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venerdì 16 marzo 2018

RAM, comunicato di Comitati e Associazioni contro gli inceneritori e per la difesa della Valle del Mela


PRETESTUOSI GLI ARGOMENTI RAM PER EVITARE INVESTIMENTI A TUTELA SALUTE E TERRITORIO

COMUNICATO STAMPA

Il principale timore della RAM continua ad essere quello di dover abbassare “troppo” le emissioni. Le emissioni di sostanze pericolose per la salute non sono mai “troppo” basse: è ragionevole pretendere che siano il più basse possibile per salvaguardare la salute di lavoratori e cittadini. Come evidenziamo da mesi, esistono le tecnologie per ridurre drasticamente le attuali emissioni della Raffineria, come si evince nelle “BAT Conclusions” pubblicate dalla Comunità Europea. 

L’idea che il Ministero dell’Ambiente possa imporre, recependo le indicazioni dei Comuni, prescrizioni “inapplicabili” non sta né in cielo, né in terra: è competenza del Ministero dell’Ambiente e di ISPRA (che è il suo braccio tecnico) stabilire quali prescrizioni sono applicabili o meno, non del Ministero dello Sviluppo Economico. Se il Ministero dell’Ambiente e ISPRA avessero ritenuto alcune indicazioni dei Comuni inapplicabili, non le avrebbero inserite tra le prescrizioni dell’AIA. Quindi questa argomentazione della RAM è priva di fondamento.

Priva di fondamento è anche l’argomentazione secondo cui con le nuove prescrizioni la RAM rischierebbe la chiusura. Il Ministero dello Sviluppo economico, nella propria nota, ha chiarito che la Raffineria di Milazzo è uno stabilimento strategico. E uno stabilimento strategico, per definizione, non può chiudere. Quand’anche il Gestore si rifiutasse di ottemperare alle nuove prescrizioni dell’AIA, lo Stato non permetterà la chiusura dello Stabilimento, così come avvenuto con l’ILVA di Taranto: male che vada verrebbe nominato un Commissario ad Acta per gestire l’adeguamento dello Stabilimento alle nuove prescrizioni.  

La riduzione del 50% delle emissioni rispetto ai limiti di legge è stato raccomandato già nel 2009 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per industrie della Valle del Mela, in considerazione delle molteplici fonti emissive presenti, potenzialmente pericolose per la salute: quindi i Comuni su questo non hanno detto nulla di nuovo, anzi sono in grave ritardo.

 I Sindaci sono massime autorità sanitarie locali e pertanto spetta a loro e solo a loro esprimere prescrizioni più restrittive dei limiti di legge nazionali (quelli si datati) per tutelare la salute, allorquando il contesto locale lo richieda. Se non lo facessero si dovrebbero assumere la responsabilità di non aver preso tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini: misure in questo caso dettate dalle ormai numerose evidenze medico-scientifiche e di monitoraggio ambientale che indicano che nella Valle del Mela c’è un preoccupante livello di inquinamento che mette a rischio la salute dei cittadini.

E' pretestuoso anche pretendere di aspettare i risultati di un nuovo studio sanitario: gli studi e le evidenze già oggi disponibili sono copiosi e aggiornati fino al 2016. Il regime autorizzativo della RAM risale al 2011, quindi nulla è cambiato dal 2011 ad oggi nel suo profilo emissivo. Né si può pretendere di rimandare l’applicazione delle prescrizioni espresse per tutelare la salute pubblica: perdere ancora tempo significherebbe esporre ancora ed in maniera ingiustificata i cittadini a rischi per la salute.

I lavoratori della RAM e i cittadini della Valle del Mela devono lottare fianco a fianco per pretendere investimenti necessari per mantenere gli attuali livelli occupazionali ed evitare di avvelenare il territorio circostante. Anzi, i lavori di ambientalizzazione richiederebbero un sostanziale dei posti di lavoro, indispensabili per apportare gli ammodernamenti impiantistici richiesti dalle prescrizioni. Capiamo che la proprietà dovrebbe privarsi di un porzione dei profitti, ma siamo convinti che la tutela della sicurezza dei lavoratori e della salute di tutti sia meritevole di investimenti. D’altro canto un’azienda che produce circa mezzo miliardo di utile all’anno, può sostenere un piano di investimenti in ambientalizzazione opportunamente articolato.





venerdì 15 settembre 2017

Raccolta differenziata, tra novità e problemi


La struttura di contrada Bellone, recentemente ripulita,
dove dovrebbe sorgere l'isola ecologica


RIFIUTI, NUOVO AFFIDAMENTO

Scadrà il prossimo 15 ottobre l’affidamento del servizio comunale di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti alla ditta “Ionica Ambiente s.n.c.” di Floridia, selezionata da un’apposita commissione tecnica in seguito all’indagine di mercato alla quale hanno preso parte anche altri due operatori, compresa la “Ecolandia s.r.l.” di Catania che, sin dall’avvio della differenziata sul territorio luciese, ad aprile 2015, si era aggiudicata il servizio. E mentre rimane immutato il calendario che fissa i giorni per il conferimento dei diversi tipi di rifiuti da parte delle utenze, così come il lavoro del personale addetto alle fasi del “porta a porta”, alla scerbatura e allo spazzamento stradale, l’incognita riguarda le modalità di prosecuzione del servizio, nelle more dell’avvio della gestione intercomunale dei rifiuti prevista nel piano di intervento dell’ARO Valle del Mela. Verosimilmente, considerando che i termini per l’avvio slitteranno oltre quelli previsti, alla scadenza dell’affidamento – che ha previsto un impegno spesa poco al di sotto dei 40 mila euro – il Comune luciese procederà con una proroga alla “Ionica Ambiente s.n.c.” o con l’emanazione di un nuovo avviso pubblico. 

