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lunedì 13 dicembre 2021

La natività nell'arte luciese


 

L’Associazione culturale “Blog del Mela” da molti anni svolge un intenso lavoro       culturale per valorizzare, far conoscere e custodire i beni culturali materiali ed immateriali del territorio luciese. Non c’è ricorrenza, laica o religiosa, che  l’Associazione non scenda in campo con manifestazioni ed iniziative di alto profilo e di buon coinvolgimento di gente. Già prima della maledetta pandemia che ha     bloccato il mondo intero, il nostro Blog ha organizzato una serie di “visite illustrate” presso le chiese cittadine laddove sono conservate opere d’arte legate ad un momento così importante per la Comunità come il Natale. Ricordiamo con emozione quell’affollatissimo giro per i monumenti alla ricerca festosa di immagini che ci riportano a Betlemme nel momento in cui Maria ha dato alla luce il Bambino e tutta la Storia è cambiata. Nel dettaglio parliamo di cinque quadri- realizzati tra la metà del Cinquecento e la fine del Settecento - in cui il ciclo natalizio viene raccontato nel suo svolgersi. Quest’anno, per non perdere il contatto con la nostra gente, abbiamo voluto riproporre quel giro adattandoci però alle rinnovate esigenze di sicurezza imposte dalle misure anti-Covid, presentando le stesse opere attraverso fotografie ad altissima risoluzione che rendono da vicino i dettagli altrimenti invisibili di queste opere poco conosciute ma altresì emozionanti e suggestive. Speriamo così di onorare a modo nostro la Festa del Natale, continuare la missione di valorizzazione e di amore per Santa Lucia del Mela, rimanendo lo stesso vicini alla Comunità in un momento così delicato come questo che stiamo vivendo.


 

18 - 19 - 23 dicembre 2021 

Palazzo excarcere Borbonico 

Santa Lucia del Mela

martedì 4 agosto 2020

Sulle orme del Caravaggio "Alonzo Rodriguez" Principe dei pittori messinesi un libro Andrea Italiano

(Salvatore Bella) - Lo scorso 2 agosto, alla IV edizione del "Giardino Letterario di Villa Vaccarino di Milazzo", Andrea Italiano, uno dei soci del Blog del Mela, nonché socio fondatore della Società di Storia Patria Luciese, ha presentato l'ultima sua opera "Sulle orme del Caravaggio. Alonzo Rodriquez. Principe dei pittori messinesi", edito dalla Giambra Editori.







Immerso nella Messina del seicento, città tra le più fiorenti d'Europa in quel momento, crocevia inevitabile dei traffici di tutto il Mediterraneo, si compie l'esperienza travagliata e altalenante del pittore Alonzo Rodriquez.

Esperienza dell'artista messinese, che ha lasciato tracce anche a Santa Lucia del Mela dove, presso il Palazzo vescovile, si trovano custoditi due frammenti di un'opera appartenuta all'antica Chiesa della Candelora, per poi essere spostata in seguito presso il Museo diocesano presente all’interno: la Purificazione (1620).








Di un primo frammento, raffigurante una figura femminile, Andrea scrive: 

“Dal viso muliebre superstite, fasciato con un bianco fazzoletto dai profondi solchi chiaroscurali, intenso per potenza e per scavo emozionale ed esistenziale, non possiamo se non prendere atto dell'aggiornamento su nuovi stilemi del post-Caravaggio, a cui resta legato però nell'iniziale intento realistico. Il brano citato mostra indiscutibili affinità con il volto della donna accovacciata in primo piano nella "Strage degli innocenti" [altra opera del Rodriquez, rappresentata sulla stessa copertina del libro] del Museo di Messina e ciò avvicina anche cronologicamente le due tele rodriguessiane”.





Del secondo, raffigurante invece un ragazzo con una cesta in mano:


“Della "Purificazione", che il Susinno ricodava come "una grande tela" sopravvive anche il brandello in cui è raffigurato un ragazzetto con in mano una cesta, dentro la quale ci sono due piccole colombe.”










Di un’altra tela, attribuita al Rodriquez, si ha notizia qui a Santa Lucia. È la tela dei “Santi Pietro e Paolo” custodita presso la Basilica Cattedrale. Chi la osserva, a primo impatto, nota subito la scurezza di un’opera che da tempo patisce gli effetti del disinteresse delle istituzioni verso i beni culturali. Un restauro si rende necessario, anche per poter definire una volta per tutte la paternità o meno del Rodriquez. 


