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sabato 17 dicembre 2016

Milazzo, 17 e 18 Dicembre, al Paladiana di Milazzo appuntamento con la solidarietà a favore dell’UNICEF.

COMUNICATO STAMPA 


Sabato 17 e Domenica 18 Dicembre al Paladiana di Milazzo con orario 10,00 – 13,00  e 18,00 – 20,00 ritornano le Pigotte dell’UNICEF . 

Con un offerta minima di 20 euro si può adottare una delle tante Pigotte realizzate dagli amici dell’Associazione Roberta Smedili per consentire all’UNICEF per ogni Pigotta venduta, di fornire a un bambino di un paese africano un kit salvavita ed essere assistito e curato nel corso della sua crescita.
Ogni giorno nel mondo muoiono 16.000 bambini, perché privi della corretta protezione vaccinale. 


Le vaccinazioni sono uno dei più efficaci strumenti di tutela della salute dei bambini, e hanno contribuito negli ultimi 20 anni a dimezzare il tasso globale di mortalità infantile. 



Ma ancora oggi, un bambino su cinque ne è escluso perché vive in regioni remote o appartiene a fasce sociali particolarmente povere o marginali. 

Questi bambini muoiono per complicazioni neonatali, polmonite, diarrea, malaria, morbillo, Aids, malnutrizione. 
Una Pigotta rappresenta un bambino in attesa di un aiuto che può salvargli la vita. 
In particolare, i fondi raccolti finanzieranno gli interventi salva-vita per i bambini in tutti i paesi dell’Africa centrale e occidentale.
In questi paesi verrà promossa la “Strategia accelerata per la sopravvivenza e lo sviluppo della prima infanzia”, che prevede un pacchetto integrato di interventi, con alimenti, vaccinazioni, vitamina A, zanzariere e altri strumenti essenziali per la sopravvivenza dei bambini. 
Appuntamento dunque il 17 e 18 Dicembre al Paladiana di Milazzo per salvare la vita di un bambino


sabato 20 febbraio 2016

COMUNICATO STAMPA

Sono iniziate questa mattina (20 febbraio) le operazioni di bonifica dell'area adiacente la stazione ferroviaria di Rometta che diventerà sede della GIVA e area di Protezione Civile utile in caso di eventi avversi e/o grandi eventi in tutta la zona che va da Messina a Milazzo. Il Gruppo Internazionale Volontariato Arcobaleno ha il desiderio che possa diventare anche luogo per i più piccini magari con un piccolo parco giochi, luogo di ritrovo per anziani e giovani e per tutte quelle persone che desiderano stare insieme. 
Attualmente il progetto è sostenuto interamente dalla stessa associazione con i suoi, seppur esigui, fondi. Al momento il nostro sodalizio non è beneficiario di alcun finanziamento. Per questo ringraziamo i cittadini che volontariamente ci stanno aiutando, anche i volontari delle altre delegazioni GIVA dei paesi vicini. 
Vogliamo invitare TUTTI, singoli cittadini, associazioni, enti, aziende e amministrazioni, a sposare il nostro progetto sostenendoci come più gli è possibile. Mettendo a disposizione il loro tempo, oppure offrendo materiale o mettendo a disposizione, per quanto possibile, attrezzature e mezzi. 
Vogliamo ricordare a tutti cittadini e aziende che le donazioni ad enti onlus come la GIVA sono detraibili ai fini della dichiarazione dei redditi.  Un grazie enorme a chi è stato vicino alla giva, a chi continua ad esserlo e a chi lo sarà. Sperando di poter dare noi, insieme con voi, un piccolo contributo perché Rometta e tutta la nostra zona possa essere un po più bella e possa avere anche un centro in cui i cittadini possono rivolgersi in caso di (speriamo mai) emergenze e comunque dove poter trascorrere il loro tempo libero in buona compagnia. GRAZIE!

Per maggiori info potete consultare la nostra pagina Facebook, il nostro sito www.associazonegiva.eu o scrivere a info@associazionegiva.eu"

lunedì 1 febbraio 2016

Valle del Mela: la quiete dopo la tempesta. E adesso?

F. Alibrando - La Valle del Mela ha trascorso ultimamente giorni di acque agitate, giorni di trepidante attesa in riferimento al Referendum Consultivo svoltosi ieri, 31 Gennaio 2016. Un referendum passato alle cronache come controverso, da alcuni definito addirittura “inutile” per chissà quali ragioni, da altri definito “rischioso” probabilmente per le stesse motivazioni. Ebbene, ieri i cittadini di due Comuni della Valle del Mela (San Filippo del Mela e Gualtieri Sicaminò) hanno avuto l’importantissima possibilità di recarsi alle urne per dichiarare il proprio volere sulla faccenda Inceneritore (o “Termovalorizzatore” che dir si voglia per i fan delle mezze misure, a cui piace chiamare le cose con un eufemismo o un vezzeggiativo). Le votazioni si sono svolte regolarmente in 7 sezioni a San Filippo del Mela e in 2 sezioni a Gualtieri Sicaminò, per un totale di circa 8000 persone chiamate al dovere del voto. Tra i due Comuni bisognava fare una distinzione: a San Filippo del Mela era previsto il quorum del 50% mentre a Gualtieri Sicaminò non è stato specificato. 

Il risultato? Da definire molto interessante nel merito, dei numeri ma soprattutto guardando alle percentuali di affluenza. A Gualtieri Sicaminò si è raggiunti l’affluenza del 64% pur senza quorum, con una vittoria schiacciante del NO che si è assestata al 98,7% contro l’appena 1,3% per il SI all’Inceneritore. 

Numeri diversi invece a San Filippo del Mela: affluenza del 43% alle urne (2732 votanti su un totale di 6363 degli aventi diritto), per un’analoga netta vittoria del NO con 2609 voti contro gli appena 104 per il SI all’Inceneritore. Questi i dati, che però aprono le porte a molteplici commenti di cittadini sui social, articoli sulla stampa, comunicati da parte delle associazioni ambientaliste. Ognuno esprime il proprio parere sulla questione, toccando punti di vista spesso diametralmente opposti gli uni agli altri. Molti vogliono riflettere sulla percentuale di affluenza alle urne di San Filippo del Mela, il Comune in cui dovrebbe ricadere l’Inceneritore e che (pur non superando il quorum) ha registrato una valanga di NO alla riconversione. 
Nel merito, il referendum indetto per ieri era di tipo consultivo: significa che la gente è invitata al voto col mero intento di capire l’indirizzo ideologico verso una determinata problematica di interesse collettivo. Per i referendum consultivi, solitamente, non viene quasi mai previsto un quorum da superare. Resta, questo ultimo aspetto, un punto a discrezione dell’Ente che lo indice, che può metterlo così come può ometterlo.
Essendo di tipo consultivo quindi, qualsiasi esito finale avrà una sua valenza. Concetto che, ad onor del vero, ieri è stato appoggiato anche dall’ Assessore Gabriele Saporita e dal Sindaco Aliprandi. E la gente cosa ne pensa? 
La popolazione, stando a ciò che trapela dai social è spaccata in due tronconi: da una lato c’è chi ha votato secondo coscienza per il Si o No, che critica fortemente la controparte che invece non si è mossa da casa per recarsi a votare. C’è chi è deluso, chi arrabbiato. Ma l’evidenza più netta che traspare è l’ennesima mancanza di una generale presa di coscienza che, seppur influenzata da diversi fattori, marca il lascito dietro. Ed è qui che si gioca la partita delle riflessioni più disparate.
Saverio Italiano, capogruppo di maggioranza al consiglio comunale di S. Filippo del Mela, in una intervista ha affermato: <<E’ un dato che si legge da solo: la partecipazione non è stata significativa, ma la maggioranza silenziosa è evidente che propenda per il Si. Hanno perso i cittadini, perché hanno perso l’occasione di esprimersi su una questione così rilevante>>
Questa opinione ha lasciato molto perplessi gli attivisti del fronte del NO, come il movimento “No Inceneritore del Mela” o “ZeroWaste Sicilia”, che hanno motivo di pensarla esattamente al contrario.