DIFFERENZIATA: I DATI DEGLI ULTIMI MESI

Per quanto riguarda i dati relativi alle percentuali di differenziata prodotta, dopo i buoni risultati di giugno, pari al 52%, l’estate fa registrare purtroppo un vertiginoso calo a picco, passando dal 31,2% di luglio sino al 28,4% di agosto. In termini numerici, l’indifferenziata passa cioè dalle 84 tonnellate di giugno alle oltre 139 mila dell’ultimo mese, a causa del fatto che a luglio ed agosto anche l’umido è finito in discarica, in seguito alla chiusura dell’impianto di compostaggio di Ramacca, punto di riferimento della Sicilia orientale. «Una batosta per il nostro territorio, in linea d’altra parte con i dati di molte realtà regionali – commenta l’assessore all’igiene pubblica e alla raccolta differenziata Rosario Torre –, con l’unica speranza che l’umido prodotto a settembre possa essere conferito nel nuovo impianto di Belpasso. A due anni e mezzo dall’avvio della differenziata possiamo dirci complessivamente soddisfatti, anche se permangono delle criticità, come la mancata attivazione, per mere questioni economiche, del Centro Comunale di Raccolta», l’isola ecologica che dovrebbe sorgere in contrada Bellone. 

GLI ABUSI E LA VIGILANZA DI "FARE AMBIENTE"

Si è conclusa intanto l’attività di informazione e prevenzione dell’associazione “Fare Ambiente”, ingaggiata nel marzo scorso dal Comune tramite un protocollo d’intesa per coadiuvare la polizia municipale nel controllo e nella segnalazione dei comportamenti scorretti, vigilando sia sul corretto conferimento dei rifiuti sia sugli abusi, che riguardano soprattutto l’abbandono illecito dell’immondizia negli spazi pubblici e in prossimità dei torrenti.

(Katia Trifirò)

giovedì 7 settembre 2017

Comunicato congiunto dell'ADASC e del Comitato dei cittadini contro l'inceneritore del Mela

E’ ancora in corso il riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria di Milazzo, ove si decide in pratica quanto la Raffineria sarà autorizzata ad inquinare nei prossimi anni.

L'ADASC (Associazione per la Difesa dell'Ambiente e della Salute dei Cittadini) ed il Comitato dei cittadini contro l'inceneritore del Mela sono intervenuti per la seconda volta all'interno della procedura.

Le due Associazioni hanno infatti inviato una corposa relazione contenente osservazioni critiche alla documentazione presentata dall'industria, nonché alcune precise richieste volte ad una significativa riduzione dell’inquinamento e del rischio sanitario.

Oggi esistono le tecnologie per ridurre drasticamente le emissioni di agenti inquinanti da parte della Raffineriama quest’ultima appare restia ad applicarle perché ciò richiederebbe corposi investimenti.

Nella proposta della Raffineria infatti non è affatto contemplata l’implementazione di tutte le tecnologie applicabili capaci di abbattere in modo sostanziale l'inquinamento delle matrici ambientali. Inoltre l’azienda ha controdedotto rispondendo negativamente sia alle prime osservazioni inviate dalle associazioni, sia al parere del Ministero della Salute che, con il supporto tecnico-scientifico dell'istituto Superiore di Sanità, ha raccomandato parametri restrittivi per diverse tipologie di inquinanti dannosi.

Evidentemente l’azienda preferisce continuare ad investire in sponsorizzazioni, nel tentativo non tanto velato di zittire le coscienze, piuttosto che investire per ridurre l’inquinamento ed i rischi per la salute.

E’ bene precisare che una riduzione delle emissioni della Raffineria dovrebbe essere imposta innanzitutto per esigenze di salute pubblica, specie dopo una mole di studi scientifici, sanitari ed epidemiologi e le raccomandazioni dettate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per la Valle del Mela. 

Ad esempio uno studio condotto dall’Università di Messina ha rilevato un’incidenza di acromegalia (una patologia endocrina di origine tumorale)  piu’ che doppia nel comprensorio del Mela rispetto al resto della Provincia, ipotizzando il probabile ruolo degli idrocarburi aromatici.

Le campagne di monitoraggio ARPA in effetti hanno spesso riscontrato elevate concentrazioni di idrocarburi non metanici nell’aria del comprensorio a seguito delle segnalazioni di odori molesti che spesso si sentono provenire dalla zona industriale; negli anni l'ARPA ha chiarito come tali composti provengano verosimilmente proprio dai cicli produttivi della Raffineria.

L’applicazione del principio di precauzione, sancito a livello europeo, richiederebbe dunque l’adozione di tutte le misure possibili per ridurre al minimo le emissioni della Raffineria. Misure che oggi esistono e sono perfettamente applicabili, eppure la loro prescrizione da parte del Ministero dell’Ambiente non è affatto scontata. 

