Visualizzazione post con etichetta Convegni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Convegni. Mostra tutti i post

giovedì 10 novembre 2016

Il club doc incontra Nicola Legrottaglie: quando i sani principi precedono gli aspetti sportivi

Filippo Alibrando - Fama, successo, denaro, divertimento, piaceri vari, visibilità mediatica. Sono solo questi gli elementi che compongono la vita di un calciatore dell’era moderna?
La risposta a questa domanda potrebbe sembrare quantomeno lapalissiana, scontata. La società odierna ci abitua a degli standard, stereotipi, riduce l’esistenza di un noto personaggio (quale potrebbe essere un calciatore) ad un fermo immagine che lo rende più “popolare” possibile. 
Ed è quindi che, tra una partita e l’altra, un calciatore della massima serie si ritrova sulle prime pagine di tutti i giornali, sugli schermi nazionali, bombardato dal vortice mediatico che vuole a tutti i costi far emergere una nuova “icona” da sfruttare per un determinato periodo. E che fine fanno la personalità, il carattere, i valori ed i sani principi che molti sportivi (non tutti, purtroppo) possiedono?
Beh questi ultimi valgono poco per alcuni o, per lo meno, si limita il senso della “correttezza morale” alla palla messa fuori durante un infortunio o ad un gesto di fair-play. Giusto, ma tremendamente riduttivo. 

È stato questo il tema di fondo trattato oggi pomeriggio presso il Palazzo ex-carcere di Santa Lucia del Mela, in occasione dell’incontro dei tifosi locali con Nicola Legrottaglie. L’evento, organizzato dallo Juventus Club Doc “G. Scirea” di Santa Lucia del Mela presieduto dall’instancabile Benedetto Merulla, ha visto protagonista l’ex calciatore della Juventus che ha vestito la maglia bianconera tra il 2003-2005 ed il 2006-2011, concludendo poi la sua carriera nel 2014 al Catania. 
Introdotto dall’Avv. Angelo Siracusa, membro fondatore del club luciese nel 1984, Nicola Legrottaglie ha parlato apertamente della sua esperienza, calcistica ma soprattutto di vita. Ha descritto a grandi linee la sua carriera, correttamente definita “parabola ascendente” dal moderatore, mettendo in evidenza quali grandi sacrifici siano necessari per poter coronare i propri sogni nel migliore dei modi. Non ha omesso le parti meno gloriose della sua carriera, ovvero il primo approdo alla Juventus o l’anno della Serie B, anzi. Ha definito questi momenti certamente critici, ma allo stesso tempo portatori di opportunità di crescita: un’introduzione al suo ritrovato modo di vivere. 
Già. Un modo di vivere radicalmente modificato in corso d’opera, dopo tanti spropositi ed eccessi, quasi una sorta di conversione sulla via di Damasco, che lo ha portato anche ad aderire al movimento sportivo "Atleti di Cristo".  
Questo un breve passaggio del suo intervento: <<Ho messo il passato alle spalle, dopo una presa di coscienza che mi ha portato a rivalutare i giusti valori della vita. Il mio esempio di vita, notoriamente, è Gesù. Mi sono specchiato in lui e ho capito che agendo come lui qualcosa dentro di me è cambiata. Ho iniziato ad amare me stesso, il mio corpo e soprattutto ho imparato un nuovo modo di relazionarmi con tutti, evitando anche di ferire i sentimenti. Ho tolto in pratica la “maschera” che indossavo, quella del personaggio mediaticamente forte ed emblematico, per assumere una personalità quanto più vera ed autentica possibile>>. 
Ha messo insomma a nudo se stesso, cercando di esprimere i cambiamenti positivi che hanno contraddistinto la sua esistenza successivamente all’incontro con la Fede. Una fede che, sottolinea, non deve necessariamente corrispondere con Religione: <<fede significa cambiare gli atteggiamenti, le convinzioni, i cattivi esempi, gli obiettivi rendendoli più corretti possibili avvicinandoli all’insegnamento di Gesù>>. 

Spronato da un pubblico numeroso e visibilmente attento, Legrottaglie ha anche parlato del ruolo sociale e pedagogico che ha lo sport in generale, dando qualche consiglio anche alle giovani generazioni che si avvicinano al mondo dello sport. In particolare dice: <<Credo che in Italia siamo strutturati maluccio perché per poter arrivare ad avere dei leader, nel senso buono del termine, abbiamo bisogno di formarli. Si formano nelle strutture, che andrebbero potenziate mettendo a capo istruttori che abbiano determinati requisiti morali, etici e soprattutto un’educazione da trasmettere ai bambini. In Italia abbiamo istruttori capaci a parlare di tecnicismi e tattiche, ma il modello generale purtroppo cura poco la crescita individuale del bambino. È un problema culturale non attenzionato ma che purtroppo sta andando avanti, senza alcun freno. L’altra componente è quella familiare, un tassello imprescindibile che fonda la base solida su cui un bambino fonderà la propria vita. Partiamo dalla cultura. Il calcio è lo sport più diseducativo tra tutti gli sport. Non nel regolamento, ma nella pratica comune dei cosiddetti “esempi”, che in realtà non lo sono per niente. La scelta dell’idolo a volte non avviene sulla base dell’integrità morale, bensì sull’esteriorità o la semplice stranezza del calciatore. Ma è una scelta: si decide di ammirare un elemento la cui storia non è certamente migliore di altre. La stampa in tal senso dovrebbe enfatizzare di più i buoni propositi, i buoni esempi, lasciando al margine l’esempio deplorevole per un determinato contesto. La stampa porta le persone a pensarla in un modo che non è esattamente quello corretto. Quindi ci vuole tanto equilibrio e restare attenti>>.

E poi continua: <<La stampa becera è un’altra grave problematica culturale. Oggi alcuni giornalisti vengono ammaestrati per creare scompiglio. Quella domanda è studiata, premeditata per punzecchiare un allenatore o un giocatore per far la notizia e vendere le copie di giornale. Alla base non c’è passione, bensì troppo interesse. Metterei a fare i giornalisti gente appassionata, che non significa non essere obiettivi, ma almeno non crea quel clima di disagio all’interno del gruppo. Tutti questi interessi, unitamente agli spropositi dei social, risultano deleteri per lo sport>>.

Dalle origini fino ad oggi, dal vecchio Legrottaglie alla personalità ritrovata, dalle esperienze sportive ai nuovi progetti da allenatore: è stato un incontro a trecentosessanta gradi, da molti definito come “il più educativo per tutti”. L’ex difensore ha tenuto una spontanea lezione di vita di chi ha saputo riprendere in mano la propria vita dopo periodi di decadenza morale. L’integrità morale di un “Uomo”, inteso come complesso di corpo ed anima che sa comprendere i propri sbagli per rimettersi in carreggiata.
In una società che gareggia a chi ha più ragione rispetto ad un altro, la riflessione odierna è forse una “mosca bianca”: <<sono consapevole di non poter cambiare il mondo, ma come dico sempre, io almeno ci provo>>

Nelle nostre vite da studenti, genitori, figli, capi ma soprattutto come cittadini intercalati in un tessuto sociale sin troppo deviato, dovremmo provarci tutti. Quantomeno per essere in pace con la propria persona, con quelle a noi vicine e con una morale che, in troppi ambiti, spesso è stata dimenticata. 

