450 voti per il raggiungimento del 50% + 1 previsto. Considerando i residenti filippesi all’estero, chi invece è domiciliato altrove per ragioni di studio o lavoro, si vede benissimo come il dato sia assolutamente verosimile alla realtà, vista tra l’altro l’abissale distanza tra la percentuale a favore e quella contro. Inoltre ricordano come l’attuale sindaco sia stato eletto con 2400 voti, mentre il NO (a San Filippo del Mela) ieri ha vinto con ben 2609 voti. 
Sul fronte del NO, anche l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente (attiva fattivamente per tutta la durata della campagna referendaria) si è espressa stamane con un comunicato sulla propria pagina Facebook. Dal esso si legge: << Trattavasi di un referendum consultivo, come tale di mero indirizzo ed espressivo della volontà popolare, dove il raggiungimento o meno del quorum non significava assolutamente nulla. È stata data dunque una prima mazzata (non solo simbolica) enorme all'inceneritore: adesso aiutateci a continuare a demolirlo>>. 


Nel rispetto assoluto di ogni opinione, però, bisogna adesso mettere da parte il “ciò che poteva essere” e concentrarsi sul “ciò che è”. E soprattutto, cari cittadini della Valle del Mela, bisogna parlare del “cosa può significare” questo risultato in vista del futuro che, di certo, tutto sarà men che tranquillo ed ameno. 
Per il raggiungimento di uno scopo ben preciso, condiviso da tutti i portatori di interesse affinché esso diventi realtà, bisogna perseguire strade che siano funzionali all’esito della vicenda. La giornata di ieri è stata qualcosa di stupendo: non perché la gente sia andata a divertirsi, ma ancora meglio! 
La popolazione ha vissuto ieri una giornata di massima democrazia, nella quale è il popolo a scegliere il proprio destino nell’assoluta coscienza del caso, libera di poter esprimere il proprio orientamento mettendo il tutto nero su bianco. Se si considera il 96% di NO di San Filippo del Mela, unitamente al 98,7% del NO a Gualtieri Sicaminò (quindi in ottica comprensoriale), si capisce benissimo cosa comporti l’indizione di un referendum. 
Cosa accadrebbe se i risultati di queste due comunità fossero corollati da molteplici ulteriori roboanti voti contrari all’Inceneritore, per la totalità dei comuni del Comprensorio? L’esito vedrebbe migliaia di voti opporsi al volere del Governo Nazionale e Regionale, che appoggiano caldamente l’azione di A2A in questo territorio così pesantemente compromesso. La questione adesso non può più essere ristretta all’ambito territoriale, bensì si proietta su un livello nazionale.
Col getto della maschera da parte del Governo Renzi, l’Italia si accinge a promuovere la costruzione di 8 Inceneritori di rifiuti in Italia (2 di questi solo in Sicilia), in nome di un’emergenza rifiuti semplicemente voluta per l’arricchimento dei pochi in favore dei molti, e per le quali tutti noi paghiamo ogni anno fior di milioni di euro in sanzioni economiche, per la mancata messa a norma delle discariche e di tutta la procedura malata di gestione dei rifiuti. 
L’importanza del referendum, come altre volte spiegato, ricopre numerosi aspetti: esso può sancire un bagaglio determinante di voci contrarie allo scellerato piano, ma bisogna vederlo anche come una grandissima occasione per la popolazione della Valle del Mela per potersi sensibilizzare sul tema della gestione corretta dei rifiuti. La lotta contro il mostro chiamato Inceneritore ha speranza di essere vinta solo ed esclusivamente passando dall’informazione e dal buonsenso: non si può prendere una decisione determinante per il futuro se non prima si è adeguatamente informati sui fatti. Questa lotta dev’essere presa come un’occasione per non commettere gli errori del passato in tema di rifiuti, bensì una presa di coscienza reale sui comportamenti virtuosi da sostenere, redditizi sul piano occupazionale, economico, ambientale e sanitario, come ampiamente comprovato da studi ed esempi vari. 
È questo l’ennesimo appello che alcune associazioni locali, ma anche regionali e nazionali (come il premio Nobel per l’Ambiente Rossano Ercolini), rivolgono agli amministratori del Comprensorio.

La volontà popolare è da secoli il principio essenziale di quella dolcissima parola chiamata “democrazia”: se ancora è presente al giorno d’oggi dopo migliaia di anni, significa che è espressione di purezza e giustizia. Non esistono strade giuste e strade sbagliate per arrivare al traguardo: ogni percorso porterà i suoi benefici. L’intento di rendere questa terra nuovamente splendente, guardando al futuro senza girare il capo verso dietro, deve essere una priorità per ogni singolo cittadino della Valle del Mela. Ciò va fatto per i nostri figli, per l’ambiente e la salute, in virtù del diritto alla vita sancito dalla Costituzione ma troppe volte calpestato sotto i piedi vili delle multinazionali avide di profitto che, in questo territorio, hanno contribuito a bloccare una genesi naturale di bellezza e, generalmente, di sviluppo