Per ottenere questo importante risultato è fondamentale che le amministrazioni coinvolte nella procedura (Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, Città Metropolitana, Regione) richiedano con forza e determinazione l'applicazione di ben precise BAT (migliori tecnologie disponibili) evidenziate nelle osservazioni delle due Associazioni. Peraltro l’applicazione di tali tecnologie creerebbe economia ed occupazione, in quanto richiederebbe considerevoli investimenti da parte dell'industria. 
Nella corposa relazione delle due associazioni sono state richieste anche una notevole restrizione dei limiti emissivi, compatibilmente con la prescrizione delle BAT anzi dette, misure capaci di abbattere le emissioni odorigene, un sistema efficiente di monitoraggio ambientale, l’applicazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 da poco approvato in merito alla progressiva eliminazione degli impianti, la progressiva riduzione della capacità di petrolio da trattare, la verifica del rischio di incidente rilevante (soprattutto in relazione ai serbatoi più vicini alle abitazioni): insomma una vera e propria rivoluzione, ma soprattutto una rivoluzione possibile e fattibile

Chiediamo ai Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, alla Città Metropolitana di Messina ed alla Regione Siciliana di assumere al più presto una posizione ufficiale in merito a tali osservazioni, sia di fronte ai cittadini che in seno alla procedura in corso, a tutela dei cittadini e del territorio in tutte le sue componenti. 

sabato 22 aprile 2017

"Contrada Acquaviola n.1" - Il teatro come occasione di sensibilizzazione sul tema ambientale


Vivere è un diritto. Farlo degnamente, lontano da inquinanti letali è un sacrosanto diritto. Lottare contro la presenza di varianti che contrastano quel principio, invece, non è altro che un dovere. 
La Valle del Mela, negli ultimi anni, ha visto aumentare in maniera esponenziale il grado di consapevolezza generale sulla realtà che giornalmente ogni cittadino vive. Inutile fare cronistorie sugli eventi scatenanti che potrebbero risultare noiose, ma tant’è. Il ruolo delle associazioni è stato di vitale importanza: quello di informare in maniera trasparente, di sensibilizzare l’opinione pubblica, mettendola al corrente delle quotidiane tristi novità che attanagliano questo territorio. 
La nostra associazione Alsa, nonostante ancora la “tenera” età, ha dato il suo contributo. Tra un convegno e l’altro, una manifestazione ed un corteo, una trasferta a fianco dei movimenti regionali che condividono le nostre stesse lotte (l’ultimo in ordine temporale, Armicci), ha cercato stavolta di mirare a qualcosa di diverso, di nuovo. 
Manca ormai poco alla tanto attesa rappresentazione teatrale dal titolo “Contrada Acquaviola n.1”, interpretata sapientemente da Simone Corso ed Antonio Alveario, con la regia di Roberto Bonaventura, che andrà in scena stasera alle 21 presso l’Aula Consiliare di Via Pietro Nenni. L’ingresso in sala è totalmente gratuito, grazie al contributo offerto dagli sponsor dell’evento ed all’autotassazione dei membri di Alsa
L’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare alle coscienze e smuoverle, stavolta tramite le emozioni suscitate dalla poesia e dalla bellezza di uno spettacolo puro, nato da una vera e propria urgenza civile. In scena c’è infatti il dialogo tra un padre e un figlio che affrontano i grandi temi della morte, della malattia e della partenza definitiva da un luogo che ha legato i propri destini alla presenza delle industrie sorte laddove fiorivano i gelsomini. 


Una situazione reale, civile, per niente astratta: una realtà che la gente di questo territorio ha vissuto per troppo tempo e che, purtroppo, vive ancora. Una realtà che, se si allargano le maglie dell’analisi, vede attorno a sé la terra bruciata di un’economia disastrata, di un sistema sanitario smantellato da una politica miope ed irresponsabile, da un’opera neo-colonialista che favorisce il grosso industriale e non le piccole realtà locali, provocando il profondo e netto distacco tra la base popolare e la cosiddetta “cosa pubblica”. Una terra che un tempo pullulava di vitalità, che era simbolo di fermento culturale ed artigianale, sembra essere caduta nel sonno. Ma, purtroppo, sono soprattutto le coscienze ad essere sopite, sotto scacco di un sistema fallimentare che nel giro di diversi decenni ha portato questo angolo di paradiso a diventare, per molti, una trappola da cui difficilmente uscire sani. 
L’illusoria pedina di scambio del “posto di lavoro”, offerta dalla potente multinazionale di turno, non ha portato nulla se non tristi delusioni ed innalzamenti del carico inquinante, con ovvie conseguenze sul bilancio sanitario della Valle. Bilancio sanitario che, a sua volta, non riesce nemmeno ad essere assorbito in quanto le strutture risultano essere sottodimensionate o addirittura inesistenti, alimentando quell'odioso e drammatico fenomeno dei “viaggi della speranza” che, noi abitanti del meridione d’Italia, conosciamo sin troppo bene. Che vantaggi ha la comunità della Valle del Mela, nel subire questo scempio vistoso? Che benefici ha portato, tutto ciò, nel corso dei decenni? 
Oggi, 22 Aprile, è la giornata mondiale della Terra. Una giornata per ricordare a tutti, soprattutto a noi stessi, che la terra che calpestiamo non ci appartiene, né apparteneva a chi ci ha preceduti. Questa terra ci è data in “gentile concessione” ed è nostro dovere difenderla, rispettarla per ciò che è, per le stupende biodiversità che presenta, non distruggerla come abbiamo fatto sinora nel corso dei secoli. L’uomo ha il grosso compito di comprendere, adesso, questo passo fondamentale per potersi garantire un futuro quanto più stabile e certo, per non cadere nel baratro che purtroppo, di questo passo, non può di certo evitare. 
La rappresentazione teatrale che andrà in scena è un mix di elementi che riportano lo spettatore nella realtà che lo circonda. Nuda da qualsiasi preconcetto ideologico, mette in scena ciò che centinaia di famiglie del posto hanno vissuto, vivono e, purtroppo, vivranno, fin quando le cose non cambieranno rendendo questa Valle l’angolo di paradiso che merita di essere per natura. 
Questa è una terra su cui sono state commesse barbarie ambientali indicibili, ma ancora si persevera nell’errore volendo seguire la strada dell’industrializzazione e non quella delle bonifiche e del risanamento ambientale. Noi crediamo in uno sviluppo alternativo, sostenibile e compatibile con un futuro di salute e ambiente sano, lontano dai veleni delle ciminiere o dall’olezzo della spazzatura, vista appositamente solo ed esclusivamente come un problema (in fase emergenziale) e mai come una risorsa da cui trarre beneficio. E, soprattutto, lontano dalla puzza del denaro sporco che circola attorno a questi grossi affari, che prostrano (incolpevolmente ed inconsapevolmente) il popolo allo strapotere economico di pochi. 