Per la fotogallery dell'evento, clicca il link sottostante. (photo Antonio Giunta)

https://www.facebook.com/pg/Photo-Antonio-Giunta-163998117132267/photos/?tab=album&album_id=540411806157561

lunedì 26 settembre 2016

Convegno internazionale “Sicilia millenaria. Dalla microstoria alla dimensione mediterranea”

COMUNICATO
Il castello di Santa Lucia del Mela ospiterà dal 13 al 16 ottobre 2016 il primo convegno internazionale di studi storici sulla Sicilia, data la caratura dei relatori coinvolti, ma che rappresenta – di fatto – la seconda edizione del convegno regionale “Sicilia Millenaria. Dalla microstoria alla dimensione mediterranea”.
L’evento – elaborato e organizzato dall’architetto Filippo Imbesi, coordinato dal prof. Luciano Catalioto (Università di Messina), e promosso dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessore ai Beni Culturali di Santa Lucia del Mela il dott. Rosario Torre – vede la collaborazione e il supporto di vari enti di ricerca e di associazioni culturali, tra cui l’Università degli Studi di Messina, l’Università Paris Ouest Nanterre La Défense, l’Officina di Studi Medievali di Palermo e l’Associazione SiciliAntica. Nelle quattro giornate del convegno, a cui parteciperanno oltre sessanta relatori, saranno indagati, con sessioni ante e postmeridiane e con impostazione multidisciplinare, vari temi storici, archeologici, artistici e culturali dell’isola.
L’evento - afferma l’arch. Filippo Imbesi - mira anche ad offrire, in una fase di appiattimento culturale piuttosto generalizzato, un momento di seria riflessione sugli sconfinati campi di ricerca propri del territorio siciliano e uno stimolo per un concreto cambiamento di rotta dell’attuale sistema culturale.
L’obiettivo – dichiara il Sindaco Antonino Campo – è quello di rendere Santa Lucia del Mela un centro culturale di alto livello e un punto di riferimento per gli studiosi, accendendo i riflettori sull’immenso e prezioso patrimonio naturalistico e storico-culturale presente nel territorio luciese. Altro obiettivo – afferma l’Assessore comunale ai Beni Culturali Rosario Torre – è anche quello della riscoperta dello stesso patrimonio con “occhi nuovi”, evidenziandone – nel contempo – la necessità degli interventi per la salvaguardia e la conservazione dei luoghi della memoria e degli altri siti di interesse scientifico e culturale che spesso travalicano, oggettivamente, per importanza gli stessi confini locali.

L’incontro vedrà relazionare qualificati e importanti studiosi, molti dei quali di fama internazionale, tra cui: Dario Piombino-Mascali (Università di Messina), Henri Bresc (Université Paris Ouest Nanterre La Défense), Sandro Carocci (Università di Roma Tor Vergata), Maria Caccamo Caltabiano (Università di Messina), Luciano Catalioto (Università di Messina), Diego Ciccarelli (Presidente dell’Officina di Studi Medievali), Cosimo Scordato (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia), Jean Paul Barreaud (Sicilia Svelata), Ferdinando Maurici (Dirigente presso il Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali della Regione Siciliana) e Giovanni Di Stefano (Dirigente del Servizio Beni Archeologici - Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana).

lunedì 6 luglio 2015

Convegni sul Centenario della Prima Guerra Mondiale

Franco Trifirò - In questo post ho voluto raggruppare i quattro video delle conferenze che si sono svolte a Santa Lucia del Mela durante il periodo invernale in occasione della commemorazione del centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale, definita anche "La Grande Guerra", vista l'ampiezza del fronte e il numero di nazioni coinvolte. 
A questo link invece potrete trovare il comunicato stampa che illustra nei dettagli l'iniziativa.


Presentazione della mostra sulla Grande Guerra

Gli eroi della Valle del Mela nella Grande Guerra

La Grande Guerra e i riflessi psicologici e sociali sui combattenti

Lo stretto di Messina nella Grande Guerra

venerdì 3 luglio 2015

Anche S. Lucia del Mela partecipò alla Resistenza, oggi la commemorazione del partigiano Giacomo Impalà

Il carabiniere e partigiano luciese Giacomo Impalà
Alla scoperta della storia per recuperare una pagina importante e poco conosciuta della memoria cittadina. È stata ricostruita grazie al lungo e paziente lavoro di ricerca di Mimmo Cirino la figura di Giacomo Impalà, carabiniere e partigiano luciese, condannato a morte in una delle tante lotte per la Liberazione dal nazifascismo seguite alla seconda guerra mondiale. Anche Santa Lucia del Mela partecipa dunque all'ampio movimento di Resistenza italiana di cui quest'anno ricorre il Settantesimo anniversario, versando il sangue di uno dei propri figli in nome della libertà negata dal regime fascista e dall'occupazione tedesca.
Per far conoscere il profilo eroico di Giacomo Impalà, fucilato a Cividale del Friuli nel dicembre del ’44, è stata organizzata una commemorazione in programma oggi alle 18.30 presso l’Aula consiliare del Palazzo socio-culturale di via Pietro Nenni, nel corso della quale verranno illustrati i documenti che raccontano chi era il partigiano luciese e in quale contesto avvenne il suo sacrificio. 
A curare l’iniziativa, il cultore di storia patria Mimmo Cirino, che, tramite le notizie reperite da documenti d’archivio, pubblicazioni storiche e fonti dell’ANPI (l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), ha riportato alla luce le vicende di un martire della Resistenza, partito dalla Valle del Mela per formarsi a Roma come carabiniere e aderire, poi, alle azioni partigiane. Nel corso del convegno, interverranno con Mimmo Cirino anche Libero Rappazzo, che ripercorrerà la cronologia della guerra e della Repubblica Partigiana Carnica e dell’Alto Friuli, l’attrice Monica Bonanno, che leggerà alcuni testi di Piero Calamandrei e Giorgio Bocca, e il gruppo musicale “La Coppola Nera”, che eseguirà dei brani legati alla Resistenza. A portare i saluti istituzionali, saranno il sindaco Nino Campo e l’assessore alle attività culturali Elisabetta Lombardo. 
«Il sacrificio di Giacomo Impalà, trucidato barbaramente con altri sette partigiani, italiani e sloveni, ci ricorda che l’impegno per la libertà e la democrazia, ancora oggi, è un esempio da far rivivere», afferma Cirino. La commemorazione di questa figura, a ridosso delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Resistenza, ribadisce il valore del contributo dato anche dagli uomini e dalle donne del Sud all’ideale di una nazione libera, pagato con la repressione e a costo della vita.
La fucilazione avvenne nel campo sportivo della città friulana, oggi intitolato ai "Martiri della Libertà". Gli ultimi istanti di vita di Giacomo Impalà sono ricordati ne libro dell'ex partigiano Giuseppe Jacolutti:
Attuando l'aberrante logica del nazismo, poiché le esecuzioni semi-clandestine non sembrano ottenere lo scopo voluto, l'occupante, pressato dai fascisti italiani [...] all'alba del 18 dicembre, ricorre ad una «pubblica dimostrazione di ferocia»; fa così fucilare pubblicamente otto partigiani all'ingresso del campo sportivo, prospiciente quello principale della caserma e annuncia con un manifesto affisso sui muri della città , la sentenza di condanna a morte dei partigiani.I corpi dei fucilati restano, quale monito, esposti all'orrore dei cittadini e, solo dopo due giorni, per interessamento dell'Arciprete mons. Liva, sono sepolti - come conferma una nota dell'Ufficio comunale - in una fossa dietro la caserma, luogo ormai destinato alle normali esecuzioni. [...]Questo ennesimo barbaro episodio, giustificato dai nazisti per rappresaglia, lo si ritrova nel testo d'imputazione di collaborazionismo a carico del tenente del IV battaglione volontari fascisti friulani, Antonio Bressan.La sentenza dibattimentale afferma 
«che il Bressan in un giorno del mese di dicembre del '44 col plotone da lui comandato prese parte all'esecuzione capitale di sette odo otto partigiani al campo sportivo di Cividale e si trovò assieme a un maresciallo tedesco alla testa del plotone di esecuzione che fece fuoco sugli infelici».
 (Katia Trifirò)