L’esito quasi plebiscitario del NO sul SI, nonostante non si sia raggiunto il quorum, la dice lunga sull’indirizzo che gente abbia sulla problematica.
Analizzando i numeri, sono mancati circa 450 voti per il raggiungimento del 50% + 1 previsto. Considerando i residenti filippesi all’estero, chi invece è domiciliato altrove per ragioni di studio o lavoro, si vede benissimo come il dato sia assolutamente verosimile alla realtà, vista tra l’altro l’abissale distanza tra la percentuale a favore e quella contro. Inoltre ricordano come l’attuale sindaco sia stato eletto con 2400 voti, mentre il NO (a San Filippo del Mela) ieri ha vinto con ben 2609 voti. 
Sul fronte del NO, anche l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente (attiva fattivamente per tutta la durata della campagna referendaria) si è espressa stamane con un comunicato sulla propria pagina Facebook. Dal esso si legge: << Trattavasi di un referendum consultivo, come tale di mero indirizzo ed espressivo della volontà popolare, dove il raggiungimento o meno del quorum non significava assolutamente nulla. È stata data dunque una prima mazzata (non solo simbolica) enorme all'inceneritore: adesso aiutateci a continuare a demolirlo>>. 


Nel rispetto assoluto di ogni opinione, però, bisogna adesso mettere da parte il “ciò che poteva essere” e concentrarsi sul “ciò che è”. E soprattutto, cari cittadini della Valle del Mela, bisogna parlare del “cosa può significare” questo risultato in vista del futuro che, di certo, tutto sarà men che tranquillo ed ameno. 
Per il raggiungimento di uno scopo ben preciso, condiviso da tutti i portatori di interesse affinché esso diventi realtà, bisogna perseguire strade che siano funzionali all’esito della vicenda. La giornata di ieri è stata qualcosa di stupendo: non perché la gente sia andata a divertirsi, ma ancora meglio! 
La popolazione ha vissuto ieri una giornata di massima democrazia, nella quale è il popolo a scegliere il proprio destino nell’assoluta coscienza del caso, libera di poter esprimere il proprio orientamento mettendo il tutto nero su bianco. Se si considera il 96% di NO di San Filippo del Mela, unitamente al 98,7% del NO a Gualtieri Sicaminò (quindi in ottica comprensoriale), si capisce benissimo cosa comporti l’indizione di un referendum. 
Cosa accadrebbe se i risultati di queste due comunità fossero corollati da molteplici ulteriori roboanti voti contrari all’Inceneritore, per la totalità dei comuni del Comprensorio? L’esito vedrebbe migliaia di voti opporsi al volere del Governo Nazionale e Regionale, che appoggiano caldamente l’azione di A2A in questo territorio così pesantemente compromesso. La questione adesso non può più essere ristretta all’ambito territoriale, bensì si proietta su un livello nazionale.
Col getto della maschera da parte del Governo Renzi, l’Italia si accinge a promuovere la costruzione di 8 Inceneritori di rifiuti in Italia (2 di questi solo in Sicilia), in nome di un’emergenza rifiuti semplicemente voluta per l’arricchimento dei pochi in favore dei molti, e per le quali tutti noi paghiamo ogni anno fior di milioni di euro in sanzioni economiche, per la mancata messa a norma delle discariche e di tutta la procedura malata di gestione dei rifiuti. 
L’importanza del referendum, come altre volte spiegato, ricopre numerosi aspetti: esso può sancire un bagaglio determinante di voci contrarie allo scellerato piano, ma bisogna vederlo anche come una grandissima occasione per la popolazione della Valle del Mela per potersi sensibilizzare sul tema della gestione corretta dei rifiuti. La lotta contro il mostro chiamato Inceneritore ha speranza di essere vinta solo ed esclusivamente passando dall’informazione e dal buonsenso: non si può prendere una decisione determinante per il futuro se non prima si è adeguatamente informati sui fatti. Questa lotta dev’essere presa come un’occasione per non commettere gli errori del passato in tema di rifiuti, bensì una presa di coscienza reale sui comportamenti virtuosi da sostenere, redditizi sul piano occupazionale, economico, ambientale e sanitario, come ampiamente comprovato da studi ed esempi vari. 
È questo l’ennesimo appello che alcune associazioni locali, ma anche regionali e nazionali (come il premio Nobel per l’Ambiente Rossano Ercolini), rivolgono agli amministratori del Comprensorio.

La volontà popolare è da secoli il principio essenziale di quella dolcissima parola chiamata “democrazia”: se ancora è presente al giorno d’oggi dopo migliaia di anni, significa che è espressione di purezza e giustizia. Non esistono strade giuste e strade sbagliate per arrivare al traguardo: ogni percorso porterà i suoi benefici. L’intento di rendere questa terra nuovamente splendente, guardando al futuro senza girare il capo verso dietro, deve essere una priorità per ogni singolo cittadino della Valle del Mela. Ciò va fatto per i nostri figli, per l’ambiente e la salute, in virtù del diritto alla vita sancito dalla Costituzione ma troppe volte calpestato sotto i piedi vili delle multinazionali avide di profitto che, in questo territorio, hanno contribuito a bloccare una genesi naturale di bellezza e, generalmente, di sviluppo