Filippo Alibrando – Ass. Luciese per la Salute e l’Ambiente

lunedì 5 dicembre 2016

Mostra "La Macchia Mediterranea in Sicilia"



Sarà inaugurata oggi lunedì 5 dicembre 2016 alle ore 18,30 presso i locali del palazzo ex-carcere di Piazza Milite Ignoto a Santa Lucia del Mela, la mostra itinerante "La Macchia Mediterranea in Sicilia", già ospitata dai Comuni di Messina, Sinagra, Floresta e Librizzi. La mostra che si protrarrà fino all'8 gennaio 2017, è composta da 24 foto dell’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani (AFNI) - Sicilia, da 10 dipinti del Prof. Ignazio Camilleri e da 3 pannelli espositivi dell’Orto Botanico di Messina, oltre ad una postazione Multimediale e l’installazione “il Cartolaio del Bosco” a cura dell’arch. Antonia Teatino, che costituisce - di fatto - un laboratorio didattico riservato soprattutto ai più piccoli che avranno la possibilità di frequentarlo. Il laboratorio sarà proposto ai bambini della scuola materna di Santa Lucia del Mela, così come fatto nelle altre sedi, per imparare a conoscere e ad utilizzare - attraverso il gioco - i materiali del bosco.
La mostra gode dei patrocini gratuiti del Comune di Santa Lucia del Mela (nonché degli altri Comuni ove è stata ospitata), dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), dell’Arpa Sicilia, della Fondazione Unesco Sicilia, dell’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani (AFNI) – Sicilia, dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Messina, dell’Orto Botanico “Pietro Castelli” di Messina, dell’Associazione “O2 Italia”, dell’Associazione “Ambiente è Vita”, dell’Associazione “Fare Verde”, dell’Associazione “Mare Vivo”, dell’Associazione “Il Ramarro Sicilia”, dell’Associazione “Camminare i Peloritani”, ed è organizzata grazie all’Associazione “Centro Educazione Ambientale (CEA)” Messina onlus e al suo Presidente, l’Ing. Francesco Cancellieri.
L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle iniziative che nascono dall’adozione della “Carta dei Comuni custodi della Macchia Mediterranea”, che la Giunta Comunale, su proposta dell’Assessore Rosario Torre, ha approvato con delibera n°301 del 17/11/2016, impegnandosi così a promuovere la conoscenza, la conservazione e la tutela nel territorio comunale della Macchia Mediterranea. Questa carta, redatta da un gruppo di studiosi delle Università di Messina, Catania e Palermo come il Professor Francesco Maria Raimondo, docente presso l’Ateneo di Palermo e già Presidente dell’Associazione Botanica Italiana, da Associazioni come la CEA e "Ramarro Sicilia", vuole porre all’attenzione, attraverso un programma di educazione ambientale rivolto a cittadini e istituzioni, l’importanza della salvaguardia della Macchia Mediterranea. 
Tale necessità nasce dall’eccesiva pressione a cui essa è sottoposta, dovuta al pascolo, ai frequenti incendi nel periodo estivo, alla forte cementificazione delle coste e alla diminuzione della fauna selvatica, tutti fattori che ne riducono l'estensione e ne impoveriscono la composizione. La Macchia Mediterranea, tipica delle coste del Mediterraneo (da cui prende il nome), è composta da specie arbustive e arboree sempreverdi, adattate a resistere ai lunghi periodi si siccità estiva. Una formazione vegetale simile la ritroviamo anche in altre parti del mondo, come California, Cile, Sud Africa e Australia. Questa complessa vegetazione risulta essere molto importante per la sua varietà floristica, in quanto nonostante copra solo il 2% della superficie del globo, presenta circa il 20% delle specie conosciute; ne ricordiamo alcune, tra quelle principali e più comunemente conosciute come l’Olivo selvatico (Olea europea L. var. sylvestris (Mill)), (u ghiastraru), il Carrubbo (Ceratonia siliqua L.), il Pero selvatico (Pirus peraster L.), ma anche specie aromatiche e non, molto comuni nella nostra cucina come il rosmarino, il timo e varie specie di asparago. 
Custodire un bene significa conoscerne il valore per meritarne la Tutela, è su questo concetto che i firmatari della Carta diventano custodi di un bene comune, in questo caso rappresentato dalla Macchia Mediterranea, impegnandosi ad elaborare programmi condivisi ed azioni finalizzate al perseguimento di questo fine.
 Franco Trifirò 