martedì 30 giugno 2015

Inquinamento elettromagnetico, convegno dell'Alsa

L'ing. Davide Maria Palio, Filippo Alibrando e Franco Cirino
Campi elettromagnetici artificiali, cosa sono e come comportarsi per tutelare l’ambiente e la salute. Se ne è parlato nel corso di un convegno organizzato dall’Alsa, l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente, attiva sul territorio con l’obiettivo di promuovere campagne di sensibilizzazione e progetti di educazione ambientale. Ospite dell’iniziativa, in collaborazione con l’Associazione Elettrosmog Sicilia, l’ing. Davide Maria Palio, esperto di telecomunicazioni, intervenuto per illustrare gli effetti biologici dell’elettrosmog, supportati da diversi studi scientifici internazionali, ma anche i criteri di prevenzione e i metodi di misura. Tra i consigli suggeriti dall’ing. Palio, alcune limitazioni sull’uso dei mezzi tecnologici entrati nelle nostre vite, dai telefoni cellulari a tutti i dispositivi wireless, evitando il contatto con il corpo e l’esposizione eccessiva alle emissioni, sia in casa che nei luoghi pubblici, specialmente in presenza di bambini e donne in gravidanza. Al termine del convegno, cui hanno preso parte i soci Filippo Alibrando e Franco Cirino, sono stati effettuati alcuni esperimenti per verificare l’intensità delle radiazioni emesse da apparecchi come tablet e forno a microonde. Al centro del dibattito, anche i casi del Muos di Niscemi, contrastato dagli ambientalisti per i rischi connessi alle emissioni elettromagnetiche, e dell’Elettrodotto Terna, richiamato dal  comitato “Mamme per la Vita”, che ha aderito all’iniziativa dell’Alsa. Il sodalizio luciese, presieduto dal dott. Salvatore Triolo, è intanto a lavoro per i prossimi appuntamenti in tema di informazione ai cittadini e difesa della salute e dell’ambiente. Dopo la giornata di screening gratuiti per accendere i riflettori sull’importanza della prevenzione, realizzata a maggio, c’è in cantiere l’elaborazione di un opuscolo divulgativo destinato ai bambini con le regole per una corretta alimentazione. 

venerdì 17 aprile 2015

"La salute vien mangiando": Alsa incontra nuovamente la popolazione

Filippo Alibrando - Decimo Giunio Giovenale nel primo secolo dopo Cristo recitava: “Mens sana in corpore sano”. Tale frase sarebbe diventata poi un vero e proprio slogan per chi, come molti al giorno d’oggi, tiene alla propria salute e alla propria forma fisica.
Ed è questa la frase filosofica sulla quale l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente punta per attuare le proprie iniziative, cercando di salvaguardare la salute quanto più possibile sotto i diversi profili, in un contesto ambientale fortemente contrastante tale principio. 
Locandina dell'evento
L’Associazione luciese infatti, che si prefigge di portare avanti l’informazione in materia sanitaria ed ambientale per la popolazione locale, ha deciso di promuovere una “Giornata dell’alimentazione”, mirando a correggere e invogliare tutti a nutrirsi in modo giusto, seguendo semplici accorgimenti che vanno a tutto vantaggio del consumatore stesso. 
La suddetta giornata, è stata organizzata in collaborazione con l’Associazione Joyfood, nata con lo scopo di portare avanti l’informazione su una corretta alimentazione.
L’incontro, avverrà Domenica 19 Aprile 2015 alle ore 17:30 presso il Palazzo ex-carcere di Piazza Milite Ignoto di Santa Lucia del Mela.

Si aprirà l’incontro con il lavoro svolto dall’associazione Joyfood che presenterà il tema “la prevenzione inizia dalla tavola”. A seguire, interverrà Francesco Salvadore, giovane esperto luciese in erbe eduli che offrirà inoltre una mostra fitoalimurgica. 
Modera l’incontro la dott.ssa Nadia Calderone.
L’Associazione Luciese Alsa, presieduta dal dott. Salvatore Triolo, nonostante la seppur breve vita ha dato il via a numerose iniziative parallele, incontri, progetti e informazione nelle scuole, portando alto il nobile spirito ambientalista e salutista che contraddistingue i suoi componenti. Ultimo in ordine cronologico è stato il convegno tenutosi in Aula Consiliare sul tema del CSS, tematica attualmente molto discussa che, sin dai primi sentori di veridicità, desta molti timori nell’animo della popolazione della Valle del Mela.



domenica 15 marzo 2015

Il Contributo della Valle del Mela nella Grande Guerra





Commemorazione del primo centenario
dell’inizio della Prima Guerra Mondiale - 
Resoconto degli Eventi di Santa Lucia del Mela
(09.01.2015 - 07.03.2015)

In occasione della commemorazione del centenario dall’ingresso italiano nella Prima Guerra Mondiale sono state organizzate una serie di iniziative incentrate sul contributo dato dalla Valle del Mela a questa guerra. Innanzitutto è stata allestita una mostra con pannelli descrittivi su quelli che sono stati i protagonisti di vicissitudini e aneddoti della Grande Guerra (così definita per l’estensione territoriale e l’elevato numero di paesi che ne presero parte) tra cui il celebre ammiraglio milazzese Luigi Rizzo.