Andrea Italiano la descrive come:


“…un quadro notevole, intuendo la forza e la concentrazione dei personaggi che fissano direttamente lo spettatore, dominando solitari lo spazio e avanzando rispetto a uno sfondo completamente buio. Vestono lunghe tuniche con sopra pesanti mantelli che tengono con la severità degli antichi senatori romani. Nelle mani sorreggono i vari attributi iconografici: Paolo una spada da stocco dal manico finemente decorato e la cui lama appuntita scintilla realisticamente sotto la luce, e Pietro le classiche chiavi delle porte del Paradiso.”



Il giudizio finale pronunciato dall’autore sull’artista messinese riassume l’essenza stessa di un personaggio travagliato, misterioso e ancora tutto da scoprire: 


".. già dal primo approccio ho considerato il più importante dei caravaggeschi siciliani e uno dei più interessanti del panorama meridionale del primo Seicento; per quanto anche lui abbia patito una sorta di oblio che colpisce gli artisti messinesi, dei quali, tranne il caso incontestabile di Antonello, pochi sono disposti a riconoscerne la valenza".


lunedì 29 giugno 2020

Il culto dei Santi Pietro e Paolo

(Andrea Italiano) - Il culto dei Santi Pietro e Paolo è venerato a Santa Lucia del Mela in ben due tele, entrambe primo-seicentesche, conservate rispettivamente nel Duomo-ConCattedrale e nella chiesetta padronale di Pancaldo, un tempo appartenente alla famiglia Crisafi.

Ci soffermeremo soprattutto su quest’ultima opera, che versa in uno stato di conservazione pietoso e ciò per attenzionare un bene artistico che merita un urgente restauro. La tela, una pala d’altare di grandi dimensioni, è divisa in due registri orizzontali. In quello basso presenta le figure di tre Santi, San Giovanni a destra (San Giovanni è il patrono titolare della chiesa e del borgo di Pancaldo) e sulla sinistra il duo dei Santi Pietro e Paolo, come intenti in un dialogo tra loro. Le figure dei Santi si stagliano prepotentemente (e gagliardamente direi) contro uno sfondo scuro, che sembra essere un alto muro di cinta. I Santi sono identificati dai consueti elementi iconografici: l’Agnello per San Giovanni (che è il Santo più giovane, con mezzo petto nudo e vestito in tunica di pelle, secondo la tradizione), lo spadone per San Paolo e il Vangelo aperto e le Chiavi per San Pietro. In alto, invece, ma in verità questo brano sembra essere stato sovra immesso successivamente tanto appare slegato e sproporzionato rispetto a tutto il resto, vediamo la Madonna con sulle ginocchia il piccolo Bambin Gesù.

La tela, non studiata e quasi sconosciuta alla letteratura artistica, è di grande interesse perché presenta i tipici caratteri della pittura post-caravaggesca degli anni Venti-Trenta del Seicento. I Santi, infatti, sono raffigurati con grande dovizia realistica e sebbene non manchino gli elementi di durezza disegnativa (soprattutto nella figura di San Giovanni), si connota generalmente per una buona resa tecnica, improntata alla verosimiglianza e al mimetismo. Il linguaggio artistico del quadro (realismo misto a monumentalismo, il panneggio ritmato e colonnare, la posa stentorea) ci indirizza verso la maniera di un pittore come Alonzo Rodriguez (attivo a Santa Lucia del Mela nel 1620, quando dipinse la grande tela della Purificazione della quale rimangono oggi due brandelli nel Palazzo Vescovile) anche se gli stessi argomenti (e il volto di San Pietro in particolare) ci suggeriscono i modi del primo Barbalonga messinese, laddove mischiava il suo classicismo romano alla moda imperante del caravaggismo dello stesso Rodriguez. Un provvido restauro, e un auspicabile studio archivistico, potrebbero dirci molte più cose di un quadro che andrebbe a collocarsi tra i più notevoli dell’intero patrimonio luciese.