mercoledì 26 ottobre 2016

Parte a Montalbano Elicona il Borgo Mistico Fest. Da venerdì 28 a sabato 30 ottobre, tutte le declinazioni del sacro

   COMUNICATO STAMPA                  

Parte a Montalbano Elicona il Borgo Mistico Fest                      
Da venerdì 28 a sabato 30 ottobre, tutte le declinazioni del sacro
A ruba i biglietti di Spirituality, il concerto-evento di Camisasca e Di Bella




   Partirà proprio da questa prima edizione di Borgo Mistico Fest - dal 28 al 30 ottobre a Montalbano Elicona (uno dei borghi più belli d’Italia) -  Spirituality, l’attesissimo concerto-evento di Juri Camisasca e Rosario Di Bella.
I biglietti sono letteralmente andati a ruba, ma in generale c’è molto interesse per un festival – come quello nato dall’idea di Fabio Bagnasco, Francesca Lucisano, Pierfabio Randazzo e Valeria Monti – che intende esplorare il sacro nelle sue più interessanti, spesso inaspettate, declinazioni. 
   Un programma densissimo e articolato – nato dall’incontro creativo fra Palermo, città natale degli ideatori, e Montalbano Elicona - che si muove sui binari di storia, natura, musica, arti performative, paesaggio e narrazione e che ha già conquistato l’entusiasmo di artisti come il compositore Franco Battiato e il direttore d’orchestra Ennio Nicotra.



VENERDì 28 OTTOBRE

    Il Borgo Mistico Fest si aprirà alle 21, al Castello Svevo Aragonese (sala Arnaldo da Villanova) con Geografia commossa dell’Italia interna: un incontro con Franco Arminio, scrittore, regista e poeta o, come ama autodefinirsi, “paesologo” (di grande suggestione i suoi racconti sul terremoto e sui suoi effetti). 
Con la partecipazione di Livio e Manfredi Arminio e la musica di Podolika Tour.


  
SABATO 29 OTTOBRE

   Il giorno dopo, sabato 29 ottobre, ancora alla Sala Arnaldo da Villanova del Castello Svevo Aragonese, ma alle 18, avrà luogo una inedita conferenza che attraversa tre grandi figure di mistiche: Santa Eustochia Smeralda Calafato, Suor Chiara Lucia ed Ernestina Ballarino Mobilia. 
In particolare, Nino Principato  interverrà su “Santa Eustochia Smeralda Calafato e Antonello da Messina”, Padre Alessio Mandanikiotis  su “Suor Chiara Lucia, mistiche di oggi” e  Carmelo Mobilia su “Ernestina Ballarino Mobilia, un modello di carità”.
 Alle 21, il salone centrale del Castello ospiterà l’attesissimo concerto-evento Spirituality, di Juri Camisasca e Rosario Di Bella che proprio con il Borgo Mistico Fest aprirà il tour 2016-2017. 
In giorni segnati dallo spirare di venti portatori di ennesimi conflitti tra le nazioni, le voci di Juri Camisasca e Rosario Di Bella attraversano l’etere e si rivolgono alla gente, alle persone, usando la parola e il suono come dono divino.

E in concerto, quando Juri e Rosario intonano “pace”, sul pubblico si riversa il flusso di energia positiva contenuto in Spirituality, l’album che dà il titolo al tour di cui si era dato un intenso saggio già il 31 luglio scorso, nel teatro greco, dove i due musicisti sono stati chiamati ad aprire magistralmente il concerto di Battiato e Alice.


DOMENICA 30 OTTOBRE

   Domenica 30 ottobre alle 10 ci si sposterà verso i megaliti di Argimusco, tra i più suggestivi luoghi naturali del mondo per la visita guidata, a cura dell’archeoastronomo Andrea OrlandoItinerari del cielo (pietre e stelle)

   Alle 16.30, la chiesa di San Michele ospiterà ancora Juri Camisasca e il suo incontro spirituale Dalle icone ai suoni mantrici, con una introduzione di Fabio Bagnasco.
   Due ore dopo, alle 18.30, il Castello Svevo Aragonese (Sala Arnaldo da Villanova) ospiterà la conferenza di Maurizio Baiata, I guardiani del cielo, dal libro di Michael Wolf. Introduce Giuseppe Pisciuneri.