Contestualmente alla Mostra: “Quindici-Diciotto. Il contributo della Valle del Mela alla Grande Guerra”, allestita presso il Palazzo ex Carcere (visitabile tutti i giorni, dal 9 gennaio sino al 6 marzo 2015, da lunedì a venerdì, dalle ore 17.00 alle ore 19.00) di Piazza Milite Ignoto a Santa Lucia del Mela, sono stati previsti altri importanti eventi per celebrare il centenario della Prima Guerra Mondiale che ricorre quest’anno.




Durante l’inaugurazione, avvenuta in data 9 gennaio 2015 alle ore 18.00, una Conferenza di presentazione ha illustrato i materiali inediti raccolti per questo storico momento commemorativo. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Antonino Campo, sia il dott. Massimo Tricamo che l’Assessore ai Beni Culturali di Santa Lucia del Mela, il dott. Rosario Torre, hanno ringraziato gli altri studiosi che si sono adoperati per la raccolta dei materiali (reperti bellici, testimonianze orali e d’archivio, documenti, immagini, etc.) della Mostra Itinerante che ha coinvolto, per la prima volta nella storia del territorio, ben 4 Comuni limitrofi: Milazzo, Santa Lucia del Mela, Pace del Mela, San Filippo del Mela.



I materiali presenti nella mostra sono stati donati e messi a disposizione grazie alla Signora Laura Ryolo, nipote dei fratelli ed ufficiali milazzesi Domenico e Francesco Ryolo, al collezionista Francesco La Spada, e agli altri studiosi e collaboratori per le ricerche: il giornalista Luca Formica, il prof. Franco Biviano, il dott. Massimo Tricamo, il dott. Rosario Torre, l’ing. Angelo Mancuso, il dott. Giuseppe Pandolfo, Franco Trifirò e gli altri colleghi del periodico culturale luciese “Mankarru”.

Il 29 gennaio 2015 alle ore 19.00 si è tenuta la Conferenza: “Gli eroi della Valle del Mela nella Grande Guerra”, a cura del dott. Massimo Tricamo (Cultore di Storia Patria di Milazzo), del dott. Luca Formica (Giornalista milazzese), del dott. Rosario Torre (Assessore ai Beni Culturali del Comune di Santa Lucia del Mela).

Il dott. Massimo Tricamo ha rimarcato la figura eroica del milazzese Luigi Rizzo, maggiormente conosciuto a livello nazionale rispetto ai luoghi natali. Luigi Rizzo, due medaglie d’oro al valor militare, è l’Ufficiale che meglio di tutti ha rappresentato lo spirito ardimentoso della Marina Militare italiana nella Grande Guerra, dimostrando doti di coraggio, forza spirituale e coerenza morale davvero uniche. Tra le imprese da ricordare l’azione del dicembre 1917, per la quale gli viene conferita la prima medaglia d’oro al valor militare, ovvero l’affondamento, a mezzo siluri lanciati dal MAS (motoscafo armato silurante) da lui comandato, della corazzata Wien nelle acque del porto di Trieste. Nel febbraio 1918 è protagonista della Beffa di Buccari, un’azione all’interno del sistema difensivo austriaco che, pur non ottenendo risultati concreti, risolleva lo spirito delle forze armate italiane dopo la sconfitta di Caporetto. In tale circostanza viene coniato da Gabriele D’Annunzio il motto del MAS: Memento Audere Semper. Con l’azione detta di Premuda perché si svolge nelle acque prospicienti quest’isola della Dalmazia, viene insignito della seconda medaglia d’oro al valor militare. La notte del 10 giugno Rizzo riesce a colpire e ad affondare la corazzata Santo Stefano mentre dirige con la flotta austriaca verso il Canale di Otranto per forzarne il blocco degli alleati. La perdita della Santo Stefano rappresenta un colpo troppo duro per la Marina Austro-Ungarica, che da quel momento sospende ogni azione sul mare. In onore di questa vittoria la Marina Militare italiana celebra la sua festa proprio il 10 giugno. Un altro aspetto poco dibattuto che è stato illustrato ha riguardato anche la presenza dei prigionieri austro-ungarici nel Castello di Milazzo, tra cui il caso del sottotenente Otto Jank. Gli archivi delle famiglie D’Amico e Di Maria-Ryolo hanno permesso di conoscere la storia suggestiva di alcuni milazzesi nella Grande Guerra. Vi sono persino casi come quello di un fattore dell’ex-feudo di San Basilio (Santa Marina), Luigi Alessio La Spada (Croce al merito di guerra; cadde in combattimento nei pressi di Asiago dove venne sepolto, nella fossa comune, vicino alla strada di un bosco) che non può non sgorgare qualche lacrima leggendo l’ultima sua missiva del 18 giugno 1917, una cartolina postale inoltrata dalla «zona di guerra» poche ore prima della morte, nella quale non mancano riferimenti all’attività vitivinicola (nella vastissima proprietà dei Ryolo-Allèri annualmente si producevano sino a 1.000 hl di mosto). Di rilevanza anche la figura del Maggiore e medico milazzese Giovanni Impallomeni che brevettò il suo congegno denominato tripode metallico per craniectomia e pubblicò nel 1919 uno studio sui gas asfissianti utilizzati nella Grande Guerra e sui dispositivi necessari per prevenirne gli effetti devastanti.


Il dott. Luca Formica si è concentrato sulla figura del Capitano Antonino Fazio. Il filippese Fazio fu decorato con tre medaglie d’argento e una di bronzo al valor militare, oltre a due croci di merito di guerra. Fazio fu non soltanto un condottiero della Grande Guerra pluripremiato per il suo valore militare, ma soprattutto un uomo che ha fatto della virtù il suo vessillo di vita, mettendo a rischio la sua carriera in nome di un’amicizia e di un ideale di giustizia e correttezza. La sua carriera fu infatti segnata da una circostanza di rilievo storico nazionale: l’attentato a Mussolini del 31 ottobre 1926 per mano del quindicenne Anteo Zamboni, al quale seguì la promulgazione delle leggi cosiddette “fascistissime”. Fazio, infatti, era amico della famiglia Zamboni (di simpatie anarchiche), la quale, a detta di alcuni storici, approfittò della buona fede del Capitano per depistare le indagini che avrebbero inevitabilmente condotto la responsabilità dell’attentato su di loro.

Infine, il dott. Rosario Torre ha trattato i 98 caduti luciesi nella Prima Guerra Mondiale, i 6 concittadini sepolti nel Cimitero luciese (che ebbero la “fortuna” di avere una sepoltura nel paese d’origine, invece di finire in un “freddo” sacrario di un cimitero del confine nazionale), tra cui il sergente Mario Sergi (la prima salma rientrata a Santa Lucia del Mela nel mese di novembre del 1923), oltre alla storia meno conosciuta del Monumento ai Caduti di Piazza Milite Ignoto (realizzato grazie al contributo economico dei luciesi di New York e realizzato dal celebre scultore realista ennese Giuseppe Sutera, autore anche del busto bronzeo del caduto luciese, il sergente Felice Cocuzza, presente nel Cimitero cittadino), alla Via della Rimembranza (ora Via Cimitero), alla Scuola di Contrada Misericordia (intitolata all’eroe messinese della Grande Guerra, il caporale Carlo Citarella, insignito della medaglia d’oro al valor militare). Tra i decorati luciesi si distinsero: la medaglia d’argento al valor militare conferita al sergente Domenico Bonanno e le due medaglie di bronzo al valor militare consegnate al soldato Santo Bonanno e al soldato Felice Genovese.