sabato 11 novembre 2017

"Ubriachiamoci di Cultura", domani l'appuntamento a Santa Lucia del Mela

“Di vino, di poesia o di virtù; come vi pare. Ma ubriacatevi”. Parte da questo celebre verso del poeta francese Charles Baudelaire il viaggio alla scoperta dei tesori di Santa Lucia del Mela, che invita i visitatori ad inebriarsi di bellezza, storia e arte, degustando il territorio con tutti i cinque sensi. 
Promotore dell’iniziativa, intitolata suggestivamente “Ubriachiamoci di Cultura”, è l’Associazione “Blog del Mela”, che propone domenica 12 novembre una visita guidata attraverso tre importanti siti: il Castello arabo-svevo-aragonese, con il Santuario dedicato alla Madonna della Neve scolpita da Antonello Gagini; la Basilica Concattedrale, dove, tra i capolavori di Pietro Novelli e Guinaccia, riposa il corpo incorrotto del Beato Antonio Franco; il secentesco Palazzo Vescovile, con le opere sparse tra le sue sale e le due sezioni – storico-artistica ed etno-antropologica – del Museo diocesano.
Nell’atrio del Palazzo, al termine della visita, sarà possibile degustare i vini “doc” tipici del territorio di Santa Lucia del Mela, il Mamertino e il Nocera, prodotti dall’azienda Vasari. Il tour si svolgerà tra le 9 e le 13 e ha un costo di 10 euro per gli adulti, comprensivo di visita guidata, ingressi e degustazione, con riduzione tra 7 e 12 anni e ticket omaggio per i più piccoli sino ai 6 anni. 
Tutte le info sono disponibili al numero 347.4762215. Partner dell’evento, il Comune luciese e l’Assessorato al Turismo. Per un San Martino alternativo, il “Blog del Mela” vi aspetta a Santa Lucia del Mela e…vi invita a bere responsabilmente!

Evento: https://www.facebook.com/events/129796337744286/



martedì 31 ottobre 2017

"Notte di spiriti e dolciumi", viaggio nelle tradizioni siciliane



Santa Lucia del Mela riscopre la festa dei morti e le tradizionali usanze che il popolo siciliano dedica a questa ricorrenza, particolarmente significativa nell’immaginario regionale connesso al tema della conservazione della memoria. In programma due appuntamenti che coinvolgeranno grandi e piccoli, alla scoperta dei riti tramandati di generazione in generazione nelle famiglie, dalla costa orientale a quella occidentale dell’isola, con un’attenzione specifica rivolta alle pietanze e ai dolci che solitamente accompagnano la tavola e che, sino a qualche anno fa, erano attesi dai bambini come dono dei cari defunti. “Notte di spiriti e dolciumi”, questo il titolo dell’evento, prende il via il giorno di Ognissanti nello splendido scenario del complesso conventuale dei Cappuccini, eccezionalmente aperto per l’occasione per ospitare la “passeggiata narrativa” a cura dell’antropologo Dario Piombino-Mascali che, a partire dai testi ormai classici del Pitrè, accompagnerà il pubblico attraverso usi e costumi della commemorazione dei morti in Sicilia. Dalla chiesa secentesca, dove alle 18 avrà luogo l’incontro, il percorso prevede l’ingresso alla cripta, che custodisce i corpi mummificati di sacerdoti e notabili, e la sosta finale nell’antico refettorio del convento. Il secondo appuntamento è in programma domenica 5, con una visita guidata ai monumenti di rilevanza storico-artistica e alle sepolture di personaggi illustri presenti nel Cimitero Monumentale luciese. Qui, a partire dalle 10, sarà possibile attraversare un insolito itinerario culturale, non privo di qualche “mistero”, come sempre avviene nei luoghi dove si è depositata la polvere della storia. “Notte di spiriti e dolciumi”, con il patrocinio della Parrocchia Santa Maria Assunta, del Comune e dell’Assessorato al Turismo di Santa Lucia del Mela, è un evento organizzato dall’Associazione Turistico Culturale “Blog del Mela” con la collaborazione di volontari e di appassionati cultori di storia locale.

Pagina Facebook dell'evento:

mercoledì 11 ottobre 2017

UBRIACHIAMOCI DI CULTURA

L'associazione Blog del Mela vi propone un San Martino alternativo che combini cultura e buon vino.
Vi ricordiamo l'appuntamento per DOMENICA 12 NOVEMBRE alle ore 09.00 presso il piazzale (ampio parcheggio gratuito) del castello di Santa Lucia del Mela per la visita guidata... ed a seguire degustazione vitivinicola.
E' consigliabile la prenotazione contattandoci tramite mail all'indirizzo: blogdelmela@gmail.com, oppure tramite whatsApp al numero 3474762215.



sabato 5 agosto 2017

Un inno alla bellezza. Si chiudono i riti religiosi in onore della Madonna della Neve

«Il mare, il cielo, le stelle, Dio». E' stato un inno alla bellezza del creato, pronunciato da mons. Pietro Aliquò, a chiudere la festa religiosa dedicata alla Madonna della Neve, uno degli appuntamenti liturgici più attesi dalla comunità luciese che oggi si è stretta attorno all'immagine mariana venerata nel Santuario a lei dedicato. Ad ispirare il religioso, lo splendido scenario naturale che si apre allo sguardo di chi osserva i confini marini e terreni posti dinnanzi al borgo luciese, ma anche la solenne magnificenza della Cattedrale, che oltre il maestoso portale d'ingresso custodisce opere d'arte di straordinario valore e incomparabile bellezza. 
Prendendo la parola al termine della lunga processione che ha attraversato le vie del paese, mons. Aliquò ha inoltre ricordato la profonda devozione che il Beato Antonio Franco, il cui corpo incorrotto riposa in Cattedrale, nutriva verso la Vergine della Neve, al suo cospetto si recava a piedi nudi in pellegrinaggio. Una processione, quella di oggi, che a dispetto del caldo torrido ha visto come ogni anno una imponente partecipazione popolare, nel segno di quel legame spirituale che richiama laici e religiosi provenienti da diverse parti dell'Arcidiocesi. 
Prima dell'ingresso del simulacro nella Basilica, sorretto dagli infaticabili portatori, don Paolo Impalà ha ribadito la relazione d'amore che unisce Santa Lucia del Mela alla sua protettrice, mentre mons. Cesare Di Pietro, fresco di nomina a Vicario generale dell'Arcidiocesi, ha riflettuto dinnanzi ai devoti accorsi ai piedi della Cattedrale sullo spirito di umiltà con cui affronterà questo nuovo prestigioso incarico: «Non il potere ma il servizio - ha detto il rettore del Seminario messinese - è l'autentico spirito che deve animare la chiesa». Infine, sulle note della banda Randisi, la statua della Madonna con Bambino - le cui corone d'argento sono state restaurate dall'orafo Antonello Piccione, su donazione di Giuseppe Bella dell'azienda agricola "La Quercia" - ha percorso la ripida scalinata che conduce al portale di ingresso, accompagnata dall'applauso commosso della folla di fedeli presenti in Piazza Beato Franco. 












martedì 1 agosto 2017

Lettera di Dario Piombino-Mascali per il Conferimento della Cittadinanza Onoraria



Lettera per il Conferimento della Cittadinanza Onoraria
Comune di Santa Lucia del Mela
25 Luglio 2017


Egregio Sindaco,
Egregi Assessori,
Egregi Consiglieri,
Cari Amici,

Con grande gioia e gratitudine ricevo questo riconoscimento così importante, che mi lega ancora di più a Santa Lucia e alle sue meraviglie artistiche, a difendere le quali noi, inquilini della storia, siamo stati chiamati in causa. Luogo di opulenza straordinaria, scenario dell’opera di artisti, filosofi e intellettuali, questo piccolo gioiello dei Peloritani conserva le vestigia della sua storia millenaria, tasselli preziosi creati dall’ingegno di Andrea Calamech, Antonello Gagini, Pietro Novelli e Filippo Jannelli. Insieme all’entusiasmo che scaturisce da tanta bellezza, devo però confessarvi la mia preoccupazione sul futuro di questo luogo che i nostri padri ci hanno consegnato e che abbiamo il dovere di proteggere e conservare. Se è vero, infatti, che non sempre abbiamo una diretta responsabilità sull’integrità di ciò che abbiamo ereditato, non possiamo però negare che è l’uomo ad avere preferito il cemento alla natura, il petrolio al gelsomino. Pertanto, non posso omettere di riconoscere quanto sia importante, oggi più che mai, unirci e affrontare le numerose sfide che attendono tutti noi, e che richiederanno tutte le nostre energie affinché questa incantevole cittadina e il suo territorio possano essere preservati. In conclusione, caro Sindaco, non riesco a sincerarLa su quanto tempo e quanti sforzi saranno necessari per salvare questo ricchissimo territorio, che così tanto mi sta a cuore, dalle incurie, dalle speculazioni, dalla morte. Questo però mi sento di dirvi: sarò sempre al vostro fianco per rendere questa valle un posto migliore. Ancora una volta, permettetemi di ringraziarvi con tutto il cuore per avermi offerto la cittadinanza luciese. Accetto questo dono con grande umiltà.