I contatti diretti con esseri diversi dall’Uomo, accertati sin dai primi anni ’60 e mai ammessi dalla scienza ufficiale, sono noti come “Incontri ravvicinati del quarto tipo”, o “rapimenti alieni”. Quali ragioni esistono dietro tutto questo? Chi sono le creature che ci visitano? Qual è il loro fine? Forse, l'approccio graduale al nostro processo di crescita di coscienza, sul piano individuale, collettivo e cosmico.
 La prima edizione del Borgo Mistico Fest si chiuderà al Castello Svevo Aragonese (Sala centrale) alle 20.30 con il concerto Endo e il suono esoterico dei Nuclearte. Il loro nuovo progetto  attinge al Rock, al Progressive, a ritmi tribali e al Reggae, fondendoli in un inedito mix lirico ed elettronico.
Nato alla fine degli anni Novanta sotto l’egida della world music di Peter Gabriel, il gruppo palermitano è formato da Ramya (voce), Maurizio Cucuzza (basso), Luca Rinaudo (programming, electronic drums, backing vocals), Sergio Schifano (chitarra elettrica) e Danilo Romancino (fonico). 


“Borgo Mistico Fest è un evento tematico, selettivo ma aperto, sperimentale ma non elitario, che  percorre le tracce legate alla sacralità dei luoghi. Siamo convinti – dicono gli ideatori - che Montalbano Elicona è un perimetro sacro vero e proprio, dal borgo medievale all’Argimusco: ogni pietra, ogni angolo naturale, ogni squarcio visivo. Abbiamo pensato  di non dare una precisa collocazione temporale a questo festival. Non sarà annuale, non sarà ciclica, ma risponderà solo all’esigenza di presentare progetti, idee che in quel momento riteniamo giuste.”

“È un salto di qualità nell’offerta culturale dei nostri territori. Borgo Mistico Fest è una rassegna – dice il sindaco di Montalbano Elicona, Filippo Taranto - che promuove un nuovo modo di fare e proporre cultura. In sintonia con tutte le programmazioni più avanzate d’Europa che, grazie ai festival e alle kermesse tematiche, portano avanti un modello di turismo lontano dall’idea di mordi e fuggi. È una proposta culturale all’avanguardia – prosegue Taranto – che sollecita una conoscenza profonda del territorio, facendone scoprire le peculiarità più segrete. Vogliamo essere i primi a proporre questa formula, nella speranza che altri territori in futuro la facciano propria”.


                                                                       
Facebook – Borgo mistico fest - Twitter @borgomisticofest – Instagram borgo_mistico_fest
Infoline: Ufficio Turismo e Cultura 338 1007771

mercoledì 5 ottobre 2016

"Zero Waste Sicilia" sull'ennesimo progetto di inceneritore nella Valle del Mela



Sull’ennesimo progetto di inceneritore 
nella Valle del Mela


   COMUNICATO di ZERO WASTE SICILIA                             

Come da notizie di stampa, una società del gruppo Franza, la ESI spa, ha presentato un progetto per “un impianto di ricerca e sperimentazione per la gestione di rifiuti pericolosi e NON”, da realizzarsi a Giammoro (Pace del Mela). A parte il NON, la vicenda, a nostro avviso, è la punta dell’iceberg di un una cultura industriale retriva e basata sulla aggressione all’ambiente. Li listiamo per punti:.

1) La valle del Mela è un sito SIN, e pur essendo stati stanziati dei soldini per studiarne i livelli di inquinamento, questi non sono mai stati spesi e si perderanno il prossimo febbraio. A pensar male, sembrerebbe che non si sia voluto dire ai cittadini quanto sia inquinato il territorio sul quale vivono. Evidentemente si pensa che se l’inquinamento è già così elevato, non sarà poi un dramma se gli ammalati dovessero crescere di pochi percento, a causa di un nuovo impianto. Salvo che per gli ammalati.

2) Dopo l’inceneritore dell’A2A, contro il quale i cittadini di Pace e non solo hanno espresso un dissenso plebiscitario, si propone un altro impianto, certamente più piccolo, che aumenterà le emissioni nella zona, forse di poco, ma le aumenterà. È difficile pensare che questo progetto possa trovare il consenso popolare, del quale, evidentemente non importa granché, tanto le decisioni vengono prese nel rarefatto ambiente di una conferenza dei servizi, dove si discute di questioni molto tecniche e burocratiche e di rispetto di legislazioni vigenti, ma dove i cittadini possono al più essere accettati come auditori, non come decisori.

3) Sembra che nel progetto manchi una stima proprio delle emissioni macroinquinanti e microinquinanti. Ma davvero può succedere nel 2016 che si presenti un progetto comunque impattante e non si fornisca pubblicamente una stima dell’impatto?

4) Il presidente Vincenzo Franza non ha remore nel sostenere che la vera motivazione del progetto non è, come recita il titolo, la ricerca e la sperimentazione bensì la tutela dell’occupazione, stante la crisi economica. Torna il ricatto occupazionale: la famiglie dei lavoratori devono mangiare, non importa se mangiano cibi avvelenati, prodotti dall’inquinamento, e magari si ammalano o muoiono.

Notiamo che i sindaci del SIN e dei comuni limitrofi non sono mai riusciti a coalizzarsi per resistere tutti insieme allo strapotere di gruppi industriali come A2A ed ora anche il gruppo Franza. Quando capiranno che una loro azione unitaria e coesa, scevra da vincoli partitici e campanilismi, è indispensabile per difendere il loro territorio? Quando si capirà che se affonda Pace del Mela, affonderanno pure Milazzo, Barcellona e perfino Messina, mentre ci si salva solo tutti insieme?