Il 28 febbraio 2015 alle ore 18.00 si è tenuta la Conferenza: “La Grande Guerra e i riflessi psicologici e sociali sui combattenti” a cura del Prof. Antonio Baglio (Docente di Storia Contemporanea dell’Università degli Studi di Messina). È stata l’occasione per riflettere su alcuni argomenti altrettanto poco attenzionati non soltanto dalla storiografia nazionale ma anche dalla maggior parte degli studiosi di questo periodo bellico. Nel corso della conferenza il relatore si è soffermato sul carattere di cesura epocale della Prima Guerra Mondiale, in grado di segnare in profondità la nostra storia contemporanea. Numerose furono le differenze rispetto ai conflitti del passato, a cominciare dalla durata (cinquanta mesi), l’estensione nello spazio, con il coinvolgimento di diversi imperi ramificati tra diversi continenti, e per le stesse modalità di combattimento, segnate dall’utilizzo a scopi bellici dei progressi nel campo delle scienze chimiche e fisiche, oltre che della tecnologia moderna. Proprio il connubio tra scienza, tecnica e lotta per il dominio mondiale avrebbe dato alla Grande Guerra un carattere di devastante modernità, dagli effetti catastrofici con un bilancio di oltre 9.000.000 di militari morti e di circa 7.000.000 di vittime civili (la stima del numero di morti in Italia è di 651.000 militari e di 589.000 civili). Se fino a qualche decennio fa la storiografia sulla Grande Guerra aveva privilegiato gli aspetti politico-diplomatici e militari, l’attenzione degli studiosi negli ultimi decenni si è spostata verso un’adeguata considerazione dell’esperienza di vita nelle trincee e del combattimento, valutandone gli effetti sulla psiche e sulla cultura dei soldati. 
Così si sono studiati i processi di disciplinamento sociale, ma anche le vie di fuga adottate dai combattenti per sfuggire alla disumanizzazione della guerra tecnologica, sotto le diverse forme dell’insubordinazione, ammutinamento, fuga dal fronte, autolesionismo, senza tralasciare i molti casi di follia. Sotto il profilo dei mutamenti introdotti dal primo conflitto mondiale sulla psicologia collettiva di massa, la storiografia ha evidenziato come questa esperienza abbia esercitato un potente effetto omologante sulla cultura delle popolazioni del Vecchio Continente, influenzandone i quadri mentali, finendo per rappresentare un evento fondante della memoria contemporanea. Fu la prima concreta esperienza della dimensione di massa della società; ma lo strapotere materiale della tecnologia modificò profondamente le modalità di combattimento, arrecando la morte “anonima e di massa” e vanificando il contributo e il valore personale del soldato, strappato alle proprie comunità di appartenenza e proiettato in una sorta di “terra di nessuno” (per citare E. J. Leed), il campo di battaglia, in balia di una guerra che lo spersonalizzava e abbrutiva, alterandone la personalità. L’“eredità” della Grande Guerra si sarebbe rivelata particolarmente pesante, radicalizzando la lotta politica negli anni successivi e trasferendovi una forte carica di violenza, secondo una visione dicotomica della realtà frutto dell’esperienza di trincea (noi/loro; amico/nemico) che negava rispetto e legittimazione all’avversario. Altri effetti furono la familiarizzazione con l’idea della morte di massa, seriale e tecnologica, la diffusione di un modello di società gerarchizzata, sull’esempio dell’esercito, l’esportazione sul territorio europeo di quelle pratiche quali deportazioni di massa e campi di concentramento già sperimentati nei conflitti coloniali. Sempre durante la Grande Guerra venne sperimentata quella strategia della guerra totale, combattuta nei cieli, per terra e per mare, che coinvolse non solo i militari, ma anche la popolazione civile, poi perfezionata durante il secondo conflitto mondiale. Per l’Italia il primo conflitto mondiale rappresentò una tappa importante sul versante della nazionalizzazione delle masse. Sia l’indottrinamento patriottico necessario per rinsaldare lo sforzo dei combattenti e demonizzare il nemico, che la comune esperienza al fronte dei cosiddetti fanti contadini provenienti dalle parti più disparate della penisola, contribuirono a rafforzare la consapevolezza dell’appartenenza alla medesima nazione. È stato ricostruito così il periodo della Grande Guerra riassumendo anche i contenuti di tre importanti monografie: “La Grande Guerra (1914-1918)” di Mario Isnenghi e Giorgio Rochat; “Terra di nessuno. Esperienza bellica e identità personale nella Prima Guerra Mondiale” di Eric J. Leed; “La Grande Guerra e la memoria modernadi Paul Fussell.


Il 6 marzo 2015 alle ore 19.00 si è svolta invece la Conferenza: “Lo Stretto di Messina nella Grande Guerra” a cura del Prof. Vincenzo Caruso (Direttore del Museo Storico di Forte Cavalli a Messina, dove si può usufruire anche del percorso didattico guidato “Ho visto la guerra, per questo amo la pace”). L’opinione comune, che associa ai campi di battaglia della Grande Guerra le regioni del Nord d’Italia, viene contraddetta dagli studi che hanno condotto ad affermare nella ricerca di Vincenzo Caruso, che l’area dello Stretto di Messina, potenziale obiettivo strategico nel Mediterraneo, visse episodi non certo paragonabili a quelli del fronte, ma tali da far considerare Messina una città coinvolta appieno nel dramma di quegli anni. La consultazione di documenti inediti, di fondi di archivio pubblici e privati, diari, giornali, periodici, carteggi e altre fonti letterarie del tempo, ha consentito di scrivere una “pagina” di storia per molto tempo dimenticata e sconosciuta ai più. Una storia che, messa a confronto con le memorie di Gaetano La Corte Cailler e di Giacomo Matteotti, soldato a Messina durante la Grande Guerra, trova finalmente gli elementi per essere maggiormente analizzata ed approfondita. Degna di nota, quindi, la presenza triennale nelle fortificazioni messinesi di Matteotti, dove fu confinato e dovette svolgere il ruolo di soldato poiché si oppose in Parlamento all’entrata in guerra dell’Italia (mentre successivamente, come noto, fu rapito e ucciso dai fascisti a seguito delle sue denunce parlamentari del 30 maggio 1924; fu assassinato a Roma il 10 giugno 1924). Restrizioni alimentari, allarmi aerei, rigorose regole da rispettare imposte dal Comando della Fortezza Costiera di Messina e Reggio Calabria e i numerosi siluramenti effettuati dagli U-Boote germanici nelle acque dello Stretto, trovano qui un dettagliato quanto inedito riscontro, anche riguardo alla difesa ad opera delle Fortificazioni poste sulle alture delle colline peloritane e calabresi che poterono fronteggiare, in quell’occasione, il nemico tanto “temuto” ed “atteso”. “Riuscire a contribuire a ricomporre il grande puzzle della storia, è la continua sfida di ogni ricercatore che trova la sua gratificazione nell’aver aggiunto un nuovo tassello a quanto già noto e divulgato attraverso la stampa e il web”.