Dario Piombino-Mascali

antropologo









mercoledì 19 luglio 2017

Nuova luce per il Castello



Nuova luce per il Castello arabo-svevo-aragonese, simbolo di Santa Lucia del Mela, oggetto di un intervento finalizzato all’illuminazione monumentale del sito. Il progetto è stato finanziato tramite la partecipazione al bando regionale di turismo religioso “Gratia Plena”, per un importo di 3.500 euro, e tramite il capitolo sui Beni Culturali, da cui è stata attinta la cifra di 3.900 euro. A dispetto del notevole patrimonio storico-artistico luciese, il capitolo sui Beni Culturali è di recente e temporanea istituzione, e si deve alla donazione del 25% dell’indennità di carica da parte dell’assessore Rosario Torre. Il resto dalla somma raggiunta, pari a 9 mila euro, è stato utilizzato per la nuova segnaletica turistica - in attesa di collocazione presso i principali monumenti - e per l’organizzazione di un convegno internazionale di studi storici, di cui sono in pubblicazione gli atti. I lavori di illuminazione riguardano la cinta muraria e la torre triangolare, i prospetti lato nord ed est, l’arco orientale e quello principale di ingresso, la torre cilindrica. Quest’ultima si trova attualmente chiusa ai visitatori poiché è in corso il recupero dell’antica biblioteca custodita al suo interno: con la collaborazione tra la Curia, il Comune, la Soprintendenza di Messina e il nucleo diocesano di Protezione civile il prezioso patrimonio librario costituito da 3.705 volumi - tra cui incunaboli e cinquecentine - è stato rimosso dagli scaffali per essere restituito alla comunità in condizioni adeguate. A settembre, inoltre, si terrà la cerimonia di intitolazione del piazzale antistante al filosofo calabrese Pasquale Galluppi, uno degli insigni studiosi del Seminario ospitato dalla fine del ‘600 all’interno del Castello. A completare il nuovo look del sito, l’impianto di diffusione della celebre “Ave Maria” di Schubert, offerto da un privato, e il ripristino dell’antica sirena, atteso a breve.

venerdì 9 giugno 2017

Urbs deliciae nostrae - il video

E' con immenso piacere che abbiamo l'onore di diffondere attraverso i nostri canali web il video "Urbs deliciae nostrae". Un video questo che riesce a farci emozionare per la bellezza delle immagini panoramiche, grazie alle riprese effettuate con i droni che valorizzano sia le particolarità architettoniche della cittadina, che le bellezze naturali presenti sul territorio. Naturalmente non vengono trascurati ne gli aspetti artistici, ne quelli enogastronomici, insomma un viaggio a tutto tondo inedito sulla cittadina luciese. Questo video vuol essere si un messaggio di promozione turistica, ma anche e forse soprattutto un richiamo a chi questo paese lo vive ogni giorno, affinchè questi luoghi possano essere ancor più protetti e valorizzati. 
Nel complesso un video di buona fattura che vale la pena di vedere, a mio avviso esso non rappresenta un punto di arrivo ma sicuramente un punto di inizio per poter cominciare a parlare seriamente di turismo culturale e non solo di quello enogastronomico, anche se il lavoro da fare è ancora molto. 
Questo lavoro è stato voluto ed ideato da Gianfranco Rappazzo, con l'ausilio del videomaker Francesco Giorgianni, con il patrocinio del Comune di Santa Lucia del Mela attraverso l’assessorato ai Beni Culturali e al Turismo rappresentato dal Dott. Rosario Torre, dall’Associazione messinese di Montreal e anche grazie al sostegno delle attività commerciali presenti sul territorio.(FT)

 


martedì 27 dicembre 2016

Storia culturale, religione, antropologia: il Beato Franco le mummie siciliane

Il Beato Antonio Franco, canonizzato nel 2013. Oggi verrà svelato il suo vero volto

Verrà svelato oggi per la prima volta il vero volto del Beato Antonio Franco, ricostruito in 3D da specialisti dell’Università “John Moores” di Liverpool. Il corpo incorrotto dell’abate e prelato, morto in odore di santità il 2 settembre 1626, riposa nella Basilica Concattedrale luciese, dove oggi alle 16 il paleoantropologo Dario Piombino Mascali mostrerà in anteprima gli esiti del lavoro scientifico curato dal team inglese. Lo studioso interverrà nel corso del convegno “Il Purgatorio in Sicilia. Mummificazione e trattamento dei corpi in età moderna”, organizzato dalla Fidapa sez. Merì-Valle del Mela in collaborazione con l’Associazione turistico culturale “Blog del Mela”, l’Amministrazione comunale, la Parrocchia Santa Maria Assunta, il Progetto Mummie Siciliane e il Campo Scuola internazionale di Studi sulle Mummie fondato quest’anno a Santa Lucia del Mela. L’iniziativa si inserisce nel più ampio processo di riscoperta e valorizzazione di una importante risorsa del patrimonio culturale luciese, la Cripta del secentesco convento dei Cappuccini, dove sono custoditi i preziosi reperti mummiologici che, dall’estate scorsa, sono oggetto di studio da parte di docenti e allievi provenienti dall’università del Nebraska. La rinnovata attenzione verso questo aspetto meno conosciuto della storia e della cultura locale si deve al Progetto Mummie Siciliane, fondato nel 2007 da Piombino Mascali, ispettore onorario dei Beni Culturali per la Regione Sicilia, che oggi pomeriggio parlerà delle pratiche di mummificazione e conservazione dei corpi connesse ai riti, agli usi e alle credenze dei laici e degli ecclesiastici siciliani in età moderna. Ad aprire i lavori sarà la presidente della Fidapa sez. Merì-Valle del Mela, Nadia Maio; interverranno il sindaco Antonino Campo, l’assessore ai Beni culturali Rosario Torre, il parroco Don Paolo Impalà. Al termine del convegno, traccerà il bilancio dell’iniziativa la presidente del distretto Sicilia della Fidapa, Rosa Maria La Scola. (KT)


lunedì 26 settembre 2016

Convegno internazionale “Sicilia millenaria. Dalla microstoria alla dimensione mediterranea”

COMUNICATO
Il castello di Santa Lucia del Mela ospiterà dal 13 al 16 ottobre 2016 il primo convegno internazionale di studi storici sulla Sicilia, data la caratura dei relatori coinvolti, ma che rappresenta – di fatto – la seconda edizione del convegno regionale “Sicilia Millenaria. Dalla microstoria alla dimensione mediterranea”.
L’evento – elaborato e organizzato dall’architetto Filippo Imbesi, coordinato dal prof. Luciano Catalioto (Università di Messina), e promosso dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessore ai Beni Culturali di Santa Lucia del Mela il dott. Rosario Torre – vede la collaborazione e il supporto di vari enti di ricerca e di associazioni culturali, tra cui l’Università degli Studi di Messina, l’Università Paris Ouest Nanterre La Défense, l’Officina di Studi Medievali di Palermo e l’Associazione SiciliAntica. Nelle quattro giornate del convegno, a cui parteciperanno oltre sessanta relatori, saranno indagati, con sessioni ante e postmeridiane e con impostazione multidisciplinare, vari temi storici, archeologici, artistici e culturali dell’isola.
L’evento - afferma l’arch. Filippo Imbesi - mira anche ad offrire, in una fase di appiattimento culturale piuttosto generalizzato, un momento di seria riflessione sugli sconfinati campi di ricerca propri del territorio siciliano e uno stimolo per un concreto cambiamento di rotta dell’attuale sistema culturale.
L’obiettivo – dichiara il Sindaco Antonino Campo – è quello di rendere Santa Lucia del Mela un centro culturale di alto livello e un punto di riferimento per gli studiosi, accendendo i riflettori sull’immenso e prezioso patrimonio naturalistico e storico-culturale presente nel territorio luciese. Altro obiettivo – afferma l’Assessore comunale ai Beni Culturali Rosario Torre – è anche quello della riscoperta dello stesso patrimonio con “occhi nuovi”, evidenziandone – nel contempo – la necessità degli interventi per la salvaguardia e la conservazione dei luoghi della memoria e degli altri siti di interesse scientifico e culturale che spesso travalicano, oggettivamente, per importanza gli stessi confini locali.

L’incontro vedrà relazionare qualificati e importanti studiosi, molti dei quali di fama internazionale, tra cui: Dario Piombino-Mascali (Università di Messina), Henri Bresc (Université Paris Ouest Nanterre La Défense), Sandro Carocci (Università di Roma Tor Vergata), Maria Caccamo Caltabiano (Università di Messina), Luciano Catalioto (Università di Messina), Diego Ciccarelli (Presidente dell’Officina di Studi Medievali), Cosimo Scordato (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia), Jean Paul Barreaud (Sicilia Svelata), Ferdinando Maurici (Dirigente presso il Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali della Regione Siciliana) e Giovanni Di Stefano (Dirigente del Servizio Beni Archeologici - Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana).

domenica 18 settembre 2016

Chiesa e Arco di S. Michele Arcangelo, un tesoro da salvare

Ritorna in possesso del Comune luciese il complesso monumentale dell’ex Chiesa di San Michele Arcangelo, la storica struttura di origine quattrocentesca di cui restano oggi solo l’Arco di accesso al sagrato e polverose rovine, dopo innumerevoli crolli e furti di preziosi elementi architettonici. Si è sciolto, infatti, il nodo della proprietà del bene, che sin dagli anni ’50 del secolo scorso era stato concesso in affitto ad un privato da parte del vecchio ECA (Ente Comunale di Assistenza) e poi direttamente dal Comune di Santa Lucia del Mela, che aveva assorbito l’Ente. La vicenda negli anni si è trascinata anche in sede giudiziaria, con una condanna pecuniaria subita dal Comune nel 2010 per lavori di manutenzione straordinaria e pulitura svolti 23 anni prima all’interno della struttura, su cui di fatto l’unico a poter vantare diritti era l’affittuario. 
Nel corso del giudizio possessorio sono stati acquisiti agli atti i documenti relativi alla quantificazione dei danni subiti da quest’ultimo, stimati in poco più di 20 milioni delle vecchie lire; importo che tuttavia non è mai stato mai risarcito dal Comune, così come gli interessi maturati. Gli eredi del privato che ha usufruito del bene hanno infine manifestato l’intenzione di rinunciare volontariamente al rapporto di affitto, dietro risarcimento di 4 mila euro e con la rinuncia ad altre somme per interessi. 
L’ultimo atto di questa transazione, gestita dal sindaco Nino Campo e dall’assessore ai Beni Culturali Rosario Torre, è stato adesso formalizzato con il reintegro del pieno possesso del complesso monumentale nel patrimonio immobiliare comunale. Il restauro e la messa in sicurezza della Chiesa e dell’Arco di San Michele Arcangelo, già inseriti nell’ultimo piano triennale delle opere pubbliche, sono stati proposti per l’inserimento nel cosiddetto “Patto per la Sicilia” al fine di ottenere un finanziamento. L’immobile, come rilevato nel sopralluogo effettuato a maggio dalla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Messina, è in pessimo stato e attualmente inaccessibile, in quanto invaso da vegetazione spontanea. 
Ma l’aspetto più grave è il crollo di parti strutturali avvenuto nella scorsa primavera in corrispondenza dell’altare maggiore, cui si sommano le condizioni precarie di conservazione dell’Arco, che mettono a rischio sia i resti dell’edificio che la pubblica incolumità. Al sicuro, per fortuna, le opere d’arte custodite all’interno della Chiesa, risparmiate dal degrado e dai crolli grazie al trasferimento negli anni ’30 della scultura del “San Michele Arcangelo” nei locali del Castello, e di preziose tele del XVII e XVIII secolo nella Chiesa del Sacro Cuore. Insieme alla Chiesa di San Michele Arcangelo, oggi ridotta a poco più di un rudere, sono scomparsi anche l’Ospedale dei Preti e la “Ruota degli esposti”, così come il secentesco Monte di Pietà. 


L'EX CHIESA DI S. MICHELE ARCANGELO 










                                          I CROLLI (APRILE 2016)







                                L'ARCO DI S. MICHELE ARCANGELO 






Testo: Katia Trifirò
Foto: Santo Arizzi


venerdì 2 settembre 2016

S. Lucia come non l'avete mai vista: domani presentazione del video






Nelle foto: due immagini del backstage e una vista aerea di Santa Lucia del Mela (copyright Gianfranco Rappazzo)

Valorizzare il territorio attraverso i suoi beni storico-artistici, le risorse naturalistiche, il patrimonio culturale e le tradizioni enogastronomiche, offrendo una prospettiva inedita e diversi punti di vista con l’obiettivo di riavvicinare le nuove generazioni alla scoperta dei propri luoghi e sensibilizzare cittadini e istituzioni a farsi carico della tutela e della valorizzazione dei tanti siti di interesse turistico della città. Nasce da questi presupposti l’iniziativa di un giovane luciese, Gianfranco Rappazzo, che insieme al videomaker professionista Francesco Giorgianni ha fatto “rete” con le attività commerciali, l’assessorato ai Beni culturali e al Turismo rappresentato da Rosario Torre e l’Associazione messinese di Montreal per la realizzazione del video promozionale "Urbs deliciae nostrae", girato con il supporto di droni e destinato ai canali web. La produzione del video, che sarà presentato in anteprima domani alle 19.30 nel Palazzo ex carcere borbonico, ha richiesto due anni di lavoro e il supporto di numerosi volontari, soprattutto ragazzi, impegnati anche come comparse. 
Alla base vi è il racconto di Santa Lucia del Mela attraverso immagini non convenzionali, che alternano dettagli di opere d’arte e inquadrature aree, esplorano la montagna e i torrenti, documentano feste religiose e antichi mestieri, permettendo allo spettatore di entrare nei laboratori dove si producono i dolci tipici o i formaggi e di innamorarsi – per la prima volta o di nuovo – di un territorio tutto da scoprire. «L’invito è quello di guardare con altri occhi tutta la bellezza che ci circonda – dice Gianfranco Rappazzo –, e di considerare il territorio come bene comune, da conoscere e valorizzare». Per questa ragione, aggiunge l’ideatore, «i destinatari non sono solo i potenziali turisti, ma i luciesi stessi, per rafforzare un senso di identità e di appartenenza che spesso manca nei più giovani e a volte anche negli adulti». 
Il video, grazie alle risorse della rete, sarà diffuso oltreoceano tramite la numerosa comunità luciese che risiede in Canada e che ha mantenuto nel tempo un forte legame con la terra d’origine. Non manca, infine, la sollecitazione alla politica locale a mettere in agenda la cura di monumenti e opere d’arte che richiedono interventi urgenti e restauri, ma anche una migliore capacità di gestione, affinché non restino chiusi e quindi inaccessibili a chi desidera visitarli. (kt)

domenica 28 agosto 2016

Campo Scuola di Studi sulle Mummie, photogallery





















La Cripta dei Cappuccini luciese sede di una scuola estiva internazionale
Si è concluso il primo campo scuola internazionale di studi sulle mummie, presentato a fine luglio nel corso di una cerimonia inaugurale nella Basilica Concattedrale luciese, alla presenza degli studenti americani che, per due settimane, hanno studiato i reperti conservati nella Cripta del convento dei Cappuccini e partecipato alla vita culturale luciese. Un corso di alta formazione fondato su un approccio interdisciplinare, come ha spiegato il suo ideatore, il paleoantropologo messinese Dario Piombino Mascali, che ha consentito di coniugare i saperi scientifici e quelli umanistici, proponendo una modalità inedita di studio e indagine su questi preziosi restiIl ruolo lungimirante della Sicilia nella tutela dell’ingente patrimonio mummiologico regionale, per il quale è stato creato uno specifico Ispettorato, è stato più volte ribadito dallo studioso, che, insieme allo scienziato forense Karl Reinhard, docente dell’Università del Nebraska, si è soffermato sulle caratteristiche della scuola: a tenere le lezioni è stata un’equipe internazionale, che ha studiato le interazioni tra uomo, ambiente e malattie a partire dall’analisi dei corpi mummificati, attraverso i quali è possibile risalire alle arcaiche pratiche funerarie connesse al culto dei morti. Le lezioni si sono tenute nella Cripta, che costituisce un vero e proprio scrigno di beni storici e biologici: i resti umani, visibili in teche, nicchie e casse, appartengono a laici ed ecclesiastici di ogni età e di ambo i sessi, e spesso indossano ancora abiti e artefatti dell’epoca, utili ad attestarne l’uso sino all’Ottocento. 

I beni culturali, un tesoro in cerca di valorizzazione
Sull’importanza di valorizzare cultura, scienza e turismo in una prospettiva integrata di sistema, secondo il modello che la scuola propone, si è concentrato durante la cerimonia di apertura l’assessore regionale ai Beni Culturali Carlo Vermiglio, che, dopo i saluti istituzionali del sindaco Antonino Campo e dell’assessore Rosario Torre, ha lanciato l’invito a creare sinergie tra pubblico e privato, considerando anche l’entità dei tagli agli investimenti destinati al settore: «In Sicilia abbiamo un patrimonio culturale senza pari in nessuna parte del mondo, sia per bellezza che per concentrazione, che siamo bravi a tutelare - ha esordito Vermiglio -, ma per valorizzarlo bisogna rimboccarsi le maniche e interpellare tutti i soggetti che hanno interesse ad investire nei beni culturali, anche per rilanciare l’economia»Ma se a Santa Lucia del Mela i beni culturali non godono di buona salute, attorno a noi ci sono molti esempi virtuosi di gestione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico: l'ultimo caso è quello di Novara di Sicilia, dove Comune e Arcipretura, con il sostegno dei cittadini, hanno lanciato una raccolta fondi per salvare le mummie della Cripta della chiesa madre, restaurata alcuni anni fa, del deperimento.  

Le mummie siciliane 
Sebbene siano le più note, anche per le suggestioni letterarie e il richiamo turistico che le accompagna, le Catacombe di Palermo, con un tesoro monumentalizzato di oltre 1.800 mummie, rappresentano un caso eccezionale nel patrimonio culturale siciliano. Più diversificati i siti della nostra provincia, dove emergono Savoca, con la sua cripta restaurata recentemente grazie all’intervento dell’antropologo messinese Sergio Todesco, in seguito alla vandalizzazione subita dalle mummie negli anni ’80; Piraino, che custodisce un patrimonio bio-archeologico prezioso dal punto di vista scientifico per il tipo di ricerche condotte sino ad oggi; la Cripta dei Cappuccini a Santa Lucia del Mela, rilevante per il numero di mummie presenti in essa, sede  quest’anno del primo Campo Scuola di Studi sulle Mummie; Novara, nota anche per la preminenza architettonica della Cripta della chiesa madre, con le nicchie in pietra scolpita. Si segnalano infine anche i siti di Pettineo e Militello Rosmarino, che versano purtroppo in condizioni precarie.

Foto: Franco Trifirò
Testo: Katia Trifirò