Ora, tutti gli impianti esistenti ed anche i nuovi rispettano e rispetteranno tutte le leggi esistenti. Purtroppo le leggi si applicano al singolo impianto, non al loro complesso. Pertanto se la situazione sanitaria nella valla del Mela è grave, vuol dire che magari ci si ammalerà ai sensi di legge.

Beniamino Ginatempo, Presidente Zero Waste Sicilia

venerdì 2 settembre 2016

S. Lucia come non l'avete mai vista: domani presentazione del video






Nelle foto: due immagini del backstage e una vista aerea di Santa Lucia del Mela (copyright Gianfranco Rappazzo)

Valorizzare il territorio attraverso i suoi beni storico-artistici, le risorse naturalistiche, il patrimonio culturale e le tradizioni enogastronomiche, offrendo una prospettiva inedita e diversi punti di vista con l’obiettivo di riavvicinare le nuove generazioni alla scoperta dei propri luoghi e sensibilizzare cittadini e istituzioni a farsi carico della tutela e della valorizzazione dei tanti siti di interesse turistico della città. Nasce da questi presupposti l’iniziativa di un giovane luciese, Gianfranco Rappazzo, che insieme al videomaker professionista Francesco Giorgianni ha fatto “rete” con le attività commerciali, l’assessorato ai Beni culturali e al Turismo rappresentato da Rosario Torre e l’Associazione messinese di Montreal per la realizzazione del video promozionale "Urbs deliciae nostrae", girato con il supporto di droni e destinato ai canali web. La produzione del video, che sarà presentato in anteprima domani alle 19.30 nel Palazzo ex carcere borbonico, ha richiesto due anni di lavoro e il supporto di numerosi volontari, soprattutto ragazzi, impegnati anche come comparse. 
Alla base vi è il racconto di Santa Lucia del Mela attraverso immagini non convenzionali, che alternano dettagli di opere d’arte e inquadrature aree, esplorano la montagna e i torrenti, documentano feste religiose e antichi mestieri, permettendo allo spettatore di entrare nei laboratori dove si producono i dolci tipici o i formaggi e di innamorarsi – per la prima volta o di nuovo – di un territorio tutto da scoprire. «L’invito è quello di guardare con altri occhi tutta la bellezza che ci circonda – dice Gianfranco Rappazzo –, e di considerare il territorio come bene comune, da conoscere e valorizzare». Per questa ragione, aggiunge l’ideatore, «i destinatari non sono solo i potenziali turisti, ma i luciesi stessi, per rafforzare un senso di identità e di appartenenza che spesso manca nei più giovani e a volte anche negli adulti». 
Il video, grazie alle risorse della rete, sarà diffuso oltreoceano tramite la numerosa comunità luciese che risiede in Canada e che ha mantenuto nel tempo un forte legame con la terra d’origine. Non manca, infine, la sollecitazione alla politica locale a mettere in agenda la cura di monumenti e opere d’arte che richiedono interventi urgenti e restauri, ma anche una migliore capacità di gestione, affinché non restino chiusi e quindi inaccessibili a chi desidera visitarli. (kt)

sabato 14 maggio 2016

Per giustificare nuovi inceneritori il governo gonfia i calcoli del fabbisogno di incenerimento

COMUNICATO STAMPA

Il Ministero dell’Ambiente ha elaborato un programma che individua il fabbisogno di incenerimento per ogni macroarea geografica. Il programma calcola un fabbisogno complessivo di circa 8,4 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno: oltre 1,8 milioni in più rispetto alla capacità complessiva degli inceneritori esistenti. Per coprire l’intero fabbisogno, Il programma prevede la realizzazione di 8 nuovi inceneritori, di cui 2 in Sicilia. Il programma in atto è sottoposto a “verifica di assoggettabilità a VAS” (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1609), che serve a verificare se la Valutazione Ambientale Strategica può essere o meno evitata. Fatta eccezione per la Regione Siciliana, che ha issato bandiera bianca, la gran parte delle regioni su cui dovrebbero sorgere i nuovi inceneritori ha espresso perplessità, quando non vera e propria contrarietà, evidenziando l’impatto ambientale e i rischi per la salute dei cittadini di tale programma. Ma, come abbiamo evidenziato nelle osservazioni (apri collegamento) già inviate alla commissione tecnica preposta alla verifica, ciò che appare evidente entrando nel merito dei calcoli del fabbisogno di incenerimento è che tali calcoli risultano enormemente “gonfiati” e tutt’altro che coerenti rispetto alla “gerarchia dei rifiuti” stabilita dalla direttiva europea 2008/98/CE. Tale gerarchia impone che possano essere inceneriti solo i rifiuti non riciclabili con le migliori tecnologie disponibili. Da diverso tempo esistono tecnologie che riescono a recuperare e riciclare materiali anche dai rifiuti indifferenziati sottoposti ad opportuni impianti TMB (trattamento meccanico-biologico). Tali impianti prima separano le frazioni “umide” da quelle “secche”; dalle frazioni secche può essere recuperata una quota significativa di materiali riciclabili e da quello che rimane si separa la frazione combustibile (idonea all’incenerimento) da quella non combustibile. Questo “schema di flusso” è previsto dai più moderni Piani Regionali di Gestione dei Rifiuti (PRGR), tra cui quello della Regione Siciliana, aggiornato e definitivamente approvato lo scorso Gennaio. Invece il programma del governo, per calcolare il fabbisogno di incenerimento, prevede che i rifiuti indifferenziati possano essere inceneriti in toto (senza passare dagli impianti TMB) o, nella migliore delle ipotesi, che possano essere incenerite tutte le frazioni secche (peraltro sovrastimandole), comprensive indiscriminatamente anche di materiali riciclabili e frazioni non combustibili. Appare quindi evidente come tali calcoli rappresentino una palese violazione della suddetta direttiva europea, in quanto contano di far finire negli inceneritori anche materia utilmente riciclabile. Ma risultano inaccettabili anche dal punto di vista dell’efficienza stessa dell’incenerimento, visto che non ha alcun senso far passare dagli inceneritori frazioni non combustibili (metalli, vetro, porcellana, inerti vari), con l’unico effetto di “abbrustolirli” prima di abbandonarli in discarica sotto forma di scorie. E’ chiaro che solo la “frazione combustibile” è idonea all’incenerimento. Gli schemi di flusso dei moderni impianti TMB, coerenti con la suddetta direttiva europea, stimano tale frazione al 20-25% sulla totalità dei rifiuti indifferenziati. Il PRGR della Regione Siciliana, ad esempio, la stima al 25%.
In considerazione di ciò, da un corretto calcolo risulta che il reale fabbisogno di incenerimento si aggira intorno ai 2 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno per tutto il territorio nazionale: altro che 8,4 milioni.
Pertanto dai calcoli del fabbisogno di incenerimento, opportunamente corretti, si evincono alcune importanti conclusioni:
– Il reale fabbisogno di incenerimento è molto inferiore rispetto alla capacità complessiva degli inceneritori attualmente operanti sul territorio nazionale, che è di oltre 6 milioni e mezzo;
– è assolutamente ingiustificata la realizzazione di nuovi impianti di incenerimento sul territorio nazionale;
– la corretta applicazione della gerarchia dei rifiuti, dando priorità al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata ed all’ opportuna implementazione dell’impiantistica operante nei settori della differenziata, del riciclaggio, del compostaggio, della digestione anaerobica, del TMB e del recupero di materia dai rifiuti indifferenziati, permetterebbe non solo di eliminare il ricorso diretto alle discariche, ma anche di ridurre fortemente l’attuale ricorso all’incenerimento.
Quanto alla Regione Siciliana, risulta sorprendente che si sia affrettata a dare parere favorevole al programma del governo, in barba al proprio stesso PRGR approvato solo tre mesi prima.
Tale parere si è limitato solo a evidenziare come i 2 inceneritori previsti dal governo per la Sicilia andrebbero “spalmati” sul territorio regionale dando vita ad altri 4 inceneritori più piccoli.
In particolare al messinese toccherebbe un inceneritore da 60-80 mila tonnellate l’anno, comunque ben più piccolo dell’inceneritore proposto da A2A/Edipower per la valle del Mela, che prevede invece una potenzialità di circa 510 mila tonnellate.
La partita è tutt’altro che chiusa, in quanto il programma del governo, se approvato, potrebbe essere impugnato di fronte alla Corte di giustizia europea. Invece sull’inceneritore del Mela di A2A pende il parerenegativo del Ministero dei Beni Culturali, contro cui Edipower ha presentato ricorso al Tar Lazio. Dal canto
loro alcune amministrazioni comunali e diverse associazioni del territorio (tra cui il nostro comitato) si sono già costituiti contro il ricorso di Edipower o si accingono a farlo.


Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela

www.cittadinicontroinceneritore.org

Cittadinicontroinceneritore@gmail.com


martedì 12 aprile 2016

Raccolta differenziata: nuove opportunità

Franco Trifirò - Un altro tassello è stato messo a favore del riciclo dei rifuti, infatti da qualche giorno sono stati dislocati sul territorio i nuovi contenitori per la raccolta di indumenti, scarpe, borse, biancheria e giocattoli. 
A questi sono stati aggiunti per la prima volta anche dei contenitori per la raccolta dell'olio domestico esausto e cioè olio vegetale utilizzato per la cottura e la conservazione dei cibi. Questi contenitori di colore verde sono dotati a loro volta di due recipienti separati, dove in uno viene raccolto l'olio sfuso mentre nell'altro l'olio deve essere conferito in dei contenitori tipo bottiglie di plastica. 

 




La ditta che si occuperà della raccolta e dello smaltimento a proprie spese di queste risorse è "Città Pulita snc" con sede a Rizziconi (RC) che da diverso tempo collabora con l'ANPVI - Onlus (Associazione Nazionale Privi di Vista ed Ipovedenti).

 Città pulita snc

ANPVI 





I contenitori sono stati posizionati rispettivamente in:
  • Piazza degli Emigranti,  
  • Via Roma angolo Piazza IV Novembre
  • Area tra Via Tenente Salvadore e Tenente Bucca
 






Questi vanno ad aggiungersi a quelli già presenti sul territorio che riguardano la raccolta dei medicinali scaduti che si trovano nei pressi delle due farmacie rispettivamente in via G. Marconi e Piazza Beato Antonio Franco e al raccoglitore di pile esauste che si trova nel piazzale adiacente l'Asilo Nido Comunale.