Infine, sabato 7 marzo 2015 alle ore 10.00 si è svolta la Santa Messa in suffragio dei caduti luciesi nella Prima Guerra Mondiale, presso il Cimitero di Santa Lucia del Mela. Alla messa celebrata dal Vicario Foraneo don Paolo Impalà hanno presenziato le autorità civili e militari di Santa Lucia del Mela. 
Successivamente sono state deposte sei corone sulle uniche tombe dei caduti luciesi che sono rientrati nel cimitero cittadino: il sergente Mario Sergi (ingresso principale, settore centrale), il caporale bersagliere Pasquale Calderone (ingresso principale, settore centrale), il soldato Felice Calderone (ingresso principale, settore centrale), il sergente Felice Cocuzza (ingresso principale, settore centrale), il caporale Francesco Zullo (Poligono 4), il soldato Pasquale Calderone (Poligono 6).




Coscienti che “un popolo senza memoria, sia un popolo senza futuro”, con l’auspicio di non ripercorrere mai gli stessi errori del passato soprattutto oggi con i mezzi di distruzione che la tecnologia attuale dispone, sono stati raccolti così la maggior parte dei materiali esposti nella mostra, che sono visibili al link: http://mela15-18.blogspot.it.



venerdì 6 marzo 2015

Conferenza: "Lo Stretto di Messina nella Grande Guerra"






Si terrà questa sera alle ore 19.00, presso il palazzo ex-carcere di Piazza Milite Ignoto, l'ultimo convegno del ciclo di incontri previsti per la commemorazione del primo centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale. 
Nel convegno di questa sera sarà relatore il Prof. Vincenzo Caruso (Direttore del Museo Storico di Forte Cavalli - Messina) che tratterà l'argomento "Lo Stretto di Messina nella Grande Guerra".



Lo Stretto di Messina da Forte Cavalli

giovedì 29 gennaio 2015

La Grande Guerra, 100 anni dopo. Una mostra e un ciclo di conferenze per non dimenticare


Prende il via oggi alle 19 il ciclo di conferenze organizzato per commemorare il centenario della prima guerra mondiale, contestualmente alla mostra itinerante "Quindici Diciotto. Il contributo della Valle del Mela alla Grande Guerra" che, dopo l'inaugurazione a Milazzo, e prima di approdare a Pace e San Filippo, è ospitata a Santa Lucia del Mela sino al 7 marzo. Qui, nel palazzo ex carcere borbonico di Piazza Milite Ignoto, si terrà oggi la conferenza "Gli eroi della Valle del Mela nella Grande Guerra", ricostruzione storica documentata da fotografie e reperti d'archivio, con gli interventi del dott. Massimo Tricamo, cultore di storia patria di Milazzo, del giornalista Luca Formica, del prof. Franco Biviano, cultore di storia patria di Pace del Mela, e del dott. Rosario Torre, assessore ai Beni Culturali del Comune luciese. Il 28 febbraio è in programma la relazione del prof. Antonio Baglio, docente di Storia contemporanea all'Università di Messina, dal titolo "La Grande Guerra e i riflessi psicologici e sociali sui combattenti", mentre, il 6 marzo, a chiudere il ciclo di conferenze sarà il prof. Vincenzo Caruso, direttore del Museo Storico messinese di Forte Cavalli, che interverrà sul tema "Lo Stretto di Messina nella Grande Guerra". Una visita al Museo Storico è programmata il 24 febbraio, con un percorso didattico dedicato ai ragazzi ("Ho visto la guerra, per questo amo la pace") e, infine, il 7 marzo, a conclusione della mostra, si terrà al Cimitero luciese una Messa a suffragio dei caduti, con un omaggio sulle tombe e al Monumento al Milite Ignoto eretto nella Piazza che da esso prende il nome. 
«Santa Lucia e gli altri comuni della Valle del Mela sono ancora segnati da memorie familiari, monumenti ai Caduti nelle piazze, eroismi e sacrifici, piombati sulle nostre terre direttamente dalle lontane trincee del fronte», spiega l’assessore luciese ai Beni Culturali, Rosario Torre. «Per ricordare quel tempo, l’amministrazione comunale, insieme a quelle di Milazzo, San Filippo e Pace del Mela, è lieta di annunciare l’organizzazione di “Quindici Diciotto”, realizzata grazie all’impegno di curatori e collezionisti appassionati. Più di trenta pannelli, accompagnati da documenti e oggetti del tempo illustrativi delle vicende occorse ai cittadini coinvolti a vario titolo nel conflitto, consentiranno alle nostre comunità di coltivare ancora e tramandare il ricordo dell’onore, dell’eroismo, del senso profondo della inutilità della guerra».
La mostra si avvale della collaborazione di diversi volontari, dalla signora Laura Ryolo, anima e cuore pulsante dell’iniziativa, al dott. Francesco La Spada, che ha messo a disposizione alcuni reperti della sua collezione, ed ancora il prof. Franco Biviano, il giornalista Luca Formica, la redazione del periodico culturale luciese “Mankarru” ed il dott. Massimo Tricamo, curatori, rispettivamente, dei pannelli di Pace, S. Filippo, S. Lucia del Mela e Milazzo. «L’evento è rivolto soprattutto alle scolaresche del comprensorio», informa il sindaco Nino Campo. «Proprio per questo, allo scopo di assicurare la più ampia partecipazione, di concerto coi colleghi degli altri comuni si è convenuto di avvicinare l’esposizione alle scuole del comprensorio. Da qui la formula della “mostra itinerante” che, dopo Milazzo, farà tappa sino alla fine dell’anno scolastico in ciascuno degli altri comuni interessati». 
Impreziosiscono la mostra due teche contenenti diverse testimonianze del conflitto bellico, in particolare un elmetto ed una borraccia in dotazione alle nostre truppe, scatolette da rancio recanti réclame d’epoca inneggianti alla liberazione di Trento e Trieste, bossoli di artiglieria, pinze tagliafili per recidere i reticolati posti a difesa della trincee nemiche, periodici e documenti d’epoca. Alcuni filmati accompagneranno i visitatori, rievocando tra l’altro l’eroica impresa di Luigi Rizzo nelle acque di Premuda.

giovedì 4 dicembre 2014

Convegno: Pietro Novelli. Tra Milazzo e Santa Lucia del Mela - Un inedito



Comunicato Stampa



Elvira D’Amico presenta:

Pietro Novelli tra Milazzo e Santa Lucia del Mela - Un inedito


7 dicembre, ore 18
Santa Lucia del Mela, 
Palazzo ex carcere Borbonico


S.LUCIA DEL MELA – Si terrà domenica 7 dicembre, nella cornice del Palazzo ex carcere borbonico di Piazza Milite Ignoto, il convegno Pietro Novelli tra Milazzo e Santa Lucia del Mela - Un inedito, organizzato dall’Associazione Turistico Culturale “Blog del Mela” con il patrocinio del Comune. A relazionare sul pittore siciliano e le sue opere sarà la dott.ssa Elvira D’Amico, Storico dell’Arte e Dirigente alla Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo. Dialoga con la studiosa la dott.ssa Katia Trifirò, presidente dell’associazione “Blog del Mela”. Interverranno il Sindaco di Santa Lucia del Mela, geom. Antonino Campo, e l’Assessore ai Beni Culturali, dott. Rosario Torre. 
Nel corso del convegno verrà ripercorsa la figura di Pietro Novelli, uno dei massimi artisti del Seicento siciliano, il cui stile risente di Caravaggio, di Van Dyck, di Velasquez e di Ribera, di Pietro da Cortona e di Guercino.
Mandato nella Piazzaforte di Milazzo nel 1643 e nel 1645 come ingegnere regio, per sovrintendere alle fortificazioni del Castello e del Borgo, durante l’ultimo soggiorno Novelli lascia, nella vicina città di Santa Lucia del Mela, un’opera pittorica che si può ammirare all’interno della Basilica Cattedrale luciese. Firmata e datata, l’opera raffigura San Biagio che intercede per le Anime del Purgatorio. La sua attività di pittore e decoratore però, come illustrerà la dott.ssa D’Amico, svelando sorprese e retroscena, non si esaurisce qui...
L’incontro è rivolto non solo agli esperti e agli appassionati di beni culturali, ma anche a chi vuole riscoprire l’immenso patrimonio storico-artistico del territorio, scrigno prezioso che rappresenta, da sempre, una delle mete privilegiate di turisti, studiosi e viaggiatori sulle tracce di opere uniche da ammirare e custodire nella memoria.


Elvira D’Amico ha partecipato alla memorabile mostra sul Novelli realizzata dalla Regione Siciliana nel 1990 all’Albergo dei Poveri di Palermo. Tra le sue pubblicazioni c’è il romanzo storico D’accordo con la luna (2007), ambientato tra il fronte e la Sicilia al tempo della Grande Guerra, e Un viaggio lungo tre guerre. La straordinaria esperienza di un siciliano al fronte (2011).  


Info:
blogdelmela@gmail.com 
3884181458

venerdì 16 maggio 2014

Incontro di studio "Paesaggi Luciesi"



L’associazione culturale Antiche Torri di Santa Lucia del Mela organizza un incontro di studi dal titolo “Paesaggi luciesi”. 

L’incontro avrà luogo venerdì 16 maggio 2014 alle ore 18.00 nei locali del Palazzo ex carcere borbonico, in Piazza Milite Ignoto.



L’associazione Antiche Torri, da anni impegnata nell’organizzazione di eventi volti a promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e architettonico di Santa Lucia del Mela, propone un incontro di studi dedicato al territorio luciese, puntando l’attenzione sulle peculiarità naturalistiche, storiche e architettoniche che contraddistinguono il territorio. 





Dopo i saluti del Sindaco Antonino Campo e dell’Assessore alla Cultura Elisabetta Lombardo, interverranno in qualità di oratori: 
  • Claudio Marchese che tratterà “Frammenti di tessiture urbane e di paesaggio luciese”.
  • Nicola Siragusa che focalizzerà l’attenzione su “Il Feudo di Pancaldo”.
  • Angelo Mancuso rappresentante dell’Associazione Antiche Torri, farà un intervento su “Il Palazzo del Cappellano maggiore del Regno”.
  • Mario Manganaro su “Tra il Floripotema e il Mela. Appunti di viaggio
  • Libero Rappazzo chiuderà i lavori con l’ intervento “Alla scoperta del patrimonio artistico luciese”.
Durante l’incontro di studi sarà possibile visitare la collettiva fotografica “Un borgo da scoprire” organizzata dall’Associazione Blog del Mela in collaborazione con Laboratorio 29.

Esporranno: Amalfi Serena, Bertolone Simone, Ercole Campanella, Formica Luca, Giunta Nunzio, Antonio Mirabile, Giuseppe Pandolfo, Angela Pinzone, Puglia Filippo, Quattrocchi Roberto, Mastroeni Cristina, Minuti Daniela, Calderone Enzo.

domenica 6 aprile 2014

Risparmio sicuro per i Comuni: basta applicare le leggi. 1° Convegno Pubblico sul "RANDAGISMO"

TIZIANA PARISI: Obiettivo raggiunto per l’ “Associazione Animalista Randagioioso” di Terme Vigliatore. Grande successo di partecipazione, infatti, al 1° Convegno pubblico sul Randagismo, tenutosi sabato 5 aprile 2014 presso la Sala Ricevimenti “Helios Garden”,  sul lungomare Marchesana.  
Molte le autorità presenti, così come volontari e semplici cittadini. L’invito, infatti, era stato rivolto ai Sindaci e alle Amministrazioni Comunali, alle Polizie Municipali, al Comando della Polizia di Stato e dei Carabinieri, ai medici della ASP Veterinaria, ai Medici Veterinari liberi professionisti e ai Dirigenti Scolastici. 
A rappresentare il Comune di Santa Lucia del Mela erano presenti l’Assessore all’Ambiente, Beni Culturali e Polizia Municipale Dott. Rosario Torre e un rappresentante del corpo dei Vigili Urbani, l’agente Stefano Barbera. 
Presenti anche rappresentanze dei comuni di Terme Vigliatore, ospite del convegno,  Barcellona PG, Milazzo, Oliveri, Furnari, Castroreale, Patti, Falcone e Rodì Milici.
Assente, seppur invitato, il comune di San Filippo del Mela. 

A partire da sinistra: Antonio Ventimiglia (moderatore), Pippo Amalfa (segretario Associazione Randagioioso) Angela Aspa (Presidente dell'associazione), Loredana Pronio (Presidente Feder F.I.D.A.), Marco Iannello (Vice-presidente dell'associazione) Lucilla Barbasini (consigliere) Roman Amalfa (consigliere)

Tantissimi i punti affrontati durante lo svolgimento della seduta, che si è aperta con i saluti e il ringraziamento ai presenti da parte della Presidente dell’associazione organizzatrice Angela Aspa , del segretario Pippo Amalfa e degli altri membri del direttivo. A seguire, l’intervento della Presidente della Feder F.I.D.A. Onlus (Federazione Italiana Diritti degli Animali) Loredana Pronio, giunta appositamente da Roma, la quale ha saputo illustrare in maniera egregia, semplice ed esaustiva i punti cardine su cui deve basarsi la lotta al randagismo. Ha esordito dichiarando di rifiutare il termine ”animalista”, ma si è definita semplicemente una “persona civile” e, come tale, ha affermato di pretendere non certo che le amministrazioni comunali siano “sensibili”, ma che rispettino le leggi vigenti, e che i soldi  derivanti dalle tasse, a cui tutti noi non possiamo sottrarci, non vadano sprecati; come nel caso del pagamento di canili-lager,  in cui molti comuni relegano i propri cani, continuando a pagare per un servizio non reso. In questi luoghi, infatti, gli animali vengono maltrattati e lasciati morire, spesso tralasciando volutamente di rendere comunicazione dell’avvenuto decesso al comune di appartenenza, ma continuando a percepire i pagamenti per le spese di mantenimento; tutto ciò nella totale mancanza di ricerca di adozioni, le quali metterebbero fine alle suddette spese (che gravano pesantemente sui bilanci comunali) e, nello stesso tempo, regalerebbero un’esistenza dignitosa agli animali. Questi ultimi, infatti, sono esseri “senzienti”, cioè in grado di provare dolore tanto quanto noi. La Presidente Pronio si è soffermata, in seguito, sulle leggi che regolano la questione “randagismo”, in particolar modo sulla legge 29 luglio 2010, n.120,  che obbliga chiunque a soccorrere gli animali incidentati e sulla legge regionale 3 luglio 2000, n.15,  che racchiude tutti i doveri dei comuni sull’argomento. Ha evidenziato, poi, la necessità di istituire un’anagrafe canina comunale (come già avvenuto a Torrenova, (oltre a quella regionale, già funzionante), per sottolineare l’assoluta importanza del microchip, che, insieme all’obbligo di sterilizzazione, costituisce la principale arma dei comuni per la lotta al randagismo, una piaga sociale tipica soprattutto del Sud d’Italia. Ha parlato, inoltre, della necessaria costituzione di canili pubblici, a gestione comunale (unendo le forze tra comuni limitrofi), aperti alla presenza delle associazioni animaliste, che si occupino di trovare delle adozioni affidabili e  che fungano da garanti e da supervisori volontari, per  porre fine alle suddette speculazioni da parte dei privati.
Infine, ha concluso denunciando i continui disservizi della ASL n.5, la quale, nella sua sezione della ASP veterinaria di Barcellona PG, a cui fa riferimento il nostro comune per le sterilizzazioni, più volte ha interrotto il servizio in assenza di validi motivi, con gravissime conseguenze per i comuni e per i volontari. Pagare, infatti, le spese per 1 cane non è come pagare le spese per 12 o più cani (se la cagna non viene sterilizzata, infatti, partorirà, e lo farà più volte durante l’anno). Prima di recarsi a prendere l’aereo di ritorno a Roma, ha esortato, dunque,  i comuni a pretendere il corretto e continuo funzionamento della ASP e ad instaurare una serena e proficua collaborazione con le specifiche associazioni.
Loredana Pronio, Presidente Feder F.I.D.A. (Federazione Italiana Diritti Animali)


Il successivo intervento è stato effettuato da Angela Aspa, che ha raccontato i punti salienti della sua esperienza personale nell’ambito del volontariato, con gli immancabili problemi del caso, ma soprattutto con grandi successi, come la sterilizzazione di circa 80 cagne randagie e l’adozione di circa 200 cani in 2 anni di attività. Ha  illustrato i  progetti che la sua associazione, nata lo scorso 26 gennaio, intende perseguire, tra cui al primo posto vi è il dialogo e la piena collaborazione con le istituzioni, seguiti dal controllo a tappeto sul territorio dei cani di proprietà e sui randagi, promozione di regolamenti comunali sul randagismo, istituzione di anagrafi canine comunali, costruzione di mini-parchi con box prefabbricati per le emergenze (degenza pre e post sterilizzazione, ritrovamento cani e cuccioli in strada, ritrovamento cani microchippati, nell’attesa di rintracciarne il padrone).

Dopo l’intervento del Direttore del Corso GEZ OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) Giuseppe Ricciardi, che ha delineato la figura e i compiti della “guardia eco-zoofila”, in possesso di decreto prefettizio, sono intervenuti i rappresentanti dei vari comuni partecipanti al convegno.
Assessore alla Sanità Domenico Genovese, Comune di Terme Vigliatore
Per il Comune di Terme Vigliatore sono intervenuti l’Assessore Domenico Genovese e i consiglieri Carmelo Salamone e Tania Papa , mentre per il Comune di Barcellona il Vice-sindaco Dott. Giuseppe Saija, i quali hanno ribadito la necessità di intensificare il numero di giornate di sterilizzazioni alla Asp e dei box comunali da usare come stalli provvisori. 
Vice-Sindaco Comune di Barcellona Dott. Giuseppe Saija


Il Sindaco di Oliveri Michele Pino si è soffermato a ringraziare l’enorme contributo delle associazioni del settore, denunciando, tra l’altro, la cancellazione dei fondi regionali previsti per la costruzione del canile comprensoriale del Consorzio dei Nebrodi, apportata dalla Finanziaria 2013. 
Michele Pino, Sindaco di Oliveri

Per la città di Furnari è intervenuto il Sindaco Avv. Mario Foti, che ha ribadito l’importanza sociale degli animali di affezione, compagni delle solitudini della società moderna e la funzione dei canili, che devono fungere da ponte per le adozioni.
Sindaco di Furnari, Avv.Mario Foti

L’Assessore Rosario Torre di S.Lucia del Mela ha illustrato ai presenti tutte le misure prese dal proprio comune ai fini della lotta al randagismo, dalle sterilizzazioni e promozione delle adozioni al recentissimo cambio di canile convenzionato, con conseguente trasferimento di 4 cani su 8 (4 erano già deceduti), rinvenuti fortemente denutriti, e il notevole risparmio di soldi pubblici conseguente ai suddetti interventi.
Dott. Rosario Torre, Assessore all'Ambiente, Beni Culturali e Polizia Municipale del Comune di S.Lucia del Mela
L’Assessore  Salvatore Gitto del Comune di Milazzo ha ricordato le ordinanze comunali sulle deiezioni e i ritardi della ASP nell’emettere i passaggi di proprietà degli animali adottati. 
In coda al convegno, ma non certo in ordine d’importanza, il Vice-presidente dell’Associazione Randagioioso Marco Iannello e il consigliere Lucilla Barbasini (Presidente, tra l’altro, dell’Associazione “Angeli sull’Asfalto”) hanno voluto mettere in risalto le dovute sanzioni ai proprietari di cani sprovvisti di microchip e l’indispensabilità di aree comunali da adibire a sgambatoio, annunciando, inoltre, la costituzione di un tavolo tecnico, che si terrà Venerdì 11 aprile presso il Municipio di Barcellona, con lo scopo di risolvere i problemi tra i comuni e la già più volte citata ASP n.5.