giovedì 4 ottobre 2012

4 Ottobre: ricorrenza in onore di S. Francesco d'Assisi

San Francesco

Antonella Alibrando / Santo Arizzi - Il 4 ottobre, la Chiesa ricorda S. Francesco d’Assisi, uno dei santi più amati e venerati da sempre.
Il culto nacque in breve tempo, infatti papa Gregorio IX lo proclamò santo appena 2 anni dopo la sua morte e nel 1939 papa Pio XII, definendolo "il più italiano dei santi e più santo degli italiani" , lo proclamò patrono d’Italia.

Francescani a S.Lucia del Mela

Nel XVII secolo due gruppi di francescani si stabilirono a S. Lucia fondando due chiese: una in contrada Grazia (nei pressi dell’attuale campo sportivo) e l’altra in aperta campagna (l’attuale piazza Milite Ignoto).
Nel 1622 i primi decisero di spostarsi nella più sicura parte alta della città dove edificarono il convento e la chiesa di S. Francesco, ma circa due secoli dopo vennero emanate le leggi sulla soppressione civile che stabilirono che l’edificio venisse espropriato ai frati e trasformato in un ospedale militare.
Nello stesso periodo la chiesa di campagna fu ricostruita e dedicata al Sacro Cuore di Gesù.
Attualmente la chiesa di San Francesco è chiusa al culto, mentre quella del Sacro Cuore è una delle 3 parrocchie cittadine.

Tela della Porziuncola

L’opera che meglio rappresenta il poverello di Assisi è Il quadro della Porziuncola custodito nella chiesa del S. Cuore attribuito ad Antonino Biondo (1600).
Con il termine Porziuncola s’intende la chiesetta di S. Maria degli angeli che S. Francesco restaurò tra il 1207 e il 1208.  Questa divenne il luogo simbolo per la nascita dell’Ordine francescano: lì Francesco accolse Chiara che aveva deciso di seguire il suo esempio fondando l’ordine femminile francescano delle clarisse, ed in quella stessa chiesa ritornò gravemente malato e morì nella notte fra il 3 ed il 4 ottobre 1226.
Questa tela ha una storia piuttosto travagliata, infatti quando dopo l’uccisione del re Umberto I°  la chiesa ed il convento del S. Cuore vennero espropriati ai frati e trasformati in caserma militare, i soldati dell’84° reggimento di Fanteria con le loro baionette sfregiarono la tela che fortunatamente anni dopo è stata ben restaurata ed oggi possiamo ammirarla in tutto il suo splendore.

Antonella Alibrando
Estasi di San Francesco

                                                                             
Descrizione dell’opera:

Il soggetto principale, interpretato dalla figura di San Francesco (inginocchio nella parte inferiore del dipinto), rivolge lo sguardo penitente verso le immagini di Gesù e della Madonna tra gli angeli, situati nella parte superiore dell’opera.
Il rigore del classicismo rinascimentale, viene individuato nella riuscitissima prospettiva centrale riscontrata nella parte inferiore. Attraverso la stessa, viene messo ancora più in evidenza la figura del Santo; tutti le linee prospettiche, infatti, convergono e si uniscono in un immaginario punto di fuga, coincidente con la testa di San Francesco.
La struttura architettonica, rappresentata anch’essa con riferimenti in stile tipicamente rinascimentale, con motivi in marmo policromo intervallati da paraste in marmo bianco, viene interrotta all’improvviso da una schiera di angeli che la sovrasta. Il rigore e la compostezza classica, in questo caso, si sostituisce con la confusione e con la teatralità tipicamente barocca.
L’opera, indubbiamente di stile manieristico, è influenzata pertanto dal precedente stile rinascimentale e dal nuovo stile barocco.
I colori pastello riscontrati nelle vesti della Madonna e degli angeli, il colore oro del cielo, gli sproporzionati accostamenti tra gli angeli utilizzati nella raffigurazione, sono tutti elementi che ci ricordano lo stile manieristico tipico dell’epoca di realizzazione dell’opera.

Stato di conservazione:

Il dipinto, si presenta purtroppo illeggibile nella sua totalità, a causa delle innumerevoli lacune del film pittorico sparse su tutta la superficie.
Ha subito un precedente intervento di restauro, basato principalmente sul consolidamento e sulla pulitura della superficie pittorica.
È anche visibile il supporto della tela originale, adottata per la realizzazione dell’opera, a causa delle notevoli cadute della pellicola pittorica. Nelle lacerazioni e nelle mancanze del tessuto della stessa, sono stati eseguiti degli interventi di stuccatura, dalla policromia mimetica con il colore del supporto tessile.
Sono inoltre visibili alcuni interventi di ritocco pittorico, eseguito a tratteggio, nelle lacune più piccole riscontrate sulla superficie restaurata.
L’opera oggi non è sicuramente in uno stato di conservazione ottimale, meriterebbe pertanto un ulteriore intervento di pulitura e restauro di tutta la superficie.
                                    