venerdì 8 gennaio 2016

Colonie feline. Diritti e doveri




Tiziana Parisi - Una colonia felina è un insieme di gatti nati liberi, che dimorano abitualmente in una sede. Nessuno può spostare i gatti, che devono essere accuditi e nutriti. A sostenerlo non sono soltanto i cosiddetti “gattari”, cioè coloro che d'abitudine si occupano di sfamarli, ma la legge n.15 del 2000, in particolare l'articolo 18, il quale recita:” E' fatto divieto di maltrattare i gatti randagi o domestici. E' fatto divieto di maltrattare e di allontanare dal loro habitat naturale i gatti che vivono in libertà. Per habitat naturale si intende qualsiasi territorio o porzione di esso, edificato e non, dove stabilmente sia insediato un gatto o una colonia felina in libertà, indipendentemente dal fatto che sia accudita dai cittadini. I comuni possono stipulare con le associazioni animaliste apposite convenzioni per il censimento delle colonie feline in stato di libertà, per la loro gestione e per assicurarne le condizioni di sopravvivenza e di salute”.
Inoltre, i gatti devono essere sterilizzati a cura del servizio veterinario pubblico. Chi, dunque, si occupa di accudire dei gatti randagi può recarsi alla propria Asp veterinaria di appartenenza e censire la colonia felina; in questo modo avrà diritto alla sterilizzazione gratuita. Riguardo a quest'ultimo diritto-dovere però, i volontari e i comuni stessi si sono trovati da più di un anno ad affrontare enormi disagi conseguenti alla chiusura dei servizi di sterilizzazione gratuita della provincia di Messina, tra cui il presidio di Barcellona PG; tutte le richieste, infatti, a partire dal mese di novembre 2014, sono confluite presso la Asp veterinaria di Messina, con sede presso la Facoltà di Medicina Veterinaria, comportando così, per chi proviene da fuori città, problemi logistici inerenti il trasporto degli animali, un aumento dei costi per il trasferimento degli stessi, che sono quasi sempre a carico dei volontari, e sofferenze negli stessi cani e gatti, i quali, avendo appena subito un intervento chirurgico, si trovano ad affrontare uno spostamento più lungo. 
Ci è difficile o forse fin troppo facile comprendere quali logiche ci siano dietro simili decisioni, che vanno ancora una volta, invece che a promuovere la prevenzione del randagismo, a complicare il lavoro di pochi cittadini di buona volontà, che mettono a disposizione il proprio tempo, a titolo totalmente gratuito, per cercare di ridurre il fenomeno, riduzione che passa obbligatoriamente dalla sterilizzazione e ricerca di adozioni.Nonostante tutti gli sforzi, però, l'intolleranza nei confronti di questi esseri viventi, che non hanno chiesto di nascere, ha purtroppo la meglio. Ed ecco che puntualmente si verificano episodi di avvelenamento che provocano una morte non priva di sofferenze. 
Ricordando ancora una volta che l'avvelenamento e, in genere, il maltrattamento sono reati penali e vanno denunciati, ecco qui di seguito riportati alcuni consigli pratici, facilmente reperibili su internet, per provvedere alla colonia senza dare fastidio e senza suscitare le proteste di chi abita nei dintorni:
1) Distribuire cibo ad orari regolari, in modo che i gatti si abituino. E' bene farlo di giorno, perché di notte qualcuno potrebbe scambiarvi per un malintenzionato.
2)Usare contenitori usa e getta, da portare subito via per non attirare insetti e per non diffondere cattivi odori.
3) Lasciare del cibo di scorta per la giornata, al riparo dal sole; meglio usare i croccantini e niente umido.
4)Lasciare sempre dell'acqua e cambiarla ogni volta che si porta il cibo.
5)Pulire, se vi riesce facile, i bisognini, che di solito fanno sempre negli stessi posti.
6)Controllare la loro salute e usare gli antiparassitari, soprattutto d'estate, e mettere ogni tanto un vermifugo nel cibo.
7) Come rifugio invernale bastano dei trasportini o delle cassette coperte con dei vecchi maglioni dentro per tenere al caldo i nostri amici.
8) Provvedete a sterilizzare le femmine.

Per tutte le altre problematiche riguardanti gli animali d'affezione, si consiglia di consultare il Regolamento Comunale, approvato il 29 ottobre 2015, che può essere visionato collegandosi al seguente indirizzo:

http://www.messenia.com/comuni/img/comune/allegato/ammtrasp0_3961.pdf

                                                                                                                                           



lunedì 9 novembre 2015

S.Lucia del Mela: approvato il regolamento sugli animali d'affezione

Il presidente del consiglio comunale Emanuele Impalà, il sindaco Nino Campo,
Tiziana Parisi (ass. Codamici), il vigile urbano Rosalba Mendolia, l'assessore Rosario Torre


Filippo Alibrando - Nella seduta del Consiglio Comunale del 29 ottobre scorso è stato approvato all'unanimità il tanto atteso regolamento sugli animali d'affezione. Dopo 3 anni di informazione e sensibilizzazione a livello istituzionale, da parte dell'Associazione “Amici degli Animali Barcellona-Milazzo ONLUS”, nella persona referente per il nostro comune Tiziana Parisi, che ha fondato all'inizio della sua attività di volontariato il gruppo e la pagina Facebook dei “Codamici”, finalmente si è giunti a questo importante passo nella direzione della civiltà e della legalità.

“Le nuove regole” - spiega Tiziana Parisi- “saranno presto consultabili sul sito ufficiale del nostro comune. Dopo Terme Vigliatore e Patti, finalmente anche da noi si è rivolta l'attenzione al sempre sottovalutato problema del randagismo, e mi riempie d'orgoglio il fatto che il regolamento sia stato approvato sia dalla maggioranza che dall'opposizione, dimostrando così che il messaggio che ho voluto portare avanti in questi anni di duro lavoro non retribuito sia arrivato a tutti.
Non si può pretendere, infatti, la sensibilità di tutti in materia di animali d'affezione, ma ciò che si può pretendere è la civiltà e il rispetto delle leggi. Quando poi si riesce, inoltre, a far comprendere il notevole risparmio per le casse comunali che scaturisce dall'affrontare il problema in maniera razionale, cioè con le sterilizzazioni, il microchip e le adozioni, allora il consenso è inevitabile. Da oggi il comune può camminare da solo.
In questi anni di lotta ho dovuto affrontare non poche difficoltà, sia per la chiusura mentale di molti miei concittadini, che non conoscevano il problema o lo affrontavano in maniera errata, sia per i pregiudizi nei confronti degli unici strumenti che abbiamo a disposizione per combattere il fenomeno dell'abbandono e, quindi, del randagismo. 
Sono ancora diffuse, infatti, delle false credenze riguardo alla pratica della sterilizzazione: su questo vorrei fare un po' di chiarezza. Non è vero che questo intervento cambia il carattere dell'animale e non è vero che bisogna far fare almeno una cucciolata a cani e gatti prima di farli sterilizzare. Notevoli, invece, sono i vantaggi, tra cui la prevenzione dei tumori, sia nei maschi che nelle femmine, e delle fughe, che terminano spesso con lo smarrimento o, peggio, la morte; la sterilizzazione non c'entra nulla con l'etica! 
Le  persone che sono contrarie sono le stesse che non sanno dove sistemare i cuccioli e finiscono per abbandonarli al loro destino: come mai non si fanno venire problemi etici quando li buttano nella spazzatura o li uccidono appena nati? Sterilizzando il nostro animale, dunque, gli allunghiamo la vita e ne miglioriamo la qualità. Non sentirà la mancanza della maternità o dell'accoppiamento, semplicemente perché non li conosce e perché non avrà gli ormoni che lo stimolano. Dunque soffre molto di più un animale che vuole accoppiarsi, ma viene tenuto chiuso, rispetto a uno che non ne ha nessuna voglia e vive tranquillo. E' impensabile, inoltre, farli accoppiare ogni 6 mesi, nel periodo cioè del calore, perché darebbero vita a centinaia di cuccioli durante la loro esistenza e, se per assurdo, pensiamo di riuscire a trovare adozioni dignitose per tutti, ogni nuovo cucciolo che nasce prenderà il posto di uno già esistente e abbandonato. Dunque, il randagismo è questione di numeri e la matematica non è un'opinione!
Sono molto felice anche della collaborazione che si è creata con la Polizia Municipale, la quale ha già cominciato ad effettuare i controlli sui cani di proprietà e il relativo censimento sul territorio comunale, verificandone l'iscrizione all'anagrafe canina, e con l'Ass. Rosario Torre.
Insomma, spero che questo sia solo il primo passo e che si giunga anche ad un contributo economico da parte del Comune all'associazione, che fino a questo momento ha sostenuto interamente le spese per il mantenimento, le cure, le vaccinazioni e i viaggi dei randagi luciesi, trovando adozione a 69 cani in circa 3 anni.
Non vorrei correre il rischio di cadere nell'autocelebrazione, ma ci tengo a sottolineare che mi sono quasi sempre trovata da sola ad accudirli, tra l'indifferenza generale circa le loro condizioni, aggravate anche dalle intemperie di questi mesi. 
Quando, infatti, c'è da portare avanti un ideale, senza ricevere nulla in cambio, ma solo rimettendoci di tasca e di fatica, sono pochi quelli che resistono. Si sono allontanati tutti quasi subito, appena appurato che a fare il vero volontariato non c'è nulla da guadagnare, bensì da perdere. E diciamo anche che spalare letame tutti i giorni, compresi i festivi, non è una pratica allettante. Le critiche e l'allontanamento poi di amici e parenti che non capivano il perché volessi andare avanti, invece di scoraggiarmi, mi hanno spronato a continuare. 

A questo proposito, vorrei dedicare questa piccola vittoria e dire grazie all'unico cittadino luciese che mi ha aiutato materialmente ad accudire i nostri amici pelosi in difficoltà, cioè Danilo Merulla, il quale, tra tanti che mi incitavano a smettere, è stato anche l'unico ad incoraggiarmi e a non farmi perdere mai la speranza! E sono sicura che continuerà a starmi vicino e ad aiutarmi, dovunque si trovi in questo momento”.

Si ricorda infine che l'applicazione del microchip, obbligatorio per legge, può essere effettuata gratuitamente presso la ASP veterinaria di Gualtieri Sicaminò, tel 090-9388005, oppure a pagamento presso il proprio veterinario di fiducia.

lunedì 12 ottobre 2015

Emergenza alluvione a Bastione: come aiutare

Bastione, è emergenza. Dopo il violento nubifragio dello scorso weekend, sul territorio della frazione di Milazzo il Mela è esondato allagando tutta la borgata e causando ingenti i danni alle abitazioni. Al momento è stato attivato un conto corrente bancario, sul quale è possibile effettuare delle donazioni per aiutare gli sfollati, mentre chiunque voglia donare beni di prima necessità, quali alimenti a lunga scadenza, oppure mobili, sedie, elettrodomestici - tutto quello, cioè, che è stato distrutto - può recarsi direttamente nella parrocchia di Santa Marina, sita nell'omonima frazione, dove è stato allestito un centro di raccolta gestito da volontari ed aperto dalle ore 9 alle 12 e dalle 15.30 fino alle 19. Questo centro di raccolta aiuti provvederà a distribuire gli aiuti sia per gli alluvionati di Bastione che per quelli della vicina Barcellona Pozzo di Gotto.











FOTO: G. Anania






martedì 29 settembre 2015

Lettera dell'Associazione ALSA sul No - Inceneritore

Riceviamo e pubblichiamo. Lettera dell’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente (ALSA) in riferimento alla manifestazione No – Inceneritore del Mela.

Ebbene cari signori, ci ritroviamo qui a distanza di un anno (giorno più, giorno meno), da quando l’evento incendiario alla RAM del 27 Settembre 2014 ha scosso le nostre menti e le nostre coscienze, portandoci a riversarci per strada per gridare forte più sicurezza per la nostra incolumità e per quella dell’ambiente che ci circonda. Dopo un anno, cari signori, cosa è cambiato? Una domanda a cui non posso dare una risposta argomentata, se non che vi sono state molteplici promesse mai attuate, tanti slogan, tanti “è tutto a posto”, ma nulla di concreto. Quell’incidente non ha un colpevole, non ha un volto, nessuno ha pagato per quelle oscenità ambientali e minanti il turismo e, come siamo abituati da sempre d’altronde, dato che i valori erano e sono tutti sotto la soglia minima di legge, evidentemente abbiamo sognato di percepire un forte odore nauseabondo di composti petroliferi, con conseguenze ancora ignote ma purtroppo immaginabili.

A distanza di un anno, il ricordo non è svanito come è bene sottolineare e come qualcuno vorrebbe che fosse, ma se quella è una minaccia che spesso si fa nuovamente viva, con le famose “sfiaccolate” della Torcia RAM, una nuova minaccia per il nostro martoriato territorio è dietro la porta.

Stiamo parlando come è noto, del progetto depositato il 18 settembre presso il Comune di San Filippo del Mela, che avanza l’idea concreta (da noi sospettata da diversi mesi, e per questo oggetto di forti critiche) della costruzione di un mega inceneritore all’interno della centrale termoelettrica di Archi.
Vedo sulle nostre facce tanta paura, talvolta anche rassegnazione. 
Ma perché? Da anni è sempre tutto a posto. Perché dovremmo preoccuparci insomma? Perché non fidarci del governo, che andando controcorrente con tutto e tutti, inserisce gli inceneritori di rifiuti come opere strategiche di interesse nazionale? Perché rifiutare i grandi profitti che porterà questa grande opera nel nostro territorio? Perché rifiutare così tanto benessere per noi, i nostri cari e i nostri figli? Perché rifiutare il lavoro che si genererà da questo impianto? 
Beh, sì. Si genererà nuovo lavoro: ma per medici e … non voglio continuare.

Non voglio dilagare nel qualunquismo, cari signori, ma non possiamo nascondere la realtà dei fatti.
Da 60 anni, politici locali, ma soprattutto noi stessi ci siamo buttati una croce addosso in modo autolesionista, accettando qualcosa che spazza via la coesistenza di qualsiasi altra forma di sviluppo, che non sia quello industriale. 
Evidentemente, lo sviluppo designato per i giovani della Valle del Mela, interessa solo a parole a chi di dovere. Promesse: finora abbiamo ricevuto solo promesse, che illudono tutti noi di un serio piano di svolta, ma che puntualmente pugnala ancora una volta le nostre coscienze alle spalle, in modo vigliacco e codardo.
Promesse per la sicurezza, promesse per l’ambiente, oltre ai fantomatici “E’ tutto a posto” da parte degli enti deputati al controllo della zonaMa la percezione che la popolazione intera avverte, è ben altra. 
È una percezione di paura, di chi al minimo problema di salute corre a svuotarsi dentro e fuori di controlli perché ha il terrore che gli accada ciò che è capitato al malcapitato tizio vicino di casa, o al familiare stesso. E noi, cari signori, a Santa Lucia del Mela ne siamo fortemente consapevoli: da anni possiamo constatare una crescita impressionante della morbosità tumorale, con esiti difficilmente a lieto fine. Questo problema probabilmente verrà meno: dal Ministero della Salute hanno deciso che è una cosa inutile controllarsi in presenza di un sospetto, quindi possiamo stare ancora una volta tranquilli che è tutto a posto. Com’è bello fidarsi di questa gente.
Come è bello fidarsi del governo regionale tra l’altro, che inizialmente si dichiara TOTALMENTE contro il Muos di Niscemi, le trivellazioni del mediterraneo, le discariche di scorie nucleari e gli inceneritori, salvo poi (tra rimpasti di giunta e sotterfugi vari), cambiare rotta accettando tutti questi scempi a favore di chi sta più in alto, sulle spalle di chi come noi spera ancora in delle istituzioni capaci di difendere a spada tratta i nostri territori da questi mostri economici. Istituzioni che, ricordiamolo, si presentano davanti i propri elettori presentando un programma. E qui la domanda sorge spontanea: come fanno ad essere così vigliacchi, deviando i propri “buoni propositi” in favore del signorotto di turno, che ha l’interesse e la possibilità di corrompere il controllore di turno?
Una domanda troppo spesso pronunciata e che pochissime volte ha ottenuto una risposta seria e credibile. A Santa Lucia del Mela, abbiamo avuto in passato per circa 6 anni un inceneritore di rifiuti, piazzato proprio poco sopra il castello. Non bruciava le 500.000 tonnellate di rifiuti annunciate dai progettisti di questo impianto mostruoso, ma molte meno. Eppure, cari signori, il suo effetto lo ha fatto. Contaminando inevitabilmente falde e matrici ambientali in genere. Figuriamoci quindi adesso, con un impianto la cui vita media normalmente è di circa 30 anni, che brucia 500.000 tonnellate annue pronte ad essere smaltite tra polmoni e intestino di tutti noi.  
Un impianto che deve prevedere il deposito delle ceneri di scorie, circa il 30% del totale, che dev’essere smaltito in DISCARICA, e quindi quando ci dicono che ciò elimina il problema discariche, ci stanno dicendo delle grandissime bugie! Come si fa a dire delle assurdità di queste dimensioni? 
Con l’incenerimento del rifiuto, mandi in combustione migliaia di tonnellate di rifiuti riducendoli in cenere, per circa il 30% del loro totale. E tutto il resto?
Se la chimica non è un’opinione e se Lavoisier non ha detto delle corbellerie, nell’ambiente “Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto di trasforma”. 
La prova del fatto che il resto di quel 30% va a finire sotto forma di micro e nanopolveri su ogni matrice ambientale (terra, ortaggi, alberi etc.) e soprattutto nei nostri polmoni (direttamente) e nel nostro intestino (indirettamente, ingerendo qualsiasi cosa). Il tutto con buona pace del cibo “Bio”. 
Un impianto che, dicono, abbasserà di molto le emissioni inquinanti: ma forse non si rendono conto (o sottovalutano) gli effetti a LUNGO TERMINE dei PCB, FURANI, DIOSSINE, le quali agiscono sottotraccia per decine di anni prima di manifestare i propri danni causati. Inutile che dite che saranno inferiori ai limiti di legge: sempre diossine sono
Il limite di legge potete anche aggiustarlo, la molecola quella è, e quella resta purtroppo.
E questo non lo diciamo noi: ci sono studi allarmanti, come quello dell'Arpa Veneto, che parlano chiaro, e che hanno spinto intere nazioni e l’Europa intera ad invertire la rotta. Mentre l’Italia prosegue imperterrita nel suo intento autolesionista. 
Dal progetto inoltre, spunta una nuova criticità. Si legge infatti quanto segue: “Si fa inoltre presente che tale fascia costiera presenta caratteri paesaggistici ormai alterati dalla presenza della zona industriale gestita dal consorzio ASI di Messina… “. ORMAI????!!!

L’ennesima prova, cari signori, che siamo di fronte ad una presa per i fondelli senza fine. Piacere, ci chiamiamo A2A. Veniamo ad impiantarvi un bestione inquinante per chissà quanti anni, distruggiamo gli sforzi fatti per la raccolta differenziata e la vostra filiera agroalimentare di eccellenza (le due cose non dovrebbero coesistere assolutamente). Tanto ormai il territorio è compromesso: cosa sarà mai un inceneritore ad aggiungersi alla vostra situazione comprensoriale? Tanto c’è una raffineria, una acciaieria, ed altre piccole industrie. Briciole insomma!
Discorsi da chi, ovviamente non conosce i nostri problemi, i nostri territori, i drammi che viviamo in famiglia e in comunità, che meriterebbero ben altre riflessioni da chi di dovere: veniamo invece usurpati, maltrattati da multinazionali che partono da lontano (Estero o Nord Italia, poco importa), vengono a depositare degli eco-mostri e dopo di che aspettano seduti sulle loro poltrone (A DEBITA DISTANZA) i proventi sporchi di una nuova era di morte e distruzione di un territorio che è di per sé già esausto e disperato.

Stanno deviando ogni direttiva europea in materia di rifiuti, e per questo continueremo a pagare ingenti multe all’Europa,
dell’ordine di milioni di euro per OGNI discarica presente sul territorio nazionale. Chi paga queste multe.
Ovviamente tutti noi, quindi doppio, triplo danno. 
Stanno cercando i migliori escamotage per permettere ai massoni dell’energia di rifocillarsi,costruendo quest’opera, più che altro una macchina economica.  

Infine, in conclusione, un pensiero va ai lavoratori diretti e dell’indotto. Questo impianto dovrebbe partire nel 2019, e la seconda linea di produzione nel 2021. Ci rivolgiamo a voi, cari lavoratori, affinchè capiate i motivi per i quali ci stiamo battendo: gli stessi motivi che coinvolgono inevitabilmente anche voi e per i quali vorremmo che vi uniste ai nostri intenti. Abbiamo forti dubbi che l’azienda possa mantenere le promesse fatte: basta un colpo di spugna e tutto è andato in fumo, con buona pace vostra e dei sindacati firmatari. Non sarà un impianto eterno: prima o poi anche tale impianto sarà fuori mercato, e torneremo a parlare nuovamente del problema in maniera ancora più disperata, dopo aver sorbito anni e anni di stupri ambientali e sanitari. 
Non possiamo girarci dall’altro lato di fronte all’ormai noto ricatto occupazionale simbolo di questa zona anomala: lavoro e salute devono coesistere, non essere oggetto di contrapposizione. 
Sta a noi cercare di rivoluzionare lo stato delle cose. Dal basso, agendo in modo razionale ed equilibrato. Ma se veniamo isolati da chi ha tutto l’interesse che le cose continuino ad andare così, in modo cieco e per niente previgente, avremo grosse difficoltà. 
ANCORA NULLA E’ DECISO: è stato presentato un progetto al quale entro il termine di 60 giorni bisogna presentare delle osservazioni che possano intralciare tale piano. La rassegnazione che vediamo sulle facce di tutti giornalmente è priva di ogni fondamento. Dobbiamo rassegnarci solo quando vedremo eretto l’inceneritore all’interno della centrale. Sino a quel momento, non c’è motivo di essere rassegnati: bisogna mettere tutto l’impegno possibile e immaginabile, istituzioni e società civile, affinché non ci siano rimpianti o rimorsi in futuro. 
Il nostro è un appello: aprite le vostre menti!
Ancora una volta vi chiediamo di sviluppare per questa zona un serio piano di riconversione, che possa creare migliaia di posti di lavoro puliti, non a discapito di chi sta a guardare, per porre fine ad uno scempio sanitario che non ha tempo ormai.
Per questi motivi, ci rivolgiamo a voi. Uniti e convinti che il progetto di incenerire una risorsa come i rifiuti è scellerato e assurdamente controproducente a livelli economici, ambientali e sanitari!

Filippo Alibrando - Associazione Luciese per la Salute e l'Ambiente

venerdì 28 agosto 2015

Randagismo, i ritardi e le inadempienze

Anagrafe canina comunale e prevenzione del randagismo, tutto fermo in attesa di un regolamento sugli animali d’affezione, che a Santa Lucia del Mela, nonostante ripetute richieste, stenta ancora a partire. A segnalare i ritardi istituzionali e i disagi è la sede locale dell’associazione “Amici degli Animali Barcellona-Milazzo Onlus”, operante sul territorio comunale sin dal 2011. L’ultima istanza, indirizzata mesi fa al sindaco Nino Campo, all’assessore all’ambiente Rosario Torre, al Comando della Polizia Municipale, ai membri della Giunta e del Consiglio Comunale, non ha mai ricevuto risposta da parte di nessuno degli interpellati. Richiamando le disposizioni di legge in materia e l’esempio di altri Comuni del messinese, l’associazione, nelle persone del presidente Marcella Sidoti e del referente luciese Tiziana Parisi, chiede, tra le altre cose, maggiori controlli sul territorio da parte dei vigili urbani, ovvero l’organo competente per la verifica dei microchip nei cani di proprietà, atti a prevenire e ridurre il fenomeno del randagismo. «L’associazione è riuscita, con un’attività costante e volontaria, a consentire, sino ad oggi, l’adozione di 66 randagi abbandonati sul territorio luciese e provvede, di tasca propria, al cibo e alle cure di un’altra decina di cani di proprietà del Comune, dispensandolo così dalle spese di mantenimento che gli spetterebbero in caso di trasferimento degli animali in un canile», spiega Tiziana Parisi. Un regolamento comunale relativo agli animali d’affezione, comprendente l’anagrafe canina, soluzione già  adottata a Terme Vigliatore e Patti, contribuirebbe sia a responsabilizzare i proprietari di animali che a ridurre il numero dei randagi, destinati a finire vittime, come accaduto più volte in passato, di maltrattamenti o avvelenamento. «Ci siamo fatti carico in questi anni, senza alcun contributo da parte del Comune, della totalità dei costi relativi al nutrimento, alle vaccinazioni, alle cure mediche e alla sterilizzazioni, occupandoci anche del disbrigo pratiche per i passaggi di proprietà degli animali dal Comune agli adottanti e del trasporto con voli di linea per le adozioni in altre regioni italiane», continua Parisi. A ciò va aggiunto che mancano stalli provvisori e aree da adibire a sgambatoi, per i quali si propone una soluzione a costo zero, utilizzando materiale riciclato da precedenti lavori e manodopera gratuita da parte di volontari che, già in passato, avevano avanzato simili richieste scritte al Comune, in applicazione di una specifica legge regionale, al fine di migliorare la convivenza e il rapporto tra gli uomini e gli animali, scoraggiando gli abbandoni. 

giovedì 30 luglio 2015

Emergenza Sangue - Le raccolte presso l'Avis comunale di Milazzo


L'Avis comunale di Milazzo dopo aver avuto l'accredito dalla Regione Sicilia, per poter effettuate le raccolte in sede riprende le attività nella nuova sede di via On. G. Martino, 1 (ex Liceo Scientifico). Il primo appuntamento sarà per sabato 1 agosto dalle ore 8.00 e a seguire sarà possibile donare per tutto il mese nei giorni 8 - 23 - 29 agosto 2015. Si ricorda che per donare bisogna presentarsi a stomaco vuoto.  
Anche quest'anno viene riproposta l'iniziativa che ad ogni donatore sarà regalata una bottiglia di vino gentilmente offerta dalle cantine Planeta e Settesoli. 
Molto importante la partecipazione di tutti visto che in questo periodo siamo in "emergenza sangue", come si può evincere dal comunicato diramato dal presidente, che possiamo trovare a questo link:

martedì 28 luglio 2015

Randagismo, i ritardi e le inadempienze

Anagrafe canina comunale e prevenzione del randagismo, tutto fermo in attesa di un regolamento sugli animali d’affezione, che a Santa Lucia del Mela, nonostante ripetute richieste, stenta ancora a partire. A segnalare i ritardi istituzionali e i disagi è la sede locale dell’associazione “Amici degli Animali Barcellona-Milazzo Onlus”, operante sul territorio comunale sin dal 2011. L’ultima istanza, indirizzata mesi fa al sindaco Nino Campo, all’assessore all’ambiente Rosario Torre, al Comando della Polizia Municipale, ai membri della Giunta e del Consiglio Comunale, non ha mai ricevuto risposta da parte di nessuno degli interpellati. Richiamando le disposizioni di legge in materia e l’esempio di altri Comuni del messinese, l’associazione, nelle persone del presidente Marcella Sidoti e del referente luciese Tiziana Parisi, chiede, tra le altre cose, maggiori controlli sul territorio da parte dei vigili urbani, ovvero l’organo competente per la verifica dei microchip nei cani di proprietà, atti a prevenire e ridurre il fenomeno del randagismo. «L’associazione è riuscita, con un’attività costante e volontaria, a consentire, sino ad oggi, l’adozione di 66 randagi abbandonati sul territorio luciese e provvede, di tasca propria, al cibo e alle cure di un’altra decina di cani di proprietà del Comune, dispensandolo così dalle spese di mantenimento che gli spetterebbero in caso di trasferimento degli animali in un canile», spiega Tiziana Parisi. Un regolamento comunale relativo agli animali d’affezione, comprendente l’anagrafe canina, soluzione già  adottata a Terme Vigliatore e Patti, contribuirebbe sia a responsabilizzare i proprietari di animali che a ridurre il numero dei randagi, destinati a finire vittime, come accaduto più volte in passato, di maltrattamenti o avvelenamento. «Ci siamo fatti carico in questi anni, senza alcun contributo da parte del Comune, della totalità dei costi relativi al nutrimento, alle vaccinazioni, alle cure mediche e alla sterilizzazioni, occupandoci anche del disbrigo pratiche per i passaggi di proprietà degli animali dal Comune agli adottanti e del trasporto con voli di linea per le adozioni in altre regioni italiane», continua Parisi. A ciò va aggiunto che mancano stalli provvisori e aree da adibire a sgambatoi, per i quali si propone una soluzione a costo zero, utilizzando materiale riciclato da precedenti lavori e manodopera gratuita da parte di volontari che, già in passato, avevano avanzato simili richieste scritte al Comune, in applicazione di una specifica legge regionale, al fine di migliorare la convivenza e il rapporto tra gli uomini e gli animali, scoraggiando gli abbandoni. 

giovedì 28 maggio 2015

Comunicato Stampa: Convegno GIVA "Le associazioni di volontariato in Sicilia"


Sabato 30 Maggio 2015, alle ore 9,30 presso la Sala Riunioni del Palazzo Satellite della Delegazione Comunale di Rometta Marea, si terrà il convegno G.I.V.A. dal tema: "Le associazioni di volontariato in Sicilia -Rapperto con le Istituzioni ed eventuali dipendenza."
Il convegno è stato realizzato in collaborazione con le Associazioni di volontariato "Corpo Volontari Emergenze" e "Volontari del Terzo Settore", grazie anche al sostegno del Centro servizi per il volontariato CESV di Messina, e al patrocinio del Comune di Rometta. Vi sarà anche la partecipazione del Centro CO.TU.LE.VI., del Centro Studi Diodoro e del Kiwanis. 
Al convegno parteciperanno anche gli alunni delle scuole di Rometta, ai quali grazie alla disponibilità del Preside e dei responsabili delle strutture è stato chiesto anche un contributo con eventuali elaborati. E' richiesta la presenza di tutte le associazioni di volontariato che ne vorranno prendere parte e a tutta la cittadinanza. L'Associazione GIVA ringrazia anticipatamente tutti coloro che vorranno intervenire al convegno.



lunedì 18 maggio 2015

Elisir di lunga vita: quella bellissima parola chiamata “Prevenzione”

Filippo Alibrando - È assolutamente positivo il bilancio della prima giornata della Salute e della Prevenzione, organizzata dall'Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente di Santa Lucia del Mela.
La locandina dell'evento
Il tema della prevenzione è sempre più attuale in uno scenario, quale quello nazionale, in cui le principali cause di mortalità sono connesse al fumo di sigaretta, tumori e malattie cardiovascolari. Premettendo che la prima prevenzione da attuare sulla propria persona è quella di evitare comportamenti potenzialmente dannosi (il fumo, l’assunzione spropositata di alcool, l’alimentazione scorretta), è importante inoltre attuare quella che viene indicata come “prevenzione secondaria”, ovvero l’atto di sottoporsi ad esami strumentali e visite mediche per scoprire in tempo eventuali malattie, gravi o lievi che siano.
Analizzando i dati riguardanti i tumori per esempio, secondo la LILT le neoplasie più frequenti sono quelle al collo dell’utero, al seno, ai polmoni, al colon retto e alla prostata. Dati che comunque non possono tralasciare il resto dell’elenco, che viene sempre più rifornito di nuovi casi ogni giorno. 
Se la prevenzione è indicata come prioritaria in tutta Italia, è ancora più importante e necessario sottoporsi agli screening in un’area, quale quella della Valle del Mela, in cui i casi di mortalità dovuti a malattie neoplastiche e respiratorie sono in costante presenza ed aumento. In particolare, secondo dati recenti i casi di mieloma multiplo, tumore al colon, seno, tiroide, sistema nervoso e polmoni sono in forte aumento in tutto il distretto mamertino.
A tutto ciò, si aggiunge anche lo studio eseguito dall'Università di Messina su un campione di bambini, che constatava problemi all'apparato riproduttore, la presenza di metalli pesanti nel sangue oltre alla metilazione del DNA che porta alla non produzione di essenziali proteine funzionali all'organismo, fattore chiave per una probabile successiva insorgenza di problematiche tumorali. 
Le cause, tristemente note, sono al centro di numerosi scontri e dibattiti mediatici e politici, ma in un clima fortemente incerto, nonostante l’impegno, il tempo passa e in pochi casi le cose migliorano.
È questa l’ottica verso cui l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente si è mossa per fissare questo appuntamento. L’evento, organizzato in stretta collaborazione con la Confraternita Misericordia di Spadafora, ha riscosso un notevole successo, vista l’ottima affluenza di cittadini che si sono sottoposti agli screening medici e strumentali messi a disposizione dalle sopracitate due associazioni di volontariato. 
Nella location del Chiostro interno della chiesa Sacro Cuore di Santa Lucia del Mela, si sono tenute visite ed esami strumentali per un totale di 61 consulenze. Nel dettaglio, sono stati effettuati 10 controlli Urologici (Dr. Galì Alessandro), 11 controlli oncologici (Dr. D’Angelo Alessandro), 19 controlli endocrinologici (Dr. Squadrito Stefano), 3 consulenze psicologiche (Dott. sse Priscoglio Nunziatina e Vento Raffaella) oltre a 16 esami ecografici effettuati dal Dr. La Rosa Domenico. 
È stato possibile inoltre effettuare il controllo pressorio e glicemico, a cura degli operatori della Misericordia di Spadafora.
Si percepisce una forte soddisfazione tra i componenti dell’Alsa di Santa Lucia del Mela, che tra i vari obiettivi statutari vede anche quello della salvaguardia e preventivazione di problemi che possano in qualche modo minare la salute pubblica. La giornata della Salute e Prevenzione infatti, ha come scopo ultimo quello di dare la possibilità ai tanti cittadini,
luciesi e dei paesi limitrofi, di poter effettuare controlli del proprio stato di salute, collaborando con un’organizzazione efficiente e professionale, qual è la Misericordia, che nel campo della prevenzione ha esperienza quindicennale. 

È importante sottolineare che tali giornate, vengono organizzate senza ricevere finanziamenti per la loro attuazione, ma si basano sul volontariato delle associazioni che le organizzano e sulla disponibilità dei medici che, in base alle loro possibilità, collaborano in modo fattivo per essere presenti agli eventi. 
L’Alsa di Santa Lucia del Mela, nel ringraziare Fra Alberto Foti per la gentile concessione dei locali del Chiostro Sacro Cuore, i volontari della Confraternita Misericordia di Spadafora, i medici D’Angelo (Mis. Letojanni), Squadrito (Mis. Spadafora), Galì, La Rosa, Priscoglio, Vento, ringraziano anche quanti si sono sottoposti agli screening, annunciando il rilancio di nuove iniziative da proporre in futuro. 

Alcuni componenti dell'associazione ALSA


Alcuni componenti della Confraternita Misericordia Spadafora

mercoledì 17 dicembre 2014

GIORNATA MONDIALE DEL VOLONTARIATO

Comunicato stampa:
SPADAFORA - “Informare sin da piccoli”, un concetto su cui il Gruppo Donatori di Sangue Fratres di Spadafora crede da sempre. 
Proprio in occasione della Giornata mondiale del volontariato, sabato 6 dicembre l’Associazione Eccoci (presidente: Cettina Ialacqua), in collaborazione con la Fratres e la Misericordia (presieduta da Giuseppe Nastasi), ha organizzato l’evento “Porte aperte”. Ogni Associazione è stata ben lieta di aprire le porte delle rispettive sedi agli alunni delle quinte elementari e della scuola media inferiore del paese. 
da sinistra: il Presidente Arturo Remigare, l'Amministratore Rag. Giovanni La Macchia, il Vice presidente Pietro Nicosia. In basso: la Giovane Fratres Veronica Pagano
Per il Gruppo Donatori di Sangue Fratres, guidato da Arturo Remigare e Pietro Nicosia, questo è stato un ottimo modo per far conoscere più da vicino la realtà del volontariato anche ai più piccoli, insieme alle problematiche legate al settore della donazione del sangue, fondamentale linfa vitale. 
La curiosità era tanta e i Volontari del Gruppo sono stati ben lieti di rispondere alle molte domande di quel giorno. 
La giornata, conclusasi con un rinfresco offerto dalle tre Associazioni, ha riscosso molto successo incontrando il favore e l’entusiasmo dei “piccoli ospiti”. 

domenica 19 ottobre 2014

Lute, al via il nuovo anno



Dopo la pausa estiva, sono ripresi gli appuntamenti della “Libera Università per la Terza Età”, costituita sul territorio luciese come sezione staccata di quella di Milazzo. Il programma dei corsi è stato presentato in occasione della festa inaugurale del nuovo anno accademico, alla presenza del presidente Claudio Graziano, del comitato direttivo luciese e di alcuni rappresentanti di quello mamertino, insieme alla delegazione polacca ospite della Lute in questi giorni.
A coordinare la sezione locale sarà Gelsomina Zullo, che prende il posto di Giuseppe Sergi. Tra le novità di quest’anno, c’è l’arricchimento dei percorsi didattici con seminari a cura di professionisti di diverse discipline, dalla medicina alla musica. Ma anche nuovi spazi, dedicati alle molteplici attività teoriche e laboratoriali proposte.   
«Il successo di questa iniziativa, che ha fatto registrare una crescita costante degli iscritti e dell’offerta didattica, conferma la sua importante valenza sociale e culturale», dichiara la neo-coordinatrice Zullo. «Ad essere valorizzato è il ruolo del volontariato, che coinvolge tantissimi cittadini, impegnati sia come insegnanti che come organizzatori, tra cui non mancano i più giovani».
Quasi trenta i corsi in programma, dalle materie più canoniche come lingue straniere, informatica, architettura, storia della lingua italiana, ad attività che investono sulla condivisione di saperi ed esperienze, mettendo in risalto la pratica artigianale e gli antichi mestieri: dallo sfilato creativo alla lavorazione della creta e della ceramica, dal laboratorio teatrale alla pittura, dalla cucina all’arte di intrecciare. Focus anche sulla storia e l’arte luciese, al centro di un corso dedicato alla riscoperta dell’immenso patrimonio cittadino.

mercoledì 15 ottobre 2014

Randagismo, la parola ai volontari

Se ne parla sempre troppo poco, nonostante le campagne di sensibilizzazione portate avanti dagli amici degli animali sui temi della sterilizzazione e dell'adozione. Il randagismo resta un argomento da non sottovalutare, anche per informare i cittadini, che si limitano talvolta a chiamare un accalappiacani anche di fronte a esemplari non pericolosi o, nei peggiori dei casi, ad agire senza scrupoli, come avvenuto nel caso dei bocconi avvelenati in località San Cono
Sulla questione interviene Tiziana Parisi, che, oltre ad aver fondato l'associazione "Codamici", è da sempre in prima linea: c'era anche quando non si parlava di adozioni e nessuno era informato circa il modo di affrontare il randagismo. E ha seguito da vicino la storia delle quattro cagnette che si trovano attualmente in una struttura convenzionata con il Comune luciese: "Inizialmente, erano state portate in un canile lager, poiché il nostro paese aveva stipulato una convenzione proprio con questo vero e proprio "campo di concentramento" per cani, dove venivano lasciati morti di fame e senza cure. Purtroppo, infatti, all'inizio erano in 8, ma 4 non ce l'hanno fatta e sono morti di stenti! Ma questo canile non ha comunicato la loro morte al nostro Comune, il quale continuava a pagare il mantenimento anche per quei 4 morti". 
Per chi non lo sapesse, dice Tiziana, oltre a dover pagare l'accalappiacani (300 euro a chiamata) al Comune spetta pagare una retta giornaliera per ogni cane, per tutta la durata della sua vita. Dunque è logico che i canili non hanno interesse a dare in adozione i cani, ma fanno sì che rimangano rinchiusi per sempre. Ma nel caso del canile calabrese, denuncia Tiziana, "i soldi recepiti, invece che essere usati per i cani, finivano nelle tasche dei gestori, e quindi i cani morivano di fame. S.Lucia del Mela pagava 13 mila euro all'anno per cani sia vivi che già morti! Finché un bel giorno questo canile è stato indagato per mafia e si sono scoperti questi misfatti! Allora, venendolo a sapere, ho cercato di sensibilizzare il Comune di S.Lucia, e ho trovato dei validi e sensibili interlocutori nell'Assessore Rosario Torre e nel Sindaco Nino Campo, i quali hanno inoltre compreso che, oltre che fare il bene dei cani, affrontare il randagismo in maniera razionale e giusta fa anche risparmiare moltissimi soldi al Comune!". 
Infatti, se il cane viene adottato, il Comune non deve pagare più il suo mantenimento. "E quindi, prosegue Tiziana, "ho proposto loro di trasferire subito i cani in un canile più vicino e di ottima fama, quello di Portella Castanea, dove poter andare a controllare facilmente il loro benessere e poterli mettere in adozione. Nel vecchio canile, infatti, non si poteva neanche andare, non era aperto alle associazioni. L'unico modo per salvarli e poterli fotografare e metterli in adozione era trasferirli altrove". E così è stato fatto.
"Dopo il trasferimento, effettuato da una ditta di Messina, la Direttrice del nuovo canile ci ha riferito che erano arrivati molto magri e malmessi. Alla fine del mese di agosto io, l'Assessore Torre e il vigile urbano Stefano Barbera siamo andati al Canile Millemusi a trovare i nostri cani! Sono trattati molto bene adesso, ma si tratta pur sempre di un canile, dunque meritano di uscire da lì e trovare una famiglia che li ami e li ripaghi di tutte le ingiustizie subite!".
Le cagnette sono state controllate e sono pronte  lasciare il canile. E, finalmente hanno anche un nome: Iris, Venere, Emily e Lucia. "Abbiamo scelto per loro dei bei nomi, poiché erano registrate all'anagrafe addirittura solo con delle sigle alfanumeriche!", conclude Tiziana. La campagna adozioni è aperta. 
Tiziana Parisi gioca con Iris