          
San Francesco d'Assisi
                                                            Arizzi Santo


lunedì 1 ottobre 2012

“Rifiuti Zero”: un nuovo Modello di vita

Rosario Torre - Ognuno di noi affronta quotidianamente la “questione rifiuti”. Solo per attenerci a quelli solidi urbani, esistono parecchi spazi comuni che vengono violentati dall’inciviltà di molti cittadini: basta guardarsi un po’ intorno per vedere ciò che succede. Dai sacchetti interi abbandonati nei vicoli, all’interno di case o ruderi, fino alle chewing-gum, alle cicche di sigarette, alle bottiglie di ogni genere di bevanda, alle deiezioni degli animali domestici portati a passeggio, ai “bisognini umani” effettuati con nonchalance in pieno centro abitato, a poca distanza da piazze e locali pubblici. Poi, se guardiamo un po’ oltre, possiamo osservare il “problema rifiuto” sotto un’altra ottica: la raccolta e lo spazzamento poco frequenti o mal gestiti, i costi sempre più onerosi, le suddivisioni spropositate degli ambiti territoriali, la presenza di inceneritori (di qualsiasi “generazione”) o di discariche, l’assenza di opportuni centri per il riciclaggio dei materiali (che dovrebbero essere logisticamente distribuiti nel nostro territorio), la raccolta differenziata che non riesce a decollare nonostante l’Europa ci imponga di raggiungere il 65% entro il 31 dicembre 2012.

Eppure, a Napoli, a dispetto di ciò che accade oggi, si ebbe la prima raccolta differenziata del nostro Paese. Infatti, fu a seguito del Regio Decreto n. 21 del 03/05/1832 (firmato da Ferdinando II, Re delle Due Sicilie) che venne emessa un’ordinanza da Gennaro Piscopo, Prefetto di Napoli, dove si obbligava la popolazione a raccogliere separatamente i rifiuti.

Analizziamo adesso il concetto di “rifiuto”, così come noi oggi lo intendiamo: “scarto, eliminazione di qualcosa perché inutilizzabile o dannosa”.

Cinque secoli fa Leonardo da Vinci pose l’attenzione sul fatto che la parola “rifiuto” in natura non esiste. Oggi possiamo, in maniera più corretta, parlare di Risorsa, intesa come “materia” da poter recuperare e riutilizzare.

E proprio da questa “nuova” concezione nasce il concetto di Rifiuti Zero (Zero Waste). Non si tratta di una Teoria accademica ma di una strategia, un Modello di vita responsabile ed ecosostenibile, che mira alla riprogettazione della vita ciclica delle risorse (dal produttore al consumatore, fino alla reale possibilità del riuso dei materiali) in modo tale da recuperare tutti i prodotti, portando la quantità di rifiuti, da conferire in discarica o da incenerire, a valori prossimi allo zero. Tale progetto, attuabile e vitale per l’eccessivo spreco di risorse attuali che rischia di compromettere sempre più la disponibilità delle stesse per le generazioni future, si contrappone alle pratiche che prevedono “obbligatoriamente” un processo di incenerimento o di conferimento in discarica.

“… Non possiamo più sostenere una società usa e getta su un Pianeta finito. … I rifiuti sono l’evidenza che stiamo facendo qualcosa di sbagliato. Le discariche seppelliscono l’evidenza e gli inceneritori la bruciano. Questo è vero per gli inceneritori, non importa quali nomi di fantasia vengano usati per definirli, per esempio termovalorizzatori, gassificatori, pirolìsi o torcia al plasma. Il nostro obiettivo nel XXI secolo non è trovare sempre più sofisticati modi di distruggere risorse, ma smettere di produrre prodotti e imballaggi che devono essere distrutti. …”. La strategia Rifiuti Zero dice “no” agli inceneritori, “no” alle mega discariche, “no” alla società usa e getta e “sì” a una società sostenibile (Paul CONNETT, Rossano ERCOLINI, Patrizia LO SCIUTO, Rifiuti Zero. Una rivoluzione in corso, Edizione Dissensi, marzo 2012, pp. 219, cfr. pp. 11, 13). Non si tratta di un obiettivo idealistico e utopico ma di una scelta responsabile che ha portato diverse Comunità a credere realmente alla possibilità di mettere in pratica ciò che uomini come Paul Connett (Prof. Emerito di Chimica Ambientale alla St. Lawrence University di Canton, nello Stato di New York, USA), candidato al Premio Nobel nel 2008, sta cercando di divulgare negli ultimi anni, in giro per il mondo.
La copertina dell’ultimo libro pubblicato dal Prof. Paul Connett


Così a Messina, dopo il precedente incontro del 2 ottobre 2009 (all’indomani della tragedia di Giampilieri e Scaletta Zanclea), il 27 settembre 2012, presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, si è tenuta un’altra affollatissima Conferenza del Prof. Paul Connett su “Rifiuti Zero”.

Il Prof. Paul Connett a Messina, 27 settembre 2012

La Conferenza si è aperta con gli interventi dell’Avvocato Antonio Catalioto (Coordinatore Progetto Rifiuti Zero, Circolo di Messina), del Prof. Paolo Guarnaccia (Coordinatore Regionale Rifiuti Zero Sicilia), del Dott. Francesco Cancellieri (Osservatorio Rifiuti Zero Catania) e della giornalista Dott. Rosaria Brancato che ha coordinato l’incontro.
In particolare, l’Avv. Catalioto rimarca il fatto che nella Città di Messina si faccia soltanto il 6,9% di raccolta differenziata e che attualmente si stia attraversando la situazione peggiore riguardo alla gestione dei rifiuti. Importanti sono i richiami verso la puntata su Rai Tre di “Presa Diretta” (“Immondizia Zero”, 22 gennaio 2012), sugli esempi virtuosi di realtà come Capannori (un Comune di 46.600 ab. in Provincia di Lucca, ove i cassonetti non esistono e si è raggiunto l’82% di raccolta differenziata) e San Francisco, la Città della California che conta circa 810.000 ab. (con una popolazione che arriva fino a ca. 4.340.000 ab. considerando l’Area Metropolitana), che attualmente raggiunge il 78% di raccolta differenziata.



La raccolta differenziata porta a porta a Capannori (LU)



È la “società usa e getta” che contribuisce a causare una crisi di sistema, che non è solo economica. Di conseguenza, si rende necessario intraprendere un nuovo percorso per ridurre i rifiuti e l’impatto sull’ambiente. Un percorso che riesca a portare a un modello di consumo che non annienti la sostenibilità, un percorso che non comprenda le “3 R” più conosciute (Riduco, Riuso, Riciclo) ma anche la “4ª R” (“Ri-progettazione”) e la “5ª R” ovvero la “Responsabilità” che deve essere individuale, collettiva, degli ordini professionali, delle categorie (industriali e imprenditori) ma anche dei politici.

Rifiuti Zero” non è soltanto raccolta differenziata ma la consapevolezza di una battaglia unica sulla sostenibilità, con il contributo di tutti. Da rimarcare, quindi, l’auspicabile rispetto del noto concetto di sviluppo sostenibile: “uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni” (Rapporto Brundtland, 1987).

Attualmente in Italia 91 Comuni (su 8.092) hanno aderito alla “Strategia Rifiuti Zero”, dei quali 9 sono siciliani (su 390 Comuni dell’Isola). Il nono Comune, in ordine temporale di adesione, riguarda proprio la Provincia di Messina: Giardini Naxos. Durante la Conferenza, inoltre, l’attuale Sindaco di Furnari (Comune che sorge a ca. 200 m dalla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea) dichiara di voler aderire all’iniziativa “Rifiuti Zero”.

Un appunto importante riguarda, inoltre, le suddivisioni territoriali con le quali vengono gestiti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in Sicilia: gli ex 27 ATO (Ambito Territoriale Ottimale) verranno sostituiti dalle nascenti 18 SRR (Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti) che probabilmente non miglioreranno la situazione poiché i Comuni non sono stati messi nelle condizioni di poter scegliere “liberamente” la ripartizione delle stesse.

Infine, l’intervento del Prof. Paul Connett spiega minuziosamente cosa significa “Rifiuti Zero”. Connett, non è solo il massimo esperto in materia ma un vulcanico e appassionante divulgatore della complessa tematica ambientale che viene affrontata a 360° e senza “mezze parole”.


Un cane è stato addestrato in Svezia per fare la raccolta differenziata: riesce a separare sei tipologie di materiali
Così egli rimarca il fatto che esistano “5 R” (italiane): Riduzione, Riuso, Riciclo, Re-Design e Responsabilità. In particolare, nel caso del Re-Design si evidenzia come tutto ciò che non può essere riprogettato e riciclato non debba nemmeno essere prodotto.

Connett enuncia anche le “4 C” (inglesi): Buon Senso (Common sense), Comunità (Community), Creatività (Creativity; la riprogettazione e il design di cui gli italiani sono maestri), Bambini (Children; i figli che rappresentano il futuro). L’ultima “C” (Children) è la più importante per poter dire “no” alla diossina degli inceneritori e “no” ai veleni delle discariche.

Così, Paul Connett, guadagnandosi in più occasioni gli applausi accorati di tutti i presenti, illustra tutta la “Zero Waste Theory”, partendo dalla responsabilità della comunità (compresi gli industriali) e dai dieci passi (10 Steps) verso Rifiuti Zero:

1) Separazione alla fonte;

2) Raccolta differenziata porta a porta;

3) Compostaggio;

4) Riciclo;

5) Riuso, riparazione e decostruzione (non demolizione) dei vecchi edifici;

6) Iniziative di riduzione dei rifiuti;

7) Incentivi economici;

8) Separazione del residuo e Centro di Ricerca Rifiuti Zero;

9) Responsabilità industriale;

10) Discarica temporanea per il non riciclabile e la frazione organica sporca stabilizzata.

Solo se si riescono ad applicare totalmente i primi quattro steps si è in grado di raggiungere il 60% della raccolta differenziata. Con il quinto step si arriva al 70%, mentre al 7° step si arriva all’80% e con il 9° step all’obiettivo Zero Waste (Rifiuti Zero).
Quindi, il Prof. Connett espone dettagliatamente tutte le fasi (10 steps) del progetto “Rifiuti Zero”.
1) Separazione alla fonte: come ognuno di noi è capace di generare il “rifiuto” (frazione umida e secca) così è in grado di separare i materiali che devono essere scartati in base a poche categorie.
2) Raccolta differenziata porta a porta: sono riportati alcuni esempi di realtà grandi e medio - piccole come San Francisco (raccolta differenziata al 78%), Capannori (LU), il primo Comune italiano ad aver aderito al progetto Rifiuti Zero, e la Città di Hernani nei Paesi Baschi (Spagna).
3) Compostaggio: vengono illustrati esempi di impianti di compostaggio ben funzionanti nel mondo e di come il compost, ottenuto dalla frazione umida, possa essere non solo importante per l’impiego in agricoltura ma favorisca l’incremento della sostanza organica nel terreno, la diminuzione della CO2 e l’eliminazione della componente più fastidiosa e spesso più pesante dello stesso “rifiuto”, ovvero la puzza e il percolato.
4) Riciclaggio: il fatto di bruciare risorse è un atto stupido, dato anche l’aumento di domanda proveniente soprattutto dai Paesi del Terzo Mondo, e di conseguenza costruire un inceneritore nel XXI sec. è altrettanto stupido (in Svezia, nei Paesi Bassi e in Germania si è costretti, persino, a importare rifiuti per alimentare le proprie “centrali”, riconoscendo di aver sostenuto costi inutili per la stessa costruzione di tali “inceneritori”).
5) Riuso, riparazione e decostruzione (non demolizione) dei vecchi edifici: sono riportati i casi di impianti per realizzare prodotti usati in cui trovano posto molti lavoratori, in cui vengono predisposti dei corsi di formazione professionali e sono venduti numerosi articoli a basso costo. Importante risulta il buon senso per poter sostituire le stoviglie e le bottiglie in plastica, utilizzare pannolini lavabili come avveniva in passato, acquistare alla spina il latte, le bevande e i saponi, sostituire le buste in plastica per la spesa, così come oggi ci impone l’Europa.
6) Iniziative di riduzione dei rifiuti: esistono diversi prodotti che non possono essere riutilizzati (come gli imballaggi) e quindi bisogna fare in modo di minimizzare la loro produzione.
7) Incentivi economici: viene considerata la possibilità di introdurre alcuni incentivi che possano scoraggiare l’impiego di prodotti che costituiscono la frazione residua e premiare quei cittadini che riescono a minimizzare questo tipo di “rifiuto” (è il caso dei sacchetti prepagati).
8) Separazione del residuo e Centro di Ricerca Rifiuti Zero: possibilità di separare il residuo in uno specifico impianto (che non è la comune discarica in cui si conferisce quasi tutta la quantità dei rifiuti) e di realizzare veri e propri Centri di Ricerca per lo studio dei materiali di scarto e la loro possibilità di poter essere prodotti con componenti ecosostenibili.
9) Responsabilità industriale: il ciclo si chiude con l’analisi del residuo, che dovrebbe portare alla riprogettazione industriale degli oggetti che non possono essere riciclati.
10) Discarica temporanea per il non riciclabile e la frazione organica sporca stabilizzata: una discarica transitoria che possa contenere i materiali ancora non riciclabili e la frazione organica non stabilizzata, nell’attesa che il Centro di Ricerca Rifiuti Zero possa fornire le indicazioni per il più opportuno riciclo e Re-Design.

Il Piano Rifiuti Zero e le relative motivazioni per essere applicato



In conclusione è possibile evidenziare che esistono appuntamenti come questo che dovrebbero essere divulgati e conosciuti da Tutta la Comunità poiché la “questione rifiuti” (= Risorse) riguarda non solo gli uomini di oggi ma soprattutto le future generazioni.

mercoledì 26 settembre 2012

Coppa Sicilia: La promende vince anche la partita di ritorno del girone contro il Pellegrino


Filippo Alibrando -  Il cammino della Promende in Coppa Sicilia continua grazie alla vittoria ottenuta nella partita di ritorno contro il Pellegrino. La partita, giocatasi allo stadio comunale “G.Scirea” di S. Lucia del Mela e valida per l’accesso ai sedicesimi di finale, è stata del tutto dominata da un’ ottima Promende che è andata a segno con Cerasuolo e
Gitto. Da segnalare inoltre la buona prova di Liarosa (all’esordio con la maglia giallorossa) e un calcio di rigore concesso dall’arbitro (Rinaldi di Messina) al Pellegrino, ma che l’estremo difensore giallorosso Impellizzeri ha saputo respingere.

Le formazioni:

Promende
: Impellizzeri, Lipari, Liarosa, Floramo (45” pt De Luca), D’Amico, Barca, Burrascano, Granata, Ficarra M., Cerasuolo (6” st Genovese), Gitto (6” st Nobile) . A disp. Foti, Nobile, Genovese, Schepisi, De Luca, Artale, Giunta.     All. Granata

Pellegrino: Soldino, Catalfamo, Cannistrà F, Cannistrà S., La Macchia, De Mariano (45” st Giorgianni A.), Previte (25” st Andaloro), Giorgianni G., Midili (31” st Trimarchi), Rera, Di Natale. A disp. Iarrera, Giorgianni A, Trimarchi, Andaloro, Casella.     All. La Rocca

Direttore di gara: Rinaldi (Messina)

La cronaca della partita

1”- Batte il calcio d’inizio la squadra di casa.
5”- Calcio d’angolo per la Promende, che si vede deviare un tiro di Cerasuolo dopo una bella azione intrapresa con Gitto.
8”- Tiro dal limite di Ficarra, ma subisce fallo. Sulla battuta si prepara Granata che crossa in area, ma c’è una respinta di mano di Cannistrà. L’arbitro tuttavia non concede il penality.
17”- La Promende sembra molto più in partita del la squadra ospite, si registrano numerose incursioni pericolose in area.
21”- GOL PROMENDE!!! Cerasuolo dopo una bellissima azione controllata di prima con Ficarra mette in rete il gol dell’1-0!
27”- Ammonito Rera per una simulazione in area, per un presunto contatto con D’Amico.
34”- Tiro di Ficarra dopo la sponda di Cerasuolo. Il portiere avversario si impegna con un’ottima parata.
35”- Il pellegrino sembra rientrare in partita, con numerose azioni offensive. Midili, servito da Giorgianni tira nello specchio della porta, ma la palla riesce ad essere rinviata verso il centrocampo.
44”- Calcio di punizione concesso alla Promende x un fallo di Cannistrà: scivolando blocca il pallone con le mani.
45”- GOL PROMENDE!!! Sulla punizione battuta da Granata, Gitto mette a segno la rete che porta sul 2-0 la formazione di casa.
45”- L’arbitro concede 1 minuto di recupero.
47”- Finisce la prima frazione di gioco.

2° Tempo

1”- Batte il Pellegrino
2”- Incursione dalla destra di De Luca che serve Granata: il tiro del centrocampista viene respinto dal portiere.
7”- Cambio: Esce Cerasuolo (PRO), dentro Genovese.
8”- Brivido per la Promende: D’Amico perde palla al limite dell’area. Giorgianni tira dal limite sfiorando il secondo palo.
9”- Rera (PE) tira dalla tre quarti campo: il suo tiro risulta essere di poco alto sulla traversa.
16”- Ammonito Cannistrà S. per un fallo su De Luca.
19”- Calcio di punizione per il Pellegrino che viene battuto da Giorgianni. È suo l’assist verso Rera il quale devia in mezzo per Catalfamo non riuscendo a deviare in rete.
25”- CALCIO DI RIGORE!! Impellizzeri commette fallo su Rera. Giorgianni tira centralmente e il portiere rimedia il suo errore riuscendo a parare. Il risultato resta salvo sul 2 – 0 per la Promende.
29”- Ammonito Lipari (PRO)
31”- Cambio: Esce Midili lasciando il posto a Trimarchi.
36”- Rera tira dal limite: Impellizzeri riesce a parare il tiro insidioso.
38”- Ammonito Cannistrà F. che stava per scattare in contropiede.
42”- Il Pellegrino prova più volte il gol della bandiera tirando ripetutamente in porta con Rera e Di Natale: Impellizzeri impeccabile riesce a respingere.
45”- L’arbitro concede 3 minuti di recupero
48”- Finisce qui la partita tra la Promende e il Pellegrino sul risultato di 2-0 per la formazione giallorossa.

Ammoniti: Lipari (PRO), Cannistrà F., Cannistrà S., Rera (PEL)
Espulsi: ////////

domenica 23 settembre 2012

Prima giornata di campionato: La Promende sconfitta nella partita casalinga contro il Furci


Filippo Alibrando - È  stata una partita molto difficile per la Promende quella disputata oggi allo stadio “G. Scirea” di S. Lucia del Mela. Oltre a dover combattere contro il forte caldo fuori da ogni media stagionale, i ragazzi di mister Granata hanno trovato di fronte un Furci molto ben organizzato tatticamente e ad un buon livello di gioco.
Il risultato finale ha visto la squadra furcese imporsi sulla Promende per 3-2, con la tripletta del capitano Beccaria. La squadra luciese, incolpevole su alcune situazioni, ma responsabile di aver lasciato spazi liberi alla squadra avversaria in altre, ha cercato fino all’ultimo minuto il meritato pareggio al termine di una partita di corsa, fatica e sacrificio.

Le formazioni:

Promende: Impellizzeri, Nobile, Lipari M., Barca, D’Amico, Genovese, Burrascano (C), Granata, Schepisi, Cerasuolo, Floramo. A disp: Messina, Ficarra M., Casella, De Luca, Gitto, Liarosa, Giunta.    All. Granata

Furci: Barbera, Pino, Burgio, Cerrito, Coledi, Lo Re, Tomasello, D’Agostino, Principato, Beccaria (C), Pagano. A disp: Carrolo, Proteggente, Maimone, Di Nuzzo, Ciraolo, Cutroneo, Carpillo.    All. Ciatto

Direttore di Gara: Bellinghiere (Messina)

La cronaca della partita:

Il primo tempo si apre con l’osservanza di un minuto di silenzio in onore di Arrigo Gattai, ex presidente del Coni.

1”- La promende batte il calcio d’inizio.
5” Primi minuti privi di azioni importanti.  Le squadre fanno possesso palla.
8” – Punizione dalla tre quarti procurata da Schepisi (P); Granata crossa in area, ma la deviazione di testa di Barca non centra lo specchio della porta.
10” – Cerasuolo(P) lanciato da Granata scatta sul filo del fuorigioco ma il tiro è alto sopra la traversa.
11” – Contropiede del Furci, la difesa giallorossa si fa trovare impreparata. Impellizzeri mette in mostra due ottime parate prima su Beccaria e poi sulla ribattuta di Principato, deviando in angolo.
14” – Il Furci sembra essere più in partita della Promende in questo momento. Frequenti pericolose incursioni di Principato.
19” - Rigore per il Furci! Tomasello viene atterrato al limite dell’area da Barca che viene ammonito.
20” - GOL! Sul dischetto si prepara Beccaria (F), che trasforma il penality non lasciando scampo a Impellizzeri. Il Furci va in vantaggio per 1 a 0.
25” - GOL! Cerasuolo imbeccato da un bell’assist di Schepisi scatta  sulla destra mettendo in rete. Proteste del Furci per un presunto fuorigioco con conseguente ammonizione di Lo Re.
27” – Ammonito Cerasuolo per simulazione in area di rigore su un fallo di Cerrito. L’impressione del pubblico è ben diversa da quella dell’arbitro. Ammonito Lo Re (F)
34” - Punizione per il Furci su fallo di Floramo. Beccaria crossa in area, ma Principato non riesce a coordinare il tiro.
42”- Principato tira sfruttando un’indecisione della difesa giallorossa. Il tiro esce di poco a lato della porta difesa da Impellizzeri.
45” - L’arbitro concede 2 minuti di recupero. 47” Finisce il Primo Tempo.

2° Tempo:

1” - Batte il Furci.
6” - Genovese prova il tiro da fuori area ma il tiro è abbondantemente sopra la traversa.
10” - Cambio per il Furci: Fuori Pagano che lascia il posto a Cutroneo.
18” - Punizione dalla tre quarti campo per la Promende. Granata crossa in area; Schepisi  non riesce a segnare da buona posizione.
19” - GOL! Beccaria (F) tira dal limite dell’area. Il portiere Impellizzeri non riesce a parare il potente sinistro anche a causa di un’incertezza.
19” - Cambio per la Promende: Esce Barca che lascia il posto a Gitto.
22” - Cambio per il Furci: esce Burgio che lascia il posto a Proteggente.
23” - GOL! Beccaria (F) tira un sinistro da fuori area, Impellizzeri non può nulla sul suo tiro.
29” - Cambio per la Promende: Fuori Granata che lascia il posto a Ficarra.
30” - GOL! Ficarra (P) devia di testa una punizione di Genovese.
31” - Ammonito Proteggente (F).
37” - La Promende è alla ricerca del meritato pareggio, viste le chiare occasioni sin ora create. Genovese crossa in area, Cerasuolo colpisce di testa ma il difensore avversario respinge sulla linea di porta.
40” - Beccaria tira in porta un’ottima punizione. Impellizzeri compie una bellissima parata.
43” - Ammonito Genovese (P) per proteste.
45” - L’arbitro concede 4 minuti di recupero.
48” - Genovese crossa in area un calcio d’angolo: Ficarra colpisce di testa ma la palla viene parata dal portiere che smanaccia sulla linea di porta.
49” - La partita si conclude qui: Promende – Furci termina 2 – 3.

Ammoniti:  Barca, Genovese, Cerasuolo (Promende);  Lo Re, Proteggente (Furci).
Espulsi:  /////

venerdì 21 settembre 2012

Giornata ecologica di metà settembre: il resoconto finale e la delusione per un problema fastidioso quotidiano ...


Filippo Alibrando - È stata portata a termine la giornata ecologica del mese di settembre, da parte dei volontari luciesi con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale e del gruppo comunale di Protezione Civile del comune di S. Lucia del Mela.
Diversi volontari, armati di pale, rastrelli e tanta buona volontà, Domenica 16 Settembre hanno ripulito diverse zone in stato di incuria generale del territorio luciese, individuandone altre per le successive date.



Le zone interessate dall’intervento dei volontari sono state la piazza “Bando”, borghetto caratteristico ai piedi del palazzo Vasari e la piccola superficie di terreno antistante il ristorante Pellegrino sporgente sulla via Pietro Nenni, sul quale sono stati lasciati diversi rifiuti quali tubazioni e macerie varie, ovvero i residui del cantiere di lavoro, che ha consegnato i lavori solo pochi mesi or sono.
In piazza bando invece sono stati eseguiti lavori di pulitura dalle numerose cartacce lasciate sulla sua superficie e successivamente la zona è stata resa più gradevole e accogliente tagliando le erbacce che soffocavano le piante presenti sulla zona.




Altro problema di cui si sono occupati i volontari, è di stampo prettamente igienico-sanitario. Come più volte denunciato dai cittadini sul gruppo Facebook del comune “I vostri consigli e suggerimenti per il nostro comune”, persiste il problema del vico II Mandre e di altre zone vicine. Ignoti, senza alcuno scrupolo, ogni giorno mettono in pratica il loro, seppur molto discutibile, concetto di civiltà.                                                              
Queste stradine infatti quotidianamente risultano essere sporche e maleodoranti a causa di queste persone che urinano in corrispondenza di angoli appartati, non curandosi del problema che nasce conseguentemente alla loro azione. Come promesso dall’Amministrazione, chiunque sarà sorpreso a compiere un’azione del genere, sarà punito pecuniariamente con multe molto salate. Ma questo forse non intimorirà i trasgressori, che continuano imperterriti nel loro intento.
Il lavoro eseguito dai volontari, è stato dunque assolutamente inutile se non per poche ore: dopo essere stata bonificata la zona infatti, già nelle ore serali il problema si è ripresentato negli stessi punti.

Un problema di mancanza di civiltà ed educazione, molto fastidioso per i residenti e altrettanto per chi ha a cuore il nostro paese. Molti credono che la soluzione consista nel montare un sistema di videosorveglianza nelle zone interessate dal fenomeno. Ma fin quando la gente non prenderà coscienza a priori delle proprie azioni non potrà mai avvenire alcun cambiamento.

È stato comunque un lavoro encomiabile quello del gruppo di volontari, di cui fanno parte anche il Sindaco Antonino Campo e l’assessore alla Protezione Civile Angelo Letizia, che danno dimostrazione del loro amore verso la nostra cittadina che ha MOLTO bisogno di gente così, ma che RESPINGE qualsiasi contributo di gente ignorante e incivile che scambia il suolo pubblico per un comune orinatoio pubblico … 



Vico II Mandre

giovedì 20 settembre 2012

Protezione civile, al via l'esercitazione

I volontari del Gruppo comunale di Protezione civile
Katia Trifirò – Prende il via domani l’esercitazione di Protezione civile organizzata dai volontari del gruppo comunale e intitolata “Mankarru bis 2012”, per sottolineare la continuità con le due edizioni che l’hanno preceduta. Un doppio appuntamento annuale che, dopo l’esercitazione dello scorso febbraio, si pone come obiettivo quello di sensibilizzare la popolazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio idrogeologico.
«Verranno promosse attività di informazione e incontri didattici, al fine di stimolare una maggiore consapevolezza fra la cittadinanza e in particolare nei bambini, coinvolgendo le scuole, gli insegnanti e le famiglie», spiega l’assessore alla Protezione civile, geom. Angelo Letizia. «Dopo gli eventi alluvionali del mese di novembre dello scorso anno, che hanno visto anche il nostro territorio scenario di numerosi allagamenti e danni, sarà oggetto di verifica l’attività di formazione sulla cultura della prevenzione, ma anche il coordinamento delle strutture operative finalizzato alla creazione di un sistema di comunicazione e soccorso alla popolazione in caso di evento calamitoso».
L’iniziativa si concluderà domenica presso il centro operativo comunale “Giuseppe Villa”, intitolato alla memoria del giovane volontario prematuramente scomparso. Per diffondere il tema della sicurezza del territorio tra le priorità da affrontare, il nuovo impegno del gruppo luciese è quello di coinvolgere gli altri comuni della Valle del Mela nella prossima esercitazione, programmata a febbraio 2013.

mercoledì 19 settembre 2012

Luoghi da scoprire: la scuola rossa

La scuola rossa
 
Tiziana Parisi - E’ appena cominciato un nuovo anno scolastico. Bambini e ragazzi, muniti di zaini e di tutto ciò che
offre la moderna tecnologia in materia di comunicazione, si recano nelle varie sedi scolastiche a bordo di diversi mezzi di locomozione. Alcuni prendono l’autobus, quelli più grandi preferiscono usare il motorino, altri ancora vengono accompagnati dai genitori con l’automobile. Chissà se gli studenti di oggi immaginano come si svolgesse l’anno scolastico in una scuola sita sui Peloritani, nell’immediato dopoguerra.
Si tratta della scuola di C/da Forno, a cui si può giungere passando da Marmureri e proseguendo in direzione del torrente Mela, oppure risalendo lungo il corso di quest’ultimo.
Lasciata l’auto e attraversati vari sentieri in preda alla più selvaggia vegetazione, si giunge finalmente a ciò che resta di essa, cioè un rudere avvolto da rovi e da piante rampicanti, che lasciano vedere parzialmente il vecchio intonaco di colore rossastro della facciata. Era questa, dunque, la tonalità di colore che accoglieva gli alunni al loro arrivo, dopo aver percorso a piedi, spesso scalzi, tragitti più o meno lunghi. Molti interrompevano l’attività lavorativa nei campi o appresso alle greggi, cominciata all’alba, per poi riprenderla al loro ritorno. Il tempo per studiare bisognava ricavarselo con la buona volontà, poiché la priorità era aiutare la famiglia ad assicurarsi il sostentamento.
Ma i maestri e le maestre questo lo sapevano bene; conoscevano bene le famiglie dei ragazzi, in quanto venivano da esse ospitati quando arrivavano a Forno la domenica pomeriggio in groppa ad un asino, carico di viveri, tramite un viaggio della durata di circa 4 ore a partire dal paese, per poi riandarsene il sabato. Era questa la loro routine, dall’autunno all’estate.
La scuola, dal soffitto ormai quasi totalmente crollato, si eleva su 2 livelli; al pianoterra vi sono 2 locali, che venivano adibiti a caserma, in cui si nota una mangiatoia per i cavalli usati dalle guardie, e la vera e propria cella di detenzione, mentre al primo piano si svolgeva l’attività didattica.
Guardando dal pianoterra attraverso la voragine originata dal crollo del tetto, si può notare che le pareti dell’aula erano di colore azzurro chiaro. Era inoltre dotata di bagno, raro per l’epoca, e di caminetto, alimentato dalla legna portata dai bambini stessi. Fino all’anno scorso vi erano anche alcuni banchi di legno, dotati di apposita cavità per contenere penna e calamaio, oggi però scomparsi, ed una bambola dai capelli biondi.
Vi era un’unica classe, che raccoglieva bambini di varie età, affidati tutti ad un unico insegnante.
Dei maestri che hanno prestato servizio in questa scuola di montagna, alcuni hanno anche insegnato nelle scuole elementari di S. Lucia del Mela, tra i quali la maestra di chi scrive.
Di fronte alla scuola vi è un campo in passato coltivato a granturco, in cui, fino a poco tempo fa, chi lo curava aveva sistemato un pittoresco spaventapasseri; adesso anche quello è scomparso, forse a causa delle intemperie.
Una scuola rurale in una società rurale. Venne abbandonata, così come il villaggio circostante, che comprendeva originariamente una cinquantina di famiglie, dopo gli anni Sessanta, quando la  popolazione si rese conto che quel territorio ormai non rispondeva più alle nuove esigenze sopraggiunte con l’arrivo del progresso, e cominciò a trasferirsi in paese.
Oggi la scuola di C/da Forno rappresenta una possibile meta da raggiungere durante una gita fuori porta, per chi volesse godere di ameni paesaggi e ripercorrere con la mente un pezzo della nostra storia sociale, da cui S. Lucia del Mela trae in gran parte le sue origini.

martedì 18 settembre 2012

Mamertino doc, quando il turismo inizia a tavola

Vasari in cantina
Katia Trifirò - Dalla Roma imperiale ai nostri calici. È questa la storia del Mamertino doc, uno dei vini di più antica tradizione, prediletto da Giulio Cesare e amato oggi dai sommelier di tutto il mondo e dagli appassionati dei sapori mediterranei.
Con l’obiettivo di valorizzarlo, insieme ai territori in cui viene prodotto, nasce il “Mamertino Vineyard Tour”, evento che, sino al 30 settembre, condurrà alla scoperta dei segreti e della storia racchiusi lungo la rotta del vino nella Valle del Mela.
A ideare l’iniziativa è l’Azienda Agricola Vasari, che offre ai visitatori la possibilità di assistere e partecipare alla vendemmia delle pregiate uve da cui si ricava il Mamertino doc. Il programma prevede visite guidate all’antica cantina museo risalente al 1700, alla cantina moderna e ai vigneti, abbinando le degustazioni di piatti tipici ai tre tipi di Mamertino, Bianco, Rosso e Nero d'Avola.
Tra le attività proposte, una delle più attese riguarda i corsi di “cucina futurista”. Un connubio tra letteratura, cibo e vino sulle tracce dell’avanguardia primonovecentesca messinese, che aveva proprio a Santa Lucia del Mela uno dei centri propulsori, ricordando il celebre artista Ruggero Vasari (1898 – 1968), di cui il nipote, che ne porta il nome, ha raccolto l’eredità.
Per ribadire che il vino è cultura, centrale per la promozione di percorsi turistici ed enogastronomici, l'Azienda Vasari organizza infine itinerari guidati dedicati al patrimonio artistico luciese, con speciali pacchetti che comprendono tour di
Milazzo, Eolie, Tindari e Marinello.
Tra gli estimatori del Mamertino doc, anche personaggi noti al grande pubblico. ll vino ha incontrato quest'anno il grande cinema, in occasione del Taormina Film Festival, sponsorizzato dall’Azienda Agricola Vasari. Con le bottiglie del Mamertino Vasari sono stati omaggiati, tra gli altri, l’attore comico Carlo Verdone, il messinese Beppe Fiorello e i fratelli Vanzina.
 
Carlo Verdone tra Ruggero Vasari e Carmen La Malfa
 
Per saperne di più sul Mamertino doc, si può rivedere, cliccando sul link sottostante, il servizio rai del Tg2 nella rubrica "Eat Parade" (secondo dopo  quello sui formaggi del Trentino), andato in onda il 17 agosto